Gerardo Sacco nasce a Crotone nel 1940, e fin da giovane manifesta una forte inclinazione per l’arte orafa. Ancora adolescente trova lavoro in un piccolo laboratorio orafo, dove scopre la sua vera vocazione: plasmare e modellare metalli preziosi con una maestria che lo accompagnerà per tutta la vita. Desideroso di approfondire le sue competenze, si trasferisce a Valenza Po, celebre centro italiano della lavorazione dell’oro, dove perfeziona tecniche e processi che gli consentono di affinare ulteriormente il suo talento. Tornato nella sua città natale con un bagaglio tecnico e creativo più ricco, fonda nel 1963 la propria ditta artigianale, un laboratorio-bottega in cui riscopre e recupera metodi di lavorazione antichi, radicati nella cultura magnogreca e nella tradizione mediterranea, reinterpretandoli in chiave moderna.
Fin dall’inizio la sua produzione si distingue per originalità e qualità: il primo campionario presentato gli vale il primo premio alla Mostra dell’Artigianato Orafo di Firenze e l’Oscar dell’Artigianato a Sanremo, aprendo le porte a un percorso di successo che lo porta a essere riconosciuto come uno dei maestri orafi più importanti d’Italia. Le sue creazioni, oltre a essere apprezzate nel panorama nazionale, trovano spazio in prestigiose esposizioni internazionali, tra cui il Complesso del Vittoriano a Roma e i Musei Vaticani, nonché in eventi promossi dagli Istituti Italiani di Cultura in città come Bruxelles, Lisbona, Copenaghen e Madrid. I suoi gioielli hanno accompagnato sul red carpet e nelle produzioni artistiche star del calibro di Liz Taylor, Isabella Rossellini, Monica Bellucci ed Elena Sofia Ricci, confermando il suo ruolo di protagonista nell’arte orafa contemporanea.
L’arte di Gerardo Sacco nasce da un profondo legame con la sua terra, un crocevia di culture e tradizioni che si riflettono nei suoi lavori. Il Mediterraneo, con le sue leggende, i miti della Magna Grecia e i colori caldi dei tramonti sul mare, è fonte inesauribile di ispirazione. I suoi gioielli si trasformano in vere e proprie narrazioni, dove maschere apotropaiche, simboli di protezione e fortuna, si intrecciano con perle, pietre preziose e metalli nobili per dare vita a pezzi unici, carichi di fascino e significato. Ogni creazione è un omaggio all’unicità, un incontro armonioso tra passato e presente, tra tradizione e innovazione.
La “bottega” di Gerardo Sacco rappresenta il cuore pulsante dell’intero progetto artistico. Qui, mani esperte e appassionate danno forma a manufatti che sono il risultato di un’attenta ricerca e di una sapienza artigianale che si tramanda di generazione in generazione. La minuziosità con cui vengono selezionati i materiali, la precisione delle lavorazioni, l’attenzione al dettaglio raccontano una storia di dedizione e amore per l’arte orafa. La sfida di Sacco è stata sempre quella di valorizzare e tutelare la tradizione manuale, arricchendola però con l’uso di tecnologie all’avanguardia, capaci di innovare senza mai tradire l’essenza stessa del lavoro artigianale.
L’equilibrio tra l’antico e il moderno è ciò che caratterizza la ricerca artistica di Gerardo Sacco, che si pone come esempio emblematico dell’“Artigiano del Futuro”. Un maestro capace di coniugare la sapienza di un mestiere antico con una visione creativa e contemporanea del Made in Italy, facendo convivere competenze manuali con strumenti digitali e tecnologici. Il risultato sono gioielli raffinati, innovativi e sempre portatori di un valore culturale ed estetico profondo.
In questo modo, Gerardo Sacco ha saputo trasformare l’arte orafa in un linguaggio universale, capace di raccontare storie millenarie e di emozionare chiunque entri in contatto con le sue creazioni. Ogni gioiello è un piccolo capolavoro che coniuga originalità, tecnica e sensibilità artistica, testimonianza concreta di come l’eccellenza artigianale italiana possa vivere nel presente e guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e prestigio.
Contatti
Gerardo Sacco & C. S.r.l. – Via Antonio De Curtis, 2 88900 Crotone customer@gerardosacco.com
Lucio Picone nasce a Frasso Telesino, in provincia di Benevento, e nel 1970 si trasferisce in Toscana insieme alla famiglia, dando inizio a un percorso di vita e lavoro che lo avrebbe portato a diventare uno dei più apprezzati artigiani calzaturieri italiani. Fin da giovanissimo, a soli quindici anni, Lucio entra nel mondo della calzatura lavorando in un calzaturificio a Monsummano Terme, centro storico e rinomato per la sua tradizione manifatturiera nel settore. Qui inizia una lunga esperienza di formazione, fatta di impegno, pazienza e passione, che gli permette di acquisire le competenze tecniche necessarie per trasformare una semplice scarpa in un’opera d’arte.
Dopo oltre trent’anni di lavoro e di perfezionamento, Lucio riesce a realizzare un sogno coltivato a lungo: aprire una bottega artigianale tradizionale a Pieve a Nievole, nel cuore della provincia di Pistoia, dove può esprimere liberamente la sua creatività e mettere a frutto tutta la sua esperienza. Questa bottega diventa ben presto un punto di riferimento per una clientela esigente e raffinata, che include personaggi di rilievo provenienti dal mondo dello sport e dello spettacolo. Grazie alla qualità delle sue creazioni e alla meticolosità con cui segue ogni fase della lavorazione, Lucio si afferma come uno dei migliori artigiani calzaturieri in Italia.
Il successo di Lucio Picone non è solo frutto di esperienza, ma anche di una costante ricerca tecnica e stilistica. Egli ha scelto di non accontentarsi della produzione industriale, prediligendo metodi tradizionali e manuali come le lavorazioni Goodyear e Norvegese, riconosciute a livello internazionale per la loro durata e comodità. In particolare, la lavorazione Norvegese, con le sue cuciture esterne a treccia e a punto lineare, conferisce alle scarpe una caratteristica estetica ricca e un’eccezionale resistenza. Ma Lucio non si limita a replicare tecniche classiche: ha ideato personalmente una tecnica innovativa che arricchisce l’aspetto esterno delle calzature unendo piccole strisce di pelle e spago in una sorta di ricamo, rendendo ogni paio di scarpe un pezzo unico, riconoscibile e originale.
Lucio Picone è un vero artista perché controlla con attenzione ogni dettaglio del processo produttivo: dalla scelta dei materiali, selezionando solo pellami di altissima qualità, ai colori, che consiglia personalmente ai suoi clienti per ottenere abbinamenti eleganti e armoniosi. Questa cura artigianale gli permette di offrire scarpe su misura, completamente realizzate a mano, capaci di coniugare stile classico, comfort e robustezza. Le sue creazioni sono pensate per accompagnare chi le indossa in ogni momento della vita quotidiana, dal lavoro al tempo libero fino alle occasioni più formali e cerimoniali.
La bottega di Lucio Picone è quindi molto più di un semplice laboratorio: è un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano, dove la passione per l’arte della calzatura si trasforma in pezzi di eccellenza artigianale. Grazie alla sua dedizione, alla ricerca continua e all’amore per il mestiere, Lucio ha saputo costruire un’attività solida e riconosciuta, incarnando l’ideale dell’artigiano moderno che valorizza il lavoro manuale e la qualità sopra ogni cosa. La sua storia è la testimonianza di come talento, esperienza e passione possano trasformare una professione in un vero e proprio atto creativo e artistico.
Contatti
Lucio Picone – Via Matteotti, 22 51018 – Pieve a Nievole (PT) Tel. +39 338 7510156
Sandro Bastioli nasce a Spoleto nel 1949 e scopre presto l’inclinazione al disegno, che lo accompagna fin dall’infanzia. Dopo un periodo in Svizzera, si trasferisce a Milano dove perfeziona le sue capacità pittoriche sotto la guida del Prof. Cino Balleri alla Libera Accademia di Pittura di Bovisio Masciago. La sua prima produzione artistica spazia dai nudi femminili ai paesaggi umbri, fino alle nature morte di chiara ispirazione caravaggesca, con le quali inizia a farsi conoscere al pubblico.
Nel 1977 espone le sue prime opere in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, per poi allestire personali a Milano, Torino e Lecce, dove vince il Premio Martinez. Seguiranno numerose esposizioni a livello nazionale, da Gabicce a Gualdo Tadino, da Rieti a Roma, dove nel 1990 partecipa alla “Settimana degli Umbri a Roma” ottenendo un riconoscimento ufficiale. La sua ricerca artistica si evolve e, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, abbandona gradualmente i soggetti vegetali per concentrarsi sulla materia: pietre scavate, ciottoli levigati, superfici marmoree e muri antichi diventano protagonisti della sua pittura.
Il passaggio al linguaggio materico rappresenta una svolta definitiva. I nudi si trasformano in statue, i frutti in frammenti di roccia, fino a scomparire completamente nella produzione più matura. La materia diventa centro di una riflessione estetica ed esistenziale che si concretizza in uno stile geometrico, essenziale, ma emotivamente denso. Espone a New York nel 2000 presso “La MaMa Gallery”, inaugurando la stagione culturale dello storico spazio fondato da Ellen Stewart. Seguono mostre a Schwetzingen (Germania), Marsciano, Oslo e ancora a Roma, Spoleto e Vigevano. Le sue opere vengono apprezzate anche da critici e riviste di settore, tra cui Artribune, che gli dedica una copertina per la mostra “Spoleto Contemporanea” nel 2016 al Museo d’Arte Moderna di Spoleto – Palazzo Collicola.
Nel tempo, Sandro Bastioli ha saputo costruire un percorso coerente e profondo, in cui la tecnica raffinata si coniuga con una visione poetica della realtà, capace di dare voce al silenzio della materia.
La sua pittura si fonda su un concetto chiave: “Materia”. Non si tratta solo di un riferimento alla sostanza fisica dei soggetti raffigurati, ma di una vera e propria visione artistica che mira a catturare il peso del tempo e la trasformazione impressa dagli eventi sulle superfici. Attraverso la pittura, elementi altrimenti trascurabili o inanimati vengono investiti di nuova importanza, recuperati dal silenzio e restituiti a una dimensione di significato e bellezza.
Ogni oggetto scelto – che sia una parete scrostata, un legno consunto, un metallo arrugginito – viene isolato dal proprio contesto, per essere osservato e interpretato come testimone silenzioso del tempo. I segni lasciati dagli anni diventano trame da decifrare, quasi un codice genetico che l’artista cerca di ricostruire per restituire identità e memoria. Il realismo con cui queste superfici vengono rese non è un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma un modo per avvicinarsi all’anima nascosta delle cose.
La luce e l’ombra giocano un ruolo centrale nella costruzione dell’immagine. L’ombra, in particolare, non è solo assenza di luce, ma strumento espressivo che accarezza le superfici, ne esalta la tridimensionalità, suggerisce profondità interiori. Attraverso questo equilibrio, l’artista sembra voler infondere una parvenza di vita ai soggetti, un’eco della loro esistenza.
Il lavoro di Sandro Bastioli si muove quindi su un doppio binario: da una parte l’attenzione al dettaglio e alla tecnica, dall’altra una tensione poetica che cerca il significato dentro ciò che è stato abbandonato, consumato, trascurato. In questa dialettica, la materia non è solo oggetto, ma diventa metafora. Ed è in questa trasformazione che si compie il senso più profondo della sua arte.
Sandro Bastioli è un artista di grande spessore in grado di stupire ed affascinare qualsiasi spettatore, le sue opere fanno vivere elementi architettonici e “materia”, grazie a colori, luci e atmosfere Bastioli riesce a dare un’anima ad ogni soggetto che rappresenta. La sua tecnica pittorica è indiscusso ma il suo talento, la sua capacità di emozionale è un fiume che inonda ogni sua esposizione. Elementi poveri del passato, scorci, tombini, fontanelle, finestre, pietre, chianche, graniglia, sassi, dettagli di portoni, vecchi muri, tegole di tetti…nelle sue opere prendono vita, comunicano, raccontano grazie al suo “iperrealismo emozionale”, foto perfette di un’ artista con una propria anima e un proprio linguaggio.
L’artista scrive sul suo ultimo “viaggio” attraverso la “materia”: << “Materia” è anche il mio modo di dare importanza, dignità, e se possibile nuova vita, a quello che in teoria dovrebbe essere un soggetto altrimenti irrilevante, inanimato e perciò senza età. “Materia” è pure la possibilità di sublimare la realtà (e quindi anche soggetti apparentemente molto reali) nell’arte e trasfigurarne il significato.>> . Sandro Bastioli, che negli anni ha collezionato premi e riconoscimenti in tutto il mondo, è un pittore iperrealista che grazie a colori e tagli di luce riesce a dare tridimensionalità e vita alle sue tele, ai portoncini logorati dal tempo, alle chianche, alle pietre, alle tegole e ai tetti. Nei suoi dipinti dominano oggetti e scorci della vita quotidiana descritti con precisione quasi fotografica e arte di maniera, ad ogni elemento del quadro il Maestro dà un significato peculiare indipendentemente dallo scopo originario per il quale era stato prodotto. L’artista oltre ad un grande talento vanta un cuore immenso grazie al quale ha deciso di donare un’opera all’Associazione Salvamamme per il progetto a cura di Doc Italy “Eccellenze Unite per il Salvamamme”.
Contatti
Sandro Bastioli vive ed espone a Spoleto in via Fontesecca 13
A poco più di 50 chilometri da Roma, in quella fascia di terra tra i Castelli Romani e la Valle del Sacco, ha preso forma uno dei più sorprendenti casi di successo del mondo enogastronomico italiano. Si chiama Mirko Giannella, è cresciuto a San Cesareo, e in pochi anni è diventato uno dei più grandi tagliatori di prosciutto crudo a coltello al mondo. Un cortador professionista riconosciuto a livello internazionale, che ha saputo trasformare una passione familiare in un mestiere d’eccellenza, oggi al centro del suo ambizioso progetto imprenditoriale: Jamón Experience.
Mirko nasce da una famiglia di macellai. Il suo imprinting arriva dal nonno, che preparava i salumi e affettava il prosciutto rigorosamente a mano: lunghe fette sottili che raccontavano un sapere antico. È così che nasce il suo amore per il crudo, ma anche per il coltello. Inizia a lavorare giovanissimo, a 19 anni, tra salumerie e negozi di paese, senza mai smettere di affinare il gesto, di studiare, di osservare. A folgorarlo definitivamente è la tecnica spagnola, quella dei cortadores de jamón, veri e propri artisti della lama che tagliano in piccoli frammenti il pregiato Pata Negra, valorizzandolo con maestria.
Autodidatta, Mirko si forma seguendo i tutorial della celebre cortadora iberica Miriam Lopez Ortega, fondatrice del blog JamónLovers. Apprende da video, perfeziona dal vivo, sperimenta ogni giorno su prosciutti italiani e jamón iberici. “I piccoli pezzi di crudo danno il giusto valore al prodotto – racconta – si spalmano sul palato, offrono un equilibrio tra magro e grasso, e rendono ogni assaggio un’esperienza sensoriale”.
Nel giro di pochi anni arrivano i riconoscimenti: nel 2018 vince la gara di taglio a mano a Salumi da Re, organizzata da Gambero Rosso e Antica Corte Pallavicina a Polesine Zibello. Seguono masterclass, eventi e corsi in tutta Italia. Ma è nel 2021 che conquista la scena internazionale, trionfando a Madrid al primo Concorso Internazionale di Taglio del Prosciutto Iberico. L’anno dopo vince due premi al Salón Gourmets come miglior cortador e per il piatto più creativo, diventando il primo straniero a superare gli spagnoli nella patria del jamón.
Sull’onda dei successi, Giannella fonda Jamón Experience, un progetto che rivoluziona l’idea di prosciutto nel mondo della ristorazione. Nel 2022 apre il suo laboratorio a San Cesareo, 40 metri quadri dedicati esclusivamente al taglio a coltello e confezionamento sottovuoto di jamón iberici e crudi italiani di altissima qualità. L’obiettivo è offrire un prodotto già tagliato e pronto all’uso, in porzioni omogenee, che mantenga inalterate estetica e sapore grazie a un sottovuoto eseguito con perizia e attenzione.
“Il sottovuoto è il sistema più congeniale per i ristoratori – spiega – perché garantisce un food cost preciso, azzera gli sprechi, elimina la necessità di un cortador fisso in loco, ed è immediato da servire. Basta immergere la busta in acqua tiepida per 30 secondi: le fette si staccano come appena tagliate”.
Oggi Mirko Giannella è cortador ufficiale per alcune delle più rinomate aziende di jamón spagnolo – tra cui MIO, Beher, Arturo Sánchez, Fisan – e di crudi italiani d’eccellenza come la Cinta Senese di Renieri, il Nero di Calabria di Franco Simone e l’Antico Nero di Paolo Tanara. Organizza corsi di formazione professionale, degustazioni, eventi privati e masterclass con altri campioni del settore, come il cortador spagnolo Alvaro Diezma, vincitore del titolo nel 2020. Collabora con ristoranti per la realizzazione di vere e proprie carte dei prosciutti, partecipa a fiere di settore come Tuttofood a Milano, e guida un team affiatato di giovani collaboratori, contribuendo alla nascita di una nuova generazione di professionisti del taglio.
Per Giannella, il mestiere del tagliatore è anche una missione culturale. “Un cortador deve amare il proprio lavoro e il prodotto su cui opera. Il rispetto dell’animale passa anche dalla valorizzazione del suo sacrificio. Tagliare bene significa onorare quella vita, evitando sprechi, esaltando il sapore, donando bellezza e senso”. La sua tecnica non è spagnola o italiana: è corretta. L’unica che permette di ottenere il massimo rendimento, di esprimere l’equilibrio tra magro e grasso, di comporre piatti coreografici che uniscono estetica e sapore.
Oggi, con l’apertura del nuovo punto vendita a Colle La Noce, a due passi dall’autostrada Roma-Napoli, Jamón Experience è diventato il riferimento per gli appassionati di prosciutto crudo. Un luogo dove acquistare jamón iberico di altissima gamma, prosciutti italiani selezionati, confezioni pronte all’uso e, soprattutto, entrare in contatto con la cultura del taglio professionale. Un piccolo tempio del crudo, nato dal talento e dalla determinazione di un ragazzo dei Castelli Romani.
Mirko Giannella non ha solo fondato un’attività. Ha creato un nuovo mestiere, ha portato in Italia una cultura antica e l’ha fatta propria, con umiltà e ambizione. E oggi è tra i pochi al mondo in grado di raccontare un prosciutto prima ancora che con le parole, con un coltello.
Contatti
Mirko Giannella Jamón Experience – Via Colle del Noce, 9, 00030 San Cesareo RM
Telefono: 389 191 9686
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/07/giannella-4-e1753210590917.jpg1019996docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-07-09 00:39:562025-11-12 17:52:00Maestro del Taglio Mirko Giannella
Angela Fiorini è diventata, quasi suo malgrado, un punto di riferimento per chi cerca la pasta fresca più buona nei dintorni di Roma. Il suo laboratorio artigianale, “Meraviglie in Pasta”, si trova a Zagarolo, in provincia di Roma, e da anni attira appassionati e curiosi da tutta la regione. La fama è arrivata col tempo, passo dopo passo, grazie al lavoro quotidiano, alla qualità eccellente dei prodotti e a una passione per l’arte bianca che si sente al primo assaggio. I ravioli ricotta e spinaci sono ormai un piccolo culto tra gli estimatori, ma basta affacciarsi al banco per capire che ogni pasta qui racconta una storia: quella di una famiglia unita e laboriosa che ha scelto di investire nel territorio e nella tradizione, con coraggio e amore autentico.
Tutti la chiamano “mamma Angela”, anche chi non la conosce da tempo. È lei il cuore pulsante di questa realtà artigianale, sostenuta dalle sue tre figlie – Valentina, Eleonora e Beatrice Eugani – e dalla piccola nipote Irene, che cresce tra sfoglie e sorrisi. Un lavoro collettivo, costruito nel tempo con dedizione, precisione e spirito di sacrificio. Le figlie sono a loro volta abili pastaie, formate alla scuola di casa, quella fatta di gesti precisi e ricette tramandate a voce. Il risultato è una pasta che profuma di casa e di territorio, ma che non rinuncia a innovare: ogni prodotto è realizzato con tecnica impeccabile, sfoglia sottile e ruvida al punto giusto, ripieni soffici e saporiti, sempre freschissimi.
Il segreto di Meraviglie in Pasta sta nella morbidezza, un tratto distintivo che attraversa tutta la produzione, affiancato dalla scelta rigorosa delle materie prime. Uova di galline allevate a terra, farine macinate a pietra, olio extravergine d’oliva di qualità: tutto è pensato per valorizzare il sapore genuino e naturale dei piatti. Il nuovo negozio, attualmente in preparazione, aprirà nel prossimo autunno. “Speriamo in tempo per la Sagra dell’Uva, un evento importantissimo qui a Zagarolo”, racconta Angela, con lo stesso entusiasmo di sempre. Per l’occasione, sono stati creati ravioli speciali a base d’uva e salsiccia, oppure ripieni con tordo matto, una preparazione tipica della zona a base di carne equina speziata. Ricette che raccontano il territorio in modo autentico e gustoso.
La produzione spazia dai ravioli ai quadrucci, passando per gnocchi lunghi a “coda de soreca”, una pasta povera fatta solo di acqua e farina, perfetta condita con sughi semplici ma intensi, come olive nere e tonno fresco. Non mancano i grandi classici come cannelloni, tortellini e lasagne, né le ricette pronte da infornare: crespelle, rotoli di ricotta e spinaci, timballi. La cucina è sempre attiva per rispondere anche alle esigenze di chi non vuole o non può cucinare a casa ma non intende rinunciare alla bontà di un piatto fatto con amore e competenza.
A luglio 2024, la FIEEA – Federation International Excellences Edible Art – ha nominato Angela Fiorini delegata regionale per la pasta artigianale. Un riconoscimento prestigioso che premia non solo la sua competenza, ma anche la dedizione instancabile e la visione che ha saputo trasmettere alla sua famiglia e a tutto il territorio. “Un risultato straordinario”, ha commentato la sindaca di Zagarolo, Emanuela Panzironi, “che porta il nome di Angela e quello di Zagarolo in tutta Italia”. Un traguardo che non cambia però la sostanza: ogni giorno, Angela e le sue figlie continuano a lavorare con le mani in pasta, come all’inizio, con la stessa passione e lo stesso rigore.
La storia di Meraviglie in Pasta nasce, come molte storie italiane, da una scelta coraggiosa. Quando un piccolo laboratorio di pasta all’uovo stava per chiudere, Angela e Valentina decisero di rilevarlo. Un gesto quasi impulsivo, ma radicato in una tradizione familiare solida, nutrita di valori ciociari, rispetto per la terra e amore per la cucina. Quel gesto si è trasformato in un’impresa: oggi Meraviglie in Pasta è una bottega cult, apprezzata ben oltre i confini del comune, celebrata in TV e sulla stampa gastronomica, protagonista anche di una rubrica fissa su Alice, la rivista di cucina dove Angela racconta ricette, trucchi e storie.
I ravioli al tordo matto, quelli all’uva, il raviolio all’extravergine, i ravioli alla carbonaraa, alla gricia e alla amatriciana. Classici intramontabili della cucina del Lazio, reinterpretati in forma di ripieno con equilibrio e maestria, che diventano così una vera e propria esperienza gustativa. Per valorizzarli al meglio, l’artigiana di Zagarolo suggerisce di servirli con un condimento semplice, che non copra ma esalti i sapori decisi della farcitura: un filo di olio extravergine a crudo con una grattugiata di pecorino, oppure un leggero soffritto di aglio, olio e peperoncino. Per i ravioli all’amatriciana, anche qualche pomodorino fresco può completare il piatto con una nota di dolcezza e colore. Idee semplici che nascono dall’esperienza quotidiana e dalla conoscenza profonda delle materie prime, per portare in tavola piatti autentici, sorprendenti nella loro essenza più vera.E poi ci sono le varianti più creative, come i ravioli ripieni di carne affumicata di maiale e mela, o quelli al pistacchio e menta.
Ognuno racconta qualcosa di sé, di un territorio, di un’idea. E Angela non si limita a venderli: li racconta, li spiega, suggerisce come cuocerli al meglio. Lo fa con entusiasmo, con competenza, con una passione che si legge negli occhi e si sente nelle parole. Basta starla a sentire per avere l’acquolina in bocca, ancora prima di assaggiare.
Contatti
Meraviglie in Pasta – via valle del formale, 61, 00039 Zagarolo RM
Chi ama il buon cibo, chi non si accontenta e cerca sempre la qualità vera, quella fatta di sapori autentici, ingredienti genuini e accoglienza sincera, trova nella Salumeria Paciotti un punto di riferimento solido e riconoscibile. Situata nel cuore del quartiere Trionfale, a Roma, in via Marcantonio Bragadin 51/53, questa storica bottega è da anni sinonimo di eccellenza gastronomica italiana, proposta con una cura che si tramanda di generazione in generazione.
Stefano Paciotti e la sua famiglia portano avanti ogni giorno un lavoro fatto di passione, attenzione e profondo rispetto per i prodotti. Nulla viene lasciato al caso: ogni salume, ogni formaggio, ogni specialità presente nei banchi della salumeria è frutto di una selezione attenta e rigorosa. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire solo il meglio, mantenendo intatti freschezza e gusto degli ingredienti. Il risultato è un’esperienza di acquisto che va ben oltre il semplice gesto quotidiano: è un viaggio nei sapori più autentici d’Italia, guidato da chi conosce a fondo ciò che propone e ama profondamente questo mestiere.
Da Paciotti Salumeria è possibile trovare una ricca varietà di affettati e insaccati di alta qualità, tutti rigorosamente privi di derivati del latte e senza glutine. Una scelta precisa e consapevole, pensata per garantire a chiunque – senza eccezioni – il piacere di gustare il meglio della tradizione gastronomica italiana, anche seguendo regimi alimentari specifici. Una qualità accessibile a tutti, senza rinunce.
Entrare nella salumeria significa immergersi in un mondo di profumi e sapori che raccontano storie, territori e tradizioni. Superato l’arco dei prosciutti crudi di Parma e San Daniele D.O.P., si apre uno spazio familiare e accogliente, dove il tempo sembra rallentare e ogni consiglio diventa un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo. Dai salumi rari ai formaggi a latte crudo stagionati nelle malghe, fino ai prodotti sott’olio realizzati secondo metodi antichi, ogni referenza racconta un lavoro fatto con serietà e competenza. Ma la Salumeria Paciotti non è soltanto salumi e formaggi. È anche un punto vendita specializzato in eccellenze alimentari italiane: conserve artigianali, pasta di grano duro trafilata al bronzo, oli extravergini di oliva selezionati, vini del territorio e tante altre specialità regionali.
Tutti prodotti che portano in tavola l’Italia più autentica, fatta di tradizioni vive, sapori veri e mani esperte. Ogni prodotto racconta una storia, e ogni consiglio dato dietro al bancone è parte di un percorso che unisce cibo, cultura e passione.
A rendere tutto ancora più speciale è la professionalità dello staff. La cordialità di Stefano e dei suoi collaboratori è parte integrante dell’esperienza. Ogni cliente viene accolto con il sorriso e con quella tipica simpatia romana che fa sentire subito a casa. L’acquisto diventa così un momento di condivisione, di ascolto, di scambio. Non si entra solo per comprare, ma anche per chiacchierare, imparare, scoprire. È questo che crea un legame forte e duraturo con chi sceglie questa salumeria.
La Salumeria Paciotti non è soltanto un luogo dove acquistare eccellenze. È uno spazio dove riscoprire il significato profondo della qualità, ricevere consigli da chi conosce a fondo ogni prodotto, portare a casa non solo ottimo cibo, ma un frammento autentico d’Italia. Una realtà fatta di passione, accoglienza e tanto, tantissimo gusto. La famiglia Paciotti accoglie ogni giorno con entusiasmo chi desidera vivere un’esperienza gastronomica vera, fondata sui valori della tradizione e della qualità.
Contatti
Via Marcantonio Bragadin 51/53 a Roma. Tel.: 0639733646
In ogni pagnotta che esce dal suo forno, in ogni brioche col tuppo che lievita pazientemente dietro il vetro del laboratorio, c’è una storia. Una storia che sa di farina e d’amore, di sudore e memoria, di mani sapienti che non hanno mai dimenticato da dove vengono. È la storia di Tommaso Cannata, panificatore messinese, maestro dell’arte bianca e custode orgoglioso di un patrimonio che ha scelto non solo di tramandare, ma di rinnovare con visione, passione e coraggio.
Nato a Messina nel 1964, figlio e nipote di panificatori, Tommaso cresce tra sacchi di farina e lievito che respira come ossigeno. Fin da bambino osserva suo padre all’opera, ne assorbe i gesti, l’etica, la dedizione. E capisce che quell’arte è molto più che un mestiere: è una missione. Una strada tracciata con il cuore, fatta di albe silenziose e di forni accesi, che diventa eredità, identità, futuro.
Insieme alla moglie Nicoletta e ai figli Salvatore e Chiara, Tommaso rappresenta oggi la quarta generazione della famiglia Cannata. E con loro ha dato vita, nel 2012, a un sogno concreto: il Cannata Sicilian Bakery, il primo bakery bistrot di Messina. Ma non un panificio qualunque. È un luogo dove il pane torna protagonista, dove il profumo della tradizione incontra l’eccellenza della ricerca, dove ogni impasto è fatto solo con grani antichi siciliani e lievitato con il lievito madre “Turi”, chiamato così in omaggio al padre e al figlio Salvatore.
Turi è più di un lievito. È una creatura viva, curata con amore da decenni, tramandata come un bene prezioso. È l’anima di un pane che parla di passato ma guarda lontano. Come Tommaso, che da sempre porta avanti una battaglia silenziosa ma potente: quella per la riscoperta, la valorizzazione e la comunicazione dell’agrobiodiversità siciliana.
È per questo che Cannata è anche co-fondatore dell’associazione Simenza, realtà che riunisce agricoltori, artigiani e studiosi per proteggere e promuovere i semi contadini della Sicilia. Semi veri, autentici, non geneticamente modificati, coltivati con rispetto per la terra e per le persone.
Nel panificio di Tommaso, ogni prodotto ha una storia e una scelta dietro: farine integrali da chicco intero, niente farine raffinate, nessuna scorciatoia. Solo genuinità, tempo, cura. Le sue focacce gourmet erano già un’innovazione negli anni ’90, quando ancora la panificazione moderna era agli albori. E oggi lo sono ancora di più, perché raccontano una Sicilia che osa, che innova, che si mette in discussione.
Tra le sue creazioni più amate, spiccano la focaccia messinese e il celebre pitone (ripieno di scarola, acciughe e tuma), ma anche gli arancini, rivisitati con farine di grano antico e riso locale: nasce così “l’arancinu”, simbolo di un’identità che evolve senza mai snaturarsi.
Nel 2019 Tommaso decide di portare la sua visione anche oltre lo Stretto. Lo fa scegliendo la città simbolo del cambiamento italiano: Milano. Qui apre Cannata Sicilian Bakery in Corso Indipendenza, un panificio moderno con caffetteria e laboratorio a vista, che porta nella capitale del design e della moda tutto il calore, il gusto e la verità della sua Sicilia. Qui tutto parla della sua terra: le forme, i profumi, le farine, i nomi, perfino l’arredo, realizzato con materiali naturali e dettagli artigianali.
La Sicilia di Tommaso a Milano si sente e si vede. Ed è proprio a Milano che nasce anche il progetto “I Compari”, una collaborazione con l’imprenditore Antonio Longhi, che unisce tradizione e imprenditorialità, territorio e innovazione, sotto il claim “Sicily for life”. Un messaggio chiaro e deciso: non è la Sicilia del folclore, ma quella che lavora, che crea, che esporta cultura alimentare con orgoglio e competenza.
Tommaso mette la sua faccia in ogni progetto. E lo fa con umiltà e coerenza. Si definisce un “messinese doc”, ma è prima di tutto un uomo che ha saputo trasformare un mestiere antico in un linguaggio universale. Le sue brioche col tuppo, realizzate con farine Petra Bio 1010 e Petra Evolutiva, sono un inno alla diversità agricola italiana. Ogni scelta, ogni ingrediente, ogni forno acceso raccontano una filosofia di vita: la qualità come atto politico, la lentezza come valore, il pane come cultura.
Tommaso Cannata è molto più di un bakery chef. È un narratore, un portavoce, un riferimento per chi crede che il pane non sia solo cibo, ma atto di memoria, bellezza e resistenza. I suoi laboratori sono luoghi vivi, in cui si intrecciano saperi, tecniche, storie. E anche Milano, grazie a lui, ha imparato a respirare il profumo della Sicilia più autentica.
La sua famiglia lo accompagna in ogni passo: Nicoletta, compagna di vita e d’impresa, Chiara e Salvo, testimoni di una continuità che non è semplice eredità, ma scelta consapevole. Insieme tengono acceso un forno che non brucia mai, ma che scalda il cuore di chi crede ancora nei sapori veri e nei sogni impastati a mano.
Oggi, Tommaso Cannata è uno dei volti più credibili e appassionati del panorama artigianale italiano. Il suo nome è garanzia di qualità, tradizione e innovazione. La sua è una Sicilia che non si racconta con le parole, ma con i gesti, con il profumo di una focaccia appena sfornata, con l’accoglienza di una brioche calda all’alba, con la fermezza di chi ha scelto di restare se stesso, ovunque vada.
Il suo pane è buono perché è vero. E racconta una storia che ha il sapore eterno delle cose fatte con amore.
In un mondo dove troppo spesso il cibo è standardizzato, replicato, e privo di anima, c’è chi ancora costruisce un prodotto un’idea alla volta, con la dedizione di un artigiano e la mente di un ricercatore. Stefano Ferrara, gelatiere da oltre venticinque anni, è questo: uno sperimentatore del gusto, un alchimista moderno, un innovatore con un’attenzione specifica alla salute e al benessere.
Ferrara, dopo numerose esperienze nel campo della gelateria prima con Pinguino Gelateria Naturale e poi con GelatoLab, arriva a fondare nel 2024 Formaessenza, un nuovo laboratorio a vista e punto vendita che funge anche da centro di ricerca di nuove tecniche e nuove materie prime, finalizzate alla produzione di un gelato gustoso e funzionale. L’attenzione alla salute non è solo una tendenza, ma un principio fondante del suo lavoro.
Da oltre quindici anni Ferrara studia ingredienti naturali e zuccheri alternativi, come quello integrale di cocco, con l’obiettivo di ridurre gli zuccheri aggiunti e creare un prodotto adatto a tutti, senza rinunciare al piacere. Da Formaessenza viene proposta una nuova visione del gelato attraverso nuove forme e metodi di consumo del gelato: come il barattolo. “La mia filosofia sul gelato – racconta Stefano – è quella uscire dal concetto del tradizionale, per dargli il valore di un dolce importante con contaminazioni da parte della pasticceria.
Vincolare la qualità del prodotto ai limiti segnati dal prezzo di un cono da passeggio è secondo me troppo stringente per puntare a materie prime di eccellenza”.
Ferrara ha , quindi, declinato le sue conoscenze e competenze in 6 linee di prodotto con diverse texture, conistenze e sapori: nascono così i “Lovers”, torte semifredde della tradizione o contemporanee, gli “Spiritoso” gusti divertenti per chi ama i bouquet alcolici, i “Must Have” i gusti di cui nessuno può fare a meno, i “Quintaessenza” i gusti di cui nessuno può fare a meno, i “Gelaveg” la linea 100% vegana, e i “Kelato” un gelato ipocalorico e totalmente privo di zuccheri, adatto ai regimi dietetici chetogenici in collaborazione con il nutrizionista prof. Flavio De Gregorio.
Oltre a questi si aggiungono anche “I-Conico”, un cono gelato senza vuoti e riempito con 5 diverse consistenze che si alternano dalla cima al fondo e “Diametro 7”, nuova interpretazione del biscotto. Un numero che oltre a far riferimento al diametro dei due dischi circolari utilizzati, si rifà all’idea pitagorica del 7 come simbolo di evoluzione e cambiamento. Tre sono i diversi gusci che Ferrara ha studiato: biscotto frolla, biscotto savoiardo e brioche, in modo da avere diverse consistenze al morso.
Stefano Ferrara ha inoltre collaborato con chef e pasticceri, approfondendo tecniche di cottura a bassa temperatura, fermentazioni e ossidazioni, portando innovazione nel settore. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre Coni del Gambero Rosso, il premio come Miglior Cioccolato d’Italia e il premio a Formaessenza ome miglior nuova gelateria alle Puntarelle d’Oro 2025. Tutti i prodotti sono privi di coloranti, emulsionanti, stabilizzanti o conservanti artificiali. Solo ingredienti naturali, selezionati con cura, seguendo le stagioni. Stefano Ferrara non vende solo gelato: offre un’esperienza e Formaessenza non è solo il nome della sua gelateria, è il suo manifesto. La forma cambia, l’essenza resta.
Formessenza si trova a Roma in via Enrico Fermi 102/104, Stefano Ferrara Gelateria Via F.Cilea 244/246, Roma.
Angelo Ciavarella “l’Artigiano del Gusto nel cuore di Ladispoli” A Ladispoli, città celebre per la sua Sagra dei Carciofi, esiste un luogo dove il tempo rallenta per lasciare spazio all’eccellenza: è
La Pizzicheria di Angelo. Qui, il Maestro Salumiere Angelo Ciavarella ha dato vita a una vera e propria “Boutique del Gusto”, un tempio della gastronomia dove la ricerca della qualità non è un traguardo, ma un impegno quotidiano. Angelo non si limita a vendere prodotti; lui seleziona storie. Ogni salume, ogni formaggio a latte crudo o specialità sott’olio è frutto di un’indagine rigorosa che parte dall’origine: lo studio della dieta degli animali, il pascolo, i metodi di lavorazione e la stagionatura. Con coraggio e dedizione, Angelo ha intrapreso una missione ambiziosa: educare il palato dei suoi clienti. Laddove un tempo regnavano i marchi industriali, oggi Angelo propone rarità provenienti da malghe sperdute o alti pascoli del Friuli, trasformando ogni acquisto in un viaggio sensoriale tra le pieghe più autentiche dell’Italia. Entrare nella sua Pizzicheria significa essere accolti dal sorriso e dalla schietta simpatia romana, in un ambiente dove il consiglio esperto trasforma la spesa in un momento di cultura gastronomica.
Nel tempio del gusto di Angelo Ciavarella, la selezione non è un semplice assortimento, ma un racconto vivo dell’Italia più autentica e delle eccellenze internazionali più ricercate. Ogni visita si trasforma in un’esperienza che spazia dalla pasta trafilata al bronzo ai legumi della tradizione, fino a quel riso artigianale che conserva il profumo delle risaie d’un tempo.
Il cuore della proposta batte tra i profumi dei latticini, dove la maestosa Mozzarella di Bufala Campana DOP e il Fior di Latte Laziale di altissima qualità incontrano la cremosità della Burrata Pugliese, spesso esaltata da abbinamenti audaci. Il filo conduttore di ogni sapore è l’oro verde: un Olio Extra Vergine d’Oliva rigorosamente biologico e DOP, capace di nobilitare anche le preparazioni più semplici realizzate con Farine di Grani Antichi e impasti biologici di Tipo 1.
Per chi ricerca l’emozione pura, la dispensa dei salumi offre vette inarrivabili: dal prestigioso Culatello di Zibello DOP, orgoglio dei Presidi Slow Food, alla nobiltà del Pata Negra Iberico Gran Riserva e del Chorizo de Bellota. Non mancano incursioni gourmet come la Bresaola di Cinghiale, lo Speck d’Anatra o i caratteristici Filaccioni di cavallo, ideali per dare un’identità unica a pizze e taglieri d’autore
La cura per i dettagli prosegue tra i condimenti, dove regnano i Pomodori San Marzano e Datterini di alta gamma, insieme a una selezione di sott’olii pregiati che dai Funghi Porcini e Chiodini trifolati arriva fino ai rari Peperoni Piquillo DOP. Per i palati più esigenti, la boutique offre il lusso dei Tartufi freschi e l’intensità delle Acciughe e la Colatura di Cetara.
Infine, la ricerca di Angelo si spinge verso orizzonti ricercati, dove i costanti inserimenti di Presidi Slow Food stagionali garantiscono un’offerta in continua evoluzione. Angelo porta così in tavola un’Italia vera e d’élite, rendendo l’eccellenza accessibile a chiunque desideri onorare la tavola con rispetto e cultura.
“La Pizzicheria di Angelo è il manifesto di una rivoluzione gentile: quella del palato ritrovato. Angelo Ciavarella ha avuto il coraggio di sfidare l’abitudine per offrirvi l’emozione della scoperta, trasformando Ladispoli in una tappa obbligata per ogni vero amante del buon cibo. Non è solo eccellenza, è la firma di un uomo che studia, sceglie e ama ciò che vi offre. Entrate da semplici passanti, uscite come diplomatici i del gusto, formati dal “vero Ambasciatore del Gusto Doc Italy per la Salumeria”: l’Italia più vera vi aspetta a Piazza dei Caduti a Ladispoli, nelle mani sapienti del Maestro Angelo Ciavarella.”
Perché mangiare bene a Ladispoli ha oggi un nuovo, imprescindibile punto di riferimento “La Pizzicheria da Angelo”, un frammento autentico d’Italia in ogni assaggio.
La Pizzicheria da Angelo Piazza della Vittoria, 17, 00055 Ladispoli RM 349 250 4641
Tra le strade di Canicattì, nel cuore dell’Agrigentino, c’è una bottega che profuma di Sicilia autentica. La Macelleria Giardina non è solo un negozio di carne: è un luogo in cui si respira tradizione, ricerca e passione. Gianni Giardina, classe 1978, è il macellaio che ne porta avanti il nome, con l’orgoglio di chi fa parte di una famiglia che da tre generazioni si dedica a questo mestiere. Con le mani esperte, l’approccio artigianale e la mente sempre aperta alla sperimentazione, Gianni ha saputo trasformare una bottega di quartiere in un punto di riferimento per gli amanti della carne di qualità, tanto da essere scelto anche da grandi chef, come Pino Cuttaia, che si affida a lui per selezionare i tagli migliori da portare in cucina.
Gianni ha cominciato presto: aveva solo sette anni quando ha iniziato ad affiancare il padre tra i banchi della macelleria. A dieci ha eseguito il suo primo disosso. Dopo gli studi e il servizio militare, ha frequentato la Scuola di Macelleria di Nocera, diplomandosi con ottimi voti. Poi è volato negli Stati Uniti, a New York, per imparare nuove tecniche di taglio e affinare le sue competenze sul barbecue. Al ritorno, ha deciso di rivoluzionare l’attività di famiglia, aprendo nel 2009 un secondo punto vendita dedicato in particolare ai salumi, agli stagionati e alle frollature lunghe. Oggi è anche docente in scuole private, dove insegna trasformazione e conservazione naturale, ed è uno dei fondatori della Nazionale Italiana Macellai, di cui è vicepresidente.
Il suo lavoro parte sempre da una scelta precisa: valorizzare gli animali allevati allo stato brado, senza uso di antibiotici, in Sicilia. Sceglie razze autoctone, come la Cinisara o la Comisana, che vive libere nei pascoli siciliani, alimentandosi con foraggi naturali e mangimi vegetali, no OGM. Secondo Gianni, queste carni hanno un sapore unico e una fibra dolce, perché sono figlie del territorio. Non si tratta di migliori o peggiori, semplicemente sono diverse e per questo meritano di essere conosciute e difese. Segue tutta la filiera: dalla nascita degli animali alla loro alimentazione, fino alla macellazione, al taglio e alla frollatura. Quest’ultima è una fase fondamentale: da un minimo di trenta giorni a un massimo di quarantacinque, con controlli rigorosi del pH per garantire sicurezza, tenerezza e gusto.
Entrando nella sua macelleria si viene accolti da un banco frigo che mescola sapori del mondo con eccellenze locali. Ma sono proprio i salumi e le carni siciliane a raccontare meglio la sua visione. Capocolli, pancette, mortadelle di Cinisara, speck siculo, prosciutti di suino locale: ogni prodotto è il risultato di una lavorazione artigianale precisa, fatta senza fretta, con attenzione alla materia prima. Non si tratta solo di “produrre”, ma di dare identità a un sapore, raccontare una storia. Come quella del prosciutto di pecora, una delle sue creazioni più conosciute, che Gianni realizza con un procedimento complesso ma naturale. Si parte da pecore “strippotte”, cioè che non hanno mai avuto gravidanze: la loro carne ha un grasso più dolce e abbondante. Dopo l’aromatizzazione e la salamoia, il prosciutto viene cotto a vapore e poi abbattuto in positivo per eliminare ogni carica batterica. Il risultato è un prosciutto dal colore rosa intenso, profumato, morbido, con un gusto che rimanda immediatamente alla Sicilia, all’agnello alla brace, ai formaggi ovini, alla campagna.
Ma Gianni non si limita ai salumi. Ama recuperare anche il cosiddetto quinto quarto, le parti meno nobili degli animali che diventano base per piatti della tradizione siciliana come la robba cotta, la stigghiola, il mussu o la gelatina di maiale. Una cucina popolare, vera, che racconta la storia del territorio e delle persone. La sua filosofia è semplice ma concreta: dare valore a ciò che già esiste, rispettare i tempi della natura, non forzare nulla, puntare sulla qualità senza compromessi. Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2019 è stato nominato “Best in Sicily” per la migliore macelleria, nel 2021 la Nazionale Italiana Macellai si è classificata seconda agli Europei in Francia e ha vinto il premio del pubblico, mentre nel 2022 Gianni è stato premiato come campione mondiale di disosso al World Butcher’s Challenge di Sacramento. Successi che non gli hanno mai fatto perdere il contatto con le sue radici. Ogni giorno, infatti, lo si può trovare dietro il banco, a tagliare, frollare, spiegare, consigliare. A chi entra in negozio per comprare una braciola, Gianni racconta come cuocerla, quale vino abbinarci, da dove arriva quell’animale.
La sua non è solo una macelleria, è un presidio culturale. In un mondo che va veloce, in cui spesso si perde il legame con la terra, il lavoro di Gianni Giardina è un invito a rallentare e riscoprire il valore del cibo, quello vero, fatto con le mani, con pazienza e con amore.
A Canicattì, tra le colline siciliane, c’è ancora chi lavora come una volta, ma con lo sguardo rivolto al futuro. E non è un caso se anche i grandi chef passano da lui. Perché quando la qualità è frutto di un sapere autentico, la strada giusta si trova sempre. Anche se parte da un piccolo laboratorio, tra le vie della provincia.
Salvo Cravero è uno chef con oltre trent’anni di esperienza alle spalle, che ha fatto della cucina non solo un mestiere, ma una vera e propria missione. Nato nel 1977 in Molise, si è poi stabilito nella Tuscia, terra alla quale è profondamente legato sia dal punto di vista personale che professionale. È proprio in questi luoghi che ha deciso di costruire il suo percorso, mettendo al centro la valorizzazione del territorio, la qualità delle materie prime e un approccio alla cucina che unisce rispetto per la tradizione e voglia di innovare.
Il suo cammino comincia nel 1991, quando si iscrive all’Istituto Alberghiero di Termoli. Da lì, inizia a lavorare come commis e aiuto cuoco in diversi ristoranti e alberghi, maturando le prime esperienze in cucina. Nel 1998 si trasferisce a Viterbo e lavora al Grand Hotel Salus. Proprio qui conosce Sara, che diventerà la sua compagna di vita e sarà anche una figura fondamentale nel suo percorso di crescita professionale.
Nel 2000 entra a far parte della brigata del ristorante Le Sans Souci a Roma, una stella Michelin. Un’esperienza importante che gli permette di lavorare su tutte le partite e di formarsi accanto a grandi professionisti. Dopo questa tappa, ricopre il ruolo di chef in diversi locali di qualità, come L’Antico Bottaro, sempre nella capitale, dove inizia a definire uno stile di cucina sempre più personale e attento ai dettagli. Salvo continua a formarsi, partecipa a corsi di specializzazione e diventa membro di Euro-Toques, l’associazione fondata da Gualtiero Marchesi.
Questo gli dà la possibilità di confrontarsi con alcuni dei nomi più importanti della cucina italiana e internazionale, e di ampliare la sua visione. Nel 2005, insieme a Sara, apre L’Etoile a Vetralla, un ristorante gourmet che ottiene ottimi riconoscimenti da parte della critica e delle guide gastronomiche. Qui propone una cucina attenta, creativa, ma sempre legata ai sapori autentici del territorio.
Oltre al lavoro ai fornelli, negli anni Salvo comincia anche a portare la sua cucina in televisione, partecipando a programmi come “Cucine d’Italia”, “Panino Amore Mio” su Gambero Rosso Channel e “Ricette all’Italiana” su Rete 4, con Anna Moroni e Davide Mengacci. Questo gli permette di farsi conoscere da un pubblico più ampio e di raccontare il suo modo di fare cucina in modo semplice e diretto. Nel 2018 arriva un incarico di grande prestigio: curare i menù di prima classe per Alitalia, nella classe Magnifica, progetto che lo vede coinvolto anche con Joe Bastianich.
In seguito, riceve l’incarico di ideare il primo menù per la nuova compagnia ITA Airways, sempre per la classe di punta. Due esperienze che lo portano a rappresentare l’eccellenza della cucina italiana a livello internazionale. Nel tempo, Salvo riceve anche importanti riconoscimenti: diventa Ambasciatore del Gusto Doc Italy per la provincia di Viterbo, e collabora con realtà di valore come il Castello di Semivicoli, della famiglia Masciarelli, produttori di vini di alta qualità. Lavorare in abbinamento con un grande marchio del vino è per lui un’occasione per approfondire la connessione tra cucina e territorio.
Negli ultimi anni, oltre all’attività di chef, si dedica con passione alla formazione. Insegna in scuole prestigiose come la Boscolo Etoile Academy, Coquis e la Gambero Rosso Academy, condividendo con gli studenti non solo ricette e tecniche, ma anche una visione concreta del mestiere, fatta di studio, esperienza e passione. Ha sempre avuto una particolare attenzione per la panificazione e i lievitati, tanto da vincere il premio per il miglior pane nella selezione Centro-Sud del concorso Emergente Sala, ideato da Luigi Cremona. Inoltre, porta avanti una piccola produzione di formaggi caprini a latte crudo, insieme a un amico allevatore tra Roma e Viterbo. È anche molto attivo nei corsi dedicati all’arte bianca, che tiene dal 2020 per professionisti e appassionati. Oggi è alla guida del ristorante Ristòria Pepe Nero a Capodimonte, affacciato sul Lago di Bolsena. Un progetto che unisce tradizione e innovazione, cucina di territorio e attenzione alle tecnologie moderne. Il suo obiettivo è raccontare attraverso i piatti la bellezza della Tuscia, usando materie prime locali, tecniche precise e una sensibilità costruita in trent’anni di lavoro.
La sua cucina parte spesso dalla “memoria dell’acqua”: quella dolce del lago e quella salata del Tirreno che bagna le coste non lontane, una fusione che si ritrova nei sapori e nei profumi dei suoi piatti. Salvo crede molto nella condivisione, non solo con i colleghi, ma anche con gli appassionati che vogliono avvicinarsi ai fornelli. Ama trasmettere ciò che ha imparato e farlo in modo pratico, partendo dalla selezione delle materie prime, passando per le tecniche fino al servizio. Tiene regolarmente corsi sulla cucina, sulla panificazione, sulla caseificazione, sempre con l’obiettivo di valorizzare il sapere artigianale e la qualità degli ingredienti. Il suo è un percorso costruito giorno dopo giorno, con dedizione, passione e curiosità. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, ma con i piedi ben piantati nella terra che ama: la Tuscia. Una cucina concreta, legata alla realtà, che non dimentica mai le proprie radici ma guarda con attenzione al futuro.
Lo chef Massimo Viglietti è una delle figure più eclettiche e visionarie della cucina contemporanea italiana, un talento capace di unire istinto, tecnica e creatività in una sintesi personale e inconfondibile. Dopo una lunga carriera che lo ha visto protagonista in ristoranti di grande prestigio, tra cui Il Palma ad Alassio, dove ha ottenuto la stella Michelin, e successivamente TavolaViva e Taverna dei Caruggi, Viglietti approda a Roma dando vita a un progetto che rivoluziona il concetto stesso di esperienza gastronomica. La sua è una cucina d’autore, senza barriere e con menu concettuali, audaci e multisensoriali che hanno conquistato pubblico e critica.
Estremo, coraggioso, provocatorio nel pensiero e raffinato nell’esecuzione, Viglietti ha costruito un linguaggio culinario fatto di contaminazioni, memoria, arte e rock, che gli è valso numerosi riconoscimenti nel panorama nazionale. La stampa specializzata lo definisce “uno degli chef più innovativi del nostro tempo”, e i suoi piatti, vere narrazioni visive ed emotive, sono diventati il marchio distintivo di una carriera che continua a sorprendere, evolvere e sperimentare senza sosta.
Ligure, anticonformista per natura, lo chef al timone dell’insegna fine dining del Lord Byron Hotel rifiuta le convenzioni e stupisce con creazioni non sempre d’immediata comprensione, ma che trova un senso delizioso sul palato. L’esperienza di un cuoco non può essere diluita nello spazio di una cena.
Chi assaggia non s’illumina d’immenso a comando, non può entrare in immediata sintonia con un pensiero, soprattutto quando la maniera di interpretare un piatto nella mente di chi crea, si figura in maniera diametralmente opposta rispetto a chi è invitato a scoprirlo. E così occorre fare uno sforzo in più, ascoltare, sviscerare, parlare e comprendere quella diversità di visioni, onorando quindi sia l’esperienza che il seme originario di un piatto. Ce ne siamo convinti alla tavola di Relais Le Jardin, il ristorante fine dining del Lord Byron Hotel, quartiere Parioli a Roma, dove da circa un anno ha preso le redini della cucina il ligure Massimo Viglietti, che in quel luogo sognava di fermarsi dal suo primo approdo nella Capitale e dove trent’anni fa hanno brillato le prime due stelle Michelin dell’urbe capitolina.
Originario di Alassio, deve tanto ai suoi genitori; deve tanto alla Palma, il ristorante di famiglia, due macaron e tanta passione, dove inizia a capire cosa, ma soprattutto chi volesse diventare; un cuoco, un cuoco libero, un cuoco che sceglie questo mestiere non tanto per lamentarsi e sentirsi frustrato, costretto a un unico campo base vita natural durante, a macinare ore a testa bassa subendo pressioni e richieste tali da snaturare la forza creativa, declassando il genio a mero esecutore: «Per fare questo mestiere bisogna divertirsi, sbagliare e accogliere la convinzione che non puoi piacere a chiunque. Di ore ne passi chiuso in un ristorante, quindi tanto vale farlo provando a creare qualcosa che rappresenti noi stessi fino in fondo», dichiara Viglietti
Lascia Alassio molto presto Massimo, ma non ha mai dimenticato la sua terra e, infatti, i profumi che gli appartengono tornano a piccole dosi, senza mai abbandonare la tradizione a sé stessa, una panissa per far scarpetta con della riduzione alla Coca- Cola, o un Pansotto come un gyoza ripieno alle erbe,soffiando un alito di nuovo sul ricettario della memoria.
Lascia Alassio, dicevamo, e per almeno un anno i suoi non gli rivolgono la parola, mentre Viglietti inizia a frequentare gli illustrissimi di Francia, Paul Bocuse, Louis Outhier e Roger Vergé, e così scalfisce, lima, approfondisce, fino all’attracco nell’urbe capitolina, salpando tra nuove aperture e palcoscenici vari come lo sono stati Achilli al Parlamento o Taki Off, ed è qui che si rivela la “fattura della stoffa” di questo cuoco: cresta argentea, tatuaggi, eppure non per questo parleremo di cuoco “dall’anima rock”. Viglietti, piuttosto, è un visionario, artista dannato o dannato artista, che sa trovare una giustificazione alle sue idee, sempre, e quando te ne rende partecipe, difficilmente si trova modo di contrastarlo, perché squisitamente coerente.
Si guarda allo specchio, alza una mano: «Ciò che riusciresti a vedere in questo specchio è già diverso rispetto a quanto possa vederci io. Ecco, nella cucina, nell’approccio al sapore, accade più o meno la stessa cosa». Siamo condizionati dal nostro vissuto, da quello che ci ha attraversati e da quello che abbiamo assaggiato; quindi è del tutto naturale non riuscire a trovare conforto in una data visione «come non è del tutto semplice accettare la diversità, eppure è nel confronto tra visioni, aggiunge Viglietti, nella singolare disamina di una pietanza che ciascuno offre, che sussiste la vera bellezza di questo lavoro».
Nel cuore di Rivodutri, un piccolo borgo della provincia di Rieti con poco più di mille abitanti, la famiglia Serva ha scritto una delle pagine più affascinanti e innovative dell’alta cucina italiana. Con il ristorante La Trota, oggi insignito di una stella Michelin, ha saputo trasformare il pesce d’acqua dolce, spesso considerato “minore” rispetto al pescato marino, in una risorsa preziosa, un simbolo di identità territoriale e una raffinata espressione gastronomica.
La storia de La Trota inizia nel 1963, quando Emilio Serva e la moglie Rolanda aprono una semplice trattoria sulle sponde del fiume, dove si cucinavano alla brace i pesci portati dai pescatori locali. Da allora, quella piccola realtà è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per la cucina di lago, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano armoniosamente. A raccogliere l’eredità di Emilio sono stati i figli Maurizio e Sandro Serva, due cuochi autodidatti, profondamente legati alla loro terra. Con passione, intuito e una sensibilità rara, i fratelli hanno saputo interpretare la natura circostante come un ecosistema gastronomico unico, elevando il pesce d’acqua dolce a protagonista di una cucina elegante, tecnica e sorprendentemente moderna. La loro visione ha reso Rivodutri una meta per gourmet e amanti del fine dining, un luogo dove il lago si racconta attraverso sapori autentici e piatti poetici.
Oggi, la tradizione continua con la terza generazione, rappresentata da Amedeo e Michele Serva, che si occupano della sala e della cantina, curando con attenzione il servizio e la selezione dei vini. Le loro scelte seguono un filo conduttore coerente con la filosofia della casa: molte etichette provengono da territori vicini a laghi e fiumi, in un perfetto dialogo con la cucina del padre e dello zio. Il menu degustazione “Acqua”, proposto a 150 euro, è un vero e proprio viaggio sensoriale in undici portate, un racconto fluido e coerente in cui il lago è sempre protagonista. Piatti come la Sfera di patata con fegatini di trota, gel di carote e zest d’arancia, i Capellini d’angelo con carpaccio di tinca e brodo speziato servito in moka, o la Finta Ostrica, un guscio di cozza del Lago di Piediluco ripieno di trota, cavolfiore, tartufo, tè nero e brodo di funghi, sono esempi perfetti di una cucina che gioca con la memoria e la sorpresa, mantenendo sempre eleganza e misura.
Ogni creazione racconta una storia di territorio e tecnica. Il pesce persico reale cotto in olio al coriandolo con peperone, pane croccante e uova di trota celebra la delicatezza e la precisione; il luccio al cartoccio con piselli, funghi cardoncelli e bisque di gamberi di lago mostra la capacità dei Serva di equilibrare complessità e immediatezza; mentre la carpa in crosta di semi di papavero con maionese di rape rosse e sedano d’acqua rappresenta la perfetta fusione tra colore e gusto.
Immancabile anche il tortello di salmerino affumicato con spezie, pera caramellata e spuma di cannella, piatto iconico del menu, e lo spaghetto alla trota, cotto nel suo fondo e mantecato con il grasso del pesce, completato da una croccante pelle soffiata. Piatti che rivelano una profonda conoscenza della materia prima e una continua ricerca estetica. Tra i capolavori della casa spicca la trota scottata con guazzetto ristretto, funghi porcini e more, un connubio perfetto tra bosco e lago, e l’anguilla alla brace con caffè, pimpinella e guacamole alla banana, un piatto che sorprende per la sua audacia e la capacità di alleggerire un ingrediente complesso con creatività e tecnica. Il percorso si conclude con la Zuppa di agrumi con cannolo al cioccolato bianco salato, mousse al mango, gelato alle olive e cialda agli agrumi, un dessert che rinnova il palato e suggella l’esperienza con una freschezza vibrante.
La location de La Trota riflette la filosofia della famiglia: ambienti dominati dal bianco, grandi vetrate che affacciano sulla campagna e una semplicità elegante che richiama il concetto di prossimità e rispetto per la natura. E la storia non si ferma qui. I Serva hanno recentemente avviato un nuovo progetto, il recupero di un antico edificio accanto al ristorante, destinato a diventare un piccolo albergo con cinque camere e cucina. Un’ulteriore evoluzione di una visione che non smette di rinnovarsi, offrendo agli ospiti un’esperienza completa di accoglienza e territorio.
Oggi, La Trota di Rivodutri è molto più di un ristorante: è un manifesto gastronomico, una celebrazione sincera della cucina di lago e un esempio di come la tradizione, se rispettata e reinterpretata con intelligenza, possa diventare avanguardia.
La Trota: Via S. Susanna, 33, 02010 Rivodutri (RI), Italia
Telefono: 390746685078
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2022/11/serva-3.jpg698831docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-07-07 18:55:382025-11-20 11:36:06Fratelli Serva
Vitantonio Lombardo, classe 1979, nasce in Basilicata e sin da giovanissimo dimostra un legame profondo con la propria terra. A soli quindici anni lascia la casa natale per inseguire la sua più grande passione: la cucina. Con sé porta, come bagaglio di ricordi e di formazione affettiva, le ricette della nonna — la cuoca di famiglia — che lo hanno iniziato al gusto e alla memoria gastronomica lucana.
È proprio da quei sapori, semplici e autentici, che nasce la sua filosofia culinaria, fatta di rispetto per la tradizione, curiosità per l’innovazione e profondo senso di appartenenza alle proprie origini. Il percorso di Vitantonio è caratterizzato da una lunga e intensa gavetta, costellata di incontri fondamentali con grandi maestri della cucina italiana. A Bagno di Romagna, nella brigata di Paolo Teverini, apprende l’arte dell’eleganza a tavola; da Silver Succi assimila l’importanza assoluta della materia prima; con Gianfranco Vissani impara a conoscere e interpretare il territorio come fonte d’ispirazione; da Fabio Barbaglini acquisisce padronanza delle tecniche di cottura moderne; e infine, accanto a Davide Scabin, scopre la forza della creatività e l’audacia dell’innovazione, tanto da dedicargli, anni dopo, la celebre Pizza in Black, omaggio al piatto simbolo “Black is Black” dello chef piemontese.
Dopo più di un decennio di esperienze in giro per l’Italia, nel 2009 Vitantonio entra a far parte della Locanda Severino a Caggiano (SA) sin dall’apertura, nel ruolo di chef. Tre anni più tardi, nel 2012, ne diventa anche titolare. È qui che inizia a consolidare la propria identità gastronomica: nei suoi menu la tradizione, messa temporaneamente da parte durante gli anni di formazione, torna protagonista in chiave moderna.
Lombardo reinterpreta i sapori lucani con equilibrio, leggerezza e rispetto della stagionalità, con una sensibilità tecnica che guarda al futuro senza tradire il passato. Nel 2012 ottiene la sua prima Stella Michelin, un riconoscimento che lo consacra tra gli chef più promettenti del panorama nazionale. Ma la storia di Vitantonio Lombardo non si ferma qui. Il 28 maggio 2018 decide di tornare nella sua Lucania, aprendo a Matera il suo ristorante omonimo: Vitantonio Lombardo Ristorante.
La scelta della città non è casuale. Matera, con i suoi Sassi, rappresenta la sintesi perfetta tra storia, cultura, pietra e luce — elementi che da sempre ispirano la sua idea di cucina. Il ristorante nasce all’interno di una grotta nel Rione Sassi, mantenuta volutamente nel suo fascino naturale, su progetto dell’architetto Alessandro Tortorelli, e con la supervisione dello stesso Lombardo, che desiderava un luogo capace di fondere il genius loci materano con la modernità. Gli ambienti, irregolari e suggestivi, alternano il tufo a vista a dettagli in vetro trasparente: una combinazione di semplicità e contemporaneità.
La sala grotta, ampia e accogliente, affaccia sulla cucina a vista, cuore pulsante del locale; la sala cava è più intima, perfetta per un’esperienza riservata; e la cantina, curata nei minimi dettagli, ospita etichette selezionate con amore e competenza. In sala, il suo fidato braccio destro Donato Addesso accoglie gli ospiti con eleganza e calore, completando un’esperienza gastronomica che è al tempo stesso familiare e sofisticata. Nel ristorante di Matera, Vitantonio Lombardo unisce la sua anima lucana con una visione cosmopolita e contemporanea. Ogni piatto è un racconto: ingredienti locali, tecniche raffinate e contaminazioni internazionali convivono in perfetto equilibrio. Nei suoi menu convivono le radici della Basilicata e l’estro di uno chef che ha fatto dell’autenticità la propria bandiera. Il successo non tarda ad arrivare: nel 2019 il Ristorante Vitantonio Lombardo ottiene la Stella Michelin, confermata anno dopo anno fino a oggi.
Nel novembre 2024 il ristorante conquista la settima Stella Michelin consecutiva, confermando la sua posizione d’eccellenza nella scena gastronomica italiana e internazionale. Un traguardo che premia la costanza, la ricerca e la passione di Lombardo e del suo team, e che consolida Matera come una delle capitali del gusto del Sud Italia. Nel 2026 il locale viene premiato anche dal Gambero Rosso, con 2 Forchette (punteggio 86/100), e da Le Guide de L’Espresso, con 2 Cappelli (16,5/20), riconoscendolo come il miglior ristorante della Basilicata e uno dei più rappresentativi dell’Italia meridionale.
Ma non sono solo i premi a rendere speciale la storia di Vitantonio Lombardo. Nel 2025 lo chef ha condiviso pubblicamente un percorso personale molto importante: dopo aver raggiunto i 176 kg di peso, ha deciso di sottoporsi a un intervento di gastrectomia sleeve, intraprendendo un cammino di rinascita fisica e mentale. In soli otto mesi ha perso oltre 60 kg, cambiando radicalmente stile di vita e affrontando con determinazione una sfida che lo ha reso un esempio di forza e consapevolezza. “Non è stata una passeggiata, ha raccontato, ma ho imparato che la disciplina che serve in cucina può salvarti anche nella vita.”
La cucina di Vitantonio Lombardo è una dichiarazione d’amore per la sua terra. La Basilicata diventa linguaggio, emozione, memoria. I suoi piatti raccontano il mare e la montagna, la semplicità contadina e la nobiltà del gusto, le influenze di una regione che è crocevia di culture e sapori. Ogni creazione è frutto di uno studio profondo: ingredienti locali reinterpretati con tecnica e sensibilità contemporanea, abbinamenti arditi ma mai sfrontati, equilibrio tra tradizione e modernità. L’obiettivo è trasmettere emozioni, non stupire con artifici. Per Lombardo, il ristorante non è solo un luogo dove si mangia: è un’esperienza sensoriale e culturale, un modo per “sentire” la Lucania attraverso profumi, colori e consistenze.
Negli ultimi anni, la sua attività si è arricchita di nuovi progetti. Collabora con realtà agricole locali per la valorizzazione dei prodotti lucani, promuove eventi gastronomici e masterclass rivolte ai giovani chef, ed è ambasciatore di un messaggio di cucina etica, sostenibile e profondamente umana. “Nel piatto — afferma — metto la mia storia, ma anche il futuro che immagino per la Basilicata: una terra capace di emozionare il mondo con la sua autenticità.” Oggi Vitantonio Lombardo è considerato uno dei più grandi interpreti della cucina del Sud Italia. La sua carriera, fatta di sacrificio, studio e umiltà, dimostra che il talento, quando è accompagnato da passione e coerenza, può trasformare anche la pietra più antica in un diamante. E nelle grotte dei Sassi di Matera, dove il tempo sembra essersi fermato, la sua cucina continua a scrivere, giorno dopo giorno, una delle pagine più luminose della gastronomia italiana contemporanea.
Il Vitantonio Lombardo Ristorante sorge nel cuore dei Sassi di Matera, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e iconici della ristorazione italiana contemporanea. Aperto nel 2018 dallo chef Vitantonio Lombardo, il ristorante è il riflesso perfetto della sua filosofia: rispetto delle radici lucane, ricerca costante, tecnica raffinata e profonda sensibilità per la materia prima.
Ricavato all’interno di una grotta naturale del Rione Sassi, il locale conserva volutamente l’autenticità della pietra materana. Gli ambienti, progettati dall’architetto Alessandro Tortorelli e curati personalmente dallo chef, si sviluppano in un equilibrio armonico tra antico e moderno: il tufo a vista racconta la storia del luogo, mentre gli inserti in vetro trasparente e le luci soffuse creano un’atmosfera intima e contemporanea. Il ristorante si divide in tre spazi principali: la sala grotta, ampia e conviviale, con vista sulla cucina a giorno dove Lombardo e la sua brigata lavorano come in un teatro del gusto; la sala cava, più raccolta, pensata per esperienze private e degustazioni riservate; e la cantina, un piccolo scrigno che custodisce una selezione accurata di etichette italiane e internazionali, con particolare attenzione ai vini lucani.
In sala, l’accoglienza è affidata al fidato Donato Addesso, maitre e braccio destro di Lombardo, che accompagna gli ospiti in un percorso gastronomico elegante ma sincero, dove ogni dettaglio è curato con calore e professionalità. La cucina è un viaggio tra tradizione e innovazione: i piatti dello chef raccontano la Basilicata attraverso ingredienti locali e tecniche moderne. La filosofia del ristorante si fonda sul rispetto del territorio e sulla reinterpretazione contemporanea della memoria gastronomica lucana.
Nei menu degustazione “Radici”, “Evoluzione” e “Essenza” convivono ricette antiche e creatività pura: i fusilli al ferretto diventano opera d’arte grazie a condimenti essenziali e perfettamente bilanciati, la pizza in black è un omaggio al suo maestro Davide Scabin, mentre le carni, i legumi e le verdure di stagione vengono esaltati da cotture leggere e accostamenti sorprendenti. Ogni piatto è costruito per emozionare, rispettando i sapori autentici ma donando loro una nuova vita.Nel 2019, a pochi mesi dall’apertura, il Vitantonio Lombardo Ristorante ottiene la Stella Michelin, riconfermata ogni anno fino a oggi, affermandosi come uno dei migliori ristoranti del Sud Italia e divenendo un punto di riferimento per la gastronomia d’autore.
Nel 2024 il locale ha festeggiato la settima riconferma consecutiva, un traguardo che testimonia la costanza, l’eccellenza e la coerenza del progetto. Anche il Gambero Rosso e Le Guide de L’Espresso lo inseriscono tra i migliori ristoranti d’Italia, premiandone la sensibilità, la precisione e l’identità fortemente legata al territorio. Oggi il ristorante è molto più di un luogo dove mangiare: è un’esperienza sensoriale e culturale, un viaggio nel tempo e nello spazio.
Vitantonio Lombardo Ristorante: Via Madonna delle Virtù, 13, 75100 Matera MT
Dario Saltarelli è cresciuto in un mondo fatto di profumi antichi, mani infarinate e sveglie all’alba. Il suo primo ricordo non è quello di un giocattolo, ma di un forno acceso, di una crema calda da girare, di un padre e una madre che impastano amore ogni giorno. Figlio d’arte, erede di una famiglia di panificatori e pasticcieri campani, Dario ha respirato fin da piccolo l’aria del laboratorio, dove la farina non sporca, ma veste di identità.
Trascorre i primi anni di vita a Padova, sua città natale, ma presto, a seguito dei genitori desiderosi di tornare nella terra di origine, si trasferisce a Castelforte , un comune del basso Lazio che gode della magnifica vista sul Golfo di Gaeta. È tra le pareti del laboratorio di famiglia che si forma il suo sguardo, fatto di rispetto per le materie prime, attenzione al dettaglio e una cura quasi religiosa per i tempi di lavorazione. A 14 anni sa già cosa vuole essere: un artigiano, ma con uno sguardo sempre aperto alla sperimentazione. Un percorso costruito giorno dopo giorno, con sacrificio, dedizione e tanto studio, che lo porterà a essere oggi una delle figure più apprezzate nel panorama della pasticceria artigianale italiana.
Terminati gli studi compie la scelta di seguire la sua vera grande passione: esercitare il mestiere appreso da adolescente quando affiancava i grandi maestri depositari dei segreti della pasticciera e pizzeria napoletana.
Apprende l’arte della gelateria italiana da maestri emiliani e siciliani dei quali ne apprezza il loro saper fare, il valore dei costumi del nostro paese e dell’italianità che lo aiuteranno durante l’esperienza professionale all’estero. Fonda l’impresa artigiana sul “sapere tradizionale”, gestendola con l’interesse di preservare l’immenso patrimonio di prodotti alimentari tipici del territorio italiano. Da un sogno nel cassetto con la moglie Maria pianifica e dà vita a un genere di attività commerciale unica in Italia, la Polakkeria®, con il preciso intento di far conoscere un dolce tipico della tradizione campana, diffonderne il profumo e il suo sapore originale.
Il suo nome è ormai sinonimo di eccellenza, e i suoi dolci sono diventati ambasciatori di gusto nel mondo. Ma Dario resta profondamente legato alla sua terra, al racconto semplice delle tradizioni, ai sapori che riportano all’infanzia. Il suo successo è anche quello del suo territorio di cui è ambasciatore. Tant’è che ogni singolo prodotto conserva le materie prime integre, rispettando qualità e profumi che solo la natura può fornire e che solo la lavorazione artigianale può preservare. A questo si aggiunge poi l’accuratezza nel confezionamento. ’
Assioma per i nostri prodotti è l’artigianalità, il fatto a mano, l’unicità e questo principio lo applichiamo anche nella fase di confezionamento degli articoli’ afferma Saltarelli, infatti ogni confezione, scrigno delle sue bontà, viene preparata singolarmente, senza eccezioni, da mani di esperte artigiane.
Tra le sue creazioni simbolo c’è senza dubbio la Polacca, il dolce tipico di Aversa, città normanna fondata nel XI secolo. Ricerche e testimonianze orali ci portano ad affermare che questo dolce tradizionale era d’uso già a metà ’800 in un territorio che comprendeva i fiumi Garigliano e Volturno. Ricordi personali di donne nate a inizio secolo, affiorano con questo dolce battezzato con il nome proprio di “Pizza Doce”.
Essa veniva servita sulle tavole dei contadini di ritorno dai campi di grano, di solito a fine giugno. In quel periodo le amarene, ingrediente essenziale del dolce, raggiungevano la piena maturazione. Le materie prime utilizzate a quei tempi erano la farina molita a pietra, le uova fresche, il latte e la sugna. Tutti di produzione propria, ad eccezione dello zucchero sfuso di taglio grossolano da sembrare pezzi di cristallo. Quest’ultimo si acquistava in piccole botteghe o farmacie e veniva confezionato nei “salvietti”, teli di lino usati per il trasporto a casa. Allora non esistevano ancora gli imballaggi alimentari. La realizzazione seguiva precisi riti tramandati di generazione in generazione. Si preparava l’ impasto da cui si traevano due dischi per foderare uno stampo di rame stagnato e poi la “crema gialla” per il ripieno. L’aggiunta di amarene fresche o candite completavano la farcitura. La cottura avveniva in forni a legna, quasi sempre d’uso comune, dopo aver sfornato le pagnotte di pane. Ci si avvaleva di un foglio di carta bagnato adagiato sulla parte superiore del prodotto per evitarne la bruciatura. Oggi, “la Doriana®”- Torta Polakka è frutto di una personale interpretazione di questo antico dolce campano.
Un lievitato soffice, farcito con crema pasticcera e amarene, dalla forma a mezzaluna e dal gusto che conquista al primo morso. In apparenza semplice, ma in realtà frutto di un lavoro complesso e delicato, che richiede ore di lavorazione e una perfetta armonia tra consistenza e sapore. Dario ne ha fatto una vera e propria opera d’arte: la sua Polacca ha conquistato appassionati, esperti e buongustai, diventando un punto di riferimento per chi cerca la tradizione senza rinunciare all’eccellenza.
Accanto alla Polacca, c’è un altro dolce che racconta perfettamente la filosofia di Saltarelli: la Matrea. “Matrea” è un termine dialettale che significa madre, è un prodotto artigianale con ingredienti scelti, provenienti dal territorio campano. Prodotti di eccellenza quali la Melannurca Campana IGP che dona a questo dolce un profumo delicato. Lasciandosi ispirare dal concetto di filiera corta, il prodotto è stato progettato in occasione del Salone del Gusto Slow Food di Torino 2016. Il logo sintetizza l’dea di Madre Natura in quanto generatrice di vita e simbolo della terra dove ancora oggi vengono adagiate le mele per raggiungere la completa maturazione prima di essere commercializzate.
Il lavoro di Dario è stato premiato in Italia e all’estero con riconoscimenti che attestano la qualità assoluta della sua produzione. Tra i premi più significativi:
2019 Bruxelles – ITQ- The Crystal Taste Award al Panettone Artigianale Classico, il primo al mondo a ricevere il prestigioso riconoscimento Internazionale
2019 Roma -Campidoglio – Premiazione “Le Eccellenze italiane” “Ambasciatore DocItaly per la pasticceria Regione Campania”
2018 Inserimento nella Guida de La Repubblica della prima “Polakkeria® d’ Italia
2018 Bruxelles – iTQi- Riconoscimento Internazionale conferito per il Panettone Artigianale Saltarelli con 3 stelle oro
2018 Partnership ufficiale con la Reggia di Caserta, riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, per la produzione di Grandi Lievitati adornati da manufatti di San Leucio, patria della seta.
2017 Bruxelles – iTQi- Riconoscimento Internazionale conferito per il Panettone Artigianale Saltarelli con 3 stelle oro
2016 (Torino) Primo Premio Miglior Panettone Artigianale d’Italia
Ogni riconoscimento è frutto di una lunga strada fatta di studio e ricerca. Il lievito madre è il cuore pulsante di tutto ciò che produce. È da lì che nascono i suoi panettoni pluripremiati, le colombe pasquali, le brioche e i lievitati da colazione che ogni giorno raccontano una storia di gusto.
Ma forse il riconoscimento più grande è quello del suo pubblico, dei clienti che ogni giorno scelgono di entrare nella sua pasticceria per ritrovare i sapori di casa, o per lasciarsi sorprendere da una nuova creazione. Perché Dario Saltarelli non è solo un maestro pasticcere: è un narratore, un custode di memorie, un ambasciatore di dolcezza.
Il Maestro Saltarelli come tutti i grandi ha un’immensa umiltà pur essendo consapevole della sua Arte, nulla lo ferma, negli anni ha partecipato, sempre con entusiasmo e impegno, a numerosi contest di pasticceria, un successo dopo l’altro. Il panettone artigianale di Dario Saltarelli ha conquistato il mondo da Bruxelles a Torino, dalla Capitale al resto d’Italia. Dario Saltarelli nel 2016 è stato investito del Ruolo di Ambasciatore Doc Italy per la Campania, riconfermato nella Sala Protomoteca del Campidoglio a maggio 2018, in Piazza Rossellini a settembre 2021 e sempre in Campidoglio a gennaio 2022. Quella dei coniugi Saltarelli è un’azienda particolarmente attenta alla valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. Ogni singolo prodotto della pasticceria Saltarelli, conserva le materie prime integre, rispetta qualità e profumi che solo la natura può fornire e che solo la lavorazione artigianale può preservare. Dario opera in armonia con l’ambiente e le attività economiche e sociali presenti sul territorio.
Tutta la sua arte e il suo Know How Dario vuole metterli a disposizione dei giovani, la sua squadra di pasticceri e aiuti è la sua seconda famiglia, l’armonia e l’affetto due segni distintivi del Team Saltarelli, ma questo a Dario non basta, Dario non dimentica la sua missione, recentemente ha ideato una forma di gestione integrata con le istituzioni scolastiche locali. Da lì è nata una collaborazione con gli allievi dell’Istituto Superiore “A. Nifo” di Sessa Aurunca. Il risultato è stato stupefacente. Dario ha dichiarato: << Poter lavorare con dei giovani, condividere con loro un’esperienza e arricchirci vicendevolmente è stata una delle esperienze più appaganti vissute nella nostra azienda”>> . Uno dei settori più importanti della cucina Napoletana è certamente quello della Pasticceria che grazie soprattutto a Ferdinando IV divenne unica, e a buon diritto possiamo dire: “Pasticceria Borbonica”. Dolci come il Babà, la Sfogliata, la Cassata, la Crema Pasticcera, la Pastiera di Grano, chiamata il dolce dei Re, sono diventati dei veri e propri prodotti di culto.
I Borbone erano dei Re che mai misero la corona, amavano i propri sudditi e si sentivano, allo stesso modo, sudditi di nostro Signore, del Papa, della propria Terra e dei prodotti alimentari che essa ha sempre generato con grande generosità e qualità. Dario Saltarelli possiamo è proprio un pasticciere nato alla corte di Re Ferdinando e che, salito sulla macchina del tempo, è arrivato come d’incanto ai giorni nostri. I suoi bagagli? L’amore per la propria terra, la passione e il rispetto per il lavoro, l’etica e la famiglia. Dario ha creato prodotti dolciari degni di andare “davanti a un Re”. Come i suoi illustri antenati Dario, pur non avendo microscopi o macchinari di altissima tecnologia, riesce a creare dei Dolci partendo dallo studio dei prodotti del suo Regno cercando di estrapolare l’essenza e assemblandoli al meglio utilizzando solo i propri sensi: il tatto, l’olfatto, la vista e il gusto. Dario ama la sua arte, ama i suoi dolci fino ad arrivare a dormire in laboratorio per controllare la lievitazione, quella è la sua seconda casa, dove però passa molto più tempo che nella prima!
Una bella storia, quella di Alessandro Rizzo, friulano doc, che sin dall’età di sedici anni ha trovato nella farina, nel burro e nello zucchero la sua più grande passione. Il suo percorso comincia come fornaio e pasticcere, un mestiere imparato con umiltà e dedizione, che negli anni diventa un’autentica vocazione. Dopo dodici anni di intensa attività, insieme alla moglie Catia, decide di fare il grande passo e prendere in affitto un’attività a Varmo. L’esperienza dura cinque anni, ma il desiderio di stabilità e di creare qualcosa di davvero proprio spinge la coppia a trasferirsi a Tarcento, dove nasce l’attuale Panificio Pasticceria Caffetteria Rizzo.
Da quel momento inizia una nuova avventura, fatta di sacrifici e di sogni che diventano realtà. Alessandro continua a perfezionarsi, frequentando corsi e laboratori con alcuni dei più grandi maestri dell’arte bianca e della pasticceria: Danilo Freguja, Achille Zoia, Piergiorgio Giorilli, Cristian Beduschi, Marco Rinella, Gianluca Fusto, Giuliano Pediconi, Josep Pascual ed Ezio Marinato. La sua curiosità e la voglia di migliorarsi lo portano a diventare membro del prestigioso Richemont Club, associazione nata per valorizzare l’eccellenza e la professionalità nella panificazione e nella pasticceria. Da oltre vent’anni Alessandro è anche parte di Etica del Gusto, un gruppo di panettieri, pasticceri, gelatieri e cioccolatieri friulani uniti dal desiderio di condividere conoscenze e formare nuove generazioni di artigiani del gusto. La sua filosofia è semplice ma profonda: unire tradizione e innovazione, rispettando le materie prime e i tempi della natura.
Il suo impegno e la sua costanza gli valgono numerosi riconoscimenti: nel 2016 conquista il terzo posto alla prima edizione de “La Primavera è Dolce” di Saint-Vincent, con la sua colomba tradizionale, e nel 2018 vince il primo premio a “Una Mole di Colombe e Cioccolato” di Torino. Ma è il suo panettone a renderlo celebre in tutta la regione — e oltre. Soffice, profumato e dal gusto armonioso, è una reinterpretazione della storica “pinza friulana” dell’Ottocento: un dolce ricco di pinoli, noci, fichi e uvetta, impastato con lievito madre e profumato al burro. Alessandro ama proporlo con una delicata crema allo zabaione al Ramandolo, un abbinamento che esalta la dolcezza e la complessità del suo lievitato, rendendolo un’esperienza sensoriale unica.
Il Forno Rizzo è oggi un punto di riferimento a Tarcento e in tutto il Friuli. Un locale accogliente e familiare, dove la qualità è la vera protagonista. Dalle fragranti teglie di pizza al pane fresco, dai biscotti alle brioche, fino ai dolci delle feste, ogni prodotto nasce da ingredienti selezionati e da una lavorazione artigianale attenta. Non mancano le creazioni di pasticceria moderna, semifreddi, mousse, creme bavaresi, e le specialità al cioccolato, protagoniste del periodo pasquale con le raffinate uova decorate a mano.
Tra le eccellenze del forno, spicca anche La Gubana del Forno Rizzo, un dolce simbolo della tradizione friulana reinterpretato con maestria da Alessandro. L’impasto morbido e profumato racchiude un cuore ricco di frutta secca, fichi, noci, pinoli, uvetta e scorze d’arancia candite, amalgamati con miele e grappa. Il risultato è un dessert elegante, avvolgente e genuino, che racchiude in sé tutta l’anima del Friuli, le sue montagne e le sue valli, i suoi profumi e la sua autenticità.
Oggi Alessandro e Catia, affiancati da un team giovane e appassionato, continuano a scrivere la loro storia fatta di sapere, gusto e passione, portando avanti una filosofia che unisce etica del lavoro, qualità delle materie prime e amore per la tradizione. Il Forno Rizzo non è solo un panificio o una pasticceria, ma una vera bottega del gusto, dove ogni giorno si sforna la passione di una vita intera.
Il Forno Rizzo nasce grazie alla passione di Alessandro Rizzo per la pasticceria e il buon cibo. Passione condivisa con la moglie Catia, con la quale, dopo un periodo di lavoro a Varmo, acquista l’attuale panificio pasticceria “Il forno” a Tarcento e lo avvia con entusiasmo e motivazione. Pian piano il Forno cresce e si migliora, si allarga con la caffetteria, e le nuove proposte gastronomiche. Oggi il Forno fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.
I prodotti di forno Rizzo sono fatti rigorosamente con il lievito madre. La loro esperienza nasce dalla contaminazione dei grandi maestri pasticceri come Danilo Freguja, Piergiorgio Giorilli, Achille Zoia, Marco Rinella, Gianluca Fusto, Cristian Beduschi, David Bedu, Josep Pascual, Ezio Marinato, Giuliano Pediconi. Nel Forno Rizzo sono presenti una vasta gamma di prodotti di eccellenza, sia dolci che salati, perfetti per ogni gusto e esigenza. Si possono trovare: pane, pizza gourmet e focacce salate, pizza spianata e pizza vaporosa, tramezzini, pasticceria salata, pasticceria mignon, biscotteria, torte da forno, torte di crema, torte bavaresi, torte personalizzate, croissant e brioches, daneseria, panettone dolce e salato, pandoro, colombe, lievitati e dolci fritti.
Tra i vari prodotti presenti spiccano di certo i panettoni, prodotti esclusivamente con farine da grani italiani. Il panettone del Forno Rizzo è prodotto come tradizione pasticcera comanda, ricco di deliziosa uvetta e profumati canditi e lievitato in modo naturale, il loro panettone ha una leggerezza e una fragranza tale da non temere confronti. Il Forno Rizzo fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.
Indirizzo: Piazzale Don Francesco Placereani, 1, 33017 Tarcento UD
Il salentino Donato Perrone ha portato a Roma il profumo e la dolcezza del vero pasticciotto salentino, conquistando la capitale e guadagnandosi il titolo di Re Pasticciotto. Da sempre appassionato di pasticceria, Donato ha trasformato le ricette della tradizione familiare, tramandate da sua nonna, in un progetto ambizioso e di grande successo: “Re Pasticciotto – Pasticceria Salentina”, un angolo di Salento nel cuore di Roma. Dopo il diploma alla scuola alberghiera come chef, Donato ha deciso di dare vita al suo sogno, fondando un laboratorio dove ogni giorno tradizione e innovazione si incontrano. In un ambiente giovane e creativo, riesce a fondere la genuinità delle ricette tipiche con la fantasia e la ricerca di gusti nuovi, dando vita a specialità uniche e inimitabili. Ogni pasticciotto che nasce dalle sue mani ha una storia, una personalità e una connotazione precisa, frutto della sua esperienza e della sua voglia di sperimentare.
Donato racconta che la sua passione è nata da bambino, osservando la nonna preparare i dolci tradizionali del Salento. L’aiutava con entusiasmo e, fin da allora, ha coltivato la curiosità verso l’arte dolciaria, fino a farla diventare la sua professione. Dopo le prime esperienze lavorative nel 1990 con maestri del calibro di Fedele di Galatina e Rafelino di Galatina, ha continuato a crescere come cuoco e poi come pasticcere, trovando nella pasticceria il suo vero linguaggio. Oggi, oltre a essere un maestro del gusto, è anche insegnante di scuola alberghiera a Roma, dove trasmette ai giovani la stessa passione che ha guidato il suo percorso.
La sua missione quotidiana è quella di proporre una pasticceria salentina autentica e di qualità, specializzata soprattutto nel pasticciotto, simbolo indiscusso della tradizione pugliese. Donato utilizza esclusivamente materie prime provenienti dal Salento, acquistate da piccoli produttori locali, per garantire freschezza, genuinità e valorizzare i prodotti della sua terra d’origine. È convinto che siano proprio questi ingredienti a fare la differenza, a dare quel sapore unico che rende il suo pasticciotto inconfondibile.
Le creazioni di Donato Perrone sono numerose e originali: ne esistono oltre cinquanta varianti, ognuna con una propria identità e un equilibrio particolare di sapori. Tra le più amate spiccano il classico pasticciotto alla crema, il crema e pinoli, conosciuto come la “torta della nonna”, e il raffinato cubano al rum, dal gusto deciso e avvolgente. L’ispirazione per le sue creazioni nasce dalla vita quotidiana e dalla voglia di combinare ingredienti nuovi e di qualità. Ogni dolce è frutto di passione, studio e creatività, qualità che hanno permesso a Donato Perrone di trasformare una ricetta di famiglia in un’icona gastronomica amata da tutti. Il suo laboratorio non è solo una pasticceria, ma un luogo in cui la tradizione del Salento incontra la modernità di Roma, regalando emozioni autentiche e indimenticabili a ogni morso.
Il Forno di Francesco Arena – Mastro Fornaio è una delle realtà più rappresentative dell’arte bianca in Sicilia, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano ogni giorno tra profumi di grano antico e lievito madre. Situato a Messina, il forno nasce dal desiderio di Francesco Arena, panificatore di terza generazione, di dare pieno sfogo alla propria creatività, continuando e rinnovando la storica tradizione di famiglia avviata nel 1939 da nonna Teresa e proseguita con il padre Masino. Nel suo laboratorio, Francesco impiega farine di grani antichi siciliani, farine evolutive, di riso o di grano arso, farro monococco e dicocco. Tutti gli impasti sono realizzati con lievito madre e seguono maturazioni lente, per garantire fragranza, digeribilità e sapore autentico. Ogni creazione nasce da una ricerca costante e da un attento lavoro sperimentale che unisce la conoscenza delle tecniche moderne al rispetto della tradizione.
Il Forno Arena offre: varietà di pani e prodotti da forno, grandi classici della tradizione messinese, la focaccia tipica, i panini di cena, le schiacciate e una selezione di rustici e dolci lievitati che raccontano la storia e la cultura gastronomica della città. Francesco sceglie con cura i fornitori, privilegiando chi condivide la sua filosofia basata su sostenibilità, qualità e rispetto del territorio. Il suo obiettivo è chiaro: restituire valore alla panificazione artigianale e diffondere la cultura del pane siciliano in Italia e nel mondo.
Francesco Arena, classe 1976, è un maestro panificatore messinese che ha trasformato la tradizione familiare in un’arte moderna e raffinata. Cresciuto tra profumi di pane appena sfornato, farine e lievito madre, ha ereditato la passione per la panificazione nel laboratorio di famiglia, il Panificio Masino Arena, fondato nel 1939 dalla nonna Teresa e portato avanti dal padre Masino. Fin da bambino, quel forno è stato per lui un parco giochi, un luogo di scoperta e di crescita, dove ha imparato i segreti dell’arte bianca che oggi rappresenta con orgoglio in tutta Italia e all’estero. A soli vent’anni decide di intraprendere ufficialmente la professione, seguendo le orme paterne e affinando le proprie tecniche con studio e dedizione. Il lievito madre diventa la sua grande passione, insieme alla ricerca di nuovi metodi di lavorazione e all’utilizzo di materie prime d’eccellenza. La sua formazione è arricchita dal corso di alta formazione per panificatori presso CAST Alimenti con il Maestro Piergiorgio Giorilli, fondatore e presidente onorario del Richemont Club Italia, del quale Francesco diventa membro ufficiale della sezione Sud nel 2016.
Nello stesso anno si iscrive alla Facoltà di Scienze Gastronomiche di Messina e viene scelto come bakery chef ufficiale dello stand Sicilia al Salone del Gusto di Torino. Da lì inizia un percorso di crescita continua: rappresenta la cucina italiana nel mondo, porta il suo pane a Barcellona e all’Ambasciata Italiana di Vienna, e nel 2019 riceve il prestigioso premio “Best in Sicily – Miglior Fornaio” dal giornale enogastronomico Cronache di Gusto. Nello stesso anno, il suo panificio entra nella Guida Pane e Panettieri d’Italia del Gambero Rosso, ottenendo due pani, poi diventati tre nel 2021, massimo riconoscimento confermato anche negli anni successivi. Dopo anni di formazione ed esperienza, Francesco sente il bisogno di creare un posto tutto suo, un forno dove dare pieno sfogo alla creatività, sperimentare ed esprimere se stesso. Il 26 novembre 2020 inaugura così Francesco Arena – Mastro Fornaio, un laboratorio in cui utilizza farine di grani antichi siciliani, farine evolutive, farine di riso o di grano arso, farro monococco e dicocco. Tutti gli impasti sono a maturazione lenta con lievito madre, frutto di un attento lavoro di ricerca e sperimentazione.
La sua più grande passione sono i grani antichi, veri custodi della storia e della cultura agricola siciliana. Il suo obiettivo è padroneggiare tecniche d’avanguardia per esaltare i sapori genuini e senza tempo della tradizione, con una giusta dose di modernità. Per Francesco, “impiegare il lievito madre è un po’ come concedersi il lusso della lentezza in un mondo che va sempre troppo di fretta”. Collabora con fornitori che condividono la sua filosofia, privilegiando filiere sostenibili e produttori che rispettano l’ambiente e il lavoro umano. Profondamente innamorato della sua terra, Francesco considera la Sicilia una fonte inesauribile di ispirazione. Il suo impegno è restituire valore alla tradizione gastronomica siciliana, reinterpretandola con sensibilità contemporanea. Alcune delle sue ricette sono vere e proprie dediche alla sua città, come la focaccia tipica messinese, i panini di cena e le schiacciate, simboli della cultura locale. Altri impasti raccontano i profumi e i colori dei campi siciliani, unendo tradizione e innovazione. Nel suo forno, Francesco offre più di 50 varietà di pani e prodotti da forno, realizzati con ingredienti di prossimità e selezionati con grande attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Inserisce regolarmente nuovi prodotti, sperimentando abbinamenti e farine inedite. Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono il pane con farine di tumminia o russello, il pane alla curcuma con canditi di pera e zenzero, e quello con grue di cacao, nocciole dei Nebrodi e uvetta di Pantelleria.
Il Forno Arena rappresenta la continuità di una tradizione familiare lunga tre generazioni: una storia che inizia con nonna Teresa nel 1939 e che continua con Francesco, che ha saputo portare l’eredità del passato verso nuovi orizzonti di eccellenza. I riconoscimenti non si sono fatti attendere: Tre Pani del Gambero Rosso, Due Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia, Membro dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food, Ambasciatore DOC Italy 2022, Miglior Fornaio Best in Sicily – Cronache di Gusto e Inserimento nella Top 10 Street Food Italia – 50 Top Italy 2022. Francesco Arena è oggi un vero Ambasciatore dei sapori e saperi siciliani, un artigiano che ha fatto del pane la sua arte, del lievito madre la sua voce e della Sicilia la sua bandiera. Ogni giorno, nel suo forno, racconta con passione una storia fatta di tradizione, rispetto, innovazione e amore per la sua terra.
Panificio Focacceria Francesco Arena: Via Tommaso Cannizzareo, 137 – Messina
Telefono: 0909218792
Mail: info@francescoarena.me
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/panififcio-1.jpg500558docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-04-02 13:19:272025-11-02 13:28:53Panificio Focacceria Francesco Arena
Francesco Arena, classe 1976, è un maestro panificatore messinese che ha trasformato la tradizione familiare in un’arte moderna e raffinata. Cresciuto tra profumi di pane appena sfornato, farine e lievito madre, ha ereditato la passione per la panificazione nel laboratorio di famiglia, il Panificio Masino Arena, fondato nel 1939 dalla nonna Teresa e portato avanti dal padre Masino. Fin da bambino, quel forno è stato per lui un parco giochi, un luogo di scoperta e di crescita, dove ha imparato i segreti dell’arte bianca che oggi rappresenta con orgoglio in tutta Italia e all’estero. A soli vent’anni decide di intraprendere ufficialmente la professione, seguendo le orme paterne e affinando le proprie tecniche con studio e dedizione. Il lievito madre diventa la sua grande passione, insieme alla ricerca di nuovi metodi di lavorazione e all’utilizzo di materie prime d’eccellenza. La sua formazione è arricchita dal corso di alta formazione per panificatori presso CAST Alimenti con il Maestro Piergiorgio Giorilli, fondatore e presidente onorario del Richemont Club Italia, del quale Francesco diventa membro ufficiale della sezione Sud nel 2016.
Nello stesso anno si iscrive alla Facoltà di Scienze Gastronomiche di Messina e viene scelto come bakery chef ufficiale dello stand Sicilia al Salone del Gusto di Torino. Da lì inizia un percorso di crescita continua: rappresenta la cucina italiana nel mondo, porta il suo pane a Barcellona e all’Ambasciata Italiana di Vienna, e nel 2019 riceve il prestigioso premio “Best in Sicily – Miglior Fornaio” dal giornale enogastronomico Cronache di Gusto. Nello stesso anno, il suo panificio entra nella Guida Pane e Panettieri d’Italia del Gambero Rosso, ottenendo due pani, poi diventati tre nel 2021, massimo riconoscimento confermato anche negli anni successivi. Dopo anni di formazione ed esperienza, Francesco sente il bisogno di creare un posto tutto suo, un forno dove dare pieno sfogo alla creatività, sperimentare ed esprimere se stesso. Il 26 novembre 2020 inaugura così Francesco Arena – Mastro Fornaio, un laboratorio in cui utilizza farine di grani antichi siciliani, farine evolutive, farine di riso o di grano arso, farro monococco e dicocco. Tutti gli impasti sono a maturazione lenta con lievito madre, frutto di un attento lavoro di ricerca e sperimentazione.
La sua più grande passione sono i grani antichi, veri custodi della storia e della cultura agricola siciliana. Il suo obiettivo è padroneggiare tecniche d’avanguardia per esaltare i sapori genuini e senza tempo della tradizione, con una giusta dose di modernità. Per Francesco, “impiegare il lievito madre è un po’ come concedersi il lusso della lentezza in un mondo che va sempre troppo di fretta”. Collabora con fornitori che condividono la sua filosofia, privilegiando filiere sostenibili e produttori che rispettano l’ambiente e il lavoro umano. Profondamente innamorato della sua terra, Francesco considera la Sicilia una fonte inesauribile di ispirazione. Il suo impegno è restituire valore alla tradizione gastronomica siciliana, reinterpretandola con sensibilità contemporanea. Alcune delle sue ricette sono vere e proprie dediche alla sua città, come la focaccia tipica messinese, i panini di cena e le schiacciate, simboli della cultura locale. Altri impasti raccontano i profumi e i colori dei campi siciliani, unendo tradizione e innovazione. Nel suo forno, Francesco offre più di 50 varietà di pani e prodotti da forno, realizzati con ingredienti di prossimità e selezionati con grande attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Inserisce regolarmente nuovi prodotti, sperimentando abbinamenti e farine inedite. Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono il pane con farine di tumminia o russello, il pane alla curcuma con canditi di pera e zenzero, e quello con grue di cacao, nocciole dei Nebrodi e uvetta di Pantelleria.
Il Forno Arena rappresenta la continuità di una tradizione familiare lunga tre generazioni: una storia che inizia con nonna Teresa nel 1939 e che continua con Francesco, che ha saputo portare l’eredità del passato verso nuovi orizzonti di eccellenza. I riconoscimenti non si sono fatti attendere: Tre Pani del Gambero Rosso, Due Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia, Membro dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food, Ambasciatore DOC Italy 2022, Miglior Fornaio Best in Sicily – Cronache di Gusto e Inserimento nella Top 10 Street Food Italia – 50 Top Italy 2022. Francesco Arena è oggi un vero Ambasciatore dei sapori e saperi siciliani, un artigiano che ha fatto del pane la sua arte, del lievito madre la sua voce e della Sicilia la sua bandiera. Ogni giorno, nel suo forno, racconta con passione una storia fatta di tradizione, rispetto, innovazione e amore per la sua terra.
Panificio Focacceria Francesco Arena: Via Tommaso Cannizzareo, 137 – Messina
Telefono: 0909218792
Mail: info@francescoarena.me
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/arena-12.jpg248292docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-04-02 12:43:192025-11-02 13:00:16Maestro Panificatore Francesco Arena
Giuseppe Santoro, classe 1987, vanta un’esperienza ventennale nel mondo della pasticceria, un settore che ha saputo trasformare da semplice passione in una vera e propria vocazione. Fin da giovane ha dedicato tempo, studio e sacrificio a perfezionarsi, consapevole che l’arte dolciaria richiede non solo manualità e precisione, ma anche creatività, costanza e un continuo aggiornamento.
Nel corso della sua carriera ha frequentato alcune delle più prestigiose accademie del settore, tra cui la Chocolate Academy di Milano, punto di riferimento internazionale per chi vuole specializzarsi nella lavorazione del cioccolato, l’Hangar 78 di Melarredo a Pianiga (Padova), laboratorio d’innovazione culinaria e centro di ricerca gastronomica, e la Red Academy di Lanciano, fucina di talenti della pasticceria e della cucina moderna. Queste esperienze formative gli hanno permesso di accrescere le sue competenze tecniche e di aprirsi a nuove visioni creative, fondamentali per un professionista che vuole distinguersi.
A rendere ancora più significativo il suo percorso sono stati gli incontri con alcuni tra i più grandi Maestri della pasticceria internazionale, figure del calibro di Leonardo Di Carlo, innovatore e punto di riferimento della pasticceria scientifica, Angelo Musa, campione del mondo e MOF francese, e Cécile Moritel, icona di eleganza e precisione nell’arte del dessert. Affiancare professionisti di questo livello ha rappresentato per Giuseppe un’occasione unica di crescita, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano e professionale.
La sua esperienza non si è limitata al territorio italiano: nel 2012/2013 ha infatti lavorato in Inghilterra presso una nota catena di ristoranti a Cambridge, ricoprendo il ruolo di responsabile per starter e dessert. Questa avventura internazionale gli ha permesso di confrontarsi con un pubblico diverso, di comprendere nuove esigenze gastronomiche e di affinare la capacità di adattare la tradizione pasticcera italiana ai gusti e alle richieste di una clientela cosmopolita.
La carriera di Giuseppe è costellata di esperienze significative, tra cui la curatela, nel 2022, della parte dolciaria – inclusa la torta nuziale – per il matrimonio di Alex Belli e Delia Duran, evento che ha attirato l’attenzione mediatica e confermato la sua abilità nel coniugare eleganza, gusto e spettacolarità in creazioni pensate per occasioni uniche.
Il 3 marzo 2024 segna una tappa fondamentale del suo percorso: Giuseppe entra ufficialmente a far parte della famiglia Doc Italy come Diplomatico del Gusto, un riconoscimento che premia la sua dedizione, la sua professionalità e la capacità di rappresentare con orgoglio la pasticceria italiana nel mondo.
Per Giuseppe, la pasticceria non è solo un mestiere, ma un linguaggio universale fatto di sapori, profumi ed emozioni. Ogni dolce che crea racconta una storia, esprime una ricerca continua tra tradizione e innovazione e porta con sé il desiderio di regalare un momento di felicità autentica a chi lo assapora.
Mail: giuseppesantoro15@yahoo.com
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/03/santoro-2.jpg529539docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-03-30 15:32:262025-11-12 17:53:28Maestro Pasticcere Giuseppe Santoro
Valerio Esposito – Gelatiere, Cioccolatiere e Innovatore del Gusto
Classe 1991, Valerio Esposito nasce in una famiglia di pasticceri. Il papà Umberto, con la sua storica pasticceria nel centro di Aprilia, è stato un punto di riferimento per oltre trent’anni e ha trasmesso a Valerio il fascino dell’arte bianca. Dopo gli studi alberghieri e le esperienze in cucina, Valerio scopre la sua vera passione: il gelato artigianale. Nel 2010 fonda ad Aprilia Tonka, Gelateria Artigianale, con l’obiettivo di proporre un prodotto naturale, fresco, legato al territorio e realizzato con ingredienti di filiera corta. Nel suo percorso di formazione ha seguito corsi con diversi maestri che sono vere istituzioni del settore, per poi sviluppare una propria filosofia di gelato, personale e distintiva. L’incontro con sua moglie Jennifer Boero segna l’inizio di un percorso condiviso anche nel lavoro.
Insieme approfondiscono lo studio delle materie prime e del cacao, fino ad aprire nel 2019 Divino, Bean to Bar Chocolate, piccola cioccolateria artigianale in cui le fave di cacao selezionate e trasformate da Valerio diventano praline e creazioni di Jennifer. Negli anni, Valerio ha ampliato la sua ricerca artigianale al mondo dei distillati, dando vita insieme ad altri soci al progetto Pontinus, Spiriti Pontini, che comprende gin, vermouth e bitter: un percorso collettivo dedicato alla valorizzazione del territorio pontino attraverso prodotti che fondono tradizione, storia e innovazione.
Da sempre impegnato sul fronte della sostenibilità, Valerio ha ideato con Tonka una serie di progetti pluriennali che hanno coinvolto associazioni, ONG e istituzioni, affrontando temi cruciali come la riforestazione, la tutela delle api, la lotta alla plastica negli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai (con il progetto IceTonka, in collaborazione con Legambiente e un maestro scultore del ghiaccio), fino ad arrivare al tema della gestione delle risorse idriche e alla riduzione dello spreco alimentare con il progetto Zero Sprechi – Un circolo virtuoso per il Pianeta.
Questa visione lo ha portato a presentare il libro educativo Gelatopoli e le sue iniziative di sensibilizzazione direttamente alla FAO, confermandolo come uno dei gelatieri piùattivi nel coniugare artigianalità e impegno sociale. Il percorso di Valerio è stato riconosciuto a livello nazionale con numerosi premi, tra cui:
Campione regionale Gelato World Tour 2016;
Vincitore Festival del Gelato Artigianale 2020;
Premio Gambero Rosso 2023 come Miglior Gelateria d’Italia per la valorizzazione delle produzioni locali;
Inserimento nei Tre Coni del Gambero Rosso dal 2024;
Top 10 giovani talenti della gelateria artigianale nella Power List 2025 della rivista Dolce e Salato.
Questi sono solo alcuni dei riconoscimenti ottenuti, che confermano un percorso fatto di ricerca, innovazione e radicamento al territorio. Oggi Valerio continua a sperimentare e raccontare, attraverso gelato, cioccolato e distillati, valori di sostenibilità, artigianalità e cultura gastronomica, trasformando ogni sua creazione in un’esperienza che unisce gusto, identità e memoria collettiva.
Tonka si trova in Via Ugo Foscolo 15, 04011, Aprilia (LT)
Francesco Camassa, nato a Grottaglie (Taranto), è un macellaio artigiano che porta avanti con orgoglio una tradizione familiare lunga generazioni, fondata sui valori dell’artigianato, della qualità e della passione per la carne. Con spirito moderno e grande curiosità, Francesco ha saputo trasformare l’eredità di famiglia in un percorso di innovazione, fondendo sapere antico, ricerca e formazione continua. Animato dal desiderio di far evolvere la professione e di diffondere la cultura della qualità, Francesco ha intrapreso un percorso di formazione costante, arricchendo la tradizione con competenze tecniche e scientifiche di alto livello. È giudice qualificato con certificazione presso l’Istituto De Gustibus Carnis di Verona, riconoscimento che ne attesta la competenza e l’autorevolezza nel valutare tagli, tecniche di lavorazione e qualità delle carni a livello professionale. Francesco è Presidente e socio fondatore dell’A.I.M.A. – Associazione Italiana Macellerie Artigiane, realtà nazionale nata per promuovere la formazione, la divulgazione e la crescita professionale nel settore della macelleria. AIMA rappresenta oggi una rete solida di professionisti e artigiani che condividono conoscenze, esperienze e valori comuni, con l’obiettivo di elevare il livello qualitativo e culturale del mestiere.
È anche socio fondatore dell’associazione Butcher for Children, un progetto che unisce macellai da tutta Italia con un obiettivo solidale: organizzare eventi benefici a sostegno della ricerca e delle cure pediatriche per i bambini ricoverati negli ospedali. Un’iniziativa che riflette lo spirito umano e altruista che accompagna da sempre il suo modo di intendere il lavoro. Oltre ai progetti nazionali, Francesco Camassa è fortemente impegnato anche a livello europeo, dove collabora con importanti realtà del settore agroalimentare e distributivo. La sua esperienza e il suo approccio innovativo lo hanno portato a instaurare partnership strategiche con grandi distributori di carne europei, con l’obiettivo di promuovere standard di qualità elevati, trasparenza nella filiera e valorizzazione delle produzioni artigianali italiane.
Questo impegno internazionale consolida il suo ruolo di ambasciatore della cultura della carne artigianale, capace di connettere le eccellenze italiane con il mercato e i professionisti del resto d’Europa. Francesco è Capitano e socio della Nazionale Italiana Macellai, squadra che rappresenta la categoria nelle competizioni mondiali. Nel 2017, durante la prima competizione assoluta della Nazionale, tenutasi a Belfast (Irlanda), ha ricevuto la nomina di Miglior Macellaio al Mondo, riconoscimento condiviso con altri sette maestri internazionali. Un risultato che testimonia la sua eccellenza tecnica, la dedizione e la capacità di rappresentare la macelleria italiana nel mondo con competenza e orgoglio. Formatore e cultore della materia, Francesco è specializzato nella frollatura delle carni, anche in forme estreme, una pratica che padroneggia unendo conoscenza scientifica e sensibilità artigianale. È inoltre giudice in numerose competizioni nazionali e internazionali, tra cui The Golden Steak, celebre campionato della bistecca con l’osso, oggi divenuto anche un programma televisivo di successo. Francesco Camassa incarna la figura del macellaio contemporaneo: un professionista che unisce tradizione, formazione e innovazione, capace di valorizzare il prodotto e la cultura gastronomica italiana in chiave moderna. Il suo impegno nella formazione dei giovani, nella solidarietà sociale e nella collaborazione europea fa di lui non solo un eccellente artigiano, ma anche un promotore dei valori autentici dell’artigianato e dell’eccellenza italiana nel mondo.
Macelleria Camassa: Via Madonna di Pompei, 80, 74023 Grottaglie TA
Telefono: 099 561 0287
Mail: info@macelleriacamassa.it
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/03/camassa-3.jpg1020943docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-03-08 12:47:062025-10-16 21:33:22Maestro Macellaio Francesco Camassa
Salvatore Arnone è molto più di un fotografo: è un narratore di emozioni, un ladro di attimi, un artista che trasforma la realtà in poesia visiva. Da oltre vent’anni collabora con DOC Italy, dove è diventato una presenza imprescindibile, il testimone silenzioso di centinaia di eventi, di incontri, di volti e di storie. In ogni scatto riesce a fondere tecnica e sentimento, precisione e istinto, luce e anima. Per lui la fotografia non è un mestiere, ma una forma di vita, un linguaggio naturale attraverso cui raccontare il mondo. Calabrese di nascita e romano d’adozione, Salvatore Arnone porta la Calabria nel cuore, tatuata non sulla pelle ma nell’anima. La sua terra, con la sua luce calda e struggente, con i suoi silenzi e i suoi orizzonti infiniti, vive in ogni sua fotografia.
È da lì che nasce il suo senso profondo di appartenenza, la sua capacità di emozionarsi e di emozionare. La sua famiglia è stata la sua prima scuola e il suo più grande amore. Da suo padre, Pietro, ha imparato che il rispetto per le persone e per il lavoro non è solo un valore, ma una filosofia di vita. È questa eredità morale che Salvatore porta con sé in ogni scatto, in ogni progetto, in ogni gesto. Il suo percorso umano e artistico non è stato lineare: ha conosciuto la fatica, la rinuncia e anche qualche deviazione. A soli due esami dalla laurea in Ingegneria, decide di lasciare tutto per inseguire quella che definisce “la mia grande passione, la fotografia”. Una scelta folle per molti, ma profondamente coerente per lui. Perché la fotografia, per Salvatore, non è mai stata un semplice mestiere, ma la sua verità più autentica. Chi osserva le sue immagini non vede solo un bravo tecnico, ma riconosce un’anima capace di leggere la vita.
I suoi paesaggi al tramonto lasciano senza fiato, i suoi panorami urbani sono visioni poetiche, le sue immagini di reportage raccontano l’umanità con delicatezza e verità. Nella sua carriera ha immortalato di tutto, sfilate, eventi, personaggi famosi, bambini, volti comuni, dettagli naturali, ma per lui non c’è distinzione tra un VIP e un fiore, tra una celebrità e un passante: ogni soggetto può regalare un’emozione. Questa capacità di cogliere la bellezza ovunque lo ha reso unico. Come racconta chi lavora con lui, Salvo è l’uomo delle certezze: qualunque siano le condizioni, luce difficile, tempi stretti, ambienti complessi, riesce sempre a portare a casa uno scatto perfetto, vivo, autentico. Il fotografo di moda Paolo Manzini, che non ha mai nascosto la sua stima, lo ha definito “un professionista capace di fare luce anche nel buio più difficile”.
Negli anni, Salvatore Arnone ha fotografato centinaia di eventi di alto livello, firmando servizi per sfilate, gala, presentazioni, manifestazioni culturali e progetti artistici. Tante le celebrità passate davanti al suo obiettivo, ma lui rimane lo stesso: umile, concreto, silenzioso. La fama non lo interessa: il suo scopo non è apparire, ma raccontare. Quando tiene in mano la macchina fotografica, scompare l’uomo e resta solo l’artista, capace di entrare in sintonia con ciò che ha davanti. Negli ultimi anni, il suo lavoro ha varcato i confini nazionali. Con un reportage dedicato alla sua amata Fiumefreddo Bruzio, Salvatore ha vinto un prestigioso contest fotografico internazionale, portando il piccolo borgo calabrese nel mondo e dimostrando come la sua arte possa farsi ambasciatrice di territori e identità. Il riconoscimento è arrivato non solo per la qualità tecnica delle immagini, ma per la profonda sensibilità narrativa che le attraversa: ogni foto era un frammento d’amore verso la sua terra.
Accanto a lui, oggi, c’è Deborah, compagna nella vita e ispirazione nell’arte. Grazie alla sua presenza, le fotografie di Salvatore hanno assunto nuovi colori e sfumature. Il loro rapporto, fatto di sensibilità e introspezione, ha reso i suoi scatti ancora più intensi, intimi e vibranti di emozione.
Salvatore Arnone non è solo un fotografo, ma un artigiano della luce e dei sentimenti, un artista che costruisce bellezza con l’umiltà di chi sa che dietro ogni immagine c’è un pezzo di verità. Lavora da più di vent’anni con DOC Italy, documentando la grande eccellenza del Made in Italy, cuochi, artisti, maestri, ambasciatori del gusto e lo fa con una discrezione rara, restituendo in ogni fotografia non solo l’evento, ma l’anima di chi lo vive. “Ladro di attimi, tra tecnica ed emozioni”: così si definisce, e mai definizione fu più vera. In un mondo che corre, Salvatore continua a fermare il tempo con un click, a catturare la vita in un riflesso di luce, a restituirci la meraviglia di ciò che spesso non vediamo. Perché nelle sue foto non c’è solo ciò che appare: c’è la vita, la verità, la poesia.
Martino De Mita, classe 1989, è un macellaio di terza generazione, figlio d’arte e figlio della sua terra: Martina Franca, in provincia di Taranto. Un luogo che ama profondamente, con i suoi allevamenti, i profumi della Murgia e le tipicità che lo hanno cresciuto e formato, in primis le celebri bombette e il Capocollo di Martina Franca, entrambi riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.).
In famiglia lo conoscono bene: la sua testa dura è proverbiale, “più di un sasso della cutizza” – come si dice in dialetto – o dell’asino martinese. Sin da ragazzino Martino sognava di fare il macellaio, ma non tutti ci credevano. Suo padre, uomo silenzioso, lo lasciava provare; la madre, severa, lo rimproverava spesso; e il nonno, considerato a Martina Franca il “Re dei fornelli”, non mancava di fargli notare un limite: “Martino, tu sei mancino… e i mancini non sono buoni per il disosso”. Parole dure per un ragazzino che sognava di stare dietro un banco carni. Per cinque lunghi anni, il forno del nonno gli rimase negato: solo dopo la maggiore età gli fu concesso di cucinare qualcosa, e non per i clienti, “al massimo per il personale”.
Eppure Martino non si è mai arreso. Testardo e determinato, ha ingoiato i rospi e si è formato con una gavetta dura, fatta di sacrificio e costanza. Alla fine il sogno è diventato realtà: non solo è entrato in macelleria, ma è diventato persino un macellaio da competizione, conquistando un posto nella Nazionale Italiana Macellai e partecipando al prestigioso World Butchers’ Challenge, il mondiale di macelleria a Sacramento, in California. Il percorso però non è stato facile. Per entrare in Nazionale ha dovuto superare due prove impegnative, e quando la stanchezza e i dubbi si facevano sentire, è stata la moglie a spronarlo a non mollare. Alla fine Martino ce l’ha fatta, ma il destino gli ha presentato un’altra sfida: durante un allenamento, nel far volare le lame, si è procurato un grave infortunio, recidendosi quattro tendini e un nervo. Ha subito due interventi e rischiato di perdere la sensibilità delle dita. Sembrava la fine di ogni sogno.
E invece no. La Nazionale lo ha voluto comunque al suo fianco, portandolo in Francia, a Clermont-Ferrand, per fargli sentire l’affetto di una squadra che è diventata una seconda famiglia. Martino ricorda ancora l’abbraccio dei compagni e l’emozione incontenibile di quella vittoria, che gli ha strappato lacrime di orgoglio. Oggi, con la stessa testardaggine che lo accompagna da sempre, Martino De Mita continua a inseguire il suo sogno, fatto di carni pregiate, tradizioni da custodire e innovazioni da portare avanti. La sua è la storia di un macellaio che ha saputo trasformare la passione in mestiere, l’ostacolo in sfida, il limite in forza.
Macelleria Braceria Tredicilettere: Strada Provinciale 69 Zona G n.25 San Paolo 74015 Martina Franca (TA)
Potrebbe davvero intitolarsi così un docufilm dedicato a Martina Sera, giovane professionista di Cerveteri che ha trasformato la passione di famiglia in una carriera di successo. La sua storia nasce in una macelleria che per lei, fin da bambina, è stata come un parco giochi: tra i profumi delle carni e i gesti sapienti dei suoi genitori, ha imparato osservando, rubando con gli occhi ogni segreto del mestiere.
La bottega di famiglia, aperta dal nonno Damiano nel 1984 – noto allevatore della zona – è diventata negli anni un punto di riferimento non solo per Cerveteri e dintorni, ma anche per numerosi clienti che arrivano dalla Capitale. Oggi Martina e suo fratello Damiano portano avanti l’eredità di tre generazioni, unendo tradizione e innovazione, con dedizione e amore per un mestiere che considerano un vero patrimonio culturale.
In un settore storicamente dominato dagli uomini, Martina si è saputa ritagliare un ruolo di primo piano grazie alla sua competenza, alla sua tenacia e alla voglia di crescere costantemente. Con il tempo ha conquistato la stima dei grandi maestri della macelleria italiana – da Orlando Di Mario a Mara Labella, da Camassa a La Ganga – diventando un punto di riferimento per i colleghi e un orgoglio per la sua comunità.
Sempre attenta a ogni innovazione, curiosa di scoprire nuove tecniche e prodotti, Martina vive la carne come una materia viva da rispettare, trasformare e valorizzare. È questa filosofia che l’ha portata a far parte della Nazionale Italiana Macellai, con cui ha partecipato ai Mondiali di Parigi ottenendo un ottimo piazzamento su oltre 70 squadre internazionali. Un traguardo che si aggiunge al prestigioso riconoscimento di Diplomatica del Gusto per Doc Italy.
La sua macelleria non è solo un luogo di vendita, ma un laboratorio dove ricerca, passione e tradizione si intrecciano per offrire ai clienti non semplici prodotti, ma esperienze. Con Oritum, Martina condivide la sua arte con professionisti e appassionati, insegnando a scegliere, lavorare e raccontare la carne come parte integrante della nostra identità gastronomica e culturale.
Martina Sera è la dimostrazione che il futuro della macelleria italiana passa anche attraverso la sensibilità, la professionalità e la visione delle nuove generazioni, capaci di trasformare un mestiere antico in una moderna eccellenza.
Macelleria Damiano&figli – via Francesco Barboni, 19, 00052 Cerveteri (RM)
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/09/martina-sera-pp-1-e1760719532490.jpg545662docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-03-02 20:32:572025-11-12 17:54:37Maestra Macellaia Martina Sera
Osvaldo Palermo, dopo aver conseguito il diploma in informatica, inizia la sua carriera come dimostratore per alcune delle aziende più specializzate nella produzione di semilavorati per gelateria. È proprio entrando nei laboratori, osservando da vicino gli artigiani e i loro metodi di lavorazione, che cresce in lui la curiosità e il desiderio di andare oltre: capire la materia prima, conoscerne le caratteristiche e valorizzarla in creazioni capaci di distinguersi per genuinità e qualità.
Questa passione lo porta nel 1994, insieme alla moglie Antonella, ad aprire la prima gelateria Fiordipanna a Cornaredo, alle porte di Milano. Un nome scelto non a caso: semplice, diretto e trasparente, proprio come il suo gelato, fatto di ricette autentiche e ingredienti di eccellenza. Fin da subito la filosofia di Osvaldo è chiara: offrire gusti in cui i sapori si distinguano nettamente, senza artifici, con l’utilizzo di materie prime nobili e certificate.
Il latte fresco intero Alta Qualità, la panna fresca della Centrale del Latte di Milano, il pistacchio di Stigliano (Matera) – lavorato secondo una ricetta ideata dallo stesso Osvaldo e adottata dall’azienda produttrice – il limone IGP biologico di Siracusa, la nocciola dell’Azienda Agricola Rapalino di Benevello (Cuneo), scelta per la tostatura leggera, e il cioccolato Valrhona, simbolo di eccellenza e rispetto ambientale: sono solo alcuni degli ingredienti che raccontano la sua costante ricerca della perfezione.
Accanto ad Antonella, e grazie al sostegno dei cognati Ornella Gerundino e Alessandro Fraccola, Fiordipanna cresce e si espande con l’apertura di altri due punti vendita: nel 2006 a Bollate e nel 2014 ad Arese. Tre realtà accomunate dalla stessa filosofia: nessun grasso vegetale idrogenato, niente olio di palma, conservanti, coloranti o semilavorati, ma solo trasparenza, freschezza e qualità.
Nel 2019 nasce FiordiLab, un laboratorio centralizzato e interamente Gluten Free, dedicato alla produzione e vendita non solo di gelato, ma anche di pasticceria senza glutine: semifreddi, mousse, biscotti, plum-cake, meringhe, baci di dama, sbrisolone, crostate e torte, fino ad arrivare ai soggetti in cioccolato Valrhona. Un progetto che rafforza ulteriormente l’identità del marchio e l’impegno verso un’offerta inclusiva e attenta alle esigenze di tutti.
Fiordipanna è anche un luogo di condivisione e formazione: le vetrine delle gelaterie, infatti, sono spesso tappezzate dai disegni dei bambini delle scuole che vengono ospitati periodicamente per assistere alla produzione del gelato. Un modo per trasmettere ai più piccoli la passione per il mestiere, ma anche il rispetto per il cibo, la materia prima e la tradizione artigiana.
Dal 1994 a oggi, Osvaldo Palermo continua a essere fedele alla sua filosofia: creare un gelato capace di raccontare storie di territorio e di qualità, mantenendo sempre un equilibrio perfetto tra innovazione e tradizione. Una filosofia che ha reso Fiordipanna un punto di riferimento per chi cerca nel gelato non solo un dolce, ma un’esperienza di gusto autentica e senza compromessi.
Fiordipanna Arese, Piazza 11 Settembre, 5, 20044 Arese MI
Dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 23:00
WhatsApp 3371060075
Telefono 0291632658
Fiordipanna Cornaredo, Piazza della Libertà, 36, 20007 Cornaredo MI
Dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 23:00. Il lunedì dalle 13:00 alle 23:00
Francesco Dioletta “L’Alchimista del Sottozero e il Cuore Pulsante dell’Abruzzo” “Il gelato non è un prodotto, è un’emozione che si scioglie in bocca per diventare memoria. È il racconto di una terra che resiste, che fiorisce e che ama.”
C’è un filo invisibile che lega le vette innevate del Gran Sasso alle coste dell’Adriatico, un filo fatto di profumi, sapori antichi e una ricerca instancabile della perfezione. Al centro di questo intreccio c’è Francesco Dioletta, Maestro Gelatiere che ha trasformato il freddo in calore umano e l’arte del sottozero in un manifesto d’amore per il proprio territorio.
Un’Eredità che si fa Futuro Il DNA Dioletta La storia di Francesco non è quella di un uomo solo al comando, ma il racconto di una dinastia moderna del gusto. Entrare nel mondo di Gelaterie Duomo significa immergersi in un’atmosfera dove il sapere artigiano si tramanda attraverso lo sguardo. zAccanto a lui, la forza della famiglia: i figli, che non sono semplici collaboratori, ma custodi di una visione. Insieme, rappresentano quel ricambio generazionale che trasforma la tradizione in innovazione. Vedere Francesco lavorare fianco a fianco con i suoi figli è la testimonianza più bella di come il successo non sia tale se non è condiviso con chi amiamo. È in questa sinergia familiare che nasce la magia: un equilibrio perfetto tra l’esperienza millimetrica del Maestro e l’energia fresca delle nuove leve. La storia di Francesco Dioletta nel mondo della ristorazione comincia presto. È il 1979 quando, ancora ragazzo, muove i primi passi a Roma, presso il ristorante La Canonica in via della Paglia, a Santa Maria in Trastevere. Pochi anni dopo, nel 1985, torna nella sua L’Aquila e realizza un primo sogno: apre il Bar Duomo, affacciato sulla piazza simbolo della città. È proprio lì che, quasi per caso, scopre l’universo del gelato artigianale: nel 1997, nei locali accanto al bar, inaugura la sua prima gelateria. Quella che sembrava soltanto una curiosità diventa presto una vera e propria passione, destinata a trasformarsi in un mestiere e in una missione di vita.
L’Abruzzo in un Cono: Un Viaggio Sensoriale Ogni creazione di Francesco Dioletta è una lettera d’amore all’Abruzzo. Non è solo gelato; è un racconto geografico ed emotivo. Nelle sue mantecature rivivono: • Lo zafferano dell’Aquila, oro rosso che colora di nobiltà il palato • Il profumo resinoso dei boschi appenninici. • La dolcezza dei frutti antichi recuperati dall’oblio. • Il latte delle alte quote, puro e sincero come la gente di montagna. Francesco ha saputo elevare materie prime povere a icone gourmet, portando la sua terra nei palcoscenici più prestigiosi della gelateria mondiale, senza mai staccare i piedi da quelle radici che lo tengono saldo, anche nei momenti più difficili della storia della sua città, L’Aquila.
L’Eccellenza Certificata dalla Passione
Pluripremiato dalle guide più autorevoli (Gambero Rosso in primis) e celebrato dalla stampa di settore, Francesco Dioletta è riconosciuto come uno dei massimi esponenti del gelato artigianale italiano. Ma per lui, il premio più grande non è una targa d’oro, bensì la fila di sorrisi davanti alle sue vetrine e la consapevolezza di offrire un prodotto etico, naturale e rigorosamente privo di compromessi. Francesco non vende gelato; regala un momento di sospensione dal mondo. La sua missione è quella di un ambasciatore che, con una spatola in mano, difende l’identità di un popolo. Perché quando assaggi un gelato di Francesco Dioletta, non senti solo il freddo della temperatura, senti il calore di una stretta di mano, il profumo di una casa abruzzese e la forza di un sogno che continua, di padre in figlio, a rendere il mondo un posto più dolce.
Francesco Dioletta Maestro Gelatiere, Ambasciatore del Gusto, Padre.
Negli ultimi 25 anni il mondo del gelato è profondamente cambiato. Oggi, grazie alla ricerca e all’impegno di tanti maestri gelatieri, la qualità è cresciuta in maniera evidente. Anche la clientela si è trasformata: sempre più consapevole e attenta agli ingredienti, ricerca un gelato dal sapore autentico, privo di emulsionanti e aromi artificiali, capace di unire gusto e leggerezza. Lo stesso Dioletta ama ripetere che il cliente e il gelatiere sono cresciuti insieme, condividendo un percorso fatto di maggiore informazione, curiosità e attenzione alla materia prima. Nel laboratorio delle Gelaterie Duomo entrano solo materie prime selezionate con cura. Nulla è lasciato al caso: ogni ingrediente è valutato attraverso la sua scheda tecnica e testato personalmente. Tra quelli che regalano maggiore soddisfazione a Dioletta c’è la farina di semi di carrube, indispensabile per conferire cremosità al gelato, nonostante i costi in continuo aumento. E se dovesse scherzare sul gusto che toglierebbe dal bancone, la scelta cadrebbe sul pistacchio, per via dei costi altissimi del pistacchio di Bronte Dop: un paradosso, perché resta il più richiesto dai clienti e, insieme alla nocciola, è anche il suo preferito. Dal 1985 a oggi, quella che era una piccola attività è diventata un punto di riferimento per il gelato artigianale italiano. Le Gelaterie Duomo contano oggi tre punti vendita a L’Aquila e uno ad Avezzano. Accanto a Francesco ci sono sempre stati la moglie Pina e, oggi, i figli Enrico, Luca e Sara, che portano avanti l’attività con passione, nel segno di valori come serietà, autenticità e rispetto per il prodotto.
La storia delle Gelaterie Duomo si intreccia inevitabilmente con quella della città: il terremoto del 2009 ha imposto una dura prova, ma nel 2016, con la riapertura del locale storico in Piazza Duomo, la rinascita è stata anche un messaggio di speranza. Da lì è nata l’idea di centralizzare i laboratori e di coronare un altro sogno: produrre e imbottigliare un latte d’eccellenza, frutto di una collaborazione con una piccola stalla di Paganica che alleva vacche di razza pezzata rossa italiana. Un progetto che racconta il legame profondo con la terra d’Abruzzo e la ricerca costante della massima qualità. Negli anni, il lavoro e la dedizione di Francesco Dioletta non sono passati inosservati. Dal 2019 le Gelaterie Duomo hanno ottenuto i Tre Coni Gambero Rosso, massimo riconoscimento del settore, confermato fino a oggi: un primato unico in Abruzzo. Nel 2023, inoltre, Dioletta è stato nominato Ambasciatore del Gusto dall’Associazione Nazionale Doc Italy, titolo riconfermato anche nel 2024 e nel 2025.
Il banco delle Gelaterie Duomo è un viaggio nei sapori: dai grandi classici come pistacchio e nocciola, ai gusti che raccontano la storia e le tradizioni abruzzesi. Ci sono quelli legati all’infanzia, come la pizza dolce abruzzese; quelli che celebrano i pastori, come Transumanza con ricotta di pecora, caffè e cioccolato; oppure le creazioni dedicate alla città, come Celestino, un gusto celeste a base di spirulina che richiama la figura di Papa Celestino V. Non mancano poi sperimentazioni con ingredienti locali come lo zafferano, i formaggi del territorio o la frutta da agricoltura rigenerativa. Ogni gusto è il risultato di studio, ricerca e amore per la propria terra.
Gelaterie Duomo L’Aquila: Piazza Duomo, 32 | Corso Vittorio Emanuele, 27 | Centro Commerciale L’Aquilone Avezzano: Via Camillo Corradini, 147/149
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/10/Dioletta-latte-scaled-1.jpg969701docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-03-01 00:45:422026-01-07 10:59:58Maestro Gelatiere Francesco Dioletta
Casa Spanò non è un semplice salone di bellezza, ma un’esperienza sensoriale unica nel suo genere, un luogo dove eleganza, creatività e accoglienza si fondono in perfetta armonia. Ideata da Michele Spanò, hair stylist di grande talento e designer per passione, Casa Spanò è un raffinato salone dalle mille sorprese, in cui ogni dettaglio racconta la personalità e la visione del suo creatore. Varcare la soglia di Casa Spanò significa entrare in un mondo dove prendersi cura di sé diventa un rituale piacevole e rilassante. Qui Michele e il suo team studiano il look perfetto per ogni persona, ascoltandone desideri, stile di vita e personalità, perché ogni taglio e colore sia un’espressione autentica di sé.
Il salone principale, concepito come un salotto elegante e informale, invita al relax totale: comode poltrone, luci soffuse, profumi delicati e musica di sottofondo accompagnano trattamenti che rigenerano corpo e spirito.In questo contesto curato in ogni minimo dettaglio, Michele Spanò mette in campo tutta la sua esperienza e la sua maestria artistica. Definito da molti come ilparrucchiere delle dive per aver curato il look di numerose attrici e personaggi noti, Spanò ama sottolineare che le vere protagoniste del suo lavoro sono le sue clienti affezionate, alle quali dedica ogni giorno la stessa attenzione e creatività riservata al red carpet.
Da oltre tredici anni riesce a reinventare il concetto di bellezza attraverso tagli e colori sempre nuovi, in continua evoluzione ma sempre coerenti con la personalità di chi si affida a lui. La sua filosofia è semplice e potente: ogni donna deve sentirsi unica, sicura di sé e bellissima — come una diva, ma nella vita di tutti i giorni. Casa Spanò è molto più di un salone: è un luogo dove l’arte incontra la cura, dove ogni cliente viene accolta come un’amica e accompagnata in un viaggio di stile e benessere firmato Michele Spanò.
Casa Spanò:Sede (P.zza di Spagna) Via dei Greci, 40– Roma (RM) Tel 06 36002325
Piazza G.Marconi, 6 (EUR) Roma (RM) -Tel. 06 545531
Gianluca Nana, classe 1978, è un macellaio per passione e professione, che dopo oltre vent’anni trascorsi dietro il banco ha trasformato un sogno in realtà fondando Nana Meat & Wine, un luogo dove la carne diventa arte, cultura e condivisione. Il suo impegno costante per la qualità e la ricerca dell’eccellenza è stato riconosciuto da importanti realtà del settore: Braciami Ancora lo ha premiato come miglior ristorante di carne, mentre Restaurant Guru nel 2021 ha assegnato a Nana Meat & Wine il titolo di “Miglior Carne a La Spezia”. La scintilla che ha acceso la sua vocazione è nata a soli 19 anni, durante il servizio militare nei Vigili del Fuoco. Spesso si ritrovava in cucina, ad aiutare e osservare chi preparava i pasti, e fu lì che capì che quello era il suo mondo. Poco dopo, in un supermercato, si avvicinò per la prima volta al banco macelleria e da quel momento nacque un amore autentico e duraturo. Da allora Gianluca ha scelto di dedicare la sua vita a questo mestiere, spinto da curiosità, determinazione e dal desiderio continuo di imparare. Dopo anni di formazione e di lavoro nella grande distribuzione, comprese che per distinguersi doveva conoscere a fondo la cucina. Ha così intrapreso un lungo percorso di studio e specializzazione, frequentando corsi in tutta Italia, formando personale e collaborando con professionisti del settore, fino a diventare un punto di riferimento nel mondo delle carni. Per Gianluca ogni sfida è un’occasione di crescita: non si ferma mai finché non raggiunge l’obiettivo.
La sua filosofia di lavoro si fonda su una visione precisa: la macelleria è artigianato, estetica e rispetto per la materia prima. Ogni taglio richiede manualità, sensibilità e attenzione ai dettagli. Preferisce la mannaia alla segaossi, perché per lui ogni gesto deve essere fatto con cura e consapevolezza. Non si limita a vendere carne, ma costruisce esperienze su misura per il cliente, proprio come farebbe un sarto con un abito. Non cerca ciò che è di moda, ma ciò che è autentico, vero, e che racconta una storia.
Quando la pandemia ha messo tutto in discussione, Gianluca non si è arreso: ha trasformato la crisi in un’opportunità di innovazione. Studiando i maestri dell’American Barbecue, ha creato un nuovo modo di interpretare la cucina della carne, fondando NanaBurgher, simbolo di resilienza e creatività, dimostrando che la passione può superare qualsiasi difficoltà. Nel tempo ha capito che il suo mestiere non poteva limitarsi al banco o alla cucina. Così è diventato formatore e consulente, tenendo corsi per macellai, chef e appassionati, condividendo la sua visione basata su manualità, conoscenza e rispetto della materia prima. Ha iniziato a collaborare con ristoratori e aziende, aiutandoli a costruire una propria identità autentica nel mondo del food. Il suo lavoro non è vendere carne, ma raccontarla: ogni taglio ha una storia, e il suo compito è valorizzarla con rispetto e passione.
Gianluca Nana è, inoltre, autore di “Non è solo un pezzo di carne”, un volume che mette ordine e fa chiarezza sulle informazioni spesso confuse o incomplete che circolano a proposito della produzione e del consumo di carne. Il libro offre un approccio pratico per informare il lettore su come acquistare, utilizzare e apprezzare la carne in modo intelligente e consapevole grazie all’esperienza trentennale dell’autore e alla sua capacità di chiarire temi cruciali come la scelta dei tagli, la lettura delle etichette, le tecniche di frollatura e cottura e la gestione degli scarti. Si tratta dunque di un manuale completo per mangiare carne con maggiore consapevolezza, senza rinunciare alla qualità, scritto da un esperto con esperienza trentennale e una comunnity di oltre 120.000 follower. Perfetto per chi vuole scoprire come trattare e cucinare la carne in modo ottimale, conoscendo ogni aspetto della filiera.
Macelleria Nana: Piazza Saint Bon 4 – 19122 La Spezia
Fondata nel 1999 da Gennaro Galeotafiore, conosciuto come il “re dei fritti”, Sapori di Napoli è un’eccellenza campana nel mondo della ristorazione, simbolo della migliore tradizione culinaria napoletana reinterpretata in chiave moderna. L’azienda nasce come laboratorio artigianale dedicato alla produzione di prodotti tipici napoletani, fondando la propria filosofia sulla ricerca di materie prime di altissima qualità e sull’equilibrio tra artigianalità e innovazione. Gennaro Galeotafiore, appassionato cultore della cucina partenopea, ha saputo elevare l’arte della frittura a un simbolo di identità gastronomica, conquistando il titolo di ambasciatore DOC Italy per il fritto napoletano.
La sua missione è da sempre quella di preservare e rinnovare la tradizione, creando prodotti che raccontano i sapori autentici della Campania attraverso nuove forme e interpretazioni contemporanee. Il primo decennio di attività, dal 1999 al 2009, segna la nascita e la crescita dell’azienda. Il successo ottenuto e la crescente domanda rendono necessario l’ampliamento della capacità produttiva: nel 2008, Sapori di Napoli trasferisce il proprio stabilimento alle falde del Vesuvio, mantenendo intatta la cura artigianale che da sempre contraddistingue la qualità dei suoi prodotti. Nel secondo decennio, dal 2010 al 2019, l’azienda vive una fase di consolidamento e innovazione.
Nel 2012 viene introdotta la linea “Sfornamì”, che affianca la storica “Friggimì”, ampliando l’offerta con prodotti “pronto forno” pratici, gustosi e versatili. Nel 2016 inizia un importante processo di ammodernamento: viene rinnovata la sede, aumentata la capacità di stoccaggio e potenziato il reparto produttivo. In questo periodo, Sapori di Napoli ottiene le certificazioni BRC e IFS, garanzia di altissimi standard qualitativi. Dal 2020, l’azienda entra nel suo terzo decennio, caratterizzato da un processo di internazionalizzazione che porta il marchio oltre i confini nazionali.
Sapori di Napoli approda su mercati come Stati Uniti, Giappone e Austria, collaborando con eventi di prestigio come la Mostra del Cinema di Venezia e Casa Sanremo, che consolidano ulteriormente la sua immagine di eccellenza italiana. Attenta alle nuove esigenze dei consumatori e ai cambiamenti delle abitudini alimentari, l’azienda ha sviluppato una divisione Ricerca e Sviluppo dedicata all’innovazione nel settore del “frozen food”, offrendo soluzioni pratiche senza rinunciare alla qualità e al gusto della tradizione.
Dopo oltre vent’anni di attività, Sapori di Napoli continua il suo percorso con la stessa passione che l’ha resa un punto di riferimento nel panorama gastronomico italiano. Come afferma “il re dei fritti”: “Continueremo a garantire a tutti i clienti attimi di felicità per il palato, in ogni momento della giornata con un pasto veloce, una cena in compagnia, un aperitivo o una occasione speciale. ”
Emiliano Cipicchia è uno chef che ha costruito la propria identità culinaria intrecciando radici profonde, spirito creativo e un legame indissolubile con la sua terra. Nato e cresciuto all’interno del ristorante di famiglia Le Macine, ha respirato fin da bambino l’atmosfera della ristorazione, passando con naturalezza dal ruolo di cameriere a quello di pizzaiolo, fino a riconoscere nella cucina il suo linguaggio più autentico. Pur avendo conseguito una laurea in Economia e l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista, non ha mai abbandonato la sua vera passione, scegliendo più volte il grembiule alla giacca e cravatta e trasformando quella che per molti è una professione complessa in un mestiere vissuto con la leggerezza e l’entusiasmo di un hobby coltivato da sempre.
La cucina di Emiliano nasce da un patrimonio tradizionale solido, fatto di materie prime locali e ricette che raccontano Sicilia ed Eolie, ma trova la sua forza nella capacità di reinterpretare tutto questo attraverso tecniche moderne e accostamenti inediti. Il suo stile è un equilibrio armonico tra memoria e innovazione: parte dalla tradizione, la rispetta profondamente, e da lì la trasforma con creatività e sensibilità contemporanea. Capperi, agrumi, erbe aromatiche, malvasia e tutti i tesori generosi della sua terra entrano nei suoi piatti con naturalezza, diventando protagonisti di preparazioni che non rinnegano mai le origini ma sanno parlare al presente.
Pur non volendo scegliere un vero e proprio cavallo di battaglia, Emiliano ammette una predilezione per i primi piatti, dove può esprimere con più libertà la sua capacità di bilanciare consistenze, profumi e sapori. Ogni piatto, però, viene trattato come un unicum: nasce dall’amore, dalla cura dei dettagli, dall’attenzione estrema verso gli abbinamenti. A guidarlo è una miscela di passione, curiosità e desiderio continuo di migliorarsi, ingredienti che considera fondamentali per qualsiasi professionista del settore gastronomico.
Questo approccio si ritrova interamente nell’esperienza offerta oggi al ristorante di famiglia, situato a Pianoconte, nella parte alta di Lipari, in una villa immersa nel verde e custodita dal fascino del passato. Qui, tra un piccolo museo di arte contadina e una suggestiva macina del ’700 che accoglie gli ospiti, la famiglia Cipicchia ha creato un luogo che celebra la vera circolarità del cibo: dal campo al piatto. I prodotti dell’azienda agricola biologica del padre Giovanni, coltivati con metodo naturale e secondo una filosofia di autenticità, arrivano direttamente nelle mani di Emiliano, che li trasforma con rispetto e garbo in piatti dal sapore genuino e contemporaneo.
A completare l’esperienza, i menu pensati dallo chef, due o tre portate, accompagnate da un calice di vino e da una dolce chiusura a base di biscotti e malvasia, raccontano un territorio ricco, una famiglia unita e una visione culinaria che guarda avanti senza mai dimenticare da dove proviene. Emiliano Cipicchia porta in tavola un percorso di vita, un’eredità e una vocazione allo stesso tempo: quella di trasformare la tradizione in emozione e la cucina in un racconto autentico, vivo e profondamente personale.
Il Vitantonio Lombardo Ristorante sorge nel cuore dei Sassi di Matera, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e iconici della ristorazione italiana contemporanea. Aperto nel 2018 dallo chef Vitantonio Lombardo, il ristorante è il riflesso perfetto della sua filosofia: rispetto delle radici lucane, ricerca costante, tecnica raffinata e profonda sensibilità per la materia prima.
Ricavato all’interno di una grotta naturale del Rione Sassi, il locale conserva volutamente l’autenticità della pietra materana. Gli ambienti, progettati dall’architetto Alessandro Tortorelli e curati personalmente dallo chef, si sviluppano in un equilibrio armonico tra antico e moderno: il tufo a vista racconta la storia del luogo, mentre gli inserti in vetro trasparente e le luci soffuse creano un’atmosfera intima e contemporanea. Il ristorante si divide in tre spazi principali: la sala grotta, ampia e conviviale, con vista sulla cucina a giorno dove Lombardo e la sua brigata lavorano come in un teatro del gusto; la sala cava, più raccolta, pensata per esperienze private e degustazioni riservate; e la cantina, un piccolo scrigno che custodisce una selezione accurata di etichette italiane e internazionali, con particolare attenzione ai vini lucani.
In sala, l’accoglienza è affidata al fidato Donato Addesso, maitre e braccio destro di Lombardo, che accompagna gli ospiti in un percorso gastronomico elegante ma sincero, dove ogni dettaglio è curato con calore e professionalità. La cucina è un viaggio tra tradizione e innovazione: i piatti dello chef raccontano la Basilicata attraverso ingredienti locali e tecniche moderne. La filosofia del ristorante si fonda sul rispetto del territorio e sulla reinterpretazione contemporanea della memoria gastronomica lucana.
Nei menu degustazione “Radici”, “Evoluzione” e “Essenza” convivono ricette antiche e creatività pura: i fusilli al ferretto diventano opera d’arte grazie a condimenti essenziali e perfettamente bilanciati, la pizza in black è un omaggio al suo maestro Davide Scabin, mentre le carni, i legumi e le verdure di stagione vengono esaltati da cotture leggere e accostamenti sorprendenti. Ogni piatto è costruito per emozionare, rispettando i sapori autentici ma donando loro una nuova vita.Nel 2019, a pochi mesi dall’apertura, il Vitantonio Lombardo Ristorante ottiene la Stella Michelin, riconfermata ogni anno fino a oggi, affermandosi come uno dei migliori ristoranti del Sud Italia e divenendo un punto di riferimento per la gastronomia d’autore.
Nel 2024 il locale ha festeggiato la settima riconferma consecutiva, un traguardo che testimonia la costanza, l’eccellenza e la coerenza del progetto. Anche il Gambero Rosso e Le Guide de L’Espresso lo inseriscono tra i migliori ristoranti d’Italia, premiandone la sensibilità, la precisione e l’identità fortemente legata al territorio. Oggi il ristorante è molto più di un luogo dove mangiare: è un’esperienza sensoriale e culturale, un viaggio nel tempo e nello spazio.
Vitantonio Lombardo, classe 1979, nasce in Basilicata e sin da giovanissimo dimostra un legame profondo con la propria terra. A soli quindici anni lascia la casa natale per inseguire la sua più grande passione: la cucina. Con sé porta, come bagaglio di ricordi e di formazione affettiva, le ricette della nonna — la cuoca di famiglia — che lo hanno iniziato al gusto e alla memoria gastronomica lucana. È proprio da quei sapori, semplici e autentici, che nasce la sua filosofia culinaria, fatta di rispetto per la tradizione, curiosità per l’innovazione e profondo senso di appartenenza alle proprie origini.
Il percorso di Vitantonio è caratterizzato da una lunga e intensa gavetta, costellata di incontri fondamentali con grandi maestri della cucina italiana. A Bagno di Romagna, nella brigata di Paolo Teverini, apprende l’arte dell’eleganza a tavola; da Silver Succi assimila l’importanza assoluta della materia prima; con Gianfranco Vissani impara a conoscere e interpretare il territorio come fonte d’ispirazione; da Fabio Barbaglini acquisisce padronanza delle tecniche di cottura moderne; e infine, accanto a Davide Scabin, scopre la forza della creatività e l’audacia dell’innovazione, tanto da dedicargli, anni dopo, la celebre Pizza in Black, omaggio al piatto simbolo “Black is Black” dello chef piemontese.
Dopo più di un decennio di esperienze in giro per l’Italia, nel 2009 Vitantonio entra a far parte della Locanda Severino a Caggiano (SA) sin dall’apertura, nel ruolo di chef. Tre anni più tardi, nel 2012, ne diventa anche titolare. È qui che inizia a consolidare la propria identità gastronomica: nei suoi menu la tradizione, messa temporaneamente da parte durante gli anni di formazione, torna protagonista in chiave moderna. Lombardo reinterpreta i sapori lucani con equilibrio, leggerezza e rispetto della stagionalità, con una sensibilità tecnica che guarda al futuro senza tradire il passato. Nel 2012 ottiene la sua prima Stella Michelin, un riconoscimento che lo consacra tra gli chef più promettenti del panorama nazionale. Ma la storia di Vitantonio Lombardo non si ferma qui. Il 28 maggio 2018 decide di tornare nella sua Lucania, aprendo a Matera il suo ristorante omonimo: Vitantonio Lombardo Ristorante.
La scelta della città non è casuale. Matera, con i suoi Sassi, rappresenta la sintesi perfetta tra storia, cultura, pietra e luce — elementi che da sempre ispirano la sua idea di cucina. Il ristorante nasce all’interno di una grotta nel Rione Sassi, mantenuta volutamente nel suo fascino naturale, su progetto dell’architetto Alessandro Tortorelli, e con la supervisione dello stesso Lombardo, che desiderava un luogo capace di fondere il genius loci materano con la modernità. Gli ambienti, irregolari e suggestivi, alternano il tufo a vista a dettagli in vetro trasparente: una combinazione di semplicità e contemporaneità.
La sala grotta, ampia e accogliente, affaccia sulla cucina a vista, cuore pulsante del locale; la sala cava è più intima, perfetta per un’esperienza riservata; e la cantina, curata nei minimi dettagli, ospita etichette selezionate con amore e competenza. In sala, il suo fidato braccio destro Donato Addesso accoglie gli ospiti con eleganza e calore, completando un’esperienza gastronomica che è al tempo stesso familiare e sofisticata. Nel ristorante di Matera, Vitantonio Lombardo unisce la sua anima lucana con una visione cosmopolita e contemporanea. Ogni piatto è un racconto: ingredienti locali, tecniche raffinate e contaminazioni internazionali convivono in perfetto equilibrio. Nei suoi menu convivono le radici della Basilicata e l’estro di uno chef che ha fatto dell’autenticità la propria bandiera. Il successo non tarda ad arrivare: nel 2019 il Ristorante Vitantonio Lombardo ottiene la Stella Michelin, confermata anno dopo anno fino a oggi.
Nel novembre 2024 il ristorante conquista la settima Stella Michelin consecutiva, confermando la sua posizione d’eccellenza nella scena gastronomica italiana e internazionale. Un traguardo che premia la costanza, la ricerca e la passione di Lombardo e del suo team, e che consolida Matera come una delle capitali del gusto del Sud Italia. Nel 2026 il locale viene premiato anche dal Gambero Rosso, con 2 Forchette (punteggio 86/100), e da Le Guide de L’Espresso, con 2 Cappelli (16,5/20), riconoscendolo come il miglior ristorante della Basilicata e uno dei più rappresentativi dell’Italia meridionale.
Ma non sono solo i premi a rendere speciale la storia di Vitantonio Lombardo. Nel 2025 lo chef ha condiviso pubblicamente un percorso personale molto importante: dopo aver raggiunto i 176 kg di peso, ha deciso di sottoporsi a un intervento di gastrectomia sleeve, intraprendendo un cammino di rinascita fisica e mentale. In soli otto mesi ha perso oltre 60 kg, cambiando radicalmente stile di vita e affrontando con determinazione una sfida che lo ha reso un esempio di forza e consapevolezza. “Non è stata una passeggiata, ha raccontato, ma ho imparato che la disciplina che serve in cucina può salvarti anche nella vita.”
La cucina di Vitantonio Lombardo è una dichiarazione d’amore per la sua terra. La Basilicata diventa linguaggio, emozione, memoria. I suoi piatti raccontano il mare e la montagna, la semplicità contadina e la nobiltà del gusto, le influenze di una regione che è crocevia di culture e sapori. Ogni creazione è frutto di uno studio profondo: ingredienti locali reinterpretati con tecnica e sensibilità contemporanea, abbinamenti arditi ma mai sfrontati, equilibrio tra tradizione e modernità. L’obiettivo è trasmettere emozioni, non stupire con artifici. Per Lombardo, il ristorante non è solo un luogo dove si mangia: è un’esperienza sensoriale e culturale, un modo per “sentire” la Lucania attraverso profumi, colori e consistenze.
Negli ultimi anni, la sua attività si è arricchita di nuovi progetti. Collabora con realtà agricole locali per la valorizzazione dei prodotti lucani, promuove eventi gastronomici e masterclass rivolte ai giovani chef, ed è ambasciatore di un messaggio di cucina etica, sostenibile e profondamente umana. “Nel piatto — afferma — metto la mia storia, ma anche il futuro che immagino per la Basilicata: una terra capace di emozionare il mondo con la sua autenticità.” Oggi Vitantonio Lombardo è considerato uno dei più grandi interpreti della cucina del Sud Italia. La sua carriera, fatta di sacrificio, studio e umiltà, dimostra che il talento, quando è accompagnato da passione e coerenza, può trasformare anche la pietra più antica in un diamante. E nelle grotte dei Sassi di Matera, dove il tempo sembra essersi fermato, la sua cucina continua a scrivere, giorno dopo giorno, una delle pagine più luminose della gastronomia italiana contemporanea.
Vitantonio Lombardo Ristorante: Via Madonna delle Virtù, 13, 75100 Matera MT
Gianni Cutuli è uno chef siciliano di grande esperienza, scelto da Plaza Premium per guidare la proposta gastronomica della lounge dell’aeroporto di Roma Fiumicino, dove ogni giorno unisce rigore professionale, organizzazione e passione per la cucina italiana. Nato e cresciuto in Sicilia, porta con sé il legame profondo con le materie prime della sua terra, tanto da essere stato recentemente nominato Ambasciatore per la Cucina di Acireale, un riconoscimento che conferma il valore del suo percorso e della sua identità culinaria.
Arrivato a Roma nel 2016 dopo oltre vent’anni come responsabile di cucina in Sicilia, dove si era specializzato in catering e grandi cerimonie, Gianni ha saputo innamorarsi della tradizione gastronomica laziale, studiandola e perfezionandola con grande rispetto. Ha approfondito preparazioni simbolo come la carbonara, la cacio e pepe, la coda alla vaccinara e le ricette a base di selvaggina, collaborando anche con realtà di prestigio come l’associazione DOC Italy, con la quale ha condiviso il riconoscimento di ambasciatore della cucina tipica siciliana conferito in Campidoglio.
All’interno della Plaza Premium Lounge, Gianni ricopre un ruolo centrale sia dal punto di vista operativo che manageriale. Si occupa dell’organizzazione della brigata di cucina, della pianificazione dei turni, della gestione degli ordini e del controllo rigoroso delle procedure HACCP, garantendo standard elevatissimi di sicurezza e qualità.
Partecipa inoltre alla definizione dei menu stagionali, che vengono aggiornati trimestralmente in collaborazione con l’executive chef Ankit Mangala e la general manager Analia Marinoff, con l’obiettivo di offrire agli ospiti piatti rappresentativi della tradizione italiana, capaci di coniugare gusto, comfort e riconoscibilità.
Tra le preparazioni più apprezzate dai viaggiatori spicca la sua Cacio e Pepe, piatto romano che Gianni interpreta con grande tecnica e sensibilità, usando esclusivamente formaggi stagionati per garantire intensità di sapore e maggiore digeribilità. Accanto ai piatti salati, cura interamente anche la parte legata alla pasticceria, preparando artigianalmente crostate, pasta frolla, meringhe, tiramisù, gelati e muffin direttamente all’interno della lounge, per offrire un’esperienza completa e autentica.
Non manca, nel suo lavoro quotidiano, il legame con la Sicilia, che emerge attraverso l’inserimento nel menu di piatti iconici come la Pasta alla Norma, omaggio alla tradizione catanese e alla cultura della sua terra d’origine. La cucina di Gianni Cutuli è oggi il punto d’incontro tra due mondi: la solarità e l’intensità della Sicilia e l’eleganza decisa della tradizione romana. Il suo stile si basa su disciplina, rispetto per la materia prima e cura dei dettagli, trasformando la pausa in lounge in un vero momento di esperienza gastronomica.
Scorre sangue marsicano nelle vene di Americo Finucci, chef di origini celanesi e titolare, insieme a Sara Dell’Elce, del Kikka Restaurant Wine & Cocktail Bar di Montesilvano. La sua cucina è un viaggio che unisce memoria e innovazione, tradizione e ricerca, valorizzando i prodotti d’eccellenza che raccontano un territorio e le sue radici.
Riconosciuto tra i Maestri del Gusto, Americo si distingue per conoscenza delle materie prime, per la scelta di prodotti d’eccellenza che raccontino e facciano assaporare un territorio, per una cucina sana che unisca tradizione e innovazione, per una continua ricerca e sperimentazione “creativa”, per una cultura profonda fatta di rispetto e tutela della natura e i suoi frutti, per prediligere produttori “vanto e tesoro dell’Italia”. Per lui, un piatto non è un quadro, ma deve sapere di storia e trasmettere emozioni autentiche. Al suo staff insegna un principio fondamentale: chi si siede a tavola accetta e si fida del cibo che gli viene offerto, e questo impone il dovere di ripagare tale fiducia con amore, rispetto e sapori che richiamino quelli di un tempo. Preservare le ricette originali significa custodire la tradizione, ma al tempo stesso renderla viva attraverso nuove interpretazioni creative.
Per Americo Finucci, l’Italia per anni ha recitato il ruolo di protagonista tra le cucine del mondo e deve tornare ad esserlo attraverso il messaggio che lasciamo ai nostri figli . L’amore per la nostra cucina si diffonde attraverso i sapori, gli odori e i gesti di una domenica in famiglia. Il nostro pesce, le nostre carni, i nostri ortaggi erano gli ingredienti principali con cui si con divano le domeniche in famiglia, a casa dei Nonni. Il suo ristorante, il Kikka Restaurant, gioca con il nome “Chicca”, che a Roma indica qualcosa di prezioso e speciale, trasformandolo in un concetto originale: Kolazione, Kucina, Kocktail. Qui i clienti possono assaporare piatti autentici della tradizione romana – dalla carbonara alla cacio e pepe – insieme ad aperitivi e cocktail raffinati, accompagnati da un’accurata selezione di vini.
L’ambiente elegante e accogliente, la passione dello staff e la filosofia culinaria di Americo Finucci rendono ogni esperienza nel ristorante Kikka un omaggio alla cultura gastronomica italiana, capace di rinnovarsi senza perdere mai il legame con le sue radici più profonde.
Kikka Lounge Bar: C.so Umberto I, 16, 65015 Montesilvano PE
Davide Ferro è oggi uno dei più brillanti interpreti dell’arte della carne in Italia, un professionista capace di coniugare tradizione familiare, tecnica impeccabile e un’innata propensione all’innovazione. La sua storia affonda le radici in una lunga tradizione che inizia nel 1941, quando i nonni Bartolomeo e Iolanda aprirono la prima macelleria a Castel del Bosco, punto di riferimento per gli abitanti di Roure.
Lì, tra taglieri e profumi di carne fresca, crebbero anche il figlio Giovanni e la moglie Gemma, che nel 1977 aprirono una nuova bottega ad Abbadia Alpina, portando avanti con cura la lavorazione artigianale della carne e ampliando negli anni l’offerta con gastronomia tipica piemontese e i celebri agnolotti fatti a mano. È in questo ambiente che Davide si è formato, respirando sin da bambino la dedizione e il valore della manualità, fino a diventare il volto contemporaneo di una storia lunga più di ottant’anni. Negli ultimi anni la sua crescita professionale è stata sorprendente, grazie a una visione moderna che unisce conoscenza profonda della materia prima, studio continuo e un approccio innovativo alla macellazione e alla maturazione della carne.
Davide acquista gli animali vivi, esclusivamente di razza piemontese, e segue un disciplinare di allevamento personale che mette al centro il benessere animale e la qualità assoluta: niente OGM, niente isolati, niente antibiotici, solo cereali e foraggi selezionati. Questo rigore, unito alla sua abilità tecnica, gli ha permesso di raggiungere risultati straordinari nella frollatura, arrivando a maturazioni fino a sei mesi e sperimentando processi inediti come la carne frollata nella cera d’api biologica, capace di assorbire profumi e sfumature aromatiche uniche.
La sua macelleria di piazza Ploto è diventata una meta per appassionati, gourmand e ristoratori che cercano tagli di eccellenza, selezioni rare come Sashi, Swami e Angus iberico, e soprattutto le sue preparazioni iconiche come il “Meat Sushi”, battuta di Fassona servita su riso al vapore in decine di varianti diverse.
Accanto alla carne, Davide porta avanti anche la ricca tradizione gastronomica di famiglia, producendo salumi artigianali, mortadelle, bresaole, pancette, prosciutti cotti e il famoso cotto d’anatra, oltre a un laboratorio che sforna quotidianamente antipasti, pasta fresca e i rinomati agnolotti fatti a mano. Alla competenza artigianale si affianca la sua capacità comunicativa: sui social, in particolare su TikTok dove conta oltre 12 mila follower, Davide divulga conoscenza, spiega tecniche, illustra tagli e insegna a cuocere la carne con un linguaggio diretto, moderno e coinvolgente, contribuendo a far avvicinare al mondo della macelleria anche un pubblico giovane. Questo mix di tradizione, innovazione e comunicazione gli è valso importanti riconoscimenti, tra cui l’ingresso nella guida Steak House e Macellerie d’Italia curata dalla rivista Braciamiancora, che lo considera tra i migliori macellai del Paese per la capacità di valorizzare la razza piemontese.
Nella sua bottega si respira ancora l’atmosfera familiare delle macellerie di una volta, un luogo dove professionalità, passione e rapporto umano convivono armoniosamente. Grazie al lavoro condiviso con la fidanzata Giulia, la commessa Laura e Armando, il laboratorio è diventato una vera fucina di sapori, un punto d’incontro dove si tramandano ricette, si sperimenta e si mantiene viva una tradizione che passa da tre generazioni. Così, ancora oggi, la Macelleria Ferro è il luogo dove la storia della carne si intreccia con il calore umano, e Davide, con il suo talento e la sua visione, continua a trasformare un mestiere antico in un’arte contemporanea capace di emozionare e sorprendere.
Macelleria Ferro: Piazza Ploto 23 Abbadia Alpina (To)
La storia di Viscotta inizia nelle cucine profumate della Sicilia, dove la piccola Vincenza imparava i segreti della pasticceria tradizionale dalle mani esperte della nonna e della mamma. Ogni gesto, ogni ingrediente, ogni momento condiviso ha plasmato la sua passione per l’arte dolciaria. Oggi, come Pastry Chef affermata, Vincenza Loreto ha trasformato quei ricordi d’infanzia in una missione: portare nel mondo l’autenticità dei sapori siciliani attraverso biscotti artigianali che rispettano la tradizione abbracciando l’innovazione.
La pregiata Mandorla Pizzuta d’Avola è il cuore pulsante di ogni nostra creazione, tracciata su blockchain per garantire trasparenza e qualità dal campo alla tavola.Viscotta non è solo un biscotto, è un ponte tra passato e futuro, tra Sicilia e mondo.La missione è valorizzare la Mandorla Pizzuta d’Avola preparando un prodotto della tradizione Siciliana diverso dagli altri. Abbiamo ridotto al massimo la stucchevolezza grazie all’uso ed al dosaggio di uno zucchero particolarmente ricercato. La Pastry Chef Vincenza Loreto è l’anima dei prodotti Viscotta a base di Mandorla “Pizzuta” d’Avola. Lei ci mette cuore, passione e anima.
Una vita passata in pasticceria circondata da mandorle, gusto e tradizione. Dolci preparati a mano con ingredienti tracciati e certificati. Ogni biscotto racconta una storia di passione, tradizione e qualità siciliana. “All’olfatto si presenta con un odore di mandorla delicato e piacevole. All’assaggio, la maggior parte del panel ha individuato un giusto grado di dolcezza e di compattezza che non stanca al morso, con una persistenza gustativa media. In generale prodotto fragrante all’esterno e giustamente umido all’interno. Non ci si stanca a mangiarne altri”.
Le Paste di Mandorla artigianali VISCOTTA sono realizzate con Mandorla Pizzuta di Avola certificata, coltivata e raccolta nel cuore della Sicilia sotto il controllo del Consorzio Mandorla di Avola. Ogni morso racconta la tradizione dolciaria siciliana, esaltata da una lavorazione attenta e ingredienti naturali. Un classico senza tempo, in versione gluten free. “Il mio biscotto con la mandorla di Avola avrà successo perché valorizza un potenziale ancora inespresso. Viscotta by Vincenza Loreto punta a essere la migliore espressione della tradizione agricola avolese, già rinomata per il confetto con la Mandorla Pizzuta d’Avola. Vogliamo diventare leader nel mercato italiano e internazionale. Per questo tracciamo, con un certificato Blockchain, la filiera di produzione di ogni biscotto dal nostro amato forno.” – afferma Vincenza.
I prodotti alla mandorla Viscotta rappresentano l’incontro perfetto tra eccellenza siciliana, artigianalità autentica e innovazione. Al centro di ogni creazione c’è la Pizzuta d’Avola certificata, una delle mandorle più pregiate al mondo, garantita direttamente dal Consorzio Mandorla di Avola. La qualità della materia prima è il punto di partenza, valorizzata da una lavorazione manuale che rispetta la tradizione siciliana e restituisce sapori pieni, puliti e inconfondibili.
Ogni prodotto è pensato per essere accessibile a tutti: sono naturali, senza glutine e privi di lattosio, ideali sia per chi ha intolleranze sia per chi desidera uno stile di vita più sano. Le mandorle utilizzate sono ricche di antiossidanti naturali e proprietà benefiche, trasformando ogni assaggio in un gesto di benessere quotidiano. Viscotta non è solo tradizione, ma anche trasparenza e tecnologia. Grazie alla tracciabilità tramite blockchain, ogni passaggio, dalla mandorla appena raccolta al prodotto finito, è monitorato e certificato, offrendo al consumatore la certezza di un percorso chiaro, controllato e responsabile. Il risultato è una linea di eccellenze che celebra il territorio, rispetta la natura e racconta un mestiere antico con uno sguardo moderno. Con Viscotta, la mandorla diventa un’esperienza: pura, autentica, siciliana
Vincenza Loreto è una pastry chef che ha costruito il suo percorso professionale unendo precisione tecnica, eleganza creativa e un profondo rispetto per le materie prime. La sua storia nasce da una passione genuina per l’arte dolciaria, coltivata negli anni attraverso studio, sperimentazione e un’incessante ricerca del dettaglio perfetto, quello capace di trasformare un dessert in un ricordo indelebile.
Particolarmente legata alla tradizione italiana, Vincenza interpreta ricette classiche con una sensibilità contemporanea, alleggerendo le preparazioni e valorizzando ingredienti di qualità assoluta. Dai grandi lievitati ai mignon di pasticceria moderna, dalle monoporzioni ai dessert al piatto, ciò che accomuna le sue creazioni è la cura minuziosa e la capacità di far convivere semplicità e tecnica, memoria e innovazione.
Con il suo lavoro, Vincenza Loreto si è affermata come una professionista capace di emozionare attraverso il gusto e di raccontare, con ogni dolce, un pensiero, una storia, una parte di sé. Una pastry chef che considera la pasticceria un linguaggio, e che in ogni sua creazione sceglie di parlare con gentilezza, precisione e passione.
La Gelateria Tonka di Aprilia, guidata da Esposito, è diventata negli anni un simbolo di qualità e creatività nel panorama del gelato artigianale laziale. In questo laboratorio il gelato nasce da una filosofia semplice e rigorosa: scegliere ingredienti naturali, freschi e selezionati con cura, lavorarli secondo tecniche artigianali e rispettare sempre la stagionalità. Esposito ha trasformato Tonka in un luogo dove la tradizione incontra l’innovazione, proponendo gusti classici realizzati alla perfezione accanto a creazioni moderne, frutto di studio continuo e grande sensibilità al sapore. Ogni gelato racconta la passione di un artigiano che non si accontenta mai, che sperimenta, assaggia, migliora, con l’obiettivo di offrire ai propri clienti un’esperienza autentica, cremosa e indimenticabile. Tonka è oggi un punto fermo per chi cerca un gelato vero, sincero e fatto con il cuore.
Classe 1991, Valerio Esposito nasce in una famiglia di pasticceri. Il papà Umberto, con la sua storica pasticceria nel centro di Aprilia, è stato un punto di riferimento per oltre trent’anni e ha trasmesso a Valerio il fascino dell’arte bianca. Dopo gli studi alberghieri e le esperienze in cucina, Valerio scopre la sua vera passione: il gelato artigianale. Nel 2010 fonda ad Aprilia Tonka, Gelateria Artigianale, con l’obiettivo di proporre un prodotto naturale, fresco, legato al territorio e realizzato con ingredienti di filiera corta. Nel suo percorso di formazione ha seguito corsi con diversi maestri che sono vere istituzioni del settore, per poi sviluppare una propria filosofia di gelato, personale e distintiva. L’incontro con sua moglie Jennifer Boero segna l’inizio di un percorso condiviso anche nel lavoro.
Insieme approfondiscono lo studio delle materie prime e del cacao, fino ad aprire nel 2019 Divino, Bean to Bar Chocolate, piccola cioccolateria artigianale in cui le fave di cacao selezionate e trasformate da Valerio diventano praline e creazioni di Jennifer. Negli anni, Valerio ha ampliato la sua ricerca artigianale al mondo dei distillati, dando vita insieme ad altri soci al progetto Pontinus, Spiriti Pontini, che comprende gin, vermouth e bitter: un percorso collettivo dedicato alla valorizzazione del territorio pontino attraverso prodotti che fondono tradizione, storia e innovazione.
Da sempre impegnato sul fronte della sostenibilità, Valerio ha ideato con Tonka una serie di progetti pluriennali che hanno coinvolto associazioni, ONG e istituzioni, affrontando temi cruciali come la riforestazione, la tutela delle api, la lotta alla plastica negli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai (con il progetto IceTonka, in collaborazione con Legambiente e un maestro scultore del ghiaccio), fino ad arrivare al tema della gestione delle risorse idriche e alla riduzione dello spreco alimentare con il progetto Zero Sprechi – Un circolo virtuoso per il Pianeta.
Questa visione lo ha portato a presentare il libro educativo Gelatopoli e le sue iniziative di sensibilizzazione direttamente alla FAO, confermandolo come uno dei gelatieri piùattivi nel coniugare artigianalità e impegno sociale. Il percorso di Valerio è stato riconosciuto a livello nazionale con numerosi premi, tra cui:
Campione regionale Gelato World Tour 2016;
Vincitore Festival del Gelato Artigianale 2020;
Premio Gambero Rosso 2023 come Miglior Gelateria d’Italia per la valorizzazione delle produzioni locali;
Inserimento nei Tre Coni del Gambero Rosso dal 2024;
Top 10 giovani talenti della gelateria artigianale nella Power List 2025 della rivista Dolce e Salato.
Questi sono solo alcuni dei riconoscimenti ottenuti, che confermano un percorso fatto di ricerca, innovazione e radicamento al territorio. Oggi Valerio continua a sperimentare e raccontare, attraverso gelato, cioccolato e distillati, valori di sostenibilità, artigianalità e cultura gastronomica, trasformando ogni sua creazione in un’esperienza che unisce gusto, identità e memoria collettiva.
Tonka si trova in Via Ugo Foscolo 15, 04011, Aprilia (LT)
Giovanni Maria Galasso è una delle figure più autorevoli e appassionate del panorama enogastronomico calabrese, un professionista che ha trasformato lo studio, la curiosità e la dedizione in una missione culturale. Da quasi trent’anni è docente nelle scuole a indirizzo turistico-enogastronomico, dove insegna le discipline professionalizzanti – cucina, ricevimento, sala e vendita – formando generazioni di studenti e trasmettendo loro un approccio etico e consapevole al mondo dell’ospitalità e della ristorazione. La sua esperienza didattica, ricca e trasversale, è il fondamento della sua capacità di comunicare con passione e rigore tecnico.
Socio storico e attivista Slow Food, Galasso è un convinto promotore della filosofia del “buono, pulito e giusto”. La sua attività non si limita alla teoria: partecipa attivamente alla tutela e alla valorizzazione dell’enogastronomia locale, sostenendo i piccoli produttori e difendendo la biodiversità alimentare del territorio reggino. Come sommelier del vino e dell’olio, unisce sensibilità degustativa e profonda conoscenza tecnica, qualità che lo hanno portato a ricoprire ruoli di rilievo in importanti associazioni di settore.
È infatti commissario della delegazione FISAR della provincia di Reggio Calabria, dove contribuisce alla formazione dei futuri sommelier, e riveste il ruolo di tesoriere dell’APCR, l’Associazione Provinciale Cuochi Reggini, con cui condivide progetti, eventi e iniziative dedicate alla crescita culturale della ristorazione. La sua capacità di mettere in rete professionisti, idee e passioni è uno dei tratti che lo contraddistinguono. La sua formazione accademica è altrettanto significativa: laureato in Giurisprudenza, ha voluto seguire la propria vocazione proseguendo gli studi con una seconda laurea in Scienze Enogastronomiche a indirizzo enologico. Una scelta dettata esclusivamente dalla passione, che negli anni è diventata un percorso professionale completo, fatto di studio costante e continua evoluzione.
Nel 2021 la Federazione Italiana Cuochi gli ha conferito il prestigioso Cocorum, un riconoscimento alla carriera riservato a chi ha contribuito in maniera esemplare alla crescita del settore. Fa parte anche dell’Associazione “Discepoli di Escoffier”, organizzazione internazionale che custodisce la tradizione della grande cucina classica, e nel 2024 è stato nominato Ambasciatore del Bere dall’associazione di eccellenze DOC Italy, un titolo che celebra il suo impegno nella divulgazione della cultura del vino.
Galasso collabora inoltre con Slow Food Editore per la stesura della guida nazionale “Slow Wine”, contribuendo con competenza e sensibilità alla selezione e alla valutazione delle migliori cantine italiane. Il suo approccio al vino non è mai solo tecnico: è culturale, sociale, umano. Racconta il territorio, le persone, le storie che si nascondono dietro ogni etichetta. In ogni ruolo, docente, sommelier, divulgatore, attivista, Giovanni Maria Galasso porta con sé una visione chiara: l’enogastronomia è un patrimonio da proteggere, conoscere e condividere. E il suo lavoro, giorno dopo giorno, continua a dare valore a questa convinzione.
Mail: gigalasso@tiscali.it
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/12/galasso-8.png334334docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-12-02 22:02:032025-12-02 22:08:56Sommelier Giovanni Maria Galasso
Raccontare una storia non significa semplicemente registrare ciò che accade, ma saperne catturare l’essenza, il ritmo e l’emozione. È questa la filosofia che guida Valerio Monti, videomaker professionista che da dieci anni trasforma eventi e brand in narrazioni visive d’impatto.
La sua carriera nasce quasi per gioco, tra i banchi di scuola, spinta da quella curiosità che spesso contraddistingue i futuri talenti. Inizia immortalando i diciottesimi dei compagni di classe, un banco di prova fondamentale che gli permette di affinare l’occhio per il dettaglio e la capacità di cogliere l’attimo fuggente. Quella che era partita come una passione giovanile si trasforma ben presto in una solida professione, evolvendo dalla fotografia statica al dinamismo del video.
Negli anni, Valerio ha saputo specializzarsi con versatilità nel settore del video making per eventi, spaziando dalle cerimonie private alle grandi convention aziendali. Parallelamente, ha intercettato con lungimiranza l’evoluzione del mercato digitale, diventando un punto di riferimento nella creazione di contenuti per i social media, dove il linguaggio deve essere rapido, incisivo e tecnicamente impeccabile.
Il suo tratto distintivo risiede in una rara sensibilità interpretativa: Valerio non impone mai un filtro standardizzato, ma adatta il suo stile visivo all’anima del soggetto che ha di fronte. Che si tratti di enfatizzare il fattore emozionale di una cerimonia o di far esplodere il divertimento e l’energia di un party, il risultato è sempre un prodotto su misura.
Nel mondo corporate, Valerio Monti si distingue per la capacità di “leggere” i Brand con cui collabora. Ha lavorato con diverse realtà aziendali portando alla luce la loro mentalità e i loro valori, fondendo le esigenze di marketing con un’estetica raffinata e una qualità dell’immagine cinematografica.
Il 2023 segna un nuovo, importante traguardo nel suo percorso di eccellenza: l’ingresso in DocItaly. Un riconoscimento che certifica la qualità del suo operato e lo inserisce in un network di professionisti che fanno della passione e della competenza il proprio marchio di fabbrica.
Mail: valeriomonti97@gmail.com
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/12/valerio-monti-1-1.jpg989942docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-12-01 22:46:002025-12-01 22:47:20Valerio Monti – Videomaker e Visual Storyteller
Enzima è molto più di un locale: è il progetto di vita di Luca Di Francesco e la sua idea concreta di artigianalità moderna. Nato nel 2024 nel cuore di Ladispoli, in via Odescalchi 123, questo spazio rappresenta l’incontro tra tecnica, identità e visione. Qui ogni prodotto racconta una storia precisa: il pane ha un carattere riconoscibile, fatto di profumi intensi e molliche vive, gli sfogliati e i grandi lievitati sono immediatamente distinguibili per struttura, equilibrio e leggerezza, mentre la pizza diventa una vera e propria firma d’autore, costruita su stagionalità, abbinamenti sorprendenti e rispetto assoluto della materia prima.
L’obiettivo di Luca è chiaro fin dall’inizio: creare un legame autentico con chi entra da Enzima, non solo attraverso il gusto, ma attraverso un’esperienza. Ogni cliente viene accompagnato in un percorso fatto di semplicità solo apparente, in cui nulla è lasciato al caso. In questo laboratorio-gastronomia è bandito l’uso di prodotti chimici, a favore di processi naturali, lievitazioni lente e ingredienti selezionati con cura quasi maniacale. La farina diventa il centro di tutto, il punto di partenza per un dialogo continuo tra panificazione, pasticceria e cucina.
Enzima è il luogo dove la pizza gourmet trova la sua vera espressione, lontana dagli eccessi e vicina all’essenza: pochi elementi, lavorati bene, nel rispetto del territorio e delle stagioni. È un posto in cui il cibo viene raccontato prima ancora di essere assaggiato, dove si spiega che la buona tavola non ha bisogno di artifici, ma di mani esperte, tempo e materie prime eccellenti. Qui la cucina non è solo nutrimento, ma cultura, identità, memoria.
Entrare da Enzima significa entrare nell’universo di Luca Di Francesco: un mondo fatto di profumi di burro e lievito, di impasti vivi, di forni accesi all’alba e di ricerca continua. Un luogo semplice solo all’apparenza, ma profondamente contemporaneo, capace di unire tradizione e innovazione in un equilibrio raro. Enzima oggi è un punto di riferimento a Ladispoli per chi cerca un’idea di gusto autentica, consapevole e riconoscibile, un indirizzo che non segue le mode ma costruisce ogni giorno la propria identità.
Luca Di Francesco è una di quelle figure che incarnano perfettamente il significato contemporaneo di “arte bianca”: tecnica, studio, identità e continua ricerca. Il suo percorso nasce da una vocazione profonda, maturata con il tempo, lontano dai banchi di scuola che non sentiva affini e sempre più vicino, invece, al profumo del pane caldo, della sfoglia che cresce sotto le mani, del burro che stratifica impasti vivi. Fin da giovanissimo capisce che il suo futuro non è tra numeri e teoria astratta, ma tra farina, lievito e tempo. Quello vero, lento, indispensabile per dare vita a lievitati autentici.
Dopo il primo corso da pizzaiolo nel 2017, Luca inizia un percorso fatto di esperienze concrete in laboratori e realtà di rilievo. Lavora da Pascucci a Cornelia, poi cresce in diverse realtà di Ladispoli, affinando tecnica, sensibilità e spirito di sacrificio. L’incontro decisivo con il mondo degli sfogliati avviene a Fregene, da Biblos Bar, sotto la guida del maestro Alessandro Tiscione, dove perfeziona croissant, brioche e lievitati da colazione, comprendendo fino in fondo l’importanza della manualità nella sfogliatura e nel controllo delle temperature. Qui matura la consapevolezza che la sfoglia non è solo una tecnica, ma un vero linguaggio espressivo.
Nel 2022 arriva un’esperienza che segna profondamente la sua visione: il viaggio a Tel Aviv, dove collabora con il maestro panificatore Hadjad Oren nella bakery all’interno della fattoria biologica Meshek Melamed. A contatto con una cultura del pane essenziale, sostenibile e profondamente legata alla materia prima, Luca amplia ancora di più la sua idea di artigianalità.
Nel 2023 rientra in Italia con un progetto chiaro in testa e decide di completare la sua formazione con un corso di cucina a 360° presso “A Tavola con lo Chef”, prima di confrontarsi con uno dei grandi nomi dell’arte bianca contemporanea, Luca Pezzetta, esperienza che consolida definitivamente la sua identità professionale.
Nel 2024, dopo anni di studio, lavoro e sacrifici, Luca realizza il suo sogno aprendo Enzima, il laboratorio a Ladispoli che rappresenta oggi la sua casa creativa. Qui ogni prodotto ha una firma riconoscibile: il pane ha una sua anima, gli sfogliati parlano un linguaggio preciso fatto di equilibrio, stagionalità e tecnica, i lievitati dolci e salati esprimono una personalità netta. Il suo obiettivo non è solo nutrire, ma legare le persone attraverso il gusto, creare un ricordo, un’abitudine che profuma di casa e artigianato vero.
Parallelamente alla produzione, Luca porta avanti una forte vocazione alla trasmissione del sapere. Nei suoi corsi dedicati a cornetti e brioche, accompagna gli allievi alla scoperta della sfogliatura manuale, una pratica che richiede pazienza, precisione e sensibilità tattile. Insegna a comprendere l’impasto, ad ascoltarlo, a rispettarne i tempi e a valorizzarne le potenzialità. La sua non è una semplice lezione tecnica, ma un’esperienza formativa, in cui ogni gesto viene spiegato, ogni errore diventa occasione di crescita, ogni profumo che esce dal forno racconta una storia.
Luca Di Francesco rappresenta una nuova generazione di maestri dei lievitati: consapevole, curiosa, profondamente legata alla tradizione ma capace di guardare avanti. Il suo percorso dimostra che il talento, quando è sostenuto da disciplina, studio e passione autentica, può trasformarsi in un linguaggio riconoscibile. Con Enzima e con il suo modo di insegnare, Luca continua ogni giorno a scrivere la sua storia fatta di sfoglie perfette, lievitazioni vive e sogni che profumano di burro e farina.
Enzima: via odescalchi 123 a/b, Ladispoli, Roma, 00055
Mail: 375 536 7665
Sito: luca.df996@gmail.com
Telefono: 375 536 7665
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/enzima-10.jpg344421docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-25 17:39:242025-11-28 13:01:11ENZIMA – Luca Di Francesco
Massimiliano Borgna è un perito qualificato e riconosciuto a livello nazionale, iscritto al ruolo dei periti presso l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni. La sua figura professionale si colloca in un settore complesso e delicato, quello della valutazione e quantificazione dei danni, ambito in cui opera con competenza, rigore tecnico e un approccio altamente specializzato. Nel corso degli anni ha sviluppato un profilo solido e affidabile, diventando un punto di riferimento per privati, aziende e studi legali che necessitano di una consulenza accurata e imparziale.
La sua attività si concentra principalmente sulla valutazione e quantificazione dei danni in ambito RCA e RC generale, un settore che richiede precisione, capacità di analisi e un costante aggiornamento normativo. Borgna si occupa di esaminare ogni aspetto connesso a sinistri stradali, danni a cose e persone, responsabilità civili e tecniche assicurative, fornendo relazioni chiare, complete e strutturate secondo i parametri richiesti dalle compagnie e dagli organi giudiziari. Alla componente tecnica affianca un importante ruolo nel fornire consulenze tecniche di parte, anche giurate, mettendo al servizio di clienti e avvocati tutta la sua esperienza nelle controversie civili e penali.
La collaborazione stabile con uno studio legale attivo nel campo del diritto civile, dell’infortunistica stradale e del penale, con sede operativa in Via Asiago 2 a Roma, rappresenta un pilastro fondamentale della sua attività. In questo contesto, Massimiliano Borgna partecipa attivamente alla gestione dei casi, contribuendo con perizie tecniche, valutazioni specialistiche, stime economiche e tutto ciò che riguarda l’accertamento dei fatti attraverso l’analisi dei veicoli e delle dinamiche del danno. La sua esperienza è particolarmente preziosa nei casi che coinvolgono lesioni personali, dove la precisione delle valutazioni può incidere in modo determinante sugli esiti delle pratiche risarcitorie.
Un ulteriore ambito in cui Borgna dimostra grande competenza è quello dell’accertamento e valutazione dei veicoli. Che si tratti di auto incidentate, mezzi da sottoporre a perizia tecnica o verifiche necessarie in contesti giudiziari, la sua capacità di analizzare condizioni, valori, deterioramenti e stati d’uso si fonda su un metodo professionale che unisce esperienza sul campo e conoscenza approfondita del settore automobilistico.
La qualità del suo lavoro risiede nella capacità di coniugare competenza tecnica, chiarezza espositiva e serietà professionale. Ogni perizia firmata da Massimiliano Borgna rappresenta un documento affidabile e rigoroso, redatto con l’obiettivo di restituire un quadro oggettivo e verificabile, elemento essenziale in ogni valutazione nel campo assicurativo e legale. La sua figura si distingue dunque come quella di un professionista completo, capace di affrontare con autorevolezza tutte le fasi dell’analisi del danno, offrendo un servizio preciso, puntuale e orientato alla tutela del cliente.
Tommaso Di Giacomo, abruzzese DOC, nasce a Penne (PE), dove tuttora risiede. Il suo legame con il mondo della ristorazione inizia giovanissimo, a soli 15 anni, quando durante le estati lavora nei ristoranti della vicina costa adriatica. Da queste prime esperienze nasce un interesse autentico per l’ospitalità e il servizio, destinato a trasformarsi negli anni in una vera vocazione.
Dopo il diploma di scuola superiore apre un bar nel centro storico della sua città. In breve tempo, però, è il vino a conquistare completamente la sua attenzione, la curiosità cresce, si intensifica e si traduce nel desiderio di formarsi in modo strutturato. Frequenta i corsi AIS e ottiene la qualifica di Sommelier professionista. Parallelamente, il suo locale evolve da semplice bar a un vero e proprio wine-bar, dove la carta dei vini si amplia progressivamente: prima etichette locali, poi regionali, nazionali e infine internazionali.
Questa trasformazione riflette un percorso di crescita personale e professionale che Tommaso vive con entusiasmo costanza e dedizione.Animato dalla volontà di approfondire ulteriormente il mondo del vino e delle sue dinamiche commerciali, nel 2016 frequenta il Master in Wine Export a Pescara, seguito l’anno successivo dal prestigioso Master Sommelier ALMA-AIS a Colorno (Parma), due tappe fondamentali che consolidano la sua preparazione sia tecnica sia manageriale.
Dal 2019, dopo la vendita del wine-bar, decide di dedicarsi completamente al settore vitivinicolo. Lavora come sommelier responsabile delle degustazioni e come commerciale export per diverse cantine del territorio, affiancandole in percorsi di crescita sui mercati internazionali. Partecipa a numerosi eventi, fiere e incontri B2B in Italia e all’estero, operando in mercati come Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Stati Uniti, Canada e Cina.
Il suo impegno e la sua professionalità vengono riconosciuti anche a livello nazionale : nel febbraio 2024 riceve la nomina di Ambasciatore del Bere da DOC Italy, mentre a novembre 2024 ottiene la qualifica di Degustatore Ufficiale AIS, certificazione che sancisce ulteriormente il suo livello di competenza tecnica.
Profondamente appassionato di degustazione e divulgazione, organizza masterclass, incontri tematici ed eventi formativi in enoteche e wine-bar, con l’obiettivo di trasmettere il valore culturale ed emozionale che il vino rappresenta. Per lui il vino è cultura a 360 gradi: un universo fatto di storia, territorio, persone ed emozioni. Un mondo che lo ha conquistato e al quale ha scelto di dedicare ogni giorno con passione autentica e continua ricerca della qualità.
Mail: tommaso66.digiacomo@gmail.com
Telefono: 3337511547
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/di-giacomo-4-1.jpg341339docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-19 19:26:052025-11-19 19:27:28Sommelier Tommaso Di Giacomo
La storia di Sancho inizia dalle mani. Mani sporche di farina, forti e pazienti, quelle di nonno Emilio, che nel 1969 sul lungomare di Fiumicino diede vita a una pizza destinata a diventare un simbolo del territorio. Una pizza scrocchiarella, gonfia, leggera, fatta di semplicità e tecnica, capace di far sorridere generazioni. Da allora Sancho non ha mai tradito il suo impasto: farina semi-integrale tipo 2 dal colore bronzeo, tanta acqua, pochissimo lievito, lunghe maturazioni che vanno dalle 48 alle 90 ore. Un impasto che profuma di grano tostato, che si stende sottile e croccante e che diventa la base di un modo tutto speciale di fare la pizza al taglio.
La filosofia è sempre la stessa: equilibrio tra metodo e materia prima, rispetto delle stagioni, ricerca delle migliori eccellenze del territorio. Per questo sul bancone di Sancho non ci sono mai le stesse cose, c’è sempre qualcosa di fresco, qualcosa che cambia, qualcosa che sorprende. E se la base resta fragrante e leggera, le farciture raccontano la generosità della tradizione laziale, rivisitata con ironia e gusto.
Dalla pizza in crosta di patate di Avezzano farcita di porchetta, alla pizza Lasagna ripiena di ragù bianco e besciamella, dalle classiche Margherita e Marinara fino ai grandi cavalli di battaglia: la Marinara con alici fresche e quella ripiena di tonno sott’olio, maionese fatta in casa e pomodoro. Senza dimenticare i fritti, con panature fragranti e ripieni sorprendenti: bucatini al ragù, ribs alla brace con salsa BBQ, tortellini, spaghetti con le vongole, fettuccine alla pescatora. Una piccola enciclopedia croccante della cucina romana e non solo.
Col tempo, Sancho è diventato qualcosa di più di una pizzeria: è un modo di intendere la pizza al taglio, popolare ma curata, golosa ma tecnica, capace di saziare e far venire voglia di tornare. Il testimone passa dal fondatore Emilio al figlio Franco, fino a oggi, quando sono i nipoti Emiliano e Andrea a portare avanti una storia che profuma ancora di tradizione ma guarda convintamente al futuro. E il futuro di Sancho nel 2024 si sposta anche a Roma, dove apre la prima sede in via Giuseppe Gioachino Belli, nel cuore di Prati. Il format è lo stesso, l’identità è fortissima, e il successo arriva immediato: tra supplì filanti, pizze iconiche e fritti irresistibili, la clientela raddoppia, mescolando affezionati di Fiumicino e nuovi curiosi della Capitale.
Il passo successivo è naturale: nel marzo 2025 Sancho apre il suo secondo punto romano in via Catania 51, zona Piazza Bologna. Trenta metri quadri appena, che Emiliano definisce una “bomboniera”, ma con tutta la forza del marchio: impasti leggeri e croccanti, farciture generose, qualità costante e quell’atmosfera calda e popolare che fa sentire ogni cliente parte della storia. Perché ciò che rende Sancho davvero unico è l’equilibrio tra artigianalità meticolosa e goduria senza filtri. Non è pizza gourmet, è una pizza fatta come si deve, con tecnica, con cuore, con personalità.
Oggi Sancho è una realtà solida, con tre sedi, Fiumicino, Prati e Piazza Bologna, e una reputazione che attraversa la regione. Si lavora per migliorare il servizio delivery, mantenere la qualità anche a casa e, chissà, forse un domani aprire nuove sedi. Perché quando per più di cinquant’anni una famiglia porta avanti lo stesso amore con la stessa tenacia, l’unica direzione possibile è quella di continuare a crescere. Sancho resta così una pizzeria popolare, sincera, accessibile, dove ogni trancio racconta una storia fatta di mani, di lavoro, di famiglia e di tradizione. Una storia che continua a sfornare sorrisi, profumo di forno e quella leggerezza croccante che da 1969 è semplicemente… Sancho.
Pizzeria Sancho Dal 1969 Sede Storica: Via della Torre Clementina, 142, Fiumicino Roma Prati: Via Giuseppe Gioachino Belli, 3/A Roma Piazza Bologna: Via Catania, 51 Tel. 06.6580690
La storia della Macelleria Ferro nasce nel 1941, quando Bartolomeo Ferro con la moglie Iolanda aprivano l’attività a Castel Del Bosco (frazione di Roure). I paesi di montagna a quei tempi avevano numerosi abitanti e la macelleria era, assieme al panettiere e al verduriere, uno dei negozi più importanti: un vero centro di incontro per il paese. Il lavoro era tanto e faticoso e Giovanni, ancora “bocia” (ad appena 10 anni), iniziò ad aiutare papà e mamma.
Fu così che per anni gli abitanti di Roure (ma non solo), mangiarono l’ottimo filetto, le rolate, i salami e la salciccia della macelleria. Giovanni intanto nel 1977 si sposò con Gemma e insieme decisero di aprire una nuova macelleria … ad Abbadia Alpina(frazione di Pinerolo), intanto Bartolomeo e Iolanda proseguirono l’attività a Roure fino al 1985 (per ben 44 anni). La nuova macelleria, era nel centro storico di Abbadia, vicino alla Chiesa, all’ala, ai negozietti di alimentari e al bar. Di fianco al negozio Giovanni aveva anche il mattatoio privato in cui macellava direttamente gli animali. E così che tra gli abbadiesi… chi voleva la carne fresca, chi la voleva tagliata un po’ sottile, chi preferiva quella bella spessa, chi voleva la salsiccia poco speziata, chi voleva la trippa da fare con le cipolle…. andava da “EL Maslè’ d la Badia”.
Nel 1999 con la moglie Gemma ci fu l’idea di vendere, oltre alla carne, anche agnolotti e insalata russa. Gli agnolotti venivano (e vengono tuttora) fatti a mano: Ester (la cugina di Giovanni) faceva e tirava la pasta fresca, poi uno a uno venivano riempiti con il famoso “cumaut” (carne di vitello cotta in padella con spinaci e spezie).
Gemma e Giovanni aiutati, oltre che da Ester anche dalla figlia Monica, iniziarono poi a introdurre via via altri piatti della cucina piemontese tra cui il vitello tonnato, la Pasta al forno, la bagna cauda ecc. e su richiesta anche degli abbadiesi hanno man mano incrementato i piatti e le specialità. Il lavoro, nonostante l’apertura di grossi supermercati nel circondario, è via via aumentato e ora Govanni e Gemma sono aiutati dal figlio Davide, dalla sua fidanzata Giulia, dalla commessa Laura, e da Armando (fratello di Giulia). La cucina, prima piccola, ora è diventata un vero e proprio laboratorio in cui tutti i piatti della gastronomia vengono fatti a mano, utilizzando prodotti di ottima qualitàe mantenendo quella cura che solo i piatti “fatti in casa” hanno. Così abbadiesi e non abbadiesi, nella macelleria – gastronomia Ferro trovano la carne del Maslè, le prelibatezze della gastronomia e, come una volta a Roure, un posto di incontro e di amicizia.
Davide Ferro è oggi uno dei più brillanti interpreti dell’arte della carne in Italia, un professionista capace di coniugare tradizione familiare, tecnica impeccabile e un’innata propensione all’innovazione. La sua storia affonda le radici in una lunga tradizione che inizia nel 1941, quando i nonni Bartolomeo e Iolanda aprirono la prima macelleria a Castel del Bosco, punto di riferimento per gli abitanti di Roure.
Lì, tra taglieri e profumi di carne fresca, crebbero anche il figlio Giovanni e la moglie Gemma, che nel 1977 aprirono una nuova bottega ad Abbadia Alpina, portando avanti con cura la lavorazione artigianale della carne e ampliando negli anni l’offerta con gastronomia tipica piemontese e i celebri agnolotti fatti a mano. È in questo ambiente che Davide si è formato, respirando sin da bambino la dedizione e il valore della manualità, fino a diventare il volto contemporaneo di una storia lunga più di ottant’anni. Negli ultimi anni la sua crescita professionale è stata sorprendente, grazie a una visione moderna che unisce conoscenza profonda della materia prima, studio continuo e un approccio innovativo alla macellazione e alla maturazione della carne.
Davide acquista gli animali vivi, esclusivamente di razza piemontese, e segue un disciplinare di allevamento personale che mette al centro il benessere animale e la qualità assoluta: niente OGM, niente isolati, niente antibiotici, solo cereali e foraggi selezionati. Questo rigore, unito alla sua abilità tecnica, gli ha permesso di raggiungere risultati straordinari nella frollatura, arrivando a maturazioni fino a sei mesi e sperimentando processi inediti come la carne frollata nella cera d’api biologica, capace di assorbire profumi e sfumature aromatiche uniche.
La sua macelleria di piazza Ploto è diventata una meta per appassionati, gourmand e ristoratori che cercano tagli di eccellenza, selezioni rare come Sashi, Swami e Angus iberico, e soprattutto le sue preparazioni iconiche come il “Meat Sushi”, battuta di Fassona servita su riso al vapore in decine di varianti diverse.
Accanto alla carne, Davide porta avanti anche la ricca tradizione gastronomica di famiglia, producendo salumi artigianali, mortadelle, bresaole, pancette, prosciutti cotti e il famoso cotto d’anatra, oltre a un laboratorio che sforna quotidianamente antipasti, pasta fresca e i rinomati agnolotti fatti a mano. Alla competenza artigianale si affianca la sua capacità comunicativa: sui social, in particolare su TikTok dove conta oltre 12 mila follower, Davide divulga conoscenza, spiega tecniche, illustra tagli e insegna a cuocere la carne con un linguaggio diretto, moderno e coinvolgente, contribuendo a far avvicinare al mondo della macelleria anche un pubblico giovane. Questo mix di tradizione, innovazione e comunicazione gli è valso importanti riconoscimenti, tra cui l’ingresso nella guida Steak House e Macellerie d’Italia curata dalla rivista Braciamiancora, che lo considera tra i migliori macellai del Paese per la capacità di valorizzare la razza piemontese.
Nella sua bottega si respira ancora l’atmosfera familiare delle macellerie di una volta, un luogo dove professionalità, passione e rapporto umano convivono armoniosamente. Grazie al lavoro condiviso con la fidanzata Giulia, la commessa Laura e Armando, il laboratorio è diventato una vera fucina di sapori, un punto d’incontro dove si tramandano ricette, si sperimenta e si mantiene viva una tradizione che passa da tre generazioni. Così, ancora oggi, la Macelleria Ferro è il luogo dove la storia della carne si intreccia con il calore umano, e Davide, con il suo talento e la sua visione, continua a trasformare un mestiere antico in un’arte contemporanea capace di emozionare e sorprendere.
Macelleria Ferro: Piazza Ploto 23 Abbadia Alpina (To)
Nel cuore dell’Astigiano, tra colline coltivate e tradizioni contadine che affondano le radici nel dopoguerra, si sviluppa la storia professionale e familiare del maestro macellaio Massimo Caldera, una figura che incarna in modo esemplare l’eccellenza piemontese nel mondo della carne. La sua storia è intimamente legata a quella della famiglia Caldera e della loro azienda agricola di Isola d’Asti, dove già nei primi anni Sessanta i genitori, Laura e Giuseppe, avviarono un allevamento di bovini gestito secondo i principi del benessere animale e della filiera controllata.
La filosofia Caldera nasce lì: animali allevati con cura, seguiti dalla crescita fino all’età adulta e nutriti con cereali e foraggi coltivati direttamente nei campi di famiglia. Una tradizione che si è ampliata quando, con il passare degli anni, la famiglia introdusse anche l’allevamento dei suini e iniziò a produrre salumi e insaccati secondo metodi artigianali, mantenendo vivo un sapere antico e prezioso. È nel 1993 che Massimo compie il passo fondamentale che segnerà il suo destino: rileva la storica macelleria di Via Cavour 61 ad Asti, fondata negli anni ’50 da Risso Adelio. Nasce così Macelleria Piemonte Carni, il punto d’incontro tra l’allevamento di famiglia e il consumatore finale, un luogo dove la carne non è solo un prodotto, ma l’espressione concreta di un lavoro appassionato, etico e profondamente rispettoso della materia prima.
Nel corso di oltre ventisette anni, Massimo trasforma la macelleria in un punto di riferimento cittadino. Ristrutturazioni, ampliamenti, nuove tecnologie e ambienti resi sempre più accoglienti sono il segno di un percorso professionale dinamico, capace di coniugare tradizione e innovazione. Ma il vero tratto distintivo non è nelle pareti rinnovate, bensì nell’atmosfera che si respira entrando nel negozio: cordialità, disponibilità, ascolto e un senso di familiarità costruito nel tempo con una clientela affezionata.
Accanto a Massimo lavorano con dedizione i suoi collaboratori storici, Licia e Stefano, figure essenziali nella quotidianità della macelleria, insieme alle nuove leve che apprendono con passione il mestiere del macellaio, un’arte che richiede studio, manualità e profondo rispetto per gli animali e per la carne. La forza della Macelleria Piemonte Carni è la filiera corta: allevamento, macellazione e lavorazione seguono un percorso controllato passo dopo passo, garantendo una qualità costante e superiore. I tagli freschi di bovino, la salsiccia, i salumi artigianali, come salame crudo e cotto, prosciutti, pancetta, lardo, lonzino, coppa e l’iconico “filetto baciato”, sono il risultato di tecniche consolidate e di materie prime allevate con criteri rigorosi.
Accanto alla carne fresca, un altro pilastro dell’attività è la gastronomia artigianale, che racconta un Piemonte autentico e gustoso. Ogni giorno, Massimo e il suo team preparano “pronti a cuocere” creativi e raffinati, e piatti della tradizione realizzati nella cucina interna: vitello tonnato, insalata russa, stracotto al Barbera, ragù artigianali, trippa in umido, carpione, agnolotti alle tre carni, cosce d’anatra all’arancia, fritto misto alla piemontese, oltre a numerose proposte di verdure e contorni.
In queste ricette convivono il sapere antico delle “ricette della nonna” e tecniche moderne che preservano proprietà e sapori. I piatti vengono porzionati con cura, pronti per essere rigenerati in pochi minuti, ideali per chi desidera portare in tavola un pranzo di qualità anche senza avere il tempo di cucinare. La valorizzazione del territorio è un altro caposaldo della filosofia Caldera: per questo, in macelleria è possibile trovare una selezione di vini dell’Astigiano e dell’Alta Langa, pensati per accompagnare al meglio ogni taglio e ogni preparazione.
Oggi Massimo Caldera è considerato non solo un eccellente professionista, ma un vero custode della cultura gastronomica piemontese. Con passione, competenza e integrità, ha saputo trasformare un mestiere antico in un’arte moderna, portando avanti una tradizione familiare che continua a raccontare la storia di un territorio, dei suoi sapori e delle sue radici.
La sua macelleria non è soltanto un negozio: è un luogo dove ogni giorno si rinnova un patto di fiducia tra produttore e cliente, un presidio di qualità dove il rispetto per la materia prima e la cura per il dettaglio si traducono in prodotti dal sapore autentico e in esperienze gastronomiche che elevano la carne a vera eccellenza.
Macelleria Piemonte Carni: Via C. Benso di Cavour, 61, 14100 Asti AT
Nel panorama del wedding design italiano, Valentina Di Francesco rappresenta una figura luminosa e ispirata, un’artista dei fiori capace di trasformare qualsiasi spazio in un piccolo mondo incantato. Con la sua azienda Event Flower, ha costruito negli anni una realtà solida, affidabile e creativa, diventando un punto di riferimento per tutte le coppie che desiderano un matrimonio curato nei dettagli e reso unico dall’eleganza delle decorazioni floreali.
Event Flower nasce dalla passione di Valentina per il linguaggio segreto dei fiori e per la loro capacità di raccontare emozioni. La sua esperienza nel settore nuziale, maturata con impegno e dedizione, le permette oggi di offrire un servizio impeccabile: ogni progetto è studiato con attenzione sartoriale, ogni scelta floreale è calibrata sulla personalità degli sposi e sullo stile della cerimonia. Che si tratti di un matrimonio classico, romantico, contemporaneo o riccamente scenografico, Valentina riesce sempre a trovare la soluzione ideale, unendo estetica, armonia e buon gusto.
Ciò che distingue davvero Valentina è il suo approccio empatico e profondamente umano. Le coppie la descrivono come dolcissima, disponibile e attenta, una professionista capace di ascoltare e di trasformare i desideri in realtà. Fin dal primo incontro mette a proprio agio gli sposi, guidandoli con competenza nelle scelte botaniche e cromatiche, offrendo soluzioni creative e sempre in linea con il budget e l’atmosfera da creare.
Le sue composizioni non sono semplici addobbi: sono opere floreali che raccontano un amore, costruite con gusto, precisione e un senso innato dell’equilibrio. Dai bouquet alle decorazioni per la cerimonia, dalla tavola del ricevimento alla torta, ogni elemento porta la sua firma immediatamente riconoscibile: eleganza naturale, cura del dettaglio e una raffinata ricercatezza.
Il giorno delle nozze, Valentina non si limita a consegnare le composizioni: è presente, attiva, attenta. Molti sposi ricordano la sua capacità di occuparsi di tutto con sensibilità e dedizione: accogliere gli invitati, sistemare coni portariso di foglia, riallestire la sala, verificare fino all’ultimo che ogni fiore sia al posto giusto. È questo impegno silenzioso e totale che rende la sua presenza così preziosa.
La creatività di Valentina, insieme al talento del suo team, dà vita a risultati che spesso vengono definiti magici, unici, indimenticabili. Non sorprende che tante coppie parlino di lei con affetto, riconoscendo in Event Flower molto più di un servizio professionale: un’autentica alleata nel rendere il giorno del matrimonio perfetto. Con passione, grazia e sensibilità artistica, Valentina Di Francesco continua ogni giorno a trasformare fiori ed emozioni in scenografie che rimangono per sempre nel cuore di chi le vive. Event Flower non è solo un’azienda: è un piccolo universo creativo dove ogni matrimonio diventa un sogno fatto di colori, profumi e bellezza senza tempo.
Event Flower: Via Michele di lando 58b, Roma
Telefono: 392 716 1882
Instagram e Facebook: @eventflower_vdf
Mail: valentina.eventflower@gmail.com
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/vdf-8-1.jpg1034678docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-14 16:43:112025-12-01 22:50:35Valentina Di Francesco – Artista dei fiori
“Salumi Artigianali Campani” ha origini molto antiche. Nasce, infatti, nel 1960 con la Macelleria La Mura, di nonno Mario e nonna Giuseppina. Nel tempo è però cresciuta e si è evoluta grazie soprattutto all’ingresso delle nuove generazioni. Oggi, infatti, l’azienda di famiglia ha subito una vera e proprio rivoluzione. Sono state introdotte nuove tecnologie per la lavorazione della carne, nonchè la creazione di un proprio allevamento ed una propria filiera.
Oggi la “macelleria dei nonni” è una vera e propria azienda di allevamento e produzione di carni di qualità, nonchè di salumi artigianali campani.La storia di “Salumi Artigianali Campani” ha inizio con la Macelleria La Mura nel 1960 con Nonno Mario e Nonna Giuseppina, che decisero di trasformare il loro sogno in realtà aprendo, quella che poi è diventata una delle macellerie storiche di Gragnano: “Macelleria al Vitello d’oro”, ignari, che la loro scelta avrebbe aperto la strada alle future generazioni. Impegnati nella realizzazione del loro sogno, nasce il secondogenito Francesco, che raccogliendo l’eredità del papà Mario si lega al progetto della macelleria sin da piccolo, grazie soprattutto alla passione che vedeva nei suoi genitori. Francesco, non ha solo portato avanti il sogno dei genitori ma ha pensato bene di ingrandire la macelleria ed apportare migliorie alle attrezzature adibite alla lavorazione della carne, riuscendo a rendere il suo prodotto unico grazie anche alla creazione di una propria filiera.
Ha dato, infatti, vita al suo allevamento nella zona tra Benevento e Avellino, un’area sgombra da inquinanti, che oggi conta all’incirca più di 500 animali divisi tra bovini e suini, che cura con l’aiuto di pastori locali. Oggi la storia si ripete con il primogenito di Francesco, Mario, che segue le orme del padre. Mario porta avanti l’attività di famiglia con l’obiettivo di farla conoscere su tutto il territorio Nazionale. Il mestiere del macellaio racconta di un lavoro antico e di una professione che si è reinventata nel tempo, seguendo i cambiamenti nel modo di vivere e mangiare delle persone.
Qui bovini e suini crescono in ambienti salubri, nutriti con alimenti naturali e seguiti da pastori locali, nel pieno rispetto del benessere animale. È in questa fase che la semplice macelleria di famiglia si evolve in una vera e propria azienda: “Salumi Artigianali Campani”, una realtà che unisce tradizione artigiana e tecnologie moderne per la lavorazione delle carni.
Oggi è Mario La Mura, nipote del fondatore e macellaio di terza generazione, a rappresentare il cuore pulsante dell’azienda. Maestro del taglio, profondo conoscitore delle carni e dei processi di stagionatura, Mario incarna perfettamente l’equilibrio tra antichi saperi e nuove visioni. Con passione, umiltà e rigore, porta avanti un lavoro fatto di scelte quotidiane, attenzione maniacale alla qualità e continua ricerca sui metodi di macellazione, conservazione e trasformazione. Non è solo un artigiano, ma un vero interprete della cultura della carne, capace di valorizzare ogni taglio e di proporre lavorazioni pensate per esaltarne profumi, consistenze e sapori.
La forza dell’azienda La Mura sta nella sua filiera corta e controllata. Gli animali, allevati senza conservanti e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, vengono trasportati personalmente verso il mattatoio in modo da limitare al minimo lo stress. Le carni, una volta giunte a Gragnano, vengono lasciate riposare nelle celle frigorifere per ristabilire la fisiologia muscolare prima di essere lavorate. Da qui nascono salumi artigianali campani che raccontano il territorio: prodotti autentici, legati alle ricette tradizionali, ma realizzati con una cura moderna e una visione imprenditoriale solida.
Mario La Mura è oggi considerato uno degli ambasciatori di un mestiere antico che non ha mai smesso di evolversi. Il macellaio, nelle sue mani, non è solo colui che taglia la carne, ma chi sceglie i capi, ne rispetta la storia, li lavora con conoscenza e li trasforma in eccellenze capaci di arrivare sulle tavole e nelle cucine di grandi chef. Dietro ogni salume firmato La Mura c’è una storia di famiglia, una terra generosa e una tradizione che continua a vivere, fatta di sacrifici, orgoglio e amore autentico per il proprio lavoro.
Salumi Artigianali Campani: via vittorio veneto 291, Gragnano, Italy, 80054
Telefono: +39 081/873.35.68
Mail: info@salumiartigianalicampani.it
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2022/12/la-mura-pp.jpg262255docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-13 20:10:552025-12-01 20:42:01Maestro Macellaio Mario La Mura
Nel cuore di Firenze, tra le viuzze senza tempo del quartiere di Santo Spirito, si trova la Gelateria Della Passera, un piccolo scrigno di dolcezza e arte fondato nel 2010 da Cinzia Otri, maestra gelataia di straordinaria sensibilità e creatività. A pochi passi dal Ponte Vecchio, questo luogo è diventato in pochi anni un punto di riferimento per gli amanti del gelato artigianale, un laboratorio di sperimentazione che coniuga sapienza tecnica, arte, sostenibilità e memoria.
La storia di Cinzia Otri comincia con un’intuizione. Insieme al compagno Marco, già proprietario del Caffè degli Artigiani, rilevò un piccolo negozio di alimentari in piazza della Passera, con l’idea di trasformarlo in una cucina a servizio del loro caffè. Quando però problemi strutturali impedirono la realizzazione del progetto, nacque un’idea completamente nuova: aprire una gelateria artigianale. Cinzia, pur senza esperienza nel settore, accettò la sfida con entusiasmo e iniziò a studiare con determinazione, frequentando i corsi della Gelato University di Bologna sotto la guida di maestri come Giampaolo Valli e Simone Catolfi.
Da quel momento la sua carriera è stata un crescendo. Il suo approccio alla gelateria unisce rigore tecnico e sensibilità artistica: come lei stessa ama dire, “gli ingredienti sono la mia tavolozza di colori”. Ogni gusto nasce da un’intuizione, da un ricordo, da un profumo, da una suggestione della natura o della storia. La sua formazione artistica le ha permesso di fondere creatività e scienza, trasformando ogni gelato in una piccola opera d’arte da gustare.
Oggi la Gelateria Della Passera è una delle sole due gelaterie fiorentine insignite dei Tre Coni del Gambero Rosso, riconoscimento che Cinzia riceve ininterrottamente dal 2017, e rappresenta un’eccellenza assoluta nel panorama nazionale. Il segreto del suo successo risiede nella cura maniacale delle materie prime e nella collaborazione con piccoli produttori locali. Il latte proviene dall’azienda agricola di Poggio di Camporbiano, le pesche da Pontassieve, i formaggi da Corzano e Paterno, e la frutta dalla Val di Chiana o dall’Amiata Bio. Tutti ingredienti biologici, a chilometro zero e provenienti da filiere etiche.
L’etica e la sostenibilità sono pilastri del lavoro di Cinzia, che nel suo laboratorio riduce al minimo gli sprechi, recuperando scarti e bucce di frutta per creare decotti, infusi e basi aromatiche per i suoi gelati. Da questa filosofia è nato il celebre gusto Green Vibes, un sorbetto cremoso realizzato con bucce di mela e pera, decotto di foglie di alloro, scorze d’arancia, zenzero e limone, dolcificato con miele di melata d’abete: un manifesto del suo modo di intendere il mestiere, dove nulla si butta e tutto si trasforma in sapore.
Cinzia ama raccontare la sua terra e la sua città anche attraverso gelati dedicati a personaggi e momenti storici fiorentini. Il suo “Monnalisa”, creato nel 2013, è un omaggio a Lisa Gherardini, nata a pochi passi dalla gelateria. Si tratta di una crema con purea di mele campanine, miele e acqua di fior d’arancio, variegata con noci e uvetta reidratata nel vinsanto, che celebra i sapori rinascimentali. Altro gusto iconico è “Messer Brunelleschi”, una crema al mascarpone con variegatura al pistacchio, e poi ancora “Pellegrino Artusi”, una crema allo zafferano con gelatina all’alchermes. Tra le creazioni più recenti spicca “La Squisita Gentilezza”, ispirata a una ricetta segreta del Granduca Cosimo III de’ Medici, con cioccolato venezuelano, fiori di gelsomino, cannella di Ceylon, vaniglia del Madagascar e macis di noce moscata: un’esperienza sensoriale raffinata e irripetibile.
Il suo legame con l’arte e la natura emerge anche nella linea di gusti floreali e aromatici, come Fiordilatte e Lavanda, Camomilla e Mandorla, Fiordilatte e Rosa, o ancora nel sorprendente sorbetto “Il Vescovo”, con barbabietole, melograno, lime e noce moscata. Tutti i sapori raccontano la personalità di Cinzia: curiosa, appassionata, autentica.
Un altro dei grandi amori della maestra gelataia è il cioccolato, materia che tratta con rispetto e precisione, selezionando solo cacao provenienti da piccole coltivazioni sostenibili, come il pregiato Criollo del Venezuela. Nella sua gelateria si possono trovare varietà pure o arricchite con canditi d’arancia, visciole o peperoncino, e nei mesi più caldi anche con menta naturale. Cinzia ama sperimentare anche con i liquori e i gusti gastronomici, spingendo il gelato verso nuove frontiere: come nel caso del suo “gelato al cioccolato con paté di piccione e glassa di melograno”, realizzato in occasione dell’Eurochocolate di Perugia.
La filosofia di Cinzia Otri è chiara: il gelato è arte, memoria e ricerca. È un linguaggio con cui raccontare il territorio, le stagioni, le persone e la storia. È la fusione perfetta tra tecnica e sentimento, tra scienza e poesia.
Nel suo piccolo laboratorio di piazza della Passera, Cinzia continua ogni giorno a sperimentare, innovare e creare emozioni in forma gelata, trasformando ingredienti semplici in esperienze complesse e armoniose. Con la sua visione “green” e la sua instancabile curiosità, rappresenta una delle voci più autorevoli e raffinate della gelateria contemporanea italiana, una vera maestra artigiana del gusto, capace di fare del gelato un’arte viva e in continua evolone.
Gelateria Della Passera: Via Toscanella 15/r, Firenze (FI), Toscana, Italia
Nel cuore di Orvieto, il ristorante I Sette Consoli rappresenta da oltre trent’anni una delle massime espressioni della ristorazione umbra. Fondato e guidato con passione da Anna Rita Simoncini e Mauro Stopponi, è un luogo dove eleganza, autenticità e raffinatezza convivono in perfetta armonia. L’atmosfera è intima e curata nei minimi dettagli: pochi tavoli, un servizio impeccabile e un’eleganza discreta che fa sentire ogni ospite al centro di un’esperienza sensoriale completa. La cucina, firmata da Anna Rita, è un raffinato dialogo tra tradizione e creatività, dove i sapori umbri si fondono con tecniche moderne e accostamenti eleganti. In sala, Mauro guida con maestria gli ospiti attraverso una carta dei vini tra le più interessanti d’Italia, frutto di anni di ricerca e passione. Oggi anche la figlia Serena fa parte attiva del team, portando nuova energia e continuità a un progetto familiare che è diventato nel tempo un vero simbolo gastronomico di Orvieto. Entrare ai Sette Consoli significa vivere un viaggio nel gusto e nella cultura umbra, dove ogni piatto è un racconto di territorio, ogni vino una scoperta e ogni dettaglio un gesto d’amore verso l’arte della ristorazione.
Nel cuore di Orvieto, tra le colline umbre che profumano di storia e autenticità, si erge uno dei templi più longevi e raffinati della ristorazione italiana: I Sette Consoli, il ristorante di Anna Rita Simoncini e Mauro Stopponi, una coppia che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento assoluto per la cucina d’autore in Umbria. Dal 1992, insieme nella vita e nel lavoro, Anna Rita e Mauro hanno costruito con passione, rigore e amore per i dettagli una vera cattedrale del gusto, dove ogni piatto, ogni vino, ogni gesto di sala racconta una storia di eleganza e dedizione.
Anna Rita Simoncini è una chef dal tocco inconfondibile: la sua cucina è un viaggio sensoriale che unisce la forza della tradizione alla leggerezza della creatività contemporanea. Le sue ricette nascono da una profonda conoscenza del territorio e da una sensibilità che le consente di trasformare ingredienti semplici in esperienze straordinarie. La sua mano è ferma, la mente libera, il cuore radicato nella sua terra. La sua cucina è suadente e voluttuosa, come dicono i critici, “ricercata nella sua semplicità, raffinata nella selezione di concetti e idee, assolutamente vera e pura nei sapori e nelle ispirazioni che sa dare”. In sala, l’altra metà del sogno: Mauro Stopponi, maître e sommelier di rara eleganza, accompagna gli ospiti in un percorso enologico di grande spessore, guidandoli attraverso una carta dei vini che è un piccolo viaggio nelle eccellenze mondiali, curata con la passione e la competenza che solo trent’anni di esperienza possono garantire.
Oggi, al loro fianco, la figlia Serena rappresenta la continuità di una storia familiare che si rinnova con la stessa grazia e determinazione dei suoi inizi: una giovane donna di talento che in sala accoglie con naturalezza, eleganza e professionalità, rendendo ogni esperienza ai Sette Consoli un momento unico.
Gli ambienti del ristorante sono un riflesso fedele dello spirito di Anna Rita e Mauro: eleganti ma mai pretenziosi, intimi ma pieni di luce, arredati con gusto e arricchiti da opere d’arte che dialogano con la bellezza dei piatti. Ogni dettaglio, dalla mise en place ai fiori freschi sui tavoli, contribuisce a creare un’atmosfera senza tempo, dove il piacere del cibo si fonde con quello dell’ospitalità. La cucina di Anna Rita Simoncini è un inno alla concretezza e alla bellezza della materia prima. Chi siede ai Sette Consoli sa che ogni piatto è il frutto di un pensiero, di una visione e di una dedizione costante all’eccellenza.
Dai suoi fornelli nascono creazioni che uniscono rigore tecnico e poesia gastronomica: Millefoglie di Parmigiana di leggerezza ed equilibrio sublimi, Cannelloni verdi di colombaccio con fondo e tartufo nero estivo che commuovono per intensità, Carré di agnello in panatura aromatica con crema all’aglio dolce, millefoglie di patate e tartufo nero, fino a capolavori che celebrano la terra umbra come le Lumache fritte alle erbe aromatiche, i Cappellacci di animelle di vitello e carciofi, la Pernice arrostita con verze e prugne secche al lardo, e l’indimenticabile Piccione con scaloppa di foie gras e funghi cardoncelli.
La sua cucina è una dichiarazione d’amore verso l’Umbria, verso i suoi sapori ribelli e fieri, ricchi di storia e di verità. È una cucina che racconta il territorio con rispetto e creatività, che non teme di guardare avanti pur restando profondamente radicata nelle tradizioni. Da oltre trent’anni, Anna Rita Simoncini non ha mai sbagliato un piatto: merito di una volontà di ferro, di una concentrazione quotidiana e di un allenamento costante all’eccellenza, qualità che la rendono una delle interpreti più autentiche della cucina italiana contemporanea. I Sette Consoli non sono solo un ristorante, ma un luogo dell’anima, dove la cultura gastronomica umbra si eleva a forma d’arte e diventa esperienza. Qui, ogni servizio è una sinfonia perfettamente orchestrata, ogni piatto un racconto di emozioni e territorio.
Se si vuole davvero capire cosa sia la cucina umbra e indagarne il suo DNA più profondo, da qui bisogna passare. È un passaggio obbligato per chi ama la buona tavola, per chi cerca autenticità e classe, per chi vuole scoprire come la tradizione possa diventare innovazione senza mai perdere la sua anima. Anna Rita Simoncini e Mauro Stopponi hanno trasformato I Sette Consoli in un simbolo di Orvieto e dell’Umbria gastronomica, un luogo che resiste al tempo e continua a crescere, un punto fermo nella storia della cucina italiana. Entrare qui significa vivere un’esperienza completa, fatta di sapori, profumi, arte e calore umano: l’essenza stessa di quella che possiamo definire “la sovranità dell’eccellenza”.
Ristorante I Sette Consoli: Piazza Sant’Angelo, 1A – Orvieto
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/simoncini-3-1.jpg500750docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-12 14:37:292025-11-12 17:10:32Ristorante i Sette Consoli – Anna Rita Simoncini
Iolanda Spina, maestra salumiera calabrese, è l’anima e la mente dell’Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Iolanda Spina di Belsito, in provincia di Cosenza. Figlia di una terra autentica e generosa, ha trasformato l’antico sapere della tradizione familiare in un progetto moderno e sostenibile, che coniuga passione, etica e rispetto per la natura.
Cresciuta tra i profumi delle carni stagionate e i racconti dei nonni, Iolanda ha scelto di dare nuova vita a quei ricordi, fondando nel 2010 la sua azienda agricola e avviando un allevamento allo stato semibrado per preservare i sapori genuini di un tempo. Con dedizione e maestria, ha riportato al centro della scena l’arte norcina calabrese, valorizzando le antiche tecniche di lavorazione artigianale e affiancandole a innovazioni tecnologiche orientate alla sostenibilità ambientale. La sua filosofia si fonda su tre principi cardine, tradizione, qualità e rispetto, che si riflettono in ogni suo prodotto. Oggi Iolanda Spina rappresenta una delle figure femminili più autorevoli dell’agroalimentare calabrese, esempio concreto di come la passione, la competenza e l’amore per la propria terra possano trasformarsi in eccellenza riconosciuta e in una testimonianza viva del valore delle radici.
Nel suggestivo borgo di Belsito, in provincia di Cosenza, sorge l’Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Iolanda Spina, un’eccellenza calabrese che racconta, attraverso i suoi salumi, l’anima autentica di una terra generosa e ricca di storia. Immerso nella Valle del Savuto, un territorio dove natura e tradizione convivono in perfetta armonia, il salumificio nasce dal sogno di Iolanda Spina, maestra salumiera che ha saputo trasformare un antico sapere di famiglia in un progetto moderno, sostenibile e profondamente legato al territorio. La storia dell’azienda affonda le sue radici nei ricordi d’infanzia, quando la vita contadina scandiva i ritmi delle stagioni e l’allevamento del maiale rappresentava una risorsa preziosa per la famiglia. Da quei valori semplici e genuini, nel dicembre 2010, Iolanda decide di fondare la sua azienda sui terreni tramandati dai nonni, custoditi con amore dalla madre.
L’anno successivo nasce l’attività di allevamento allo stato semibrado, una scelta etica e sostenibile che preserva i sapori autentici di un tempo, rispettando al contempo il benessere animale e l’ambiente. La filosofia dell’Azienda Agricola Iolanda Spina è chiara: “noi siamo ciò che mangiamo”. Ogni salume è il risultato di una filiera corta e controllata, che va dall’allevamento alla lavorazione finale. Gli animali crescono liberi, alimentati in modo naturale, e la carne che ne deriva è ricca di gusto e valori nutrizionali, con un perfetto equilibrio tra magro e grasso.
Nel laboratorio, attivo dal 2019, tradizione e innovazione convivono in perfetta armonia. Le antiche ricette calabresi vengono rispettate e reinterpretate con l’ausilio di tecnologie moderne e rigorosi standard igienico-sanitari, garantendo così prodotti genuini, sicuri e di altissima qualità. Belsito e la Valle del Savuto vantano una lunga tradizione norcina: un sapere secolare che Iolanda ha voluto preservare e rinnovare. Ogni salume è frutto di lavorazioni artigianali lente e meticolose, di stagionature naturali e dell’uso di spezie pregiate selezionate con cura.
Il peperoncino rosso calabrese, coltivato ed essiccato al sole, dona ai prodotti un tocco deciso e inconfondibile, mentre il finocchietto selvatico raccolto a mano e il pepe nero macinato fresco completano la sinfonia di profumi e sapori che caratterizzano il salumificio. Dalle soppressate ai capocolli, dalle pancette ai prosciutti, ogni creazione è un viaggio sensoriale nel cuore della Calabria, dove gusto, autenticità e identità si fondono in un’esperienza unica. L’azienda non guarda solo al passato, ma investe anche nel futuro. Nel 2024 è stato installato un moderno impianto fotovoltaico con accumulo, che consente di produrre energia pulita e ridurre l’impatto ambientale. L’uso di lampade a basso consumo, il riciclo e l’attenzione per la sostenibilità rendono l’azienda un modello virtuoso nel panorama agroalimentare calabrese.
Per Iolanda Spina, produrre salumi non è solo un mestiere, ma una vocazione. Ogni fase della lavorazione è seguita personalmente, dalla scelta delle carni alla stagionatura, perché ogni prodotto deve raccontare la storia di una famiglia, di un territorio e di un modo di vivere autentico. La missione è chiara: offrire un prodotto di eccellenza, che rispetti la tradizione senza rinunciare alla qualità e all’innovazione. I salumi firmati Iolanda Spina sono l’emblema di un artigianato consapevole e appassionato, capace di conquistare anche i palati più esigenti.
L’Azienda Agricola e Salumificio Iolanda Spina è oggi un punto di riferimento per chi cerca sapori autentici e prodotti di filiera. L’obiettivo è continuare a far conoscere, in Italia e nel mondo, la ricchezza gastronomica della Calabria, difendendo al tempo stesso l’ambiente, gli animali e la cultura rurale. Ogni morso racconta un frammento di storia, un pezzo di Calabria, un gesto d’amore per la propria terra. Scegliere i salumi di Iolanda Spina significa scegliere un prodotto vero, sano e sostenibile. Significa portare in tavola la passione di una maestra salumiera che, con le mani, il cuore e la mente, ha saputo trasformare l’antica arte norcina calabrese in un simbolo di eccellenza e di identità.
Massimo Dezi, nato a Roma il 25 ottobre 1960, è un professionista che ha saputo unire due mondi apparentemente distanti ma complementari: l’ordine e la disciplina del suo lavoro presso i Musei Vaticani e la sensibilità e la cultura enologica maturate nel corso di una lunga carriera come sommelier. In servizio dal 1992 nel corpo di custodia e sicurezza dei Musei Vaticani, Dezi rappresenta l’immagine di una dedizione discreta, precisa e costante. Ma dietro l’uniforme e la professionalità che lo contraddistinguono, pulsa una passione autentica per il vino e per la cultura del gusto.
Nel 2011 consegue il diploma di Sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier), coronando un percorso di studio e approfondimento che gli permette di trasformare un grande interesse personale in una competenza riconosciuta e stimata. Da quel momento, Dezi intraprende un nuovo cammino nel mondo dell’enogastronomia, mosso da curiosità, rigore e amore per la conoscenza. Dal 2012 fa parte del gruppo servizi sommelier dell’Associazione Romana Sommelier (ARS), con cui collabora attivamente in degustazioni, eventi e manifestazioni dedicate al vino e alla ristorazione di qualità. Il suo stile, improntato all’eleganza e alla precisione, è apprezzato da colleghi e professionisti del settore, che ne riconoscono la serietà e l’affidabilità.
Nello stesso anno inizia una collaborazione importante con il Simposio – Trionfo del Gusto, prestigioso evento di eccellenze enogastronomiche ideato da Michele e Daniele De Ventura, dove Massimo contribuisce all’organizzazione e alla gestione del servizio sommelier. Un appuntamento di rilievo nel panorama romano che unisce produttori, chef, enologi e appassionati del buon bere, e in cui Dezi si distingue per la sua professionalità e il suo garbo. Il sommelier è molto più di un semplice “esperto di vino”: è un interprete sensibile del gusto, un narratore di territori, un mediatore tra la cucina e la cantina. La sua figura, oggi centrale nel mondo della ristorazione e dell’enogastronomia, unisce competenza tecnica, cultura, intuito e passione.
Essere sommelier significa conoscere il vino in tutte le sue sfumature: dalla vigna al bicchiere, dalla scelta dei vitigni alla vinificazione, dall’affinamento alla corretta temperatura di servizio. Ma non solo: il sommelier deve comprendere il linguaggio della cucina, saper leggere la personalità di uno chef e armonizzare i sapori attraverso l’abbinamento perfetto. È un mestiere fatto di equilibrio e sensibilità, dove la conoscenza si unisce all’emozione.
Dietro ogni servizio impeccabile si cela un lungo percorso di formazione. Un sommelier studia enologia, viticoltura, geografia del vino, sensorialità, distillati, birre, acque, tè, sigari e perfino cioccolato, perché ogni elemento può dialogare con l’arte del gusto. Il suo strumento più importante è il palato, allenato con pazienza per riconoscere aromi, difetti e caratteristiche organolettiche di migliaia di etichette. Oggi, Massimo Dezi è un punto di riferimento nel mondo della sommellerie romana: un uomo che ha fatto della passione una seconda professione, mantenendo sempre saldi i valori dell’impegno, della competenza e del rispetto. La sua storia dimostra come il vino, oltre ad essere piacere sensoriale, possa diventare un linguaggio universale capace di unire cultura, esperienza e sensibilità.
Un sommelier dallo stile sobrio e raffinato, che nel calice non cerca solo profumi e aromi, ma racconti, emozioni e l’essenza stessa del tempo.
Claudia Massa è una sommelier di grande esperienza e raffinata sensibilità, capace di unire conoscenza tecnica, cultura e un innato gusto per l’equilibrio tra vino e arte. Professionista affermata nel panorama enologico italiano, è Sommelière presso l’Associazione Romana Sommelier e collabora con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, realtà che promuove la cultura enogastronomica e il ruolo femminile nel mondo del vino.
La sua formazione è il risultato di un percorso costante di studio e approfondimento, caratterizzato da curiosità, rigore e passione. Ha conseguito il titolo di Sommelier presso la Fondazione Italiana Sommelier, dove ha poi proseguito il suo cammino con numerosi corsi di specializzazione: “Champagne & Champagnes”, “I Vini degli USA”, “Vino e Arte” e “Sigari e Distillati”. Una preparazione completa che le consente di spaziare con competenza tra i diversi mondi sensoriali che ruotano intorno al vino e all’alta degustazione. A coronare la sua attenzione al rituale e all’eleganza del servizio, Claudia ha conseguito anche il Diplôme de Sabreur presso la Confrérie du Sabre d’Or, diventando esperta nell’arte della sciabolata dello champagne, gesto simbolico che unisce tradizione e spettacolarità.
Non solo vino, ma anche mixology: ha infatti studiato Basic & Advanced Bartending presso PartyinBottle Roma, ampliando la propria conoscenza dei distillati e dell’arte del bere miscelato, che affronta con la stessa cura e sensibilità che dedica all’enologia. Oggi Claudia Massa è riconosciuta per la sua professionalità e il suo approccio raffinato e comunicativo: nei suoi abbinamenti e nelle sue degustazioni trasmette un’emozione autentica, con la convinzione che il vino non sia solo una bevanda, ma un racconto di territori, persone e storie.
Oggi la figura del sommelier è sinonimo di professionalità, eleganza e cultura del bello. Rappresenta l’Italia nel mondo, raccontando la nostra straordinaria diversità enologica con orgoglio e dedizione. È il custode del gusto, colui che attraverso il vino riesce a far rivivere un’emozione, un ricordo, un paesaggio. In fondo, il vero sommelier non serve solo vino: serve emozioni. Ogni bottiglia è una storia da raccontare, e ogni calice una promessa di felicità da mantenere. Elegante, preparata e appassionata, Claudia rappresenta con orgoglio quella nuova generazione di sommelier che unisce studio, esperienza e cuore, trasformando ogni calice in un’esperienza culturale e sensoriale.
Mail: claudiamassa.cm@libero.it
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2022/11/massa-1-1.jpg7901030docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-07 19:37:542025-11-12 17:57:36Sommelier Claudia Massa
Nel cuore della riserva naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile, a Rivodutri (provincia di Rieti), sorge La Trota, un ristorante storico nato nel 1963 e oggi riconosciuto con una Stella Michelin per l’alta cucina del pesce d’acqua dolce. Il ristorante si trova in un ambiente tranquillo e immerso nella natura, con tavoli affacciati sul mormorio del fiume Santa Susanna.
Un ponte in legno sul corso d’acqua, ambienti eleganti ma non pomposi, rendono l’esperienza ancora più memorabile. In sala operano la nuova generazione della famiglia, i figli Amedeo e Michele Serva, che contribuiscono con freschezza al servizio e all’accoglienza, continuando la tradizione familiare. Andare a La Trota significa vivere un’esperienza gastronomica unica: dove la riserva naturale, i corsi d’acqua limpidi e la famiglia Serva lavorano insieme per raccontare un luogo attraverso piatti che difficilmente si trovano altrove. Per chi ama la cucina d’acqua dolce e vuole scoprirla in modo sofisticato, questo è un indirizzo da non perdere.
Nel cuore di Rivodutri, un piccolo borgo della provincia di Rieti con poco più di mille abitanti, la famiglia Serva ha scritto una delle pagine più affascinanti e innovative dell’alta cucina italiana. Con il ristorante La Trota, oggi insignito di una stella Michelin, ha saputo trasformare il pesce d’acqua dolce, spesso considerato “minore” rispetto al pescato marino, in una risorsa preziosa, un simbolo di identità territoriale e una raffinata espressione gastronomica.
La storia de La Trota inizia nel 1963, quando Emilio Serva e la moglie Rolanda aprono una semplice trattoria sulle sponde del fiume, dove si cucinavano alla brace i pesci portati dai pescatori locali. Da allora, quella piccola realtà è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per la cucina di lago, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano armoniosamente. A raccogliere l’eredità di Emilio sono stati i figli Maurizio e Sandro Serva, due cuochi autodidatti, profondamente legati alla loro terra. Con passione, intuito e una sensibilità rara, i fratelli hanno saputo interpretare la natura circostante come un ecosistema gastronomico unico, elevando il pesce d’acqua dolce a protagonista di una cucina elegante, tecnica e sorprendentemente moderna. La loro visione ha reso Rivodutri una meta per gourmet e amanti del fine dining, un luogo dove il lago si racconta attraverso sapori autentici e piatti poetici.
Oggi, la tradizione continua con la terza generazione, rappresentata da Amedeo e Michele Serva, che si occupano della sala e della cantina, curando con attenzione il servizio e la selezione dei vini. Le loro scelte seguono un filo conduttore coerente con la filosofia della casa: molte etichette provengono da territori vicini a laghi e fiumi, in un perfetto dialogo con la cucina del padre e dello zio. Il menu degustazione “Acqua”, proposto a 150 euro, è un vero e proprio viaggio sensoriale in undici portate, un racconto fluido e coerente in cui il lago è sempre protagonista. Piatti come la Sfera di patata con fegatini di trota, gel di carote e zest d’arancia, i Capellini d’angelo con carpaccio di tinca e brodo speziato servito in moka, o la Finta Ostrica, un guscio di cozza del Lago di Piediluco ripieno di trota, cavolfiore, tartufo, tè nero e brodo di funghi, sono esempi perfetti di una cucina che gioca con la memoria e la sorpresa, mantenendo sempre eleganza e misura.
Ogni creazione racconta una storia di territorio e tecnica. Il pesce persico reale cotto in olio al coriandolo con peperone, pane croccante e uova di trota celebra la delicatezza e la precisione; il luccio al cartoccio con piselli, funghi cardoncelli e bisque di gamberi di lago mostra la capacità dei Serva di equilibrare complessità e immediatezza; mentre la carpa in crosta di semi di papavero con maionese di rape rosse e sedano d’acqua rappresenta la perfetta fusione tra colore e gusto.
Immancabile anche il tortello di salmerino affumicato con spezie, pera caramellata e spuma di cannella, piatto iconico del menu, e lo spaghetto alla trota, cotto nel suo fondo e mantecato con il grasso del pesce, completato da una croccante pelle soffiata. Piatti che rivelano una profonda conoscenza della materia prima e una continua ricerca estetica. Tra i capolavori della casa spicca la trota scottata con guazzetto ristretto, funghi porcini e more, un connubio perfetto tra bosco e lago, e l’anguilla alla brace con caffè, pimpinella e guacamole alla banana, un piatto che sorprende per la sua audacia e la capacità di alleggerire un ingrediente complesso con creatività e tecnica. Il percorso si conclude con la Zuppa di agrumi con cannolo al cioccolato bianco salato, mousse al mango, gelato alle olive e cialda agli agrumi, un dessert che rinnova il palato e suggella l’esperienza con una freschezza vibrante.
La location de La Trota riflette la filosofia della famiglia: ambienti dominati dal bianco, grandi vetrate che affacciano sulla campagna e una semplicità elegante che richiama il concetto di prossimità e rispetto per la natura. E la storia non si ferma qui. I Serva hanno recentemente avviato un nuovo progetto, il recupero di un antico edificio accanto al ristorante, destinato a diventare un piccolo albergo con cinque camere e cucina. Un’ulteriore evoluzione di una visione che non smette di rinnovarsi, offrendo agli ospiti un’esperienza completa di accoglienza e territorio.
Oggi, La Trota di Rivodutri è molto più di un ristorante: è un manifesto gastronomico, una celebrazione sincera della cucina di lago e un esempio di come la tradizione, se rispettata e reinterpretata con intelligenza, possa diventare avanguardia.
La Trota: Via S. Susanna, 33, 02010 Rivodutri (RI), Italia
Telefono: 390746685078
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/serva-6.jpg9581512docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-07 19:12:152025-11-07 19:13:14La Trota – Fratelli Serva
Luca Di Francesco è una di quelle figure che incarnano perfettamente il significato contemporaneo di “arte bianca”: tecnica, studio, identità e continua ricerca. Il suo percorso nasce da una vocazione profonda, maturata con il tempo, lontano dai banchi di scuola che non sentiva affini e sempre più vicino, invece, al profumo del pane caldo, della sfoglia che cresce sotto le mani, del burro che stratifica impasti vivi. Fin da giovanissimo capisce che il suo futuro non è tra numeri e teoria astratta, ma tra farina, lievito e tempo. Quello vero, lento, indispensabile per dare vita a lievitati autentici.
Dopo il primo corso da pizzaiolo nel 2017, Luca inizia un percorso fatto di esperienze concrete in laboratori e realtà di rilievo. Lavora da Pascucci a Cornelia, poi cresce in diverse realtà di Ladispoli, affinando tecnica, sensibilità e spirito di sacrificio. L’incontro decisivo con il mondo degli sfogliati avviene a Fregene, da Biblos Bar, sotto la guida del maestro Alessandro Tiscione, dove perfeziona croissant, brioche e lievitati da colazione, comprendendo fino in fondo l’importanza della manualità nella sfogliatura e nel controllo delle temperature. Qui matura la consapevolezza che la sfoglia non è solo una tecnica, ma un vero linguaggio espressivo.
Nel 2022 arriva un’esperienza che segna profondamente la sua visione: il viaggio a Tel Aviv, dove collabora con il maestro panificatore Hadjad Oren nella bakery all’interno della fattoria biologica Meshek Melamed. A contatto con una cultura del pane essenziale, sostenibile e profondamente legata alla materia prima, Luca amplia ancora di più la sua idea di artigianalità.
Nel 2023 rientra in Italia con un progetto chiaro in testa e decide di completare la sua formazione con un corso di cucina a 360° presso “A Tavola con lo Chef”, prima di confrontarsi con uno dei grandi nomi dell’arte bianca contemporanea, Luca Pezzetta, esperienza che consolida definitivamente la sua identità professionale.
Nel 2024, dopo anni di studio, lavoro e sacrifici, Luca realizza il suo sogno aprendo Enzima, il laboratorio a Ladispoli che rappresenta oggi la sua casa creativa. Qui ogni prodotto ha una firma riconoscibile: il pane ha una sua anima, gli sfogliati parlano un linguaggio preciso fatto di equilibrio, stagionalità e tecnica, i lievitati dolci e salati esprimono una personalità netta. Il suo obiettivo non è solo nutrire, ma legare le persone attraverso il gusto, creare un ricordo, un’abitudine che profuma di casa e artigianato vero.
Parallelamente alla produzione, Luca porta avanti una forte vocazione alla trasmissione del sapere. Nei suoi corsi dedicati a cornetti e brioche, accompagna gli allievi alla scoperta della sfogliatura manuale, una pratica che richiede pazienza, precisione e sensibilità tattile. Insegna a comprendere l’impasto, ad ascoltarlo, a rispettarne i tempi e a valorizzarne le potenzialità. La sua non è una semplice lezione tecnica, ma un’esperienza formativa, in cui ogni gesto viene spiegato, ogni errore diventa occasione di crescita, ogni profumo che esce dal forno racconta una storia.
Luca Di Francesco rappresenta una nuova generazione di maestri dei lievitati: consapevole, curiosa, profondamente legata alla tradizione ma capace di guardare avanti. Il suo percorso dimostra che il talento, quando è sostenuto da disciplina, studio e passione autentica, può trasformarsi in un linguaggio riconoscibile. Con Enzima e con il suo modo di insegnare, Luca continua ogni giorno a scrivere la sua storia fatta di sfoglie perfette, lievitazioni vive e sogni che profumano di burro e farina.
Enzima è molto più di un locale: è il progetto di vita di Luca Di Francesco e la sua idea concreta di artigianalità moderna. Nato nel 2024 nel cuore di Ladispoli, in via Odescalchi 123, questo spazio rappresenta l’incontro tra tecnica, identità e visione. Qui ogni prodotto racconta una storia precisa: il pane ha un carattere riconoscibile, fatto di profumi intensi e molliche vive, gli sfogliati e i grandi lievitati sono immediatamente distinguibili per struttura, equilibrio e leggerezza, mentre la pizza diventa una vera e propria firma d’autore, costruita su stagionalità, abbinamenti sorprendenti e rispetto assoluto della materia prima.
L’obiettivo di Luca è chiaro fin dall’inizio: creare un legame autentico con chi entra da Enzima, non solo attraverso il gusto, ma attraverso un’esperienza. Ogni cliente viene accompagnato in un percorso fatto di semplicità solo apparente, in cui nulla è lasciato al caso. In questo laboratorio-gastronomia è bandito l’uso di prodotti chimici, a favore di processi naturali, lievitazioni lente e ingredienti selezionati con cura quasi maniacale. La farina diventa il centro di tutto, il punto di partenza per un dialogo continuo tra panificazione, pasticceria e cucina.
Enzima è il luogo dove la pizza gourmet trova la sua vera espressione, lontana dagli eccessi e vicina all’essenza: pochi elementi, lavorati bene, nel rispetto del territorio e delle stagioni. È un posto in cui il cibo viene raccontato prima ancora di essere assaggiato, dove si spiega che la buona tavola non ha bisogno di artifici, ma di mani esperte, tempo e materie prime eccellenti. Qui la cucina non è solo nutrimento, ma cultura, identità, memoria.
Entrare da Enzima significa entrare nell’universo di Luca Di Francesco: un mondo fatto di profumi di burro e lievito, di impasti vivi, di forni accesi all’alba e di ricerca continua. Un luogo semplice solo all’apparenza, ma profondamente contemporaneo, capace di unire tradizione e innovazione in un equilibrio raro. Enzima oggi è un punto di riferimento a Ladispoli per chi cerca un’idea di gusto autentica, consapevole e riconoscibile, un indirizzo che non segue le mode ma costruisce ogni giorno la propria identità.
Enzima: via odescalchi 123 a/b, Ladispoli, Roma, 00055
Mail: 375 536 7665
Sito: luca.df996@gmail.com
Telefono: 375 536 7665
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2022/11/ldf-pp.jpg412388docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2022-11-05 20:52:092025-12-01 22:18:59Maestro Panificatore Luca Di Francesco
La Banca del Sapore si trova a Guidonia in Zona Collevrde (Mappa).
Si presenta con due grandi vetrate con entrata sul lato piazza e due vetrine sul lato strada /chiesa.
La tipologia dei prodotti venduta è prevalentemente di origine Biologica per i prodotti confezionati, mentre per i prodotti da banco vengono scelti quelli di provenienza territorialmente identificabile e di alta qualità.
Il Pugnalone è nato nel 2000 come Consorzio tra aziende agricole biologiche con lo scopo di coordinare le produzioni agricole dei soci e curarne la commercializzazione, specializzandosi nella produzione di legumi e cereali Biologici.
Tale attività le ha consentito di sviluppare rapporti commerciali con importanti realtà produttive e di trasformazione del mondo del biologico e soprattutto conoscere ed apprezzare il valore delle produzioni di qualità di realtà imprenditoriali piccole e grandi del meraviglioso territorio Italiano.
Tale attività le ha consentito di sviluppare rapporti commerciali con importanti realtà produttive e di trasformazione del mondo del biologico e soprattutto conoscere ed apprezzare il valore delle produzioni di qualità di realtà imprenditoriali piccole e grandi del meraviglioso territorio Italiano.
La realizzazione del punto vendita Banca del Sapore è stato lo strumento per trasferire queste conoscenze e soprattutto il gusto per il cibo sano e genuino anche ad un pubblico lontano dai marchi di distribuzione del cibo di qualità, con una particolarità in più.
Il punto vendita si caratterizza per la vendita di prodotti esclusivamente italiani di aziende selezionate per l’alta qualità delle produzioni, senza però trascurare le esigenze del consumo quotidiano.
Dal latte e formaggi 100% Umbria di una grande cooperativa di allevatori, ai salumi di eccellenza delle più rinomate scuole di alta salumeria italiane, dai formaggi d’alpeggio delle piccole realtà del territorio, alla pasta biologica di grani antichi, il punto vendita offre una gamma completa di prodotti dalla prima colazione alla cena nel segno del gusto e dell’alta qualità.
Selezione dei Prodotti venduti
RISO GLORIA BIANCO 0-RES g 500
PZ
€ 4,00
RISO GLORIA SEMINT 0-RES g 500
PZ
€ 4,00
RISO NERONE Integral BIO g 500
PZ
€ 3,60
RISO ROSSO SELV Integral BIO g 500
PZ
€ 3,30
GUANCIALE AMATRICIANO STAG SA.
KG
€ 18,80
LONZA AMATRICIANA SA.NO.
KG
€ 23,80
PETTO TACCHINO FORNO “IL NAZIONALE”
KG
€ 26,90
FIOCCO PROSCIUTTO -CULATTA
KG
€ 29,90
MORTADELLA “LA FAVOLA”
KG
€ 19,50
PROSCIUTTO AMATRICIANO IGP S/O
KG
€ 34,30
PROSCIUTTO PARMA S/O BEDOGNI
KG
€ 39,90
CACIOTTA SAPORE DELICATO
KG
€ 13,90
FIOCCO DI LATTE BIO
KG
€ 10,70
PECORINO ROCCACCIO STAG 12 MES
KG
€ 26,90
BACCALA’ GRATINATO Kg 1
KG
€ 31,90
MOZZAR OVOLE BUFALA g 250 AMAS
PZ
€ 4,90
CUOR D’OR DI CAPRA
KG
€ 21,35
PECORINO IL COLLE CLA
KG
€ 26,50
STRACCHINO AL SALE DI CERVIA
KG
€ 16,90
Freshly baked traditional bread on wooden table
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/04/il-pugnalone.png6721027docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2020-04-15 12:24:582020-04-16 10:46:19Banca del Sapore – Guidonia Colleverde
Pugliese di nascita e romano di adozione, Antonio Putignano intraprende la sua carriera da cuoco all’età di tredici anni.
Diplomato presso l’istituto alberghiero di San Benedetto del Tronto in tecnico dei servizi della ristorazione, approda a Roma nell’anno del Giubileo (2000) ed anno dopo anno nel 2010 apre un ristorante di proprietà.
In seguito torna però alla sua vera passione: “cucinare”. Si dedica infatti interamente a nuovi studi personali e da autodidatta si lancia nel mondo “gourmet”, dove il piatto recita la sua parte in intere composizioni per toccare una sinestesia di sapori e colori che madre natura offre di sua spontanea volontà.
Si racconta dicendo: “…in cucina la cosa importante non è sapere dove andiamo ma senza ombra di dubbio dobbiamo conoscere la strada dalla quale arriviamo, la tradizione culinaria italiana è parte integrante della nostra vita. Non c’è viaggio, vacanza o semplici passeggiate in cui non troviamo la nostra storia a parlarci e non solo nel cibo ma nell’arte nell’artigianato nella cultura paesana o cittadina che sia. Del mio lavoro ne ho fatto la mia vita! … non ho fatto altro che questo. Indossare la giacca da chef mi ha sempre inorgoglito rendendo fruttuosa la mia vena creativa in ambito culinario. Nel corso della mia carriera ho conseguito diversi riconoscimenti in merito alla promulgazione e lo sviluppo del territorio italiano in enogastronomia, ultimo (solo per data) è stato quello di essere nominato Ambasciatore del gusto Doc Italy per la Puglia. Ritengo necessario“ricordare” attraverso il cibo la nostra storia e la nostra cultura.Riparto sempre da li!… Dalla tradizione per trasformarla in forme e colori nuovi senza mai trasgredire alla regola principale in cucina: il gusto”.
Marchio italiano con un nome dalla sonorità finlandese e la bandiera norvegese come logo, Napapijri si fonda fin dal principio sull’intersezionalità: sfidare i luoghi comuni, pensare fuori dagli schemi, percorrere un viaggio inaspettato nella natura e nella creatività.
Napapijri nasce nel 1987 all’ombra della vetta più alta d’Europa, il Monte Bianco, dove un produttore italiano di borse da viaggio reinventa l’abbigliamento outdoor coniugando materiali innovativi e una particolare attenzione per lo stile. Ispirato alle grandi spedizioni esplorative del secolo scorso, rende omaggio agli intrepidi avventurieri che hanno trasformato le proprie vite in avventure uniche. Il nostro primo prodotto, l’iconica borsa Bering, racchiude tutto questo in poco più di 60 cm di lunghezza, e diventa immediatamente un accessorio irrinunciabile.
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/04/napapijri-logo-216x120.jpg120216docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2020-04-01 17:43:472020-04-01 17:43:47NAPAPJRI c.c. Tiburtino 20% di sconto
WHYCON Centro Comm.le Gran Roma Via Aristide Merloni 141, 00155 Roma RM 06 228 2370
IL GRUPPO FONDATO NEL 2009 DA RAFFAELLA PAGANO E GIANFRANCO SATTA È CRESCIUTO CON IL PASSAPAROLA GRAZIE ALLA SUA FORMULA INNOVATIVA. FINO A DIVENTARE UNO DEI PRINCIPALI PROTAGONISTI DEL MERCATO.
L’idea alla base del progetto è stata semplice ma complessa al tempo stesso: rompere gli schemi del mercato della cosmesi, caratterizzato esclusivamente da marchi che propongono prodotti a prezzi esorbitanti, per offrire a tutti la possibilità di acquistare collezioni di Make-Up, Skin Care e Body Care di elevata qualità, al giusto prezzo ed accessibili a tutti. L’esperienza nel settore, la conoscenza dell’intera filiera produttiva e dei trend beauty, sono state le basi per dar vita ad un concept retail che soddisfasse i desideri dei consumatori ogni giorno: l’intuizione ha portato all’eliminazione di costosi passaggi intermedi tra produttore e consumatore, investendo sulla qualità delle texture e skinfeel pur mantenendo un posizionamento sul mercato molto competitivo.
WAROVSKY SWAROVSKI è il marchio di punta della Swarovski International Holdings. È specializzata nella produzione di manufatti in cristallo e deve la sua fama sia all’alta qualità della lavorazione che a quella del materiale usato.
Il particolare cristallo è stato ideato da Daniel Swarovski, nato in Boemia nel 1862. La sua composizione è in vetro e piombo (circa il 30%), ma l’esatta formula è gelosamente custodita come segreto industriale. Il logo aziendale è rappresentato da un cigno che è apposto su ogni prodotto come segno di autenticità. La materia prima viene utilizzata per diverse linee di prodotto: dai componenti per bigiotteria all’ottica di precisione, dall’oggettistica per la casa alla gioielleri
imberland ha lanciato il suo originale stivale giallo nel 1973; da pratica calzatura da outdoor è diventata un modello iconico e senza tempo. Oggi però Timberland rappresenta molto altro. Uomini, donne e bambini di tutto il mondo si rivolgono a Timberland per scarpe, abbigliamento e accessori in collezioni per l’outdoor versatili e complete. L’ottimo livello di qualità e realizzazione dell’originale stivale giallo è quello che caratterizza ancora tutte le nostre collezioni.
Come marchio lifestyle per attività all’aperto, Timberland si impegna alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente attraverso un efficiente utilizzo delle risorse e con attività di piantumazione e a favore delle aree verdi nelle città.
Indirizzo: Via Aristide Merloni, 141, 00155 Roma RMCALVIN KLEIN è un marchio leader nel lifestyle a livello internazionale caratterizzato da uno stile audace, progressivo, seducente e spesso minimal. Crea e lancia sul mercato collezioni di abbigliamento di design per uomo e donna e una gamma di altri prodotti tra cui accessori, capi sportivi, intimo e costumi da bagno. I marchi Clavin Klein includono Calvin Klein By Appointment, CALVIN KLEIN Established 1978, CALVIN KLEIN JEANS, Calvin Klein Underwear e CALVIN KLEIN PERFORMANCE.
CALVIN KLEIN JEANS è il marchio di jeans conosciuto per il fit innovativo, per i dettagli unici e per le campagne pubblicitarie d’alto impatto. Calvin Klein Jeans si distingue per lo stile provocatorio, sexy e giovanile.
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/04/CKLOGO-216x120.png120216docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2020-04-01 17:30:332020-04-01 17:30:33CALVIN KLEIN JEANS – Granroma – sconto 20%
thck.granroma@gruppomartino.euScopri la nuova collezione di abbigliamento Tommy Jeans e sfoggia un look che unisce stile classico e moderno, per un risultato sempre cool. Dai un tocco old-school ai tuoi outfit quotidiani con le nuove t-shirt Tommy Jeans, perfette per un weekend fuori città o una serata di relax. Ritrova lo stile college anni ’90 con la gamma di felpe con e senza cappuccio Tommy Jeans, realizzate in morbido cotone e decorate con il logo ricamato.
Completa il tuo outfit con le giacche Tommy Jeans, disponibili in un’ampia varietà di colori brillanti e sfumature delicate per un look che non passa inosservato. In alternativa, dai un tocco preppy al tuo outfit con la selezione di maglioni Tommy Jeans, una classica icona dello stile Tommy Hilfiger. Rinnova il tuo guardaroba e fai una dichiarazione di stile con la nuova collezione Tommy Jeans.
WYCON COSMETICS È UN BRAND ITALIANO NATO NEL 2009 DA UN’INTUIZIONE DI GIANFRANCO SATTA, IMPRENDITORE E DISTRIBUTORE STORICO NEL SETTORE DELLA COSMETICA FEMMINILE E RAFFAELLA PAGANO, PRODUCT MANAGER, PROFONDA CONOSCITRICE DEL MONDO MAKE-UP E BODY CARE.
L’idea alla base del progetto è stata semplice ma complessa al tempo stesso: rompere gli schemi del mercato della cosmesi, caratterizzato esclusivamente da marchi che propongono prodotti a prezzi esorbitanti, per offrire a tutti la possibilità di acquistare collezioni di Make-Up, Skin Care e Body Care di elevata qualità, al giusto prezzo ed accessibili a tutti. L’esperienza nel settore, la conoscenza dell’intera filiera produttiva e dei trend beauty, sono state le basi per dar vita ad un concept retail che soddisfasse i desideri dei consumatori ogni giorno: l’intuizione ha portato all’eliminazione di costosi passaggi intermedi tra produttore e consumatore, investendo sulla qualità delle texture e skinfeel pur mantenendo un posizionamento sul mercato molto competitivo.
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/04/wyconlogo-216x120.png120216docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2020-04-01 17:24:282020-04-01 17:24:28WYCON Aura V.le di Valle Aurelia Roma – Gruppo Martino – sconto 20%
SWAROVSKI è il marchio di punta della Swarovski International Holdings. È specializzata nella produzione di manufatti in cristallo e deve la sua fama sia all’alta qualità della lavorazione che a quella del materiale usato.
Il particolare cristallo è stato ideato da Daniel Swarovski, nato in Boemia nel 1862. La sua composizione è in vetro e piombo (circa il 30%), ma l’esatta formula è gelosamente custodita come segreto industriale. Il logo aziendale è rappresentato da un cigno che è apposto su ogni prodotto come segno di autenticità. La materia prima viene utilizzata per diverse linee di prodotto: dai componenti per bigiotteria all’ottica di precisione, dall’oggettistica per la casa alla gioielleria.
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/04/swlog.png176286docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2020-04-01 17:15:582020-04-01 17:15:58SWAROWSKY Via Tuscolana – sconto 20% –
Il brand Timberland per molto tempo è stato associato alla moda del decennio 1980 che vedeva il classico scarponcino della Sequoia associato ad altri capi “storici”.
La mitica azienda di scarpe Timberland statunitense è stata una delle prime a praticare una politica di sostenibilità ambientale, e nel 2011 è entrata nell’orbita dall’azienda di abbigliamento VF Corporation. Al giorno d’oggi ci sono centinaia di modelli di scarpe Timberland, oltre che vestiti e altri accessori.
Timberland diventa sempre più green Il marchio scommette sulle iniziative eco-sostenibili e lancia la nuova collaborazione con il designer inglese Christopher Raeburn. Puntando su tre principi etici: REMADE, REDUCE e RECYCLED.
Era l’antico testamento dei nonni…quello di saper viva la coltivazionedel “CORNO DI CAPRA”… Lafamiglia Gliubizzi, da semprelegata all’agricoltura, sin dal suoapprodo a Baragiano, da bencinque generazioni è deditaall’agricoltura e, in special modo,alla coltivazione del CORNO DI CAPRA. Venduto dagli inizi del1900 nella vicina cittadina diAvigliano, famosa ancora oggi perl’utilizzo, nelle sue molteplici attività ristorative del “Peperone Crusco” e del Baccalà.
Leonardo Bussoletti è un’azienda agricola che si trova a Narni, in provincia di Terni, in una zona particolarmente vocata alla viticoltura. Leonardo Bussoletti, il titolare, con il prezioso supporto dell’agronomo Federico Curtaz, conduce in biologico, ad oggi, 7 ettari di vigna, composti principalmente da ciliegiolo ed a seguire da grechetto e trebbiano. Seguendo i principi del biologico certificato da Suolo e Salute, si prediligono fermentazioni spontanee, senza lieviti selezionati, ma con il sistema del pied de cuve, ovvero con l’utilizzo delle proprie uve.
Andrea De Luca è un maestro pizzaiolo nato a Roma il 27 Luglio del 1987, proviene da una famiglia di agricoltori, in cui gli è stata trasmessa la cultura del mangiare sano, con prodotti naturali e cibo fatto in casa. Inoltre sua nonna era una grande cuoca, ha lavorato per la nobile famiglia Odescalchi, forse lei su tutti ha avuto maggiore influenza sulla propensione di Andrea per l’arte culinaria. Andrea si diploma presso la scuola alberghiera, specializzandosi nel settore di sala e bar, dopodiché si trasferisce in Irlanda dove sperimenta un’esperienza lavorativa in tale settore. Terminata l’esperienza irlandese, Andrea si addentra in una nuova avventura, decide di prendere in gestione una pizzeria al taglio, sita nel comune di Ladispoli, in provincia di Roma. Sebbene non possiede le dovute conoscenze sulla materia, dimostra un’ottima inclinazione verso l’arte bianca, appassionandosi giorno dopo giorno maggiormente alla professione del pizzaiolo. Decide, dunque, di affiancare il suo dipendente pizzaiolo, per apprendere questa nobile arte, imparando con il tempo a gestire l’intero processo produttivo che porta alla pizza.
Divenuto un buon pizzaiolo, Andrea decide di fare nuove esperienze lontano dall’Italia, vende quindi la sua attività, e si trasferisce in l’Australia, a Perth, capitale dello stato australiano dell’Australia Occidentale . Qui conosce Raffaele Brotzu, titolare della pizzeria “Delisio Pizza Romana”, e detentore del titolo di campione del mondo di pizza in teglia, ottenuto al “World Pizza Champions” di Las Vegas.
Sotto la guida formativa del maestro Brotzu, Andrea matura notevolmente dal punto di vista professionale, inoltre l’avventura in un nuovo paese, con una nuova cultura, lo aiuta a maturare anche dal punto di vista caratteriale. Tornato in Italia fa molte esperienze nelle più note pizzerie della provincia romana, tra cui lavora presso “Alberto’s Pizza” di Alberto Di Pietro a Cerenova, pizzeria “Doppio Zero” a Ladispoli ed una breve esperienza da “Pizzarium” di Gabriele Bonci a Roma. Inoltre fa esperienze importanti anche in eccellenti ristoranti, su tutti il ristorante “Gli Ulivi”(due forchette gambero rosso), con lo chef Pierluigi Gallo, ed il ristorante-pizzeria “Exquisitaly” con lo chef Antonello Migliore.
Naturalmente Andrea, durante la sua carriera, ha dedicato molto tempo alla sua formazione, studiando costantemente da autodidatta e seguendo corsi di formazione: nel 2012 segue un corso professionale di pizzaiolo presso “Associazioni Pizzerie Italiane”, specializzandosi in pizza in teglia; nel 2015 frequenta un corso da chef presso “Italian Chef Academy”.
Il mondo delle competizioni lo ha sempre stimolato, quando può partecipa sempre ai campionati di pizza, che gli hanno permesso di ottenere una buona notorietà nell’ambiente, riscuotendo buoni piazzamenti, tra cui: nell’edizione del 2017 del “Campionato Italiano Assoluto Di Pizza” si classifica ottavo nella categoria pizza in teglia; nel 2018 viene premiato presso “la Città Della Pizza” a Roma come miglior novità di pizzeria a taglio, durante la sua esperienza al “Exquisitaly”; sempre nel 2018 al “Campionato Internazionale Di Pizza Alla Castagna” ottiene un ottavo posto.Nel aprile 2019 partecipa al ITALIAN PIZZA CONTEST Piazzondosi sul podio al terzo posto.
Nel 2019 apre la sua pizzeria “Teglia Romana” a Ladispoli, dove prepara un impasto diretto, con un mix di farine, di cui il 60% di tipo 1, il 30% di tipo 0 ed il 10% di semola rimacinata. Idrata l’impasto all’80%, lo fa maturare per 48 ore ed infine farcisce le sue pizze con ingredienti a km 0 di ottima qualità.
Nella sua pizzeria Andrea prepara pizze esclusive come la gricia con cipolla caramellata; la pizza patate ‘nduja, bottarga e salsa verde; la pizza con carciofi alla romana, pancetta, pecorino romano e liquirizia; e molte altre con cui delizia ogni giorno il palato dei suoi clienti.
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/01/IMG-20200109-WA0028-e1578646812585.jpg9961200docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2020-01-10 10:00:352025-07-09 18:40:59Andrea De Luca
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2016/11/antonio-marini-230x300.jpg300230docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2016-11-30 21:40:562016-11-30 21:51:13Antonio Marini – Sezione una vita per… Vice Procuratore della Repubblica – Lazio
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2016/11/Franco-Cotana.jpg300460docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2016-11-30 17:49:252016-11-30 18:13:57Franco Cotana – Sezione Ricerca, Sviluppo e Innovazione
Gerardo Sacco
da docitalyGerardo Sacco nasce a Crotone nel 1940, e fin da giovane manifesta una forte inclinazione per l’arte orafa. Ancora adolescente trova lavoro in un piccolo laboratorio orafo, dove scopre la sua vera vocazione: plasmare e modellare metalli preziosi con una maestria che lo accompagnerà per tutta la vita. Desideroso di approfondire le sue competenze, si trasferisce a Valenza Po, celebre centro italiano della lavorazione dell’oro, dove perfeziona tecniche e processi che gli consentono di affinare ulteriormente il suo talento. Tornato nella sua città natale con un bagaglio tecnico e creativo più ricco, fonda nel 1963 la propria ditta artigianale, un laboratorio-bottega in cui riscopre e recupera metodi di lavorazione antichi, radicati nella cultura magnogreca e nella tradizione mediterranea, reinterpretandoli in chiave moderna.
Fin dall’inizio la sua produzione si distingue per originalità e qualità: il primo campionario presentato gli vale il primo premio alla Mostra dell’Artigianato Orafo di Firenze e l’Oscar dell’Artigianato a Sanremo, aprendo le porte a un percorso di successo che lo porta a essere riconosciuto come uno dei maestri orafi più importanti d’Italia. Le sue creazioni, oltre a essere apprezzate nel panorama nazionale, trovano spazio in prestigiose esposizioni internazionali, tra cui il Complesso del Vittoriano a Roma e i Musei Vaticani, nonché in eventi promossi dagli Istituti Italiani di Cultura in città come Bruxelles, Lisbona, Copenaghen e Madrid. I suoi gioielli hanno accompagnato sul red carpet e nelle produzioni artistiche star del calibro di Liz Taylor, Isabella Rossellini, Monica Bellucci ed Elena Sofia Ricci, confermando il suo ruolo di protagonista nell’arte orafa contemporanea.
L’arte di Gerardo Sacco nasce da un profondo legame con la sua terra, un crocevia di culture e tradizioni che si riflettono nei suoi lavori. Il Mediterraneo, con le sue leggende, i miti della Magna Grecia e i colori caldi dei tramonti sul mare, è fonte inesauribile di ispirazione. I suoi gioielli si trasformano in vere e proprie narrazioni, dove maschere apotropaiche, simboli di protezione e fortuna, si intrecciano con perle, pietre preziose e metalli nobili per dare vita a pezzi unici, carichi di fascino e significato. Ogni creazione è un omaggio all’unicità, un incontro armonioso tra passato e presente, tra tradizione e innovazione.
La “bottega” di Gerardo Sacco rappresenta il cuore pulsante dell’intero progetto artistico. Qui, mani esperte e appassionate danno forma a manufatti che sono il risultato di un’attenta ricerca e di una sapienza artigianale che si tramanda di generazione in generazione. La minuziosità con cui vengono selezionati i materiali, la precisione delle lavorazioni, l’attenzione al dettaglio raccontano una storia di dedizione e amore per l’arte orafa. La sfida di Sacco è stata sempre quella di valorizzare e tutelare la tradizione manuale, arricchendola però con l’uso di tecnologie all’avanguardia, capaci di innovare senza mai tradire l’essenza stessa del lavoro artigianale.
L’equilibrio tra l’antico e il moderno è ciò che caratterizza la ricerca artistica di Gerardo Sacco, che si pone come esempio emblematico dell’“Artigiano del Futuro”. Un maestro capace di coniugare la sapienza di un mestiere antico con una visione creativa e contemporanea del Made in Italy, facendo convivere competenze manuali con strumenti digitali e tecnologici. Il risultato sono gioielli raffinati, innovativi e sempre portatori di un valore culturale ed estetico profondo.
In questo modo, Gerardo Sacco ha saputo trasformare l’arte orafa in un linguaggio universale, capace di raccontare storie millenarie e di emozionare chiunque entri in contatto con le sue creazioni. Ogni gioiello è un piccolo capolavoro che coniuga originalità, tecnica e sensibilità artistica, testimonianza concreta di come l’eccellenza artigianale italiana possa vivere nel presente e guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e prestigio.
Contatti
Gerardo Sacco & C. S.r.l. – Via Antonio De Curtis, 2 88900 Crotone
customer@gerardosacco.com
Lucio Picone
da docitalyLucio Picone nasce a Frasso Telesino, in provincia di Benevento, e nel 1970 si trasferisce in Toscana insieme alla famiglia, dando inizio a un percorso di vita e lavoro che lo avrebbe portato a diventare uno dei più apprezzati artigiani calzaturieri italiani. Fin da giovanissimo, a soli quindici anni, Lucio entra nel mondo della calzatura lavorando in un calzaturificio a Monsummano Terme, centro storico e rinomato per la sua tradizione manifatturiera nel settore. Qui inizia una lunga esperienza di formazione, fatta di impegno, pazienza e passione, che gli permette di acquisire le competenze tecniche necessarie per trasformare una semplice scarpa in un’opera d’arte.
Dopo oltre trent’anni di lavoro e di perfezionamento, Lucio riesce a realizzare un sogno coltivato a lungo: aprire una bottega artigianale tradizionale a Pieve a Nievole, nel cuore della provincia di Pistoia, dove può esprimere liberamente la sua creatività e mettere a frutto tutta la sua esperienza. Questa bottega diventa ben presto un punto di riferimento per una clientela esigente e raffinata, che include personaggi di rilievo provenienti dal mondo dello sport e dello spettacolo. Grazie alla qualità delle sue creazioni e alla meticolosità con cui segue ogni fase della lavorazione, Lucio si afferma come uno dei migliori artigiani calzaturieri in Italia.
Il successo di Lucio Picone non è solo frutto di esperienza, ma anche di una costante ricerca tecnica e stilistica. Egli ha scelto di non accontentarsi della produzione industriale, prediligendo metodi tradizionali e manuali come le lavorazioni Goodyear e Norvegese, riconosciute a livello internazionale per la loro durata e comodità. In particolare, la lavorazione Norvegese, con le sue cuciture esterne a treccia e a punto lineare, conferisce alle scarpe una caratteristica estetica ricca e un’eccezionale resistenza. Ma Lucio non si limita a replicare tecniche classiche: ha ideato personalmente una tecnica innovativa che arricchisce l’aspetto esterno delle calzature unendo piccole strisce di pelle e spago in una sorta di ricamo, rendendo ogni paio di scarpe un pezzo unico, riconoscibile e originale.
Lucio Picone è un vero artista perché controlla con attenzione ogni dettaglio del processo produttivo: dalla scelta dei materiali, selezionando solo pellami di altissima qualità, ai colori, che consiglia personalmente ai suoi clienti per ottenere abbinamenti eleganti e armoniosi. Questa cura artigianale gli permette di offrire scarpe su misura, completamente realizzate a mano, capaci di coniugare stile classico, comfort e robustezza. Le sue creazioni sono pensate per accompagnare chi le indossa in ogni momento della vita quotidiana, dal lavoro al tempo libero fino alle occasioni più formali e cerimoniali.
La bottega di Lucio Picone è quindi molto più di un semplice laboratorio: è un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano, dove la passione per l’arte della calzatura si trasforma in pezzi di eccellenza artigianale. Grazie alla sua dedizione, alla ricerca continua e all’amore per il mestiere, Lucio ha saputo costruire un’attività solida e riconosciuta, incarnando l’ideale dell’artigiano moderno che valorizza il lavoro manuale e la qualità sopra ogni cosa. La sua storia è la testimonianza di come talento, esperienza e passione possano trasformare una professione in un vero e proprio atto creativo e artistico.
Contatti
Lucio Picone – Via Matteotti, 22 51018 – Pieve a Nievole (PT)
Tel. +39 338 7510156
Sandro Bastioli
da docitalySandro Bastioli nasce a Spoleto nel 1949 e scopre presto l’inclinazione al disegno, che lo accompagna fin dall’infanzia. Dopo un periodo in Svizzera, si trasferisce a Milano dove perfeziona le sue capacità pittoriche sotto la guida del Prof. Cino Balleri alla Libera Accademia di Pittura di Bovisio Masciago. La sua prima produzione artistica spazia dai nudi femminili ai paesaggi umbri, fino alle nature morte di chiara ispirazione caravaggesca, con le quali inizia a farsi conoscere al pubblico.
Nel 1977 espone le sue prime opere in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, per poi allestire personali a Milano, Torino e Lecce, dove vince il Premio Martinez. Seguiranno numerose esposizioni a livello nazionale, da Gabicce a Gualdo Tadino, da Rieti a Roma, dove nel 1990 partecipa alla “Settimana degli Umbri a Roma” ottenendo un riconoscimento ufficiale. La sua ricerca artistica si evolve e, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, abbandona gradualmente i soggetti vegetali per concentrarsi sulla materia: pietre scavate, ciottoli levigati, superfici marmoree e muri antichi diventano protagonisti della sua pittura.
Il passaggio al linguaggio materico rappresenta una svolta definitiva. I nudi si trasformano in statue, i frutti in frammenti di roccia, fino a scomparire completamente nella produzione più matura. La materia diventa centro di una riflessione estetica ed esistenziale che si concretizza in uno stile geometrico, essenziale, ma emotivamente denso. Espone a New York nel 2000 presso “La MaMa Gallery”, inaugurando la stagione culturale dello storico spazio fondato da Ellen Stewart. Seguono mostre a Schwetzingen (Germania), Marsciano, Oslo e ancora a Roma, Spoleto e Vigevano. Le sue opere vengono apprezzate anche da critici e riviste di settore, tra cui Artribune, che gli dedica una copertina per la mostra “Spoleto Contemporanea” nel 2016 al Museo d’Arte Moderna di Spoleto – Palazzo Collicola.
Nel tempo, Sandro Bastioli ha saputo costruire un percorso coerente e profondo, in cui la tecnica raffinata si coniuga con una visione poetica della realtà, capace di dare voce al silenzio della materia.
La sua pittura si fonda su un concetto chiave: “Materia”. Non si tratta solo di un riferimento alla sostanza fisica dei soggetti raffigurati, ma di una vera e propria visione artistica che mira a catturare il peso del tempo e la trasformazione impressa dagli eventi sulle superfici. Attraverso la pittura, elementi altrimenti trascurabili o inanimati vengono investiti di nuova importanza, recuperati dal silenzio e restituiti a una dimensione di significato e bellezza.
Ogni oggetto scelto – che sia una parete scrostata, un legno consunto, un metallo arrugginito – viene isolato dal proprio contesto, per essere osservato e interpretato come testimone silenzioso del tempo. I segni lasciati dagli anni diventano trame da decifrare, quasi un codice genetico che l’artista cerca di ricostruire per restituire identità e memoria. Il realismo con cui queste superfici vengono rese non è un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma un modo per avvicinarsi all’anima nascosta delle cose.
La luce e l’ombra giocano un ruolo centrale nella costruzione dell’immagine. L’ombra, in particolare, non è solo assenza di luce, ma strumento espressivo che accarezza le superfici, ne esalta la tridimensionalità, suggerisce profondità interiori. Attraverso questo equilibrio, l’artista sembra voler infondere una parvenza di vita ai soggetti, un’eco della loro esistenza.
Il lavoro di Sandro Bastioli si muove quindi su un doppio binario: da una parte l’attenzione al dettaglio e alla tecnica, dall’altra una tensione poetica che cerca il significato dentro ciò che è stato abbandonato, consumato, trascurato. In questa dialettica, la materia non è solo oggetto, ma diventa metafora. Ed è in questa trasformazione che si compie il senso più profondo della sua arte.
Sandro Bastioli è un artista di grande spessore in grado di stupire ed affascinare qualsiasi spettatore, le sue opere fanno vivere elementi architettonici e “materia”, grazie a colori, luci e atmosfere Bastioli riesce a dare un’anima ad ogni soggetto che rappresenta. La sua tecnica pittorica è indiscusso ma il suo talento, la sua capacità di emozionale è un fiume che inonda ogni sua esposizione. Elementi poveri del passato, scorci, tombini, fontanelle, finestre, pietre, chianche, graniglia, sassi, dettagli di portoni, vecchi muri, tegole di tetti…nelle sue opere prendono vita, comunicano, raccontano grazie al suo “iperrealismo emozionale”, foto perfette di un’ artista con una propria anima e un proprio linguaggio.
L’artista scrive sul suo ultimo “viaggio” attraverso la “materia”: << “Materia” è anche il mio modo di dare importanza, dignità, e se possibile nuova vita, a quello che in teoria dovrebbe essere un soggetto altrimenti irrilevante, inanimato e perciò senza età. “Materia” è pure la possibilità di sublimare la realtà (e quindi anche soggetti apparentemente molto reali) nell’arte e trasfigurarne il significato.>> . Sandro Bastioli, che negli anni ha collezionato premi e riconoscimenti in tutto il mondo, è un pittore iperrealista che grazie a colori e tagli di luce riesce a dare tridimensionalità e vita alle sue tele, ai portoncini logorati dal tempo, alle chianche, alle pietre, alle tegole e ai tetti. Nei suoi dipinti dominano oggetti e scorci della vita quotidiana descritti con precisione quasi fotografica e arte di maniera, ad ogni elemento del quadro il Maestro dà un significato peculiare indipendentemente dallo scopo originario per il quale era stato prodotto. L’artista oltre ad un grande talento vanta un cuore immenso grazie al quale ha deciso di donare un’opera all’Associazione Salvamamme per il progetto a cura di Doc Italy “Eccellenze Unite per il Salvamamme”.
Contatti
Sandro Bastioli vive ed espone a Spoleto in via Fontesecca 13
cell +39 3355853955
dipinti@sandrobastioli.it
Maestro del Taglio Mirko Giannella
da docitalyA poco più di 50 chilometri da Roma, in quella fascia di terra tra i Castelli Romani e la Valle del Sacco, ha preso forma uno dei più sorprendenti casi di successo del mondo enogastronomico italiano. Si chiama Mirko Giannella, è cresciuto a San Cesareo, e in pochi anni è diventato uno dei più grandi tagliatori di prosciutto crudo a coltello al mondo. Un cortador professionista riconosciuto a livello internazionale, che ha saputo trasformare una passione familiare in un mestiere d’eccellenza, oggi al centro del suo ambizioso progetto imprenditoriale: Jamón Experience.
Mirko nasce da una famiglia di macellai. Il suo imprinting arriva dal nonno, che preparava i salumi e affettava il prosciutto rigorosamente a mano: lunghe fette sottili che raccontavano un sapere antico. È così che nasce il suo amore per il crudo, ma anche per il coltello. Inizia a lavorare giovanissimo, a 19 anni, tra salumerie e negozi di paese, senza mai smettere di affinare il gesto, di studiare, di osservare. A folgorarlo definitivamente è la tecnica spagnola, quella dei cortadores de jamón, veri e propri artisti della lama che tagliano in piccoli frammenti il pregiato Pata Negra, valorizzandolo con maestria.
Autodidatta, Mirko si forma seguendo i tutorial della celebre cortadora iberica Miriam Lopez Ortega, fondatrice del blog JamónLovers. Apprende da video, perfeziona dal vivo, sperimenta ogni giorno su prosciutti italiani e jamón iberici. “I piccoli pezzi di crudo danno il giusto valore al prodotto – racconta – si spalmano sul palato, offrono un equilibrio tra magro e grasso, e rendono ogni assaggio un’esperienza sensoriale”.
Nel giro di pochi anni arrivano i riconoscimenti: nel 2018 vince la gara di taglio a mano a Salumi da Re, organizzata da Gambero Rosso e Antica Corte Pallavicina a Polesine Zibello. Seguono masterclass, eventi e corsi in tutta Italia. Ma è nel 2021 che conquista la scena internazionale, trionfando a Madrid al primo Concorso Internazionale di Taglio del Prosciutto Iberico. L’anno dopo vince due premi al Salón Gourmets come miglior cortador e per il piatto più creativo, diventando il primo straniero a superare gli spagnoli nella patria del jamón.
Sull’onda dei successi, Giannella fonda Jamón Experience, un progetto che rivoluziona l’idea di prosciutto nel mondo della ristorazione. Nel 2022 apre il suo laboratorio a San Cesareo, 40 metri quadri dedicati esclusivamente al taglio a coltello e confezionamento sottovuoto di jamón iberici e crudi italiani di altissima qualità. L’obiettivo è offrire un prodotto già tagliato e pronto all’uso, in porzioni omogenee, che mantenga inalterate estetica e sapore grazie a un sottovuoto eseguito con perizia e attenzione.
“Il sottovuoto è il sistema più congeniale per i ristoratori – spiega – perché garantisce un food cost preciso, azzera gli sprechi, elimina la necessità di un cortador fisso in loco, ed è immediato da servire. Basta immergere la busta in acqua tiepida per 30 secondi: le fette si staccano come appena tagliate”.
Oggi Mirko Giannella è cortador ufficiale per alcune delle più rinomate aziende di jamón spagnolo – tra cui MIO, Beher, Arturo Sánchez, Fisan – e di crudi italiani d’eccellenza come la Cinta Senese di Renieri, il Nero di Calabria di Franco Simone e l’Antico Nero di Paolo Tanara. Organizza corsi di formazione professionale, degustazioni, eventi privati e masterclass con altri campioni del settore, come il cortador spagnolo Alvaro Diezma, vincitore del titolo nel 2020. Collabora con ristoranti per la realizzazione di vere e proprie carte dei prosciutti, partecipa a fiere di settore come Tuttofood a Milano, e guida un team affiatato di giovani collaboratori, contribuendo alla nascita di una nuova generazione di professionisti del taglio.
Per Giannella, il mestiere del tagliatore è anche una missione culturale. “Un cortador deve amare il proprio lavoro e il prodotto su cui opera. Il rispetto dell’animale passa anche dalla valorizzazione del suo sacrificio. Tagliare bene significa onorare quella vita, evitando sprechi, esaltando il sapore, donando bellezza e senso”. La sua tecnica non è spagnola o italiana: è corretta. L’unica che permette di ottenere il massimo rendimento, di esprimere l’equilibrio tra magro e grasso, di comporre piatti coreografici che uniscono estetica e sapore.
Oggi, con l’apertura del nuovo punto vendita a Colle La Noce, a due passi dall’autostrada Roma-Napoli, Jamón Experience è diventato il riferimento per gli appassionati di prosciutto crudo. Un luogo dove acquistare jamón iberico di altissima gamma, prosciutti italiani selezionati, confezioni pronte all’uso e, soprattutto, entrare in contatto con la cultura del taglio professionale. Un piccolo tempio del crudo, nato dal talento e dalla determinazione di un ragazzo dei Castelli Romani.
Mirko Giannella non ha solo fondato un’attività. Ha creato un nuovo mestiere, ha portato in Italia una cultura antica e l’ha fatta propria, con umiltà e ambizione. E oggi è tra i pochi al mondo in grado di raccontare un prosciutto prima ancora che con le parole, con un coltello.
Contatti
Mirko Giannella Jamón Experience – Via Colle del Noce, 9, 00030 San Cesareo RM
Telefono: 389 191 9686
Maestra Pastaia Angela Fiorini
da docitalyAngela Fiorini è diventata, quasi suo malgrado, un punto di riferimento per chi cerca la pasta fresca più buona nei dintorni di Roma. Il suo laboratorio artigianale, “Meraviglie in Pasta”, si trova a Zagarolo, in provincia di Roma, e da anni attira appassionati e curiosi da tutta la regione. La fama è arrivata col tempo, passo dopo passo, grazie al lavoro quotidiano, alla qualità eccellente dei prodotti e a una passione per l’arte bianca che si sente al primo assaggio. I ravioli ricotta e spinaci sono ormai un piccolo culto tra gli estimatori, ma basta affacciarsi al banco per capire che ogni pasta qui racconta una storia: quella di una famiglia unita e laboriosa che ha scelto di investire nel territorio e nella tradizione, con coraggio e amore autentico.
Tutti la chiamano “mamma Angela”, anche chi non la conosce da tempo. È lei il cuore pulsante di questa realtà artigianale, sostenuta dalle sue tre figlie – Valentina, Eleonora e Beatrice Eugani – e dalla piccola nipote Irene, che cresce tra sfoglie e sorrisi. Un lavoro collettivo, costruito nel tempo con dedizione, precisione e spirito di sacrificio. Le figlie sono a loro volta abili pastaie, formate alla scuola di casa, quella fatta di gesti precisi e ricette tramandate a voce. Il risultato è una pasta che profuma di casa e di territorio, ma che non rinuncia a innovare: ogni prodotto è realizzato con tecnica impeccabile, sfoglia sottile e ruvida al punto giusto, ripieni soffici e saporiti, sempre freschissimi.
Il segreto di Meraviglie in Pasta sta nella morbidezza, un tratto distintivo che attraversa tutta la produzione, affiancato dalla scelta rigorosa delle materie prime. Uova di galline allevate a terra, farine macinate a pietra, olio extravergine d’oliva di qualità: tutto è pensato per valorizzare il sapore genuino e naturale dei piatti. Il nuovo negozio, attualmente in preparazione, aprirà nel prossimo autunno. “Speriamo in tempo per la Sagra dell’Uva, un evento importantissimo qui a Zagarolo”, racconta Angela, con lo stesso entusiasmo di sempre. Per l’occasione, sono stati creati ravioli speciali a base d’uva e salsiccia, oppure ripieni con tordo matto, una preparazione tipica della zona a base di carne equina speziata. Ricette che raccontano il territorio in modo autentico e gustoso.
La produzione spazia dai ravioli ai quadrucci, passando per gnocchi lunghi a “coda de soreca”, una pasta povera fatta solo di acqua e farina, perfetta condita con sughi semplici ma intensi, come olive nere e tonno fresco. Non mancano i grandi classici come cannelloni, tortellini e lasagne, né le ricette pronte da infornare: crespelle, rotoli di ricotta e spinaci, timballi. La cucina è sempre attiva per rispondere anche alle esigenze di chi non vuole o non può cucinare a casa ma non intende rinunciare alla bontà di un piatto fatto con amore e competenza.
A luglio 2024, la FIEEA – Federation International Excellences Edible Art – ha nominato Angela Fiorini delegata regionale per la pasta artigianale. Un riconoscimento prestigioso che premia non solo la sua competenza, ma anche la dedizione instancabile e la visione che ha saputo trasmettere alla sua famiglia e a tutto il territorio. “Un risultato straordinario”, ha commentato la sindaca di Zagarolo, Emanuela Panzironi, “che porta il nome di Angela e quello di Zagarolo in tutta Italia”. Un traguardo che non cambia però la sostanza: ogni giorno, Angela e le sue figlie continuano a lavorare con le mani in pasta, come all’inizio, con la stessa passione e lo stesso rigore.
La storia di Meraviglie in Pasta nasce, come molte storie italiane, da una scelta coraggiosa. Quando un piccolo laboratorio di pasta all’uovo stava per chiudere, Angela e Valentina decisero di rilevarlo. Un gesto quasi impulsivo, ma radicato in una tradizione familiare solida, nutrita di valori ciociari, rispetto per la terra e amore per la cucina. Quel gesto si è trasformato in un’impresa: oggi Meraviglie in Pasta è una bottega cult, apprezzata ben oltre i confini del comune, celebrata in TV e sulla stampa gastronomica, protagonista anche di una rubrica fissa su Alice, la rivista di cucina dove Angela racconta ricette, trucchi e storie.
I ravioli al tordo matto, quelli all’uva, il raviolio all’extravergine, i ravioli alla carbonaraa, alla gricia e alla amatriciana. Classici intramontabili della cucina del Lazio, reinterpretati in forma di ripieno con equilibrio e maestria, che diventano così una vera e propria esperienza gustativa. Per valorizzarli al meglio, l’artigiana di Zagarolo suggerisce di servirli con un condimento semplice, che non copra ma esalti i sapori decisi della farcitura: un filo di olio extravergine a crudo con una grattugiata di pecorino, oppure un leggero soffritto di aglio, olio e peperoncino. Per i ravioli all’amatriciana, anche qualche pomodorino fresco può completare il piatto con una nota di dolcezza e colore. Idee semplici che nascono dall’esperienza quotidiana e dalla conoscenza profonda delle materie prime, per portare in tavola piatti autentici, sorprendenti nella loro essenza più vera.E poi ci sono le varianti più creative, come i ravioli ripieni di carne affumicata di maiale e mela, o quelli al pistacchio e menta.
Ognuno racconta qualcosa di sé, di un territorio, di un’idea. E Angela non si limita a venderli: li racconta, li spiega, suggerisce come cuocerli al meglio. Lo fa con entusiasmo, con competenza, con una passione che si legge negli occhi e si sente nelle parole. Basta starla a sentire per avere l’acquolina in bocca, ancora prima di assaggiare.
Contatti
Meraviglie in Pasta – via valle del formale, 61, 00039 Zagarolo RM
Telefono: 351 404 4037
Maestro Salumiere Stefano Paciotti
da docitalyChi ama il buon cibo, chi non si accontenta e cerca sempre la qualità vera, quella fatta di sapori autentici, ingredienti genuini e accoglienza sincera, trova nella Salumeria Paciotti un punto di riferimento solido e riconoscibile. Situata nel cuore del quartiere Trionfale, a Roma, in via Marcantonio Bragadin 51/53, questa storica bottega è da anni sinonimo di eccellenza gastronomica italiana, proposta con una cura che si tramanda di generazione in generazione.
Stefano Paciotti e la sua famiglia portano avanti ogni giorno un lavoro fatto di passione, attenzione e profondo rispetto per i prodotti. Nulla viene lasciato al caso: ogni salume, ogni formaggio, ogni specialità presente nei banchi della salumeria è frutto di una selezione attenta e rigorosa. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire solo il meglio, mantenendo intatti freschezza e gusto degli ingredienti. Il risultato è un’esperienza di acquisto che va ben oltre il semplice gesto quotidiano: è un viaggio nei sapori più autentici d’Italia, guidato da chi conosce a fondo ciò che propone e ama profondamente questo mestiere.
Da Paciotti Salumeria è possibile trovare una ricca varietà di affettati e insaccati di alta qualità, tutti rigorosamente privi di derivati del latte e senza glutine. Una scelta precisa e consapevole, pensata per garantire a chiunque – senza eccezioni – il piacere di gustare il meglio della tradizione gastronomica italiana, anche seguendo regimi alimentari specifici. Una qualità accessibile a tutti, senza rinunce.
Entrare nella salumeria significa immergersi in un mondo di profumi e sapori che raccontano storie, territori e tradizioni. Superato l’arco dei prosciutti crudi di Parma e San Daniele D.O.P., si apre uno spazio familiare e accogliente, dove il tempo sembra rallentare e ogni consiglio diventa un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo. Dai salumi rari ai formaggi a latte crudo stagionati nelle malghe, fino ai prodotti sott’olio realizzati secondo metodi antichi, ogni referenza racconta un lavoro fatto con serietà e competenza. Ma la Salumeria Paciotti non è soltanto salumi e formaggi. È anche un punto vendita specializzato in eccellenze alimentari italiane: conserve artigianali, pasta di grano duro trafilata al bronzo, oli extravergini di oliva selezionati, vini del territorio e tante altre specialità regionali.
Tutti prodotti che portano in tavola l’Italia più autentica, fatta di tradizioni vive, sapori veri e mani esperte. Ogni prodotto racconta una storia, e ogni consiglio dato dietro al bancone è parte di un percorso che unisce cibo, cultura e passione.
A rendere tutto ancora più speciale è la professionalità dello staff. La cordialità di Stefano e dei suoi collaboratori è parte integrante dell’esperienza. Ogni cliente viene accolto con il sorriso e con quella tipica simpatia romana che fa sentire subito a casa. L’acquisto diventa così un momento di condivisione, di ascolto, di scambio. Non si entra solo per comprare, ma anche per chiacchierare, imparare, scoprire. È questo che crea un legame forte e duraturo con chi sceglie questa salumeria.
La Salumeria Paciotti non è soltanto un luogo dove acquistare eccellenze. È uno spazio dove riscoprire il significato profondo della qualità, ricevere consigli da chi conosce a fondo ogni prodotto, portare a casa non solo ottimo cibo, ma un frammento autentico d’Italia. Una realtà fatta di passione, accoglienza e tanto, tantissimo gusto. La famiglia Paciotti accoglie ogni giorno con entusiasmo chi desidera vivere un’esperienza gastronomica vera, fondata sui valori della tradizione e della qualità.
Contatti
Via Marcantonio Bragadin 51/53 a Roma. Tel.: 0639733646
Email: info@paciottisalumeria.it
Pec: paciottisalumeria@pec.it
Maestro Panificatore Tommaso Cannata
da docitalyIn ogni pagnotta che esce dal suo forno, in ogni brioche col tuppo che lievita pazientemente dietro il vetro del laboratorio, c’è una storia. Una storia che sa di farina e d’amore, di sudore e memoria, di mani sapienti che non hanno mai dimenticato da dove vengono. È la storia di Tommaso Cannata, panificatore messinese, maestro dell’arte bianca e custode orgoglioso di un patrimonio che ha scelto non solo di tramandare, ma di rinnovare con visione, passione e coraggio.
Nato a Messina nel 1964, figlio e nipote di panificatori, Tommaso cresce tra sacchi di farina e lievito che respira come ossigeno. Fin da bambino osserva suo padre all’opera, ne assorbe i gesti, l’etica, la dedizione. E capisce che quell’arte è molto più che un mestiere: è una missione. Una strada tracciata con il cuore, fatta di albe silenziose e di forni accesi, che diventa eredità, identità, futuro.
Insieme alla moglie Nicoletta e ai figli Salvatore e Chiara, Tommaso rappresenta oggi la quarta generazione della famiglia Cannata. E con loro ha dato vita, nel 2012, a un sogno concreto: il Cannata Sicilian Bakery, il primo bakery bistrot di Messina. Ma non un panificio qualunque. È un luogo dove il pane torna protagonista, dove il profumo della tradizione incontra l’eccellenza della ricerca, dove ogni impasto è fatto solo con grani antichi siciliani e lievitato con il lievito madre “Turi”, chiamato così in omaggio al padre e al figlio Salvatore.
Turi è più di un lievito. È una creatura viva, curata con amore da decenni, tramandata come un bene prezioso. È l’anima di un pane che parla di passato ma guarda lontano. Come Tommaso, che da sempre porta avanti una battaglia silenziosa ma potente: quella per la riscoperta, la valorizzazione e la comunicazione dell’agrobiodiversità siciliana.
È per questo che Cannata è anche co-fondatore dell’associazione Simenza, realtà che riunisce agricoltori, artigiani e studiosi per proteggere e promuovere i semi contadini della Sicilia. Semi veri, autentici, non geneticamente modificati, coltivati con rispetto per la terra e per le persone.
Nel panificio di Tommaso, ogni prodotto ha una storia e una scelta dietro: farine integrali da chicco intero, niente farine raffinate, nessuna scorciatoia. Solo genuinità, tempo, cura. Le sue focacce gourmet erano già un’innovazione negli anni ’90, quando ancora la panificazione moderna era agli albori. E oggi lo sono ancora di più, perché raccontano una Sicilia che osa, che innova, che si mette in discussione.
Tra le sue creazioni più amate, spiccano la focaccia messinese e il celebre pitone (ripieno di scarola, acciughe e tuma), ma anche gli arancini, rivisitati con farine di grano antico e riso locale: nasce così “l’arancinu”, simbolo di un’identità che evolve senza mai snaturarsi.
Nel 2019 Tommaso decide di portare la sua visione anche oltre lo Stretto. Lo fa scegliendo la città simbolo del cambiamento italiano: Milano. Qui apre Cannata Sicilian Bakery in Corso Indipendenza, un panificio moderno con caffetteria e laboratorio a vista, che porta nella capitale del design e della moda tutto il calore, il gusto e la verità della sua Sicilia. Qui tutto parla della sua terra: le forme, i profumi, le farine, i nomi, perfino l’arredo, realizzato con materiali naturali e dettagli artigianali.
La Sicilia di Tommaso a Milano si sente e si vede. Ed è proprio a Milano che nasce anche il progetto “I Compari”, una collaborazione con l’imprenditore Antonio Longhi, che unisce tradizione e imprenditorialità, territorio e innovazione, sotto il claim “Sicily for life”. Un messaggio chiaro e deciso: non è la Sicilia del folclore, ma quella che lavora, che crea, che esporta cultura alimentare con orgoglio e competenza.
Tommaso mette la sua faccia in ogni progetto. E lo fa con umiltà e coerenza. Si definisce un “messinese doc”, ma è prima di tutto un uomo che ha saputo trasformare un mestiere antico in un linguaggio universale. Le sue brioche col tuppo, realizzate con farine Petra Bio 1010 e Petra Evolutiva, sono un inno alla diversità agricola italiana. Ogni scelta, ogni ingrediente, ogni forno acceso raccontano una filosofia di vita: la qualità come atto politico, la lentezza come valore, il pane come cultura.
Tommaso Cannata è molto più di un bakery chef. È un narratore, un portavoce, un riferimento per chi crede che il pane non sia solo cibo, ma atto di memoria, bellezza e resistenza. I suoi laboratori sono luoghi vivi, in cui si intrecciano saperi, tecniche, storie. E anche Milano, grazie a lui, ha imparato a respirare il profumo della Sicilia più autentica.
La sua famiglia lo accompagna in ogni passo: Nicoletta, compagna di vita e d’impresa, Chiara e Salvo, testimoni di una continuità che non è semplice eredità, ma scelta consapevole. Insieme tengono acceso un forno che non brucia mai, ma che scalda il cuore di chi crede ancora nei sapori veri e nei sogni impastati a mano.
Oggi, Tommaso Cannata è uno dei volti più credibili e appassionati del panorama artigianale italiano. Il suo nome è garanzia di qualità, tradizione e innovazione. La sua è una Sicilia che non si racconta con le parole, ma con i gesti, con il profumo di una focaccia appena sfornata, con l’accoglienza di una brioche calda all’alba, con la fermezza di chi ha scelto di restare se stesso, ovunque vada.
Il suo pane è buono perché è vero. E racconta una storia che ha il sapore eterno delle cose fatte con amore.
Contatti
Via XXVII luglio 83/85 – 98123 Messina
Telefono: 090 6409130
Maestro Gelatiere Stefano Ferrara
da docitalyIn un mondo dove troppo spesso il cibo è standardizzato, replicato, e privo di anima, c’è chi ancora costruisce un prodotto un’idea alla volta, con la dedizione di un artigiano e la mente di un ricercatore.
Stefano Ferrara, gelatiere da oltre venticinque anni, è questo: uno sperimentatore del gusto, un alchimista moderno, un innovatore con un’attenzione specifica alla salute e al benessere.
Ferrara, dopo numerose esperienze nel campo della gelateria prima con Pinguino Gelateria Naturale e poi con GelatoLab, arriva a fondare nel 2024 Formaessenza, un nuovo laboratorio a vista e punto vendita che funge anche da centro di ricerca di nuove tecniche e nuove materie prime, finalizzate alla produzione di un gelato gustoso e funzionale. L’attenzione alla salute non è solo una tendenza, ma un principio fondante del suo lavoro.
Da oltre quindici anni Ferrara studia ingredienti naturali e zuccheri alternativi, come quello integrale di cocco, con l’obiettivo di ridurre gli zuccheri aggiunti e creare un prodotto adatto a tutti, senza rinunciare al piacere. Da Formaessenza viene proposta una nuova visione del gelato attraverso nuove forme e metodi di consumo del gelato: come il barattolo. “La mia filosofia sul gelato – racconta Stefano – è quella uscire dal concetto del tradizionale, per dargli il valore di un dolce importante con contaminazioni da parte della pasticceria.
Vincolare la qualità del prodotto ai limiti segnati dal prezzo di un cono da passeggio è secondo me troppo stringente per puntare a materie prime di eccellenza”.
Ferrara ha , quindi, declinato le sue conoscenze e competenze in 6 linee di prodotto con diverse texture, conistenze e sapori: nascono così i “Lovers”, torte semifredde della tradizione o contemporanee, gli “Spiritoso” gusti divertenti per chi ama i bouquet alcolici, i “Must Have” i gusti di cui nessuno può fare a meno, i “Quintaessenza” i gusti di cui nessuno può fare a meno, i “Gelaveg” la linea 100% vegana, e i “Kelato” un gelato ipocalorico e totalmente privo di zuccheri, adatto ai regimi dietetici chetogenici in collaborazione con il nutrizionista prof. Flavio De Gregorio.
Oltre a questi si aggiungono anche “I-Conico”, un cono gelato senza vuoti e riempito con 5 diverse consistenze che si alternano dalla cima al fondo e “Diametro 7”, nuova interpretazione del biscotto. Un numero che oltre a far riferimento al diametro dei due dischi circolari utilizzati, si rifà all’idea pitagorica del 7 come simbolo di evoluzione e cambiamento. Tre sono i diversi gusci che Ferrara ha studiato: biscotto frolla, biscotto savoiardo e brioche, in modo da avere diverse consistenze al morso.
Stefano Ferrara ha inoltre collaborato con chef e pasticceri, approfondendo tecniche di cottura a bassa temperatura, fermentazioni e ossidazioni, portando innovazione nel settore. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre Coni del Gambero Rosso, il premio come Miglior Cioccolato d’Italia e il premio a Formaessenza ome miglior nuova gelateria alle Puntarelle d’Oro 2025. Tutti i prodotti sono privi di coloranti, emulsionanti, stabilizzanti o conservanti artificiali. Solo ingredienti naturali, selezionati con cura, seguendo le stagioni. Stefano Ferrara non vende solo gelato: offre un’esperienza e Formaessenza non è solo il nome della sua gelateria, è il suo manifesto. La forma cambia, l’essenza resta.
Formessenza si trova a Roma in via Enrico Fermi 102/104, Stefano Ferrara Gelateria Via F.Cilea 244/246, Roma.
Maestro Salumiere Angelo Ciavarella
da docitalyAngelo Ciavarella “l’Artigiano del Gusto nel cuore di Ladispoli”
A Ladispoli, città celebre per la sua Sagra dei Carciofi, esiste un luogo dove il tempo rallenta per lasciare spazio all’eccellenza: è
La Pizzicheria di Angelo.
Qui, il Maestro Salumiere Angelo Ciavarella ha dato vita a una vera e propria “Boutique del Gusto”, un tempio della gastronomia dove la ricerca della qualità non è un traguardo, ma un impegno quotidiano. Angelo non si limita a vendere prodotti; lui seleziona storie. Ogni salume, ogni formaggio a latte crudo o specialità sott’olio è frutto di un’indagine rigorosa che parte dall’origine: lo studio della dieta degli animali, il pascolo, i metodi di lavorazione e la stagionatura. Con coraggio e dedizione, Angelo ha intrapreso una missione ambiziosa: educare il palato dei suoi clienti. Laddove un tempo regnavano i marchi industriali, oggi Angelo propone rarità provenienti da malghe sperdute o alti pascoli del Friuli, trasformando ogni acquisto in un viaggio sensoriale tra le pieghe più autentiche dell’Italia. Entrare nella sua Pizzicheria significa essere accolti dal sorriso e dalla schietta simpatia romana, in un ambiente dove il consiglio esperto trasforma la spesa in un momento di cultura gastronomica.
Nel tempio del gusto di Angelo Ciavarella, la selezione non è un semplice assortimento, ma un racconto vivo dell’Italia più autentica e delle eccellenze internazionali più ricercate. Ogni visita si trasforma in un’esperienza che spazia dalla pasta trafilata al bronzo ai legumi della tradizione, fino a quel riso artigianale che conserva il profumo delle risaie d’un tempo.
Il cuore della proposta batte tra i profumi dei latticini, dove la maestosa Mozzarella di Bufala Campana DOP e il Fior di Latte Laziale di altissima qualità incontrano la cremosità della Burrata Pugliese, spesso esaltata da abbinamenti audaci. Il filo conduttore di ogni sapore è l’oro verde: un Olio Extra Vergine d’Oliva rigorosamente biologico e DOP, capace di nobilitare anche le preparazioni più semplici realizzate con Farine di Grani Antichi e impasti biologici di Tipo 1.
Per chi ricerca l’emozione pura, la dispensa dei salumi offre vette inarrivabili: dal prestigioso Culatello di Zibello DOP, orgoglio dei Presidi Slow Food, alla nobiltà del Pata Negra Iberico Gran Riserva e del Chorizo de Bellota. Non mancano incursioni gourmet come la Bresaola di Cinghiale, lo Speck d’Anatra o i caratteristici Filaccioni di cavallo, ideali per dare un’identità unica a pizze e taglieri d’autore
La cura per i dettagli prosegue tra i condimenti, dove regnano i Pomodori San Marzano e Datterini di alta gamma, insieme a una selezione di sott’olii pregiati che dai Funghi Porcini e Chiodini trifolati arriva fino ai rari Peperoni Piquillo DOP. Per i palati più esigenti, la boutique offre il lusso dei Tartufi freschi e l’intensità delle Acciughe e la Colatura di Cetara.
Infine, la ricerca di Angelo si spinge verso orizzonti ricercati, dove i costanti inserimenti di Presidi Slow Food stagionali garantiscono un’offerta in continua evoluzione. Angelo porta così in tavola un’Italia vera e d’élite, rendendo l’eccellenza accessibile a chiunque desideri onorare la tavola con rispetto e cultura.
“La Pizzicheria di Angelo è il manifesto di una rivoluzione gentile: quella del palato ritrovato. Angelo Ciavarella ha avuto il coraggio di sfidare l’abitudine per offrirvi l’emozione della scoperta, trasformando Ladispoli in una tappa obbligata per ogni vero amante del buon cibo. Non è solo eccellenza, è la firma di un uomo che studia, sceglie e ama ciò che vi offre. Entrate da semplici passanti, uscite come diplomatici i del gusto, formati dal “vero Ambasciatore del Gusto Doc Italy per la Salumeria”: l’Italia più vera vi aspetta a Piazza dei Caduti a Ladispoli, nelle mani sapienti del Maestro Angelo Ciavarella.”
Perché mangiare bene a Ladispoli ha oggi un nuovo, imprescindibile punto di riferimento “La Pizzicheria da Angelo”, un frammento autentico d’Italia in ogni assaggio.
La Pizzicheria da Angelo
Piazza della Vittoria, 17, 00055 Ladispoli RM
349 250 4641
Maestro Macellaio Gianni Giardina
da docitalyTra le strade di Canicattì, nel cuore dell’Agrigentino, c’è una bottega che profuma di Sicilia autentica. La Macelleria Giardina non è solo un negozio di carne: è un luogo in cui si respira tradizione, ricerca e passione. Gianni Giardina, classe 1978, è il macellaio che ne porta avanti il nome, con l’orgoglio di chi fa parte di una famiglia che da tre generazioni si dedica a questo mestiere. Con le mani esperte, l’approccio artigianale e la mente sempre aperta alla sperimentazione, Gianni ha saputo trasformare una bottega di quartiere in un punto di riferimento per gli amanti della carne di qualità, tanto da essere scelto anche da grandi chef, come Pino Cuttaia, che si affida a lui per selezionare i tagli migliori da portare in cucina.
Gianni ha cominciato presto: aveva solo sette anni quando ha iniziato ad affiancare il padre tra i banchi della macelleria. A dieci ha eseguito il suo primo disosso. Dopo gli studi e il servizio militare, ha frequentato la Scuola di Macelleria di Nocera, diplomandosi con ottimi voti. Poi è volato negli Stati Uniti, a New York, per imparare nuove tecniche di taglio e affinare le sue competenze sul barbecue. Al ritorno, ha deciso di rivoluzionare l’attività di famiglia, aprendo nel 2009 un secondo punto vendita dedicato in particolare ai salumi, agli stagionati e alle frollature lunghe. Oggi è anche docente in scuole private, dove insegna trasformazione e conservazione naturale, ed è uno dei fondatori della Nazionale Italiana Macellai, di cui è vicepresidente.
Il suo lavoro parte sempre da una scelta precisa: valorizzare gli animali allevati allo stato brado, senza uso di antibiotici, in Sicilia. Sceglie razze autoctone, come la Cinisara o la Comisana, che vive libere nei pascoli siciliani, alimentandosi con foraggi naturali e mangimi vegetali, no OGM. Secondo Gianni, queste carni hanno un sapore unico e una fibra dolce, perché sono figlie del territorio. Non si tratta di migliori o peggiori, semplicemente sono diverse e per questo meritano di essere conosciute e difese. Segue tutta la filiera: dalla nascita degli animali alla loro alimentazione, fino alla macellazione, al taglio e alla frollatura. Quest’ultima è una fase fondamentale: da un minimo di trenta giorni a un massimo di quarantacinque, con controlli rigorosi del pH per garantire sicurezza, tenerezza e gusto.
Entrando nella sua macelleria si viene accolti da un banco frigo che mescola sapori del mondo con eccellenze locali. Ma sono proprio i salumi e le carni siciliane a raccontare meglio la sua visione. Capocolli, pancette, mortadelle di Cinisara, speck siculo, prosciutti di suino locale: ogni prodotto è il risultato di una lavorazione artigianale precisa, fatta senza fretta, con attenzione alla materia prima. Non si tratta solo di “produrre”, ma di dare identità a un sapore, raccontare una storia. Come quella del prosciutto di pecora, una delle sue creazioni più conosciute, che Gianni realizza con un procedimento complesso ma naturale. Si parte da pecore “strippotte”, cioè che non hanno mai avuto gravidanze: la loro carne ha un grasso più dolce e abbondante. Dopo l’aromatizzazione e la salamoia, il prosciutto viene cotto a vapore e poi abbattuto in positivo per eliminare ogni carica batterica. Il risultato è un prosciutto dal colore rosa intenso, profumato, morbido, con un gusto che rimanda immediatamente alla Sicilia, all’agnello alla brace, ai formaggi ovini, alla campagna.
Ma Gianni non si limita ai salumi. Ama recuperare anche il cosiddetto quinto quarto, le parti meno nobili degli animali che diventano base per piatti della tradizione siciliana come la robba cotta, la stigghiola, il mussu o la gelatina di maiale. Una cucina popolare, vera, che racconta la storia del territorio e delle persone. La sua filosofia è semplice ma concreta: dare valore a ciò che già esiste, rispettare i tempi della natura, non forzare nulla, puntare sulla qualità senza compromessi. Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2019 è stato nominato “Best in Sicily” per la migliore macelleria, nel 2021 la Nazionale Italiana Macellai si è classificata seconda agli Europei in Francia e ha vinto il premio del pubblico, mentre nel 2022 Gianni è stato premiato come campione mondiale di disosso al World Butcher’s Challenge di Sacramento. Successi che non gli hanno mai fatto perdere il contatto con le sue radici. Ogni giorno, infatti, lo si può trovare dietro il banco, a tagliare, frollare, spiegare, consigliare. A chi entra in negozio per comprare una braciola, Gianni racconta come cuocerla, quale vino abbinarci, da dove arriva quell’animale.
La sua non è solo una macelleria, è un presidio culturale. In un mondo che va veloce, in cui spesso si perde il legame con la terra, il lavoro di Gianni Giardina è un invito a rallentare e riscoprire il valore del cibo, quello vero, fatto con le mani, con pazienza e con amore.
A Canicattì, tra le colline siciliane, c’è ancora chi lavora come una volta, ma con lo sguardo rivolto al futuro. E non è un caso se anche i grandi chef passano da lui. Perché quando la qualità è frutto di un sapere autentico, la strada giusta si trova sempre. Anche se parte da un piccolo laboratorio, tra le vie della provincia.
Contatti
Macelleria Giardina – Canicattì (AG) – Via Ernesto Basile, 1 – 0922 831131
Chef Salvo Cravero
da docitalySalvo Cravero è uno chef con oltre trent’anni di esperienza alle spalle, che ha fatto della cucina non solo un mestiere, ma una vera e propria missione. Nato nel 1977 in Molise, si è poi stabilito nella Tuscia, terra alla quale è profondamente legato sia dal punto di vista personale che professionale. È proprio in questi luoghi che ha deciso di costruire il suo percorso, mettendo al centro la valorizzazione del territorio, la qualità delle materie prime e un approccio alla cucina che unisce rispetto per la tradizione e voglia di innovare.
Il suo cammino comincia nel 1991, quando si iscrive all’Istituto Alberghiero di Termoli. Da lì, inizia a lavorare come commis e aiuto cuoco in diversi ristoranti e alberghi, maturando le prime esperienze in cucina. Nel 1998 si trasferisce a Viterbo e lavora al Grand Hotel Salus. Proprio qui conosce Sara, che diventerà la sua compagna di vita e sarà anche una figura fondamentale nel suo percorso di crescita professionale.
Nel 2000 entra a far parte della brigata del ristorante Le Sans Souci a Roma, una stella Michelin. Un’esperienza importante che gli permette di lavorare su tutte le partite e di formarsi accanto a grandi professionisti. Dopo questa tappa, ricopre il ruolo di chef in diversi locali di qualità, come L’Antico Bottaro, sempre nella capitale, dove inizia a definire uno stile di cucina sempre più personale e attento ai dettagli. Salvo continua a formarsi, partecipa a corsi di specializzazione e diventa membro di Euro-Toques, l’associazione fondata da Gualtiero Marchesi.
Questo gli dà la possibilità di confrontarsi con alcuni dei nomi più importanti della cucina italiana e internazionale, e di ampliare la sua visione. Nel 2005, insieme a Sara, apre L’Etoile a Vetralla, un ristorante gourmet che ottiene ottimi riconoscimenti da parte della critica e delle guide gastronomiche. Qui propone una cucina attenta, creativa, ma sempre legata ai sapori autentici del territorio.
In seguito, riceve l’incarico di ideare il primo menù per la nuova compagnia ITA Airways, sempre per la classe di punta. Due esperienze che lo portano a rappresentare l’eccellenza della cucina italiana a livello internazionale. Nel tempo, Salvo riceve anche importanti riconoscimenti: diventa Ambasciatore del Gusto Doc Italy per la provincia di Viterbo, e collabora con realtà di valore come il Castello di Semivicoli, della famiglia Masciarelli, produttori di vini di alta qualità. Lavorare in abbinamento con un grande marchio del vino è per lui un’occasione per approfondire la connessione tra cucina e territorio.
Negli ultimi anni, oltre all’attività di chef, si dedica con passione alla formazione. Insegna in scuole prestigiose come la Boscolo Etoile Academy, Coquis e la Gambero Rosso Academy, condividendo con gli studenti non solo ricette e tecniche, ma anche una visione concreta del mestiere, fatta di studio, esperienza e passione. Ha sempre avuto una particolare attenzione per la panificazione e i lievitati, tanto da vincere il premio per il miglior pane nella selezione Centro-Sud del concorso Emergente Sala, ideato da Luigi Cremona. Inoltre, porta avanti una piccola produzione di formaggi caprini a latte crudo, insieme a un amico allevatore tra Roma e Viterbo. È anche molto attivo nei corsi dedicati all’arte bianca, che tiene dal 2020 per professionisti e appassionati. Oggi è alla guida del ristorante Ristòria Pepe Nero a Capodimonte, affacciato sul Lago di Bolsena. Un progetto che unisce tradizione e innovazione, cucina di territorio e attenzione alle tecnologie moderne. Il suo obiettivo è raccontare attraverso i piatti la bellezza della Tuscia, usando materie prime locali, tecniche precise e una sensibilità costruita in trent’anni di lavoro.
La sua cucina parte spesso dalla “memoria dell’acqua”: quella dolce del lago e quella salata del Tirreno che bagna le coste non lontane, una fusione che si ritrova nei sapori e nei profumi dei suoi piatti. Salvo crede molto nella condivisione, non solo con i colleghi, ma anche con gli appassionati che vogliono avvicinarsi ai fornelli. Ama trasmettere ciò che ha imparato e farlo in modo pratico, partendo dalla selezione delle materie prime, passando per le tecniche fino al servizio. Tiene regolarmente corsi sulla cucina, sulla panificazione, sulla caseificazione, sempre con l’obiettivo di valorizzare il sapere artigianale e la qualità degli ingredienti. Il suo è un percorso costruito giorno dopo giorno, con dedizione, passione e curiosità. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, ma con i piedi ben piantati nella terra che ama: la Tuscia. Una cucina concreta, legata alla realtà, che non dimentica mai le proprie radici ma guarda con attenzione al futuro.
Contatti
Telefono: +39 0761 871909 – +39 345 5937752
Mail: info@salvocravero.com – info@pepeneroristorante.eu
Pepe Nero Ristorante – Viale Regina Margherita, 01010 Capodimonte (VT), Italia
Chef Massimo Viglietti
da docitalyLo chef Massimo Viglietti è una delle figure più eclettiche e visionarie della cucina contemporanea italiana, un talento capace di unire istinto, tecnica e creatività in una sintesi personale e inconfondibile. Dopo una lunga carriera che lo ha visto protagonista in ristoranti di grande prestigio, tra cui Il Palma ad Alassio, dove ha ottenuto la stella Michelin, e successivamente TavolaViva e Taverna dei Caruggi, Viglietti approda a Roma dando vita a un progetto che rivoluziona il concetto stesso di esperienza gastronomica. La sua è una cucina d’autore, senza barriere e con menu concettuali, audaci e multisensoriali che hanno conquistato pubblico e critica.
Estremo, coraggioso, provocatorio nel pensiero e raffinato nell’esecuzione, Viglietti ha costruito un linguaggio culinario fatto di contaminazioni, memoria, arte e rock, che gli è valso numerosi riconoscimenti nel panorama nazionale. La stampa specializzata lo definisce “uno degli chef più innovativi del nostro tempo”, e i suoi piatti, vere narrazioni visive ed emotive, sono diventati il marchio distintivo di una carriera che continua a sorprendere, evolvere e sperimentare senza sosta.
Ligure, anticonformista per natura, lo chef al timone dell’insegna fine dining del Lord Byron Hotel rifiuta le convenzioni e stupisce con creazioni non sempre d’immediata comprensione, ma che trova un senso delizioso sul palato.
L’esperienza di un cuoco non può essere diluita nello spazio di una cena.
Chi assaggia non s’illumina d’immenso a comando, non può entrare in immediata sintonia con un pensiero, soprattutto quando la maniera di interpretare un piatto nella mente di chi crea, si figura in maniera diametralmente opposta rispetto a chi è invitato a scoprirlo. E così occorre fare uno sforzo in più, ascoltare, sviscerare, parlare e comprendere quella diversità di visioni, onorando quindi sia l’esperienza che il seme originario di un piatto. Ce ne siamo convinti alla tavola di Relais Le Jardin, il ristorante fine dining del Lord Byron Hotel, quartiere Parioli a Roma, dove da circa un anno ha preso le redini della cucina il ligure Massimo Viglietti, che in quel luogo sognava di fermarsi dal suo primo approdo nella Capitale e dove trent’anni fa hanno brillato le prime due stelle Michelin dell’urbe capitolina.
Originario di Alassio, deve tanto ai suoi genitori; deve tanto alla Palma, il ristorante di famiglia, due macaron e tanta passione, dove inizia a capire cosa, ma soprattutto chi volesse diventare; un cuoco, un cuoco libero, un cuoco che sceglie questo mestiere non tanto per lamentarsi e sentirsi frustrato, costretto a un unico campo base vita natural durante, a macinare ore a testa bassa subendo pressioni e richieste tali da snaturare la forza creativa, declassando il genio a mero esecutore: «Per fare questo mestiere bisogna divertirsi, sbagliare e accogliere la convinzione che non puoi piacere a chiunque. Di ore ne passi chiuso in un ristorante, quindi tanto vale farlo provando a creare qualcosa che rappresenti noi stessi fino in fondo», dichiara Viglietti
Lascia Alassio molto presto Massimo, ma non ha mai dimenticato la sua terra e, infatti, i profumi che gli appartengono tornano a piccole dosi, senza mai abbandonare la tradizione a sé stessa, una panissa per far scarpetta con della riduzione alla Coca- Cola, o un Pansotto come un gyoza ripieno alle erbe,soffiando un alito di nuovo sul ricettario della memoria.
Lascia Alassio, dicevamo, e per almeno un anno i suoi non gli rivolgono la parola, mentre Viglietti inizia a frequentare gli illustrissimi di Francia, Paul Bocuse, Louis Outhier e Roger Vergé, e così scalfisce, lima, approfondisce, fino all’attracco nell’urbe capitolina, salpando tra nuove aperture e palcoscenici vari come lo sono stati Achilli al Parlamento o Taki Off, ed è qui che si rivela la “fattura della stoffa” di questo cuoco: cresta argentea, tatuaggi, eppure non per questo parleremo di cuoco “dall’anima rock”. Viglietti, piuttosto, è un visionario, artista dannato o dannato artista, che sa trovare una giustificazione alle sue idee, sempre, e quando te ne rende partecipe, difficilmente si trova modo di contrastarlo, perché squisitamente coerente.
Si guarda allo specchio, alza una mano: «Ciò che riusciresti a vedere in questo specchio è già diverso rispetto a quanto possa vederci io. Ecco, nella cucina, nell’approccio al sapore, accade più o meno la stessa cosa». Siamo condizionati dal nostro vissuto, da quello che ci ha attraversati e da quello che abbiamo assaggiato; quindi è del tutto naturale non riuscire a trovare conforto in una data visione «come non è del tutto semplice accettare la diversità, eppure è nel confronto tra visioni, aggiunge Viglietti, nella singolare disamina di una pietanza che ciascuno offre, che sussiste la vera bellezza di questo lavoro».
Relais Le Jardin: Via Trionfale 151, Roma
Telefono: Tel. +39 0635404055
Fratelli Serva
da docitalyNel cuore di Rivodutri, un piccolo borgo della provincia di Rieti con poco più di mille abitanti, la famiglia Serva ha scritto una delle pagine più affascinanti e innovative dell’alta cucina italiana. Con il ristorante La Trota, oggi insignito di una stella Michelin, ha saputo trasformare il pesce d’acqua dolce, spesso considerato “minore” rispetto al pescato marino, in una risorsa preziosa, un simbolo di identità territoriale e una raffinata espressione gastronomica.
La storia de La Trota inizia nel 1963, quando Emilio Serva e la moglie Rolanda aprono una semplice trattoria sulle sponde del fiume, dove si cucinavano alla brace i pesci portati dai pescatori locali. Da allora, quella piccola realtà è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per la cucina di lago, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano armoniosamente. A raccogliere l’eredità di Emilio sono stati i figli Maurizio e Sandro Serva, due cuochi autodidatti, profondamente legati alla loro terra. Con passione, intuito e una sensibilità rara, i fratelli hanno saputo interpretare la natura circostante come un ecosistema gastronomico unico, elevando il pesce d’acqua dolce a protagonista di una cucina elegante, tecnica e sorprendentemente moderna. La loro visione ha reso Rivodutri una meta per gourmet e amanti del fine dining, un luogo dove il lago si racconta attraverso sapori autentici e piatti poetici.
Oggi, la tradizione continua con la terza generazione, rappresentata da Amedeo e Michele Serva, che si occupano della sala e della cantina, curando con attenzione il servizio e la selezione dei vini. Le loro scelte seguono un filo conduttore coerente con la filosofia della casa: molte etichette provengono da territori vicini a laghi e fiumi, in un perfetto dialogo con la cucina del padre e dello zio. Il menu degustazione “Acqua”, proposto a 150 euro, è un vero e proprio viaggio sensoriale in undici portate, un racconto fluido e coerente in cui il lago è sempre protagonista. Piatti come la Sfera di patata con fegatini di trota, gel di carote e zest d’arancia, i Capellini d’angelo con carpaccio di tinca e brodo speziato servito in moka, o la Finta Ostrica, un guscio di cozza del Lago di Piediluco ripieno di trota, cavolfiore, tartufo, tè nero e brodo di funghi, sono esempi perfetti di una cucina che gioca con la memoria e la sorpresa, mantenendo sempre eleganza e misura.
Ogni creazione racconta una storia di territorio e tecnica. Il pesce persico reale cotto in olio al coriandolo con peperone, pane croccante e uova di trota celebra la delicatezza e la precisione; il luccio al cartoccio con piselli, funghi cardoncelli e bisque di gamberi di lago mostra la capacità dei Serva di equilibrare complessità e immediatezza; mentre la carpa in crosta di semi di papavero con maionese di rape rosse e sedano d’acqua rappresenta la perfetta fusione tra colore e gusto.
Immancabile anche il tortello di salmerino affumicato con spezie, pera caramellata e spuma di cannella, piatto iconico del menu, e lo spaghetto alla trota, cotto nel suo fondo e mantecato con il grasso del pesce, completato da una croccante pelle soffiata. Piatti che rivelano una profonda conoscenza della materia prima e una continua ricerca estetica. Tra i capolavori della casa spicca la trota scottata con guazzetto ristretto, funghi porcini e more, un connubio perfetto tra bosco e lago, e l’anguilla alla brace con caffè, pimpinella e guacamole alla banana, un piatto che sorprende per la sua audacia e la capacità di alleggerire un ingrediente complesso con creatività e tecnica. Il percorso si conclude con la Zuppa di agrumi con cannolo al cioccolato bianco salato, mousse al mango, gelato alle olive e cialda agli agrumi, un dessert che rinnova il palato e suggella l’esperienza con una freschezza vibrante.
La location de La Trota riflette la filosofia della famiglia: ambienti dominati dal bianco, grandi vetrate che affacciano sulla campagna e una semplicità elegante che richiama il concetto di prossimità e rispetto per la natura. E la storia non si ferma qui. I Serva hanno recentemente avviato un nuovo progetto, il recupero di un antico edificio accanto al ristorante, destinato a diventare un piccolo albergo con cinque camere e cucina. Un’ulteriore evoluzione di una visione che non smette di rinnovarsi, offrendo agli ospiti un’esperienza completa di accoglienza e territorio.
Oggi, La Trota di Rivodutri è molto più di un ristorante: è un manifesto gastronomico, una celebrazione sincera della cucina di lago e un esempio di come la tradizione, se rispettata e reinterpretata con intelligenza, possa diventare avanguardia.
La Trota: Via S. Susanna, 33, 02010 Rivodutri (RI), Italia
Telefono: 390746685078
Chef Vitantonio Lombardo
da docitalyVitantonio Lombardo, classe 1979, nasce in Basilicata e sin da giovanissimo dimostra un legame profondo con la propria terra. A soli quindici anni lascia la casa natale per inseguire la sua più grande passione: la cucina. Con sé porta, come bagaglio di ricordi e di formazione affettiva, le ricette della nonna — la cuoca di famiglia — che lo hanno iniziato al gusto e alla memoria gastronomica lucana.
È proprio da quei sapori, semplici e autentici, che nasce la sua filosofia culinaria, fatta di rispetto per la tradizione, curiosità per l’innovazione e profondo senso di appartenenza alle proprie origini. Il percorso di Vitantonio è caratterizzato da una lunga e intensa gavetta, costellata di incontri fondamentali con grandi maestri della cucina italiana. A Bagno di Romagna, nella brigata di Paolo Teverini, apprende l’arte dell’eleganza a tavola; da Silver Succi assimila l’importanza assoluta della materia prima; con Gianfranco Vissani impara a conoscere e interpretare il territorio come fonte d’ispirazione; da Fabio Barbaglini acquisisce padronanza delle tecniche di cottura moderne; e infine, accanto a Davide Scabin, scopre la forza della creatività e l’audacia dell’innovazione, tanto da dedicargli, anni dopo, la celebre Pizza in Black, omaggio al piatto simbolo “Black is Black” dello chef piemontese.
Dopo più di un decennio di esperienze in giro per l’Italia, nel 2009 Vitantonio entra a far parte della Locanda Severino a Caggiano (SA) sin dall’apertura, nel ruolo di chef. Tre anni più tardi, nel 2012, ne diventa anche titolare. È qui che inizia a consolidare la propria identità gastronomica: nei suoi menu la tradizione, messa temporaneamente da parte durante gli anni di formazione, torna protagonista in chiave moderna.
Lombardo reinterpreta i sapori lucani con equilibrio, leggerezza e rispetto della stagionalità, con una sensibilità tecnica che guarda al futuro senza tradire il passato. Nel 2012 ottiene la sua prima Stella Michelin, un riconoscimento che lo consacra tra gli chef più promettenti del panorama nazionale. Ma la storia di Vitantonio Lombardo non si ferma qui. Il 28 maggio 2018 decide di tornare nella sua Lucania, aprendo a Matera il suo ristorante omonimo: Vitantonio Lombardo Ristorante.
La scelta della città non è casuale. Matera, con i suoi Sassi, rappresenta la sintesi perfetta tra storia, cultura, pietra e luce — elementi che da sempre ispirano la sua idea di cucina. Il ristorante nasce all’interno di una grotta nel Rione Sassi, mantenuta volutamente nel suo fascino naturale, su progetto dell’architetto Alessandro Tortorelli, e con la supervisione dello stesso Lombardo, che desiderava un luogo capace di fondere il genius loci materano con la modernità. Gli ambienti, irregolari e suggestivi, alternano il tufo a vista a dettagli in vetro trasparente: una combinazione di semplicità e contemporaneità.
La sala grotta, ampia e accogliente, affaccia sulla cucina a vista, cuore pulsante del locale; la sala cava è più intima, perfetta per un’esperienza riservata; e la cantina, curata nei minimi dettagli, ospita etichette selezionate con amore e competenza. In sala, il suo fidato braccio destro Donato Addesso accoglie gli ospiti con eleganza e calore, completando un’esperienza gastronomica che è al tempo stesso familiare e sofisticata. Nel ristorante di Matera, Vitantonio Lombardo unisce la sua anima lucana con una visione cosmopolita e contemporanea. Ogni piatto è un racconto: ingredienti locali, tecniche raffinate e contaminazioni internazionali convivono in perfetto equilibrio. Nei suoi menu convivono le radici della Basilicata e l’estro di uno chef che ha fatto dell’autenticità la propria bandiera. Il successo non tarda ad arrivare: nel 2019 il Ristorante Vitantonio Lombardo ottiene la Stella Michelin, confermata anno dopo anno fino a oggi.
Nel novembre 2024 il ristorante conquista la settima Stella Michelin consecutiva, confermando la sua posizione d’eccellenza nella scena gastronomica italiana e internazionale. Un traguardo che premia la costanza, la ricerca e la passione di Lombardo e del suo team, e che consolida Matera come una delle capitali del gusto del Sud Italia. Nel 2026 il locale viene premiato anche dal Gambero Rosso, con 2 Forchette (punteggio 86/100), e da Le Guide de L’Espresso, con 2 Cappelli (16,5/20), riconoscendolo come il miglior ristorante della Basilicata e uno dei più rappresentativi dell’Italia meridionale.
Ma non sono solo i premi a rendere speciale la storia di Vitantonio Lombardo. Nel 2025 lo chef ha condiviso pubblicamente un percorso personale molto importante: dopo aver raggiunto i 176 kg di peso, ha deciso di sottoporsi a un intervento di gastrectomia sleeve, intraprendendo un cammino di rinascita fisica e mentale. In soli otto mesi ha perso oltre 60 kg, cambiando radicalmente stile di vita e affrontando con determinazione una sfida che lo ha reso un esempio di forza e consapevolezza. “Non è stata una passeggiata, ha raccontato, ma ho imparato che la disciplina che serve in cucina può salvarti anche nella vita.”
La cucina di Vitantonio Lombardo è una dichiarazione d’amore per la sua terra. La Basilicata diventa linguaggio, emozione, memoria. I suoi piatti raccontano il mare e la montagna, la semplicità contadina e la nobiltà del gusto, le influenze di una regione che è crocevia di culture e sapori. Ogni creazione è frutto di uno studio profondo: ingredienti locali reinterpretati con tecnica e sensibilità contemporanea, abbinamenti arditi ma mai sfrontati, equilibrio tra tradizione e modernità. L’obiettivo è trasmettere emozioni, non stupire con artifici. Per Lombardo, il ristorante non è solo un luogo dove si mangia: è un’esperienza sensoriale e culturale, un modo per “sentire” la Lucania attraverso profumi, colori e consistenze.
Negli ultimi anni, la sua attività si è arricchita di nuovi progetti. Collabora con realtà agricole locali per la valorizzazione dei prodotti lucani, promuove eventi gastronomici e masterclass rivolte ai giovani chef, ed è ambasciatore di un messaggio di cucina etica, sostenibile e profondamente umana.
“Nel piatto — afferma — metto la mia storia, ma anche il futuro che immagino per la Basilicata: una terra capace di emozionare il mondo con la sua autenticità.” Oggi Vitantonio Lombardo è considerato uno dei più grandi interpreti della cucina del Sud Italia. La sua carriera, fatta di sacrificio, studio e umiltà, dimostra che il talento, quando è accompagnato da passione e coerenza, può trasformare anche la pietra più antica in un diamante. E nelle grotte dei Sassi di Matera, dove il tempo sembra essersi fermato, la sua cucina continua a scrivere, giorno dopo giorno, una delle pagine più luminose della gastronomia italiana contemporanea.
Il Vitantonio Lombardo Ristorante sorge nel cuore dei Sassi di Matera, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e iconici della ristorazione italiana contemporanea. Aperto nel 2018 dallo chef Vitantonio Lombardo, il ristorante è il riflesso perfetto della sua filosofia: rispetto delle radici lucane, ricerca costante, tecnica raffinata e profonda sensibilità per la materia prima.
Ricavato all’interno di una grotta naturale del Rione Sassi, il locale conserva volutamente l’autenticità della pietra materana. Gli ambienti, progettati dall’architetto Alessandro Tortorelli e curati personalmente dallo chef, si sviluppano in un equilibrio armonico tra antico e moderno: il tufo a vista racconta la storia del luogo, mentre gli inserti in vetro trasparente e le luci soffuse creano un’atmosfera intima e contemporanea. Il ristorante si divide in tre spazi principali: la sala grotta, ampia e conviviale, con vista sulla cucina a giorno dove Lombardo e la sua brigata lavorano come in un teatro del gusto; la sala cava, più raccolta, pensata per esperienze private e degustazioni riservate; e la cantina, un piccolo scrigno che custodisce una selezione accurata di etichette italiane e internazionali, con particolare attenzione ai vini lucani.
In sala, l’accoglienza è affidata al fidato Donato Addesso, maitre e braccio destro di Lombardo, che accompagna gli ospiti in un percorso gastronomico elegante ma sincero, dove ogni dettaglio è curato con calore e professionalità. La cucina è un viaggio tra tradizione e innovazione: i piatti dello chef raccontano la Basilicata attraverso ingredienti locali e tecniche moderne. La filosofia del ristorante si fonda sul rispetto del territorio e sulla reinterpretazione contemporanea della memoria gastronomica lucana.
Nei menu degustazione “Radici”, “Evoluzione” e “Essenza” convivono ricette antiche e creatività pura: i fusilli al ferretto diventano opera d’arte grazie a condimenti essenziali e perfettamente bilanciati, la pizza in black è un omaggio al suo maestro Davide Scabin, mentre le carni, i legumi e le verdure di stagione vengono esaltati da cotture leggere e accostamenti sorprendenti. Ogni piatto è costruito per emozionare, rispettando i sapori autentici ma donando loro una nuova vita.Nel 2019, a pochi mesi dall’apertura, il Vitantonio Lombardo Ristorante ottiene la Stella Michelin, riconfermata ogni anno fino a oggi, affermandosi come uno dei migliori ristoranti del Sud Italia e divenendo un punto di riferimento per la gastronomia d’autore.
Nel 2024 il locale ha festeggiato la settima riconferma consecutiva, un traguardo che testimonia la costanza, l’eccellenza e la coerenza del progetto. Anche il Gambero Rosso e Le Guide de L’Espresso lo inseriscono tra i migliori ristoranti d’Italia, premiandone la sensibilità, la precisione e l’identità fortemente legata al territorio. Oggi il ristorante è molto più di un luogo dove mangiare: è un’esperienza sensoriale e culturale, un viaggio nel tempo e nello spazio.
Vitantonio Lombardo Ristorante: Via Madonna delle Virtù, 13, 75100 Matera MT
Telefono: 0835 335475
Menu: vlristorante.it
Maestro Pasticcere Dario Saltarelli
da docitalyDario Saltarelli è cresciuto in un mondo fatto di profumi antichi, mani infarinate e sveglie all’alba. Il suo primo ricordo non è quello di un giocattolo, ma di un forno acceso, di una crema calda da girare, di un padre e una madre che impastano amore ogni giorno. Figlio d’arte, erede di una famiglia di panificatori e pasticcieri campani, Dario ha respirato fin da piccolo l’aria del laboratorio, dove la farina non sporca, ma veste di identità.
Trascorre i primi anni di vita a Padova, sua città natale, ma presto, a seguito dei genitori desiderosi di tornare nella terra di origine, si trasferisce a Castelforte , un comune del basso Lazio che gode della magnifica vista sul Golfo di Gaeta. È tra le pareti del laboratorio di famiglia che si forma il suo sguardo, fatto di rispetto per le materie prime, attenzione al dettaglio e una cura quasi religiosa per i tempi di lavorazione. A 14 anni sa già cosa vuole essere: un artigiano, ma con uno sguardo sempre aperto alla sperimentazione. Un percorso costruito giorno dopo giorno, con sacrificio, dedizione e tanto studio, che lo porterà a essere oggi una delle figure più apprezzate nel panorama della pasticceria artigianale italiana.
Terminati gli studi compie la scelta di seguire la sua vera grande passione: esercitare il mestiere appreso da adolescente quando affiancava i grandi maestri depositari dei segreti della pasticciera e pizzeria napoletana.
Apprende l’arte della gelateria italiana da maestri emiliani e siciliani dei quali ne apprezza il loro saper fare, il valore dei costumi del nostro paese e dell’italianità che lo aiuteranno durante l’esperienza professionale all’estero. Fonda l’impresa artigiana sul “sapere tradizionale”, gestendola con l’interesse di preservare l’immenso patrimonio di prodotti alimentari tipici del territorio italiano. Da un sogno nel cassetto con la moglie Maria pianifica e dà vita a un genere di attività commerciale unica in Italia, la Polakkeria®, con il preciso intento di far conoscere un dolce tipico della tradizione campana, diffonderne il profumo e il suo sapore originale.
Il suo nome è ormai sinonimo di eccellenza, e i suoi dolci sono diventati ambasciatori di gusto nel mondo. Ma Dario resta profondamente legato alla sua terra, al racconto semplice delle tradizioni, ai sapori che riportano all’infanzia. Il suo successo è anche quello del suo territorio di cui è ambasciatore. Tant’è che ogni singolo prodotto conserva le materie prime integre, rispettando qualità e profumi che solo la natura può fornire e che solo la lavorazione artigianale può preservare. A questo si aggiunge poi l’accuratezza nel confezionamento. ’
Assioma per i nostri prodotti è l’artigianalità, il fatto a mano, l’unicità e questo principio lo applichiamo anche nella fase di confezionamento degli articoli’ afferma Saltarelli, infatti ogni confezione, scrigno delle sue bontà, viene preparata singolarmente, senza eccezioni, da mani di esperte artigiane.
Tra le sue creazioni simbolo c’è senza dubbio la Polacca, il dolce tipico di Aversa, città normanna fondata nel XI secolo. Ricerche e testimonianze orali ci portano ad affermare che questo dolce tradizionale era d’uso già a metà ’800 in un territorio che comprendeva i fiumi Garigliano e Volturno. Ricordi personali di donne nate a inizio secolo, affiorano con questo dolce battezzato con il nome proprio di “Pizza Doce”.
Essa veniva servita sulle tavole dei contadini di ritorno dai campi di grano, di solito a fine giugno. In quel periodo le amarene, ingrediente essenziale del dolce, raggiungevano la piena maturazione. Le materie prime utilizzate a quei tempi erano la farina molita a pietra, le uova fresche, il latte e la sugna. Tutti di produzione propria, ad eccezione dello zucchero sfuso di taglio grossolano da sembrare pezzi di cristallo. Quest’ultimo si acquistava in piccole botteghe o farmacie e veniva confezionato nei “salvietti”, teli di lino usati per il trasporto a casa. Allora non esistevano ancora gli imballaggi alimentari. La realizzazione seguiva precisi riti tramandati di generazione in generazione. Si preparava l’ impasto da cui si traevano due dischi per foderare uno stampo di rame stagnato e poi la “crema gialla” per il ripieno. L’aggiunta di amarene fresche o candite completavano la farcitura. La cottura avveniva in forni a legna, quasi sempre d’uso comune, dopo aver sfornato le pagnotte di pane. Ci si avvaleva di un foglio di carta bagnato adagiato sulla parte superiore del prodotto per evitarne la bruciatura. Oggi, “la Doriana®”- Torta Polakka è frutto di una personale interpretazione di questo antico dolce campano.
Un lievitato soffice, farcito con crema pasticcera e amarene, dalla forma a mezzaluna e dal gusto che conquista al primo morso. In apparenza semplice, ma in realtà frutto di un lavoro complesso e delicato, che richiede ore di lavorazione e una perfetta armonia tra consistenza e sapore. Dario ne ha fatto una vera e propria opera d’arte: la sua Polacca ha conquistato appassionati, esperti e buongustai, diventando un punto di riferimento per chi cerca la tradizione senza rinunciare all’eccellenza.
Accanto alla Polacca, c’è un altro dolce che racconta perfettamente la filosofia di Saltarelli: la Matrea. “Matrea” è un termine dialettale che significa madre, è un prodotto artigianale con ingredienti scelti, provenienti dal territorio campano. Prodotti di eccellenza quali la Melannurca Campana IGP che dona a questo dolce un profumo delicato. Lasciandosi ispirare dal concetto di filiera corta, il prodotto è stato progettato in occasione del Salone del Gusto Slow Food di Torino 2016. Il logo sintetizza l’dea di Madre Natura in quanto generatrice di vita e simbolo della terra dove ancora oggi vengono adagiate le mele per raggiungere la completa maturazione prima di essere commercializzate.
Il lavoro di Dario è stato premiato in Italia e all’estero con riconoscimenti che attestano la qualità assoluta della sua produzione. Tra i premi più significativi:
Ogni riconoscimento è frutto di una lunga strada fatta di studio e ricerca. Il lievito madre è il cuore pulsante di tutto ciò che produce. È da lì che nascono i suoi panettoni pluripremiati, le colombe pasquali, le brioche e i lievitati da colazione che ogni giorno raccontano una storia di gusto.
Ma forse il riconoscimento più grande è quello del suo pubblico, dei clienti che ogni giorno scelgono di entrare nella sua pasticceria per ritrovare i sapori di casa, o per lasciarsi sorprendere da una nuova creazione. Perché Dario Saltarelli non è solo un maestro pasticcere: è un narratore, un custode di memorie, un ambasciatore di dolcezza.
Il Maestro Saltarelli come tutti i grandi ha un’immensa umiltà pur essendo consapevole della sua Arte, nulla lo ferma, negli anni ha partecipato, sempre con entusiasmo e impegno, a numerosi contest di pasticceria, un successo dopo l’altro. Il panettone artigianale di Dario Saltarelli ha conquistato il mondo da Bruxelles a Torino, dalla Capitale al resto d’Italia. Dario Saltarelli nel 2016 è stato investito del Ruolo di Ambasciatore Doc Italy per la Campania, riconfermato nella Sala Protomoteca del Campidoglio a maggio 2018, in Piazza Rossellini a settembre 2021 e sempre in Campidoglio a gennaio 2022. Quella dei coniugi Saltarelli è un’azienda particolarmente attenta alla valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. Ogni singolo prodotto della pasticceria Saltarelli, conserva le materie prime integre, rispetta qualità e profumi che solo la natura può fornire e che solo la lavorazione artigianale può preservare. Dario opera in armonia con l’ambiente e le attività economiche e sociali presenti sul territorio.
Tutta la sua arte e il suo Know How Dario vuole metterli a disposizione dei giovani, la sua squadra di pasticceri e aiuti è la sua seconda famiglia, l’armonia e l’affetto due segni distintivi del Team Saltarelli, ma questo a Dario non basta, Dario non dimentica la sua missione, recentemente ha ideato una forma di gestione integrata con le istituzioni scolastiche locali. Da lì è nata una collaborazione con gli allievi dell’Istituto Superiore “A. Nifo” di Sessa Aurunca. Il risultato è stato stupefacente. Dario ha dichiarato: << Poter lavorare con dei giovani, condividere con loro un’esperienza e arricchirci vicendevolmente è stata una delle esperienze più appaganti vissute nella nostra azienda”>> . Uno dei settori più importanti della cucina Napoletana è certamente quello della Pasticceria che grazie soprattutto a Ferdinando IV divenne unica, e a buon diritto possiamo dire: “Pasticceria Borbonica”. Dolci come il Babà, la Sfogliata, la Cassata, la Crema Pasticcera, la Pastiera di Grano, chiamata il dolce dei Re, sono diventati dei veri e propri prodotti di culto.
I Borbone erano dei Re che mai misero la corona, amavano i propri sudditi e si sentivano, allo stesso modo, sudditi di nostro Signore, del Papa, della propria Terra e dei prodotti alimentari che essa ha sempre generato con grande generosità e qualità. Dario Saltarelli possiamo è proprio un pasticciere nato alla corte di Re Ferdinando e che, salito sulla macchina del tempo, è arrivato come d’incanto ai giorni nostri. I suoi bagagli? L’amore per la propria terra, la passione e il rispetto per il lavoro, l’etica e la famiglia. Dario ha creato prodotti dolciari degni di andare “davanti a un Re”. Come i suoi illustri antenati Dario, pur non avendo microscopi o macchinari di altissima tecnologia, riesce a creare dei Dolci partendo dallo studio dei prodotti del suo Regno cercando di estrapolare l’essenza e assemblandoli al meglio utilizzando solo i propri sensi: il tatto, l’olfatto, la vista e il gusto. Dario ama la sua arte, ama i suoi dolci fino ad arrivare a dormire in laboratorio per controllare la lievitazione, quella è la sua seconda casa, dove però passa molto più tempo che nella prima!
Contatti
Dario Saltarelli® – Polakkeria®
Telefono: +39 3392663230
info@dariosaltarelli.it
info@polakkeria.it
Maestro Pasticcere Alessandro Rizzo
da docitalyUna bella storia, quella di Alessandro Rizzo, friulano doc, che sin dall’età di sedici anni ha trovato nella farina, nel burro e nello zucchero la sua più grande passione. Il suo percorso comincia come fornaio e pasticcere, un mestiere imparato con umiltà e dedizione, che negli anni diventa un’autentica vocazione. Dopo dodici anni di intensa attività, insieme alla moglie Catia, decide di fare il grande passo e prendere in affitto un’attività a Varmo. L’esperienza dura cinque anni, ma il desiderio di stabilità e di creare qualcosa di davvero proprio spinge la coppia a trasferirsi a Tarcento, dove nasce l’attuale Panificio Pasticceria Caffetteria Rizzo.
Da quel momento inizia una nuova avventura, fatta di sacrifici e di sogni che diventano realtà. Alessandro continua a perfezionarsi, frequentando corsi e laboratori con alcuni dei più grandi maestri dell’arte bianca e della pasticceria: Danilo Freguja, Achille Zoia, Piergiorgio Giorilli, Cristian Beduschi, Marco Rinella, Gianluca Fusto, Giuliano Pediconi, Josep Pascual ed Ezio Marinato. La sua curiosità e la voglia di migliorarsi lo portano a diventare membro del prestigioso Richemont Club, associazione nata per valorizzare l’eccellenza e la professionalità nella panificazione e nella pasticceria. Da oltre vent’anni Alessandro è anche parte di Etica del Gusto, un gruppo di panettieri, pasticceri, gelatieri e cioccolatieri friulani uniti dal desiderio di condividere conoscenze e formare nuove generazioni di artigiani del gusto. La sua filosofia è semplice ma profonda: unire tradizione e innovazione, rispettando le materie prime e i tempi della natura.
Il suo impegno e la sua costanza gli valgono numerosi riconoscimenti: nel 2016 conquista il terzo posto alla prima edizione de “La Primavera è Dolce” di Saint-Vincent, con la sua colomba tradizionale, e nel 2018 vince il primo premio a “Una Mole di Colombe e Cioccolato” di Torino. Ma è il suo panettone a renderlo celebre in tutta la regione — e oltre. Soffice, profumato e dal gusto armonioso, è una reinterpretazione della storica “pinza friulana” dell’Ottocento: un dolce ricco di pinoli, noci, fichi e uvetta, impastato con lievito madre e profumato al burro. Alessandro ama proporlo con una delicata crema allo zabaione al Ramandolo, un abbinamento che esalta la dolcezza e la complessità del suo lievitato, rendendolo un’esperienza sensoriale unica.
Il Forno Rizzo è oggi un punto di riferimento a Tarcento e in tutto il Friuli. Un locale accogliente e familiare, dove la qualità è la vera protagonista. Dalle fragranti teglie di pizza al pane fresco, dai biscotti alle brioche, fino ai dolci delle feste, ogni prodotto nasce da ingredienti selezionati e da una lavorazione artigianale attenta. Non mancano le creazioni di pasticceria moderna, semifreddi, mousse, creme bavaresi, e le specialità al cioccolato, protagoniste del periodo pasquale con le raffinate uova decorate a mano.
Tra le eccellenze del forno, spicca anche La Gubana del Forno Rizzo, un dolce simbolo della tradizione friulana reinterpretato con maestria da Alessandro. L’impasto morbido e profumato racchiude un cuore ricco di frutta secca, fichi, noci, pinoli, uvetta e scorze d’arancia candite, amalgamati con miele e grappa. Il risultato è un dessert elegante, avvolgente e genuino, che racchiude in sé tutta l’anima del Friuli, le sue montagne e le sue valli, i suoi profumi e la sua autenticità.
Oggi Alessandro e Catia, affiancati da un team giovane e appassionato, continuano a scrivere la loro storia fatta di sapere, gusto e passione, portando avanti una filosofia che unisce etica del lavoro, qualità delle materie prime e amore per la tradizione. Il Forno Rizzo non è solo un panificio o una pasticceria, ma una vera bottega del gusto, dove ogni giorno si sforna la passione di una vita intera.
Oggi il Forno fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.
Tra i vari prodotti presenti spiccano di certo i panettoni, prodotti esclusivamente con farine da grani italiani. Il panettone del Forno Rizzo è prodotto come tradizione pasticcera comanda, ricco di deliziosa uvetta e profumati canditi e lievitato in modo naturale, il loro panettone ha una leggerezza e una fragranza tale da non temere confronti. Il Forno Rizzo fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.
Maestro Pasticcere Donato Perrone
da docitalyIl salentino Donato Perrone ha portato a Roma il profumo e la dolcezza del vero pasticciotto salentino, conquistando la capitale e guadagnandosi il titolo di Re Pasticciotto. Da sempre appassionato di pasticceria, Donato ha trasformato le ricette della tradizione familiare, tramandate da sua nonna, in un progetto ambizioso e di grande successo: “Re Pasticciotto – Pasticceria Salentina”, un angolo di Salento nel cuore di Roma. Dopo il diploma alla scuola alberghiera come chef, Donato ha deciso di dare vita al suo sogno, fondando un laboratorio dove ogni giorno tradizione e innovazione si incontrano. In un ambiente giovane e creativo, riesce a fondere la genuinità delle ricette tipiche con la fantasia e la ricerca di gusti nuovi, dando vita a specialità uniche e inimitabili. Ogni pasticciotto che nasce dalle sue mani ha una storia, una personalità e una connotazione precisa, frutto della sua esperienza e della sua voglia di sperimentare.
Donato racconta che la sua passione è nata da bambino, osservando la nonna preparare i dolci tradizionali del Salento. L’aiutava con entusiasmo e, fin da allora, ha coltivato la curiosità verso l’arte dolciaria, fino a farla diventare la sua professione. Dopo le prime esperienze lavorative nel 1990 con maestri del calibro di Fedele di Galatina e Rafelino di Galatina, ha continuato a crescere come cuoco e poi come pasticcere, trovando nella pasticceria il suo vero linguaggio. Oggi, oltre a essere un maestro del gusto, è anche insegnante di scuola alberghiera a Roma, dove trasmette ai giovani la stessa passione che ha guidato il suo percorso.
La sua missione quotidiana è quella di proporre una pasticceria salentina autentica e di qualità, specializzata soprattutto nel pasticciotto, simbolo indiscusso della tradizione pugliese. Donato utilizza esclusivamente materie prime provenienti dal Salento, acquistate da piccoli produttori locali, per garantire freschezza, genuinità e valorizzare i prodotti della sua terra d’origine. È convinto che siano proprio questi ingredienti a fare la differenza, a dare quel sapore unico che rende il suo pasticciotto inconfondibile.
Le creazioni di Donato Perrone sono numerose e originali: ne esistono oltre cinquanta varianti, ognuna con una propria identità e un equilibrio particolare di sapori. Tra le più amate spiccano il classico pasticciotto alla crema, il crema e pinoli, conosciuto come la “torta della nonna”, e il raffinato cubano al rum, dal gusto deciso e avvolgente. L’ispirazione per le sue creazioni nasce dalla vita quotidiana e dalla voglia di combinare ingredienti nuovi e di qualità. Ogni dolce è frutto di passione, studio e creatività, qualità che hanno permesso a Donato Perrone di trasformare una ricetta di famiglia in un’icona gastronomica amata da tutti. Il suo laboratorio non è solo una pasticceria, ma un luogo in cui la tradizione del Salento incontra la modernità di Roma, regalando emozioni autentiche e indimenticabili a ogni morso.
Re Pasticciotto: Via Lago Tana, 51, 00199 Roma RM
Telefono: 340 076 3792
Panificio Focacceria Francesco Arena
da docitalyIl Forno di Francesco Arena – Mastro Fornaio è una delle realtà più rappresentative dell’arte bianca in Sicilia, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano ogni giorno tra profumi di grano antico e lievito madre. Situato a Messina, il forno nasce dal desiderio di Francesco Arena, panificatore di terza generazione, di dare pieno sfogo alla propria creatività, continuando e rinnovando la storica tradizione di famiglia avviata nel 1939 da nonna Teresa e proseguita con il padre Masino. Nel suo laboratorio, Francesco impiega farine di grani antichi siciliani, farine evolutive, di riso o di grano arso, farro monococco e dicocco. Tutti gli impasti sono realizzati con lievito madre e seguono maturazioni lente, per garantire fragranza, digeribilità e sapore autentico. Ogni creazione nasce da una ricerca costante e da un attento lavoro sperimentale che unisce la conoscenza delle tecniche moderne al rispetto della tradizione.
Il Forno Arena offre: varietà di pani e prodotti da forno, grandi classici della tradizione messinese, la focaccia tipica, i panini di cena, le schiacciate e una selezione di rustici e dolci lievitati che raccontano la storia e la cultura gastronomica della città. Francesco sceglie con cura i fornitori, privilegiando chi condivide la sua filosofia basata su sostenibilità, qualità e rispetto del territorio. Il suo obiettivo è chiaro: restituire valore alla panificazione artigianale e diffondere la cultura del pane siciliano in Italia e nel mondo.
Francesco Arena, classe 1976, è un maestro panificatore messinese che ha trasformato la tradizione familiare in un’arte moderna e raffinata. Cresciuto tra profumi di pane appena sfornato, farine e lievito madre, ha ereditato la passione per la panificazione nel laboratorio di famiglia, il Panificio Masino Arena, fondato nel 1939 dalla nonna Teresa e portato avanti dal padre Masino. Fin da bambino, quel forno è stato per lui un parco giochi, un luogo di scoperta e di crescita, dove ha imparato i segreti dell’arte bianca che oggi rappresenta con orgoglio in tutta Italia e all’estero. A soli vent’anni decide di intraprendere ufficialmente la professione, seguendo le orme paterne e affinando le proprie tecniche con studio e dedizione. Il lievito madre diventa la sua grande passione, insieme alla ricerca di nuovi metodi di lavorazione e all’utilizzo di materie prime d’eccellenza. La sua formazione è arricchita dal corso di alta formazione per panificatori presso CAST Alimenti con il Maestro Piergiorgio Giorilli, fondatore e presidente onorario del Richemont Club Italia, del quale Francesco diventa membro ufficiale della sezione Sud nel 2016.
Nello stesso anno si iscrive alla Facoltà di Scienze Gastronomiche di Messina e viene scelto come bakery chef ufficiale dello stand Sicilia al Salone del Gusto di Torino. Da lì inizia un percorso di crescita continua: rappresenta la cucina italiana nel mondo, porta il suo pane a Barcellona e all’Ambasciata Italiana di Vienna, e nel 2019 riceve il prestigioso premio “Best in Sicily – Miglior Fornaio” dal giornale enogastronomico Cronache di Gusto. Nello stesso anno, il suo panificio entra nella Guida Pane e Panettieri d’Italia del Gambero Rosso, ottenendo due pani, poi diventati tre nel 2021, massimo riconoscimento confermato anche negli anni successivi. Dopo anni di formazione ed esperienza, Francesco sente il bisogno di creare un posto tutto suo, un forno dove dare pieno sfogo alla creatività, sperimentare ed esprimere se stesso. Il 26 novembre 2020 inaugura così Francesco Arena – Mastro Fornaio, un laboratorio in cui utilizza farine di grani antichi siciliani, farine evolutive, farine di riso o di grano arso, farro monococco e dicocco. Tutti gli impasti sono a maturazione lenta con lievito madre, frutto di un attento lavoro di ricerca e sperimentazione.
La sua più grande passione sono i grani antichi, veri custodi della storia e della cultura agricola siciliana. Il suo obiettivo è padroneggiare tecniche d’avanguardia per esaltare i sapori genuini e senza tempo della tradizione, con una giusta dose di modernità. Per Francesco, “impiegare il lievito madre è un po’ come concedersi il lusso della lentezza in un mondo che va sempre troppo di fretta”. Collabora con fornitori che condividono la sua filosofia, privilegiando filiere sostenibili e produttori che rispettano l’ambiente e il lavoro umano. Profondamente innamorato della sua terra, Francesco considera la Sicilia una fonte inesauribile di ispirazione. Il suo impegno è restituire valore alla tradizione gastronomica siciliana, reinterpretandola con sensibilità contemporanea. Alcune delle sue ricette sono vere e proprie dediche alla sua città, come la focaccia tipica messinese, i panini di cena e le schiacciate, simboli della cultura locale. Altri impasti raccontano i profumi e i colori dei campi siciliani, unendo tradizione e innovazione. Nel suo forno, Francesco offre più di 50 varietà di pani e prodotti da forno, realizzati con ingredienti di prossimità e selezionati con grande attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Inserisce regolarmente nuovi prodotti, sperimentando abbinamenti e farine inedite. Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono il pane con farine di tumminia o russello, il pane alla curcuma con canditi di pera e zenzero, e quello con grue di cacao, nocciole dei Nebrodi e uvetta di Pantelleria.
Il Forno Arena rappresenta la continuità di una tradizione familiare lunga tre generazioni: una storia che inizia con nonna Teresa nel 1939 e che continua con Francesco, che ha saputo portare l’eredità del passato verso nuovi orizzonti di eccellenza. I riconoscimenti non si sono fatti attendere: Tre Pani del Gambero Rosso, Due Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia, Membro dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food, Ambasciatore DOC Italy 2022, Miglior Fornaio Best in Sicily – Cronache di Gusto e Inserimento nella Top 10 Street Food Italia – 50 Top Italy 2022. Francesco Arena è oggi un vero Ambasciatore dei sapori e saperi siciliani, un artigiano che ha fatto del pane la sua arte, del lievito madre la sua voce e della Sicilia la sua bandiera. Ogni giorno, nel suo forno, racconta con passione una storia fatta di tradizione, rispetto, innovazione e amore per la sua terra.
Panificio Focacceria Francesco Arena: Via Tommaso Cannizzareo, 137 – Messina
Telefono: 0909218792
Mail: info@francescoarena.me
Maestro Panificatore Francesco Arena
da docitalyFrancesco Arena, classe 1976, è un maestro panificatore messinese che ha trasformato la tradizione familiare in un’arte moderna e raffinata. Cresciuto tra profumi di pane appena sfornato, farine e lievito madre, ha ereditato la passione per la panificazione nel laboratorio di famiglia, il Panificio Masino Arena, fondato nel 1939 dalla nonna Teresa e portato avanti dal padre Masino. Fin da bambino, quel forno è stato per lui un parco giochi, un luogo di scoperta e di crescita, dove ha imparato i segreti dell’arte bianca che oggi rappresenta con orgoglio in tutta Italia e all’estero. A soli vent’anni decide di intraprendere ufficialmente la professione, seguendo le orme paterne e affinando le proprie tecniche con studio e dedizione. Il lievito madre diventa la sua grande passione, insieme alla ricerca di nuovi metodi di lavorazione e all’utilizzo di materie prime d’eccellenza. La sua formazione è arricchita dal corso di alta formazione per panificatori presso CAST Alimenti con il Maestro Piergiorgio Giorilli, fondatore e presidente onorario del Richemont Club Italia, del quale Francesco diventa membro ufficiale della sezione Sud nel 2016.
Nello stesso anno si iscrive alla Facoltà di Scienze Gastronomiche di Messina e viene scelto come bakery chef ufficiale dello stand Sicilia al Salone del Gusto di Torino. Da lì inizia un percorso di crescita continua: rappresenta la cucina italiana nel mondo, porta il suo pane a Barcellona e all’Ambasciata Italiana di Vienna, e nel 2019 riceve il prestigioso premio “Best in Sicily – Miglior Fornaio” dal giornale enogastronomico Cronache di Gusto. Nello stesso anno, il suo panificio entra nella Guida Pane e Panettieri d’Italia del Gambero Rosso, ottenendo due pani, poi diventati tre nel 2021, massimo riconoscimento confermato anche negli anni successivi. Dopo anni di formazione ed esperienza, Francesco sente il bisogno di creare un posto tutto suo, un forno dove dare pieno sfogo alla creatività, sperimentare ed esprimere se stesso. Il 26 novembre 2020 inaugura così Francesco Arena – Mastro Fornaio, un laboratorio in cui utilizza farine di grani antichi siciliani, farine evolutive, farine di riso o di grano arso, farro monococco e dicocco. Tutti gli impasti sono a maturazione lenta con lievito madre, frutto di un attento lavoro di ricerca e sperimentazione.
La sua più grande passione sono i grani antichi, veri custodi della storia e della cultura agricola siciliana. Il suo obiettivo è padroneggiare tecniche d’avanguardia per esaltare i sapori genuini e senza tempo della tradizione, con una giusta dose di modernità. Per Francesco, “impiegare il lievito madre è un po’ come concedersi il lusso della lentezza in un mondo che va sempre troppo di fretta”. Collabora con fornitori che condividono la sua filosofia, privilegiando filiere sostenibili e produttori che rispettano l’ambiente e il lavoro umano. Profondamente innamorato della sua terra, Francesco considera la Sicilia una fonte inesauribile di ispirazione. Il suo impegno è restituire valore alla tradizione gastronomica siciliana, reinterpretandola con sensibilità contemporanea. Alcune delle sue ricette sono vere e proprie dediche alla sua città, come la focaccia tipica messinese, i panini di cena e le schiacciate, simboli della cultura locale. Altri impasti raccontano i profumi e i colori dei campi siciliani, unendo tradizione e innovazione. Nel suo forno, Francesco offre più di 50 varietà di pani e prodotti da forno, realizzati con ingredienti di prossimità e selezionati con grande attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Inserisce regolarmente nuovi prodotti, sperimentando abbinamenti e farine inedite. Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono il pane con farine di tumminia o russello, il pane alla curcuma con canditi di pera e zenzero, e quello con grue di cacao, nocciole dei Nebrodi e uvetta di Pantelleria.
Il Forno Arena rappresenta la continuità di una tradizione familiare lunga tre generazioni: una storia che inizia con nonna Teresa nel 1939 e che continua con Francesco, che ha saputo portare l’eredità del passato verso nuovi orizzonti di eccellenza. I riconoscimenti non si sono fatti attendere: Tre Pani del Gambero Rosso, Due Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia, Membro dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food, Ambasciatore DOC Italy 2022, Miglior Fornaio Best in Sicily – Cronache di Gusto e Inserimento nella Top 10 Street Food Italia – 50 Top Italy 2022. Francesco Arena è oggi un vero Ambasciatore dei sapori e saperi siciliani, un artigiano che ha fatto del pane la sua arte, del lievito madre la sua voce e della Sicilia la sua bandiera. Ogni giorno, nel suo forno, racconta con passione una storia fatta di tradizione, rispetto, innovazione e amore per la sua terra.
Panificio Focacceria Francesco Arena: Via Tommaso Cannizzareo, 137 – Messina
Telefono: 0909218792
Mail: info@francescoarena.me
Maestro Pasticcere Giuseppe Santoro
da docitalyGiuseppe Santoro, classe 1987, vanta un’esperienza ventennale nel mondo della pasticceria, un settore che ha saputo trasformare da semplice passione in una vera e propria vocazione. Fin da giovane ha dedicato tempo, studio e sacrificio a perfezionarsi, consapevole che l’arte dolciaria richiede non solo manualità e precisione, ma anche creatività, costanza e un continuo aggiornamento.
Nel corso della sua carriera ha frequentato alcune delle più prestigiose accademie del settore, tra cui la Chocolate Academy di Milano, punto di riferimento internazionale per chi vuole specializzarsi nella lavorazione del cioccolato, l’Hangar 78 di Melarredo a Pianiga (Padova), laboratorio d’innovazione culinaria e centro di ricerca gastronomica, e la Red Academy di Lanciano, fucina di talenti della pasticceria e della cucina moderna. Queste esperienze formative gli hanno permesso di accrescere le sue competenze tecniche e di aprirsi a nuove visioni creative, fondamentali per un professionista che vuole distinguersi.
A rendere ancora più significativo il suo percorso sono stati gli incontri con alcuni tra i più grandi Maestri della pasticceria internazionale, figure del calibro di Leonardo Di Carlo, innovatore e punto di riferimento della pasticceria scientifica, Angelo Musa, campione del mondo e MOF francese, e Cécile Moritel, icona di eleganza e precisione nell’arte del dessert. Affiancare professionisti di questo livello ha rappresentato per Giuseppe un’occasione unica di crescita, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano e professionale.
La sua esperienza non si è limitata al territorio italiano: nel 2012/2013 ha infatti lavorato in Inghilterra presso una nota catena di ristoranti a Cambridge, ricoprendo il ruolo di responsabile per starter e dessert. Questa avventura internazionale gli ha permesso di confrontarsi con un pubblico diverso, di comprendere nuove esigenze gastronomiche e di affinare la capacità di adattare la tradizione pasticcera italiana ai gusti e alle richieste di una clientela cosmopolita.
La carriera di Giuseppe è costellata di esperienze significative, tra cui la curatela, nel 2022, della parte dolciaria – inclusa la torta nuziale – per il matrimonio di Alex Belli e Delia Duran, evento che ha attirato l’attenzione mediatica e confermato la sua abilità nel coniugare eleganza, gusto e spettacolarità in creazioni pensate per occasioni uniche.
Il 3 marzo 2024 segna una tappa fondamentale del suo percorso: Giuseppe entra ufficialmente a far parte della famiglia Doc Italy come Diplomatico del Gusto, un riconoscimento che premia la sua dedizione, la sua professionalità e la capacità di rappresentare con orgoglio la pasticceria italiana nel mondo.
Per Giuseppe, la pasticceria non è solo un mestiere, ma un linguaggio universale fatto di sapori, profumi ed emozioni. Ogni dolce che crea racconta una storia, esprime una ricerca continua tra tradizione e innovazione e porta con sé il desiderio di regalare un momento di felicità autentica a chi lo assapora.
Mail: giuseppesantoro15@yahoo.com
Maestro Gelatiere Valerio Esposito
da docitalyValerio Esposito – Gelatiere, Cioccolatiere e Innovatore del Gusto
Classe 1991, Valerio Esposito nasce in una famiglia di pasticceri. Il papà Umberto, con la sua storica pasticceria nel centro di Aprilia, è stato un punto di riferimento per oltre trent’anni e ha trasmesso a Valerio il fascino dell’arte bianca. Dopo gli studi alberghieri e le esperienze in cucina, Valerio scopre la sua vera passione: il gelato artigianale. Nel 2010 fonda ad Aprilia Tonka, Gelateria Artigianale, con l’obiettivo di proporre un prodotto naturale, fresco, legato al territorio e realizzato con ingredienti di filiera corta. Nel suo percorso di formazione ha seguito corsi con diversi maestri che sono vere istituzioni del settore, per poi sviluppare una propria filosofia di gelato, personale e distintiva. L’incontro con sua moglie Jennifer Boero segna l’inizio di un percorso condiviso anche nel lavoro.
Insieme approfondiscono lo studio delle materie prime e del cacao, fino ad aprire nel 2019 Divino, Bean to Bar Chocolate, piccola cioccolateria artigianale in cui le fave di cacao selezionate e trasformate da Valerio diventano praline e creazioni di Jennifer. Negli anni, Valerio ha ampliato la sua ricerca artigianale al mondo dei distillati, dando vita insieme ad altri soci al progetto Pontinus, Spiriti Pontini, che comprende gin, vermouth e bitter: un percorso collettivo dedicato alla valorizzazione del territorio pontino attraverso prodotti che fondono tradizione, storia e innovazione.
Da sempre impegnato sul fronte della sostenibilità, Valerio ha ideato con Tonka una serie di progetti pluriennali che hanno coinvolto associazioni, ONG e istituzioni, affrontando temi cruciali come la riforestazione, la tutela delle api, la lotta alla plastica negli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai (con il progetto IceTonka, in collaborazione con Legambiente e un maestro scultore del ghiaccio), fino ad arrivare al tema della gestione delle risorse idriche e alla riduzione dello spreco alimentare con il progetto Zero Sprechi – Un circolo virtuoso per il Pianeta.
Questa visione lo ha portato a presentare il libro educativo Gelatopoli e le sue iniziative di
sensibilizzazione direttamente alla FAO, confermandolo come uno dei gelatieri piùattivi nel
coniugare artigianalità e impegno sociale. Il percorso di Valerio è stato riconosciuto a livello nazionale con numerosi premi, tra cui:
Questi sono solo alcuni dei riconoscimenti ottenuti, che confermano un percorso fatto di ricerca, innovazione e radicamento al territorio.
Oggi Valerio continua a sperimentare e raccontare, attraverso gelato, cioccolato e distillati, valori di sostenibilità, artigianalità e cultura gastronomica, trasformando ogni sua creazione in un’esperienza che unisce gusto, identità e memoria collettiva.
Tonka si trova in Via Ugo Foscolo 15, 04011, Aprilia (LT)
Mail: info@tonkagelato.it
Telefono: +39 348 696 0986
Maestro Macellaio Francesco Camassa
da docitalyFrancesco Camassa, nato a Grottaglie (Taranto), è un macellaio artigiano che porta avanti con orgoglio una tradizione familiare lunga generazioni, fondata sui valori dell’artigianato, della qualità e della passione per la carne. Con spirito moderno e grande curiosità, Francesco ha saputo trasformare l’eredità di famiglia in un percorso di innovazione, fondendo sapere antico, ricerca e formazione continua. Animato dal desiderio di far evolvere la professione e di diffondere la cultura della qualità, Francesco ha intrapreso un percorso di formazione costante, arricchendo la tradizione con competenze tecniche e scientifiche di alto livello. È giudice qualificato con certificazione presso l’Istituto De Gustibus Carnis di Verona, riconoscimento che ne attesta la competenza e l’autorevolezza nel valutare tagli, tecniche di lavorazione e qualità delle carni a livello professionale. Francesco è Presidente e socio fondatore dell’A.I.M.A. – Associazione Italiana Macellerie Artigiane, realtà nazionale nata per promuovere la formazione, la divulgazione e la crescita professionale nel settore della macelleria. AIMA rappresenta oggi una rete solida di professionisti e artigiani che condividono conoscenze, esperienze e valori comuni, con l’obiettivo di elevare il livello qualitativo e culturale del mestiere.
È anche socio fondatore dell’associazione Butcher for Children, un progetto che unisce macellai da tutta Italia con un obiettivo solidale: organizzare eventi benefici a sostegno della ricerca e delle cure pediatriche per i bambini ricoverati negli ospedali. Un’iniziativa che riflette lo spirito umano e altruista che accompagna da sempre il suo modo di intendere il lavoro. Oltre ai progetti nazionali, Francesco Camassa è fortemente impegnato anche a livello europeo, dove collabora con importanti realtà del settore agroalimentare e distributivo. La sua esperienza e il suo approccio innovativo lo hanno portato a instaurare partnership strategiche con grandi distributori di carne europei, con l’obiettivo di promuovere standard di qualità elevati, trasparenza nella filiera e valorizzazione delle produzioni artigianali italiane.
Questo impegno internazionale consolida il suo ruolo di ambasciatore della cultura della carne artigianale, capace di connettere le eccellenze italiane con il mercato e i professionisti del resto d’Europa. Francesco è Capitano e socio della Nazionale Italiana Macellai, squadra che rappresenta la categoria nelle competizioni mondiali. Nel 2017, durante la prima competizione assoluta della Nazionale, tenutasi a Belfast (Irlanda), ha ricevuto la nomina di Miglior Macellaio al Mondo, riconoscimento condiviso con altri sette maestri internazionali. Un risultato che testimonia la sua eccellenza tecnica, la dedizione e la capacità di rappresentare la macelleria italiana nel mondo con competenza e orgoglio. Formatore e cultore della materia, Francesco è specializzato nella frollatura delle carni, anche in forme estreme, una pratica che padroneggia unendo conoscenza scientifica e sensibilità artigianale. È inoltre giudice in numerose competizioni nazionali e internazionali, tra cui The Golden Steak, celebre campionato della bistecca con l’osso, oggi divenuto anche un programma televisivo di successo. Francesco Camassa incarna la figura del macellaio contemporaneo: un professionista che unisce tradizione, formazione e innovazione, capace di valorizzare il prodotto e la cultura gastronomica italiana in chiave moderna. Il suo impegno nella formazione dei giovani, nella solidarietà sociale e nella collaborazione europea fa di lui non solo un eccellente artigiano, ma anche un promotore dei valori autentici dell’artigianato e dell’eccellenza italiana nel mondo.
Macelleria Camassa: Via Madonna di Pompei, 80, 74023 Grottaglie TA
Telefono: 099 561 0287
Mail: info@macelleriacamassa.it
Salvatore Arnone – Fotografo
da docitalySalvatore Arnone è molto più di un fotografo: è un narratore di emozioni, un ladro di attimi, un artista che trasforma la realtà in poesia visiva. Da oltre vent’anni collabora con DOC Italy, dove è diventato una presenza imprescindibile, il testimone silenzioso di centinaia di eventi, di incontri, di volti e di storie. In ogni scatto riesce a fondere tecnica e sentimento, precisione e istinto, luce e anima. Per lui la fotografia non è un mestiere, ma una forma di vita, un linguaggio naturale attraverso cui raccontare il mondo. Calabrese di nascita e romano d’adozione, Salvatore Arnone porta la Calabria nel cuore, tatuata non sulla pelle ma nell’anima. La sua terra, con la sua luce calda e struggente, con i suoi silenzi e i suoi orizzonti infiniti, vive in ogni sua fotografia.
È da lì che nasce il suo senso profondo di appartenenza, la sua capacità di emozionarsi e di emozionare. La sua famiglia è stata la sua prima scuola e il suo più grande amore. Da suo padre, Pietro, ha imparato che il rispetto per le persone e per il lavoro non è solo un valore, ma una filosofia di vita. È questa eredità morale che Salvatore porta con sé in ogni scatto, in ogni progetto, in ogni gesto. Il suo percorso umano e artistico non è stato lineare: ha conosciuto la fatica, la rinuncia e anche qualche deviazione. A soli due esami dalla laurea in Ingegneria, decide di lasciare tutto per inseguire quella che definisce “la mia grande passione, la fotografia”. Una scelta folle per molti, ma profondamente coerente per lui. Perché la fotografia, per Salvatore, non è mai stata un semplice mestiere, ma la sua verità più autentica. Chi osserva le sue immagini non vede solo un bravo tecnico, ma riconosce un’anima capace di leggere la vita.
I suoi paesaggi al tramonto lasciano senza fiato, i suoi panorami urbani sono visioni poetiche, le sue immagini di reportage raccontano l’umanità con delicatezza e verità. Nella sua carriera ha immortalato di tutto, sfilate, eventi, personaggi famosi, bambini, volti comuni, dettagli naturali, ma per lui non c’è distinzione tra un VIP e un fiore, tra una celebrità e un passante: ogni soggetto può regalare un’emozione. Questa capacità di cogliere la bellezza ovunque lo ha reso unico. Come racconta chi lavora con lui, Salvo è l’uomo delle certezze: qualunque siano le condizioni, luce difficile, tempi stretti, ambienti complessi, riesce sempre a portare a casa uno scatto perfetto, vivo, autentico. Il fotografo di moda Paolo Manzini, che non ha mai nascosto la sua stima, lo ha definito “un professionista capace di fare luce anche nel buio più difficile”.
Negli anni, Salvatore Arnone ha fotografato centinaia di eventi di alto livello, firmando servizi per sfilate, gala, presentazioni, manifestazioni culturali e progetti artistici. Tante le celebrità passate davanti al suo obiettivo, ma lui rimane lo stesso: umile, concreto, silenzioso. La fama non lo interessa: il suo scopo non è apparire, ma raccontare. Quando tiene in mano la macchina fotografica, scompare l’uomo e resta solo l’artista, capace di entrare in sintonia con ciò che ha davanti. Negli ultimi anni, il suo lavoro ha varcato i confini nazionali. Con un reportage dedicato alla sua amata Fiumefreddo Bruzio, Salvatore ha vinto un prestigioso contest fotografico internazionale, portando il piccolo borgo calabrese nel mondo e dimostrando come la sua arte possa farsi ambasciatrice di territori e identità. Il riconoscimento è arrivato non solo per la qualità tecnica delle immagini, ma per la profonda sensibilità narrativa che le attraversa: ogni foto era un frammento d’amore verso la sua terra.
Accanto a lui, oggi, c’è Deborah, compagna nella vita e ispirazione nell’arte. Grazie alla sua presenza, le fotografie di Salvatore hanno assunto nuovi colori e sfumature. Il loro rapporto, fatto di sensibilità e introspezione, ha reso i suoi scatti ancora più intensi, intimi e vibranti di emozione.
Salvatore Arnone non è solo un fotografo, ma un artigiano della luce e dei sentimenti, un artista che costruisce bellezza con l’umiltà di chi sa che dietro ogni immagine c’è un pezzo di verità. Lavora da più di vent’anni con DOC Italy, documentando la grande eccellenza del Made in Italy, cuochi, artisti, maestri, ambasciatori del gusto e lo fa con una discrezione rara, restituendo in ogni fotografia non solo l’evento, ma l’anima di chi lo vive. “Ladro di attimi, tra tecnica ed emozioni”: così si definisce, e mai definizione fu più vera. In un mondo che corre, Salvatore continua a fermare il tempo con un click, a catturare la vita in un riflesso di luce, a restituirci la meraviglia di ciò che spesso non vediamo. Perché nelle sue foto non c’è solo ciò che appare: c’è la vita, la verità, la poesia.
Mail: saxonline@liero.it
Maestro Macellaio Martino Demita
da docitalyMartino De Mita, classe 1989, è un macellaio di terza generazione, figlio d’arte e figlio della sua terra: Martina Franca, in provincia di Taranto. Un luogo che ama profondamente, con i suoi allevamenti, i profumi della Murgia e le tipicità che lo hanno cresciuto e formato, in primis le celebri bombette e il Capocollo di Martina Franca, entrambi riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.).
In famiglia lo conoscono bene: la sua testa dura è proverbiale, “più di un sasso della cutizza” – come si dice in dialetto – o dell’asino martinese. Sin da ragazzino Martino sognava di fare il macellaio, ma non tutti ci credevano. Suo padre, uomo silenzioso, lo lasciava provare; la madre, severa, lo rimproverava spesso; e il nonno, considerato a Martina Franca il “Re dei fornelli”, non mancava di fargli notare un limite: “Martino, tu sei mancino… e i mancini non sono buoni per il disosso”. Parole dure per un ragazzino che sognava di stare dietro un banco carni. Per cinque lunghi anni, il forno del nonno gli rimase negato: solo dopo la maggiore età gli fu concesso di cucinare qualcosa, e non per i clienti, “al massimo per il personale”.
Eppure Martino non si è mai arreso. Testardo e determinato, ha ingoiato i rospi e si è formato con una gavetta dura, fatta di sacrificio e costanza. Alla fine il sogno è diventato realtà: non solo è entrato in macelleria, ma è diventato persino un macellaio da competizione, conquistando un posto nella Nazionale Italiana Macellai e partecipando al prestigioso World Butchers’ Challenge, il mondiale di macelleria a Sacramento, in California. Il percorso però non è stato facile. Per entrare in Nazionale ha dovuto superare due prove impegnative, e quando la stanchezza e i dubbi si facevano sentire, è stata la moglie a spronarlo a non mollare. Alla fine Martino ce l’ha fatta, ma il destino gli ha presentato un’altra sfida: durante un allenamento, nel far volare le lame, si è procurato un grave infortunio, recidendosi quattro tendini e un nervo. Ha subito due interventi e rischiato di perdere la sensibilità delle dita. Sembrava la fine di ogni sogno.
E invece no. La Nazionale lo ha voluto comunque al suo fianco, portandolo in Francia, a Clermont-Ferrand, per fargli sentire l’affetto di una squadra che è diventata una seconda famiglia. Martino ricorda ancora l’abbraccio dei compagni e l’emozione incontenibile di quella vittoria, che gli ha strappato lacrime di orgoglio. Oggi, con la stessa testardaggine che lo accompagna da sempre, Martino De Mita continua a inseguire il suo sogno, fatto di carni pregiate, tradizioni da custodire e innovazioni da portare avanti. La sua è la storia di un macellaio che ha saputo trasformare la passione in mestiere, l’ostacolo in sfida, il limite in forza.
Macelleria Braceria Tredicilettere: Strada Provinciale 69 Zona G n.25 San Paolo 74015 Martina Franca (TA)
CELLULARE: +39 338 978 9976
TELEFONO/FAX: +39 080 449 0287
E-MAIL: INFO@TREDICILETTERE.COM
Maestra Macellaia Martina Sera
da docitalyUna vita in macelleria: la storia di Martina Sera
Potrebbe davvero intitolarsi così un docufilm dedicato a Martina Sera, giovane professionista di Cerveteri che ha trasformato la passione di famiglia in una carriera di successo. La sua storia nasce in una macelleria che per lei, fin da bambina, è stata come un parco giochi: tra i profumi delle carni e i gesti sapienti dei suoi genitori, ha imparato osservando, rubando con gli occhi ogni segreto del mestiere.
La bottega di famiglia, aperta dal nonno Damiano nel 1984 – noto allevatore della zona – è diventata negli anni un punto di riferimento non solo per Cerveteri e dintorni, ma anche per numerosi clienti che arrivano dalla Capitale. Oggi Martina e suo fratello Damiano portano avanti l’eredità di tre generazioni, unendo tradizione e innovazione, con dedizione e amore per un mestiere che considerano un vero patrimonio culturale.
In un settore storicamente dominato dagli uomini, Martina si è saputa ritagliare un ruolo di primo piano grazie alla sua competenza, alla sua tenacia e alla voglia di crescere costantemente. Con il tempo ha conquistato la stima dei grandi maestri della macelleria italiana – da Orlando Di Mario a Mara Labella, da Camassa a La Ganga – diventando un punto di riferimento per i colleghi e un orgoglio per la sua comunità.
Sempre attenta a ogni innovazione, curiosa di scoprire nuove tecniche e prodotti, Martina vive la carne come una materia viva da rispettare, trasformare e valorizzare. È questa filosofia che l’ha portata a far parte della Nazionale Italiana Macellai, con cui ha partecipato ai Mondiali di Parigi ottenendo un ottimo piazzamento su oltre 70 squadre internazionali. Un traguardo che si aggiunge al prestigioso riconoscimento di Diplomatica del Gusto per Doc Italy.
La sua macelleria non è solo un luogo di vendita, ma un laboratorio dove ricerca, passione e tradizione si intrecciano per offrire ai clienti non semplici prodotti, ma esperienze. Con Oritum, Martina condivide la sua arte con professionisti e appassionati, insegnando a scegliere, lavorare e raccontare la carne come parte integrante della nostra identità gastronomica e culturale.
Martina Sera è la dimostrazione che il futuro della macelleria italiana passa anche attraverso la sensibilità, la professionalità e la visione delle nuove generazioni, capaci di trasformare un mestiere antico in una moderna eccellenza.
Macelleria Damiano&figli – via Francesco Barboni, 19, 00052 Cerveteri (RM)
Maestro Gelatiere Osvaldo Palermo
da docitalyOsvaldo Palermo, dopo aver conseguito il diploma in informatica, inizia la sua carriera come dimostratore per alcune delle aziende più specializzate nella produzione di semilavorati per gelateria. È proprio entrando nei laboratori, osservando da vicino gli artigiani e i loro metodi di lavorazione, che cresce in lui la curiosità e il desiderio di andare oltre: capire la materia prima, conoscerne le caratteristiche e valorizzarla in creazioni capaci di distinguersi per genuinità e qualità.
Questa passione lo porta nel 1994, insieme alla moglie Antonella, ad aprire la prima gelateria Fiordipanna a Cornaredo, alle porte di Milano. Un nome scelto non a caso: semplice, diretto e trasparente, proprio come il suo gelato, fatto di ricette autentiche e ingredienti di eccellenza. Fin da subito la filosofia di Osvaldo è chiara: offrire gusti in cui i sapori si distinguano nettamente, senza artifici, con l’utilizzo di materie prime nobili e certificate.
Il latte fresco intero Alta Qualità, la panna fresca della Centrale del Latte di Milano, il pistacchio di Stigliano (Matera) – lavorato secondo una ricetta ideata dallo stesso Osvaldo e adottata dall’azienda produttrice – il limone IGP biologico di Siracusa, la nocciola dell’Azienda Agricola Rapalino di Benevello (Cuneo), scelta per la tostatura leggera, e il cioccolato Valrhona, simbolo di eccellenza e rispetto ambientale: sono solo alcuni degli ingredienti che raccontano la sua costante ricerca della perfezione.
Accanto ad Antonella, e grazie al sostegno dei cognati Ornella Gerundino e Alessandro Fraccola, Fiordipanna cresce e si espande con l’apertura di altri due punti vendita: nel 2006 a Bollate e nel 2014 ad Arese. Tre realtà accomunate dalla stessa filosofia: nessun grasso vegetale idrogenato, niente olio di palma, conservanti, coloranti o semilavorati, ma solo trasparenza, freschezza e qualità.
Nel 2019 nasce FiordiLab, un laboratorio centralizzato e interamente Gluten Free, dedicato alla produzione e vendita non solo di gelato, ma anche di pasticceria senza glutine: semifreddi, mousse, biscotti, plum-cake, meringhe, baci di dama, sbrisolone, crostate e torte, fino ad arrivare ai soggetti in cioccolato Valrhona. Un progetto che rafforza ulteriormente l’identità del marchio e l’impegno verso un’offerta inclusiva e attenta alle esigenze di tutti.
Fiordipanna è anche un luogo di condivisione e formazione: le vetrine delle gelaterie, infatti, sono spesso tappezzate dai disegni dei bambini delle scuole che vengono ospitati periodicamente per assistere alla produzione del gelato. Un modo per trasmettere ai più piccoli la passione per il mestiere, ma anche il rispetto per il cibo, la materia prima e la tradizione artigiana.
Dal 1994 a oggi, Osvaldo Palermo continua a essere fedele alla sua filosofia: creare un gelato capace di raccontare storie di territorio e di qualità, mantenendo sempre un equilibrio perfetto tra innovazione e tradizione. Una filosofia che ha reso Fiordipanna un punto di riferimento per chi cerca nel gelato non solo un dolce, ma un’esperienza di gusto autentica e senza compromessi.
Fiordipanna Arese, Piazza 11 Settembre, 5, 20044 Arese MI
Dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 23:00
WhatsApp 3371060075
Telefono 0291632658
Fiordipanna Cornaredo, Piazza della Libertà, 36, 20007 Cornaredo MI
Dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 23:00. Il lunedì dalle 13:00 alle 23:00
WhatsApp 0293566474
Maestro Gelatiere Francesco Dioletta
da docitalyFrancesco Dioletta “L’Alchimista del Sottozero e il Cuore Pulsante dell’Abruzzo”
“Il gelato non è un prodotto, è un’emozione che si scioglie in bocca per diventare memoria. È il racconto di una terra che resiste, che fiorisce e che ama.”
C’è un filo invisibile che lega le vette innevate del Gran Sasso alle coste dell’Adriatico, un filo fatto di profumi, sapori antichi e una ricerca instancabile della perfezione. Al centro di questo intreccio c’è Francesco Dioletta, Maestro Gelatiere che ha trasformato il freddo in calore umano e l’arte del sottozero in un manifesto d’amore per il proprio territorio.
Un’Eredità che si fa Futuro
Il DNA Dioletta
La storia di Francesco non è quella di un uomo solo al comando, ma il racconto di una dinastia moderna del gusto. Entrare nel mondo di Gelaterie Duomo significa immergersi in un’atmosfera dove il sapere artigiano si tramanda attraverso lo sguardo.
zAccanto a lui, la forza della famiglia: i figli, che non sono semplici collaboratori, ma custodi di una visione. Insieme, rappresentano quel ricambio generazionale che trasforma la tradizione in innovazione. Vedere Francesco lavorare fianco a fianco con i suoi figli è la testimonianza più bella di come il successo non sia tale se non è condiviso con chi amiamo. È in questa sinergia familiare che nasce la magia: un equilibrio perfetto tra l’esperienza millimetrica del Maestro e l’energia fresca delle nuove leve.
La storia di Francesco Dioletta nel mondo della ristorazione comincia presto. È il 1979 quando, ancora ragazzo, muove i primi passi a Roma, presso il ristorante La Canonica in via della Paglia, a Santa Maria in Trastevere. Pochi anni dopo, nel 1985, torna nella sua L’Aquila e realizza un primo sogno: apre il Bar Duomo, affacciato sulla piazza simbolo della città. È proprio lì che, quasi per caso, scopre l’universo del gelato artigianale: nel 1997, nei locali accanto al bar, inaugura la sua prima gelateria. Quella che sembrava soltanto una curiosità diventa presto una vera e propria passione, destinata a trasformarsi in un mestiere e in una missione di vita.
L’Abruzzo in un Cono: Un Viaggio Sensoriale
Ogni creazione di Francesco Dioletta è una lettera d’amore all’Abruzzo. Non è solo gelato; è un racconto geografico ed emotivo.
Nelle sue mantecature rivivono:
• Lo zafferano dell’Aquila, oro rosso che colora di nobiltà il palato
• Il profumo resinoso dei boschi appenninici.
• La dolcezza dei frutti antichi recuperati dall’oblio.
• Il latte delle alte quote, puro e sincero come la gente di montagna.
Francesco ha saputo elevare materie prime povere a icone gourmet, portando la sua terra nei palcoscenici più prestigiosi della gelateria mondiale, senza mai staccare i piedi da quelle radici che lo tengono saldo, anche nei momenti più difficili della storia della sua città, L’Aquila.
L’Eccellenza Certificata dalla Passione
Pluripremiato dalle guide più autorevoli (Gambero Rosso in primis) e celebrato dalla stampa di settore, Francesco Dioletta è riconosciuto come uno dei massimi esponenti del gelato artigianale italiano. Ma per lui, il premio più grande non è una targa d’oro, bensì la fila di sorrisi davanti alle sue vetrine e la consapevolezza di offrire un prodotto etico, naturale e rigorosamente privo di compromessi.
Francesco non vende gelato; regala un momento di sospensione dal mondo. La sua missione è quella di un ambasciatore che, con una spatola in mano, difende l’identità di un popolo.
Perché quando assaggi un gelato di Francesco Dioletta, non senti solo il freddo della temperatura, senti il calore di una stretta di mano, il profumo di una casa abruzzese e la forza di un sogno che continua, di padre in figlio, a rendere il mondo un posto più dolce.
Francesco Dioletta
Maestro Gelatiere, Ambasciatore del Gusto, Padre.
Negli ultimi 25 anni il mondo del gelato è profondamente cambiato. Oggi, grazie alla ricerca e all’impegno di tanti maestri gelatieri, la qualità è cresciuta in maniera evidente. Anche la clientela si è trasformata: sempre più consapevole e attenta agli ingredienti, ricerca un gelato dal sapore autentico, privo di emulsionanti e aromi artificiali, capace di unire gusto e leggerezza. Lo stesso Dioletta ama ripetere che il cliente e il gelatiere sono cresciuti insieme, condividendo un percorso fatto di maggiore informazione, curiosità e attenzione alla materia prima.
Nel laboratorio delle Gelaterie Duomo entrano solo materie prime selezionate con cura. Nulla è lasciato al caso: ogni ingrediente è valutato attraverso la sua scheda tecnica e testato personalmente. Tra quelli che regalano maggiore soddisfazione a Dioletta c’è la farina di semi di carrube, indispensabile per conferire cremosità al gelato, nonostante i costi in continuo aumento. E se dovesse scherzare sul gusto che toglierebbe dal bancone, la scelta cadrebbe sul pistacchio, per via dei costi altissimi del pistacchio di Bronte Dop: un paradosso, perché resta il più richiesto dai clienti e, insieme alla nocciola, è anche il suo preferito.
Dal 1985 a oggi, quella che era una piccola attività è diventata un punto di riferimento per il gelato artigianale italiano. Le Gelaterie Duomo contano oggi tre punti vendita a L’Aquila e uno ad Avezzano. Accanto a Francesco ci sono sempre stati la moglie Pina e, oggi, i figli Enrico, Luca e Sara, che portano avanti l’attività con passione, nel segno di valori come serietà, autenticità e rispetto per il prodotto.
La storia delle Gelaterie Duomo si intreccia inevitabilmente con quella della città: il terremoto del 2009 ha imposto una dura prova, ma nel 2016, con la riapertura del locale storico in Piazza Duomo, la rinascita è stata anche un messaggio di speranza. Da lì è nata l’idea di centralizzare i laboratori e di coronare un altro sogno: produrre e imbottigliare un latte d’eccellenza, frutto di una collaborazione con una piccola stalla di Paganica che alleva vacche di razza pezzata rossa italiana. Un progetto che racconta il legame profondo con la terra d’Abruzzo e la ricerca costante della massima qualità.
Negli anni, il lavoro e la dedizione di Francesco Dioletta non sono passati inosservati. Dal 2019 le Gelaterie Duomo hanno ottenuto i Tre Coni Gambero Rosso, massimo riconoscimento del settore, confermato fino a oggi: un primato unico in Abruzzo. Nel 2023, inoltre, Dioletta è stato nominato Ambasciatore del Gusto dall’Associazione Nazionale Doc Italy, titolo riconfermato anche nel 2024 e nel 2025.
Il banco delle Gelaterie Duomo è un viaggio nei sapori: dai grandi classici come pistacchio e nocciola, ai gusti che raccontano la storia e le tradizioni abruzzesi. Ci sono quelli legati all’infanzia, come la pizza dolce abruzzese; quelli che celebrano i pastori, come Transumanza con ricotta di pecora, caffè e cioccolato; oppure le creazioni dedicate alla città, come Celestino, un gusto celeste a base di spirulina che richiama la figura di Papa Celestino V. Non mancano poi sperimentazioni con ingredienti locali come lo zafferano, i formaggi del territorio o la frutta da agricoltura rigenerativa. Ogni gusto è il risultato di studio, ricerca e amore per la propria terra.
Gelaterie Duomo
L’Aquila: Piazza Duomo, 32 | Corso Vittorio Emanuele, 27 | Centro Commerciale L’Aquilone
Avezzano: Via Camillo Corradini, 147/149
Michele Spano’ – Spano’ Hair & Beauty “Casa Spano'”
da docitalyCasa Spanò non è un semplice salone di bellezza, ma un’esperienza sensoriale unica nel suo genere, un luogo dove eleganza, creatività e accoglienza si fondono in perfetta armonia. Ideata da Michele Spanò, hair stylist di grande talento e designer per passione, Casa Spanò è un raffinato salone dalle mille sorprese, in cui ogni dettaglio racconta la personalità e la visione del suo creatore. Varcare la soglia di Casa Spanò significa entrare in un mondo dove prendersi cura di sé diventa un rituale piacevole e rilassante. Qui Michele e il suo team studiano il look perfetto per ogni persona, ascoltandone desideri, stile di vita e personalità, perché ogni taglio e colore sia un’espressione autentica di sé.
Il salone principale, concepito come un salotto elegante e informale, invita al relax totale: comode poltrone, luci soffuse, profumi delicati e musica di sottofondo accompagnano trattamenti che rigenerano corpo e spirito.In questo contesto curato in ogni minimo dettaglio, Michele Spanò mette in campo tutta la sua esperienza e la sua maestria artistica. Definito da molti come il parrucchiere delle dive per aver curato il look di numerose attrici e personaggi noti, Spanò ama sottolineare che le vere protagoniste del suo lavoro sono le sue clienti affezionate, alle quali dedica ogni giorno la stessa attenzione e creatività riservata al red carpet.
Da oltre tredici anni riesce a reinventare il concetto di bellezza attraverso tagli e colori sempre nuovi, in continua evoluzione ma sempre coerenti con la personalità di chi si affida a lui. La sua filosofia è semplice e potente: ogni donna deve sentirsi unica, sicura di sé e bellissima — come una diva, ma nella vita di tutti i giorni. Casa Spanò è molto più di un salone: è un luogo dove l’arte incontra la cura, dove ogni cliente viene accolta come un’amica e accompagnata in un viaggio di stile e benessere firmato Michele Spanò.
Casa Spanò: Sede (P.zza di Spagna) Via dei Greci, 40 – Roma (RM) Tel 06 36002325
Piazza G.Marconi, 6 (EUR) Roma (RM) -Tel. 06 545531
Maestro Macellaio Gianluca Nana
da docitalyGianluca Nana, classe 1978, è un macellaio per passione e professione, che dopo oltre vent’anni trascorsi dietro il banco ha trasformato un sogno in realtà fondando Nana Meat & Wine, un luogo dove la carne diventa arte, cultura e condivisione. Il suo impegno costante per la qualità e la ricerca dell’eccellenza è stato riconosciuto da importanti realtà del settore: Braciami Ancora lo ha premiato come miglior ristorante di carne, mentre Restaurant Guru nel 2021 ha assegnato a Nana Meat & Wine il titolo di “Miglior Carne a La Spezia”. La scintilla che ha acceso la sua vocazione è nata a soli 19 anni, durante il servizio militare nei Vigili del Fuoco. Spesso si ritrovava in cucina, ad aiutare e osservare chi preparava i pasti, e fu lì che capì che quello era il suo mondo. Poco dopo, in un supermercato, si avvicinò per la prima volta al banco macelleria e da quel momento nacque un amore autentico e duraturo. Da allora Gianluca ha scelto di dedicare la sua vita a questo mestiere, spinto da curiosità, determinazione e dal desiderio continuo di imparare. Dopo anni di formazione e di lavoro nella grande distribuzione, comprese che per distinguersi doveva conoscere a fondo la cucina. Ha così intrapreso un lungo percorso di studio e specializzazione, frequentando corsi in tutta Italia, formando personale e collaborando con professionisti del settore, fino a diventare un punto di riferimento nel mondo delle carni. Per Gianluca ogni sfida è un’occasione di crescita: non si ferma mai finché non raggiunge l’obiettivo.
La sua filosofia di lavoro si fonda su una visione precisa: la macelleria è artigianato, estetica e rispetto per la materia prima. Ogni taglio richiede manualità, sensibilità e attenzione ai dettagli. Preferisce la mannaia alla segaossi, perché per lui ogni gesto deve essere fatto con cura e consapevolezza. Non si limita a vendere carne, ma costruisce esperienze su misura per il cliente, proprio come farebbe un sarto con un abito. Non cerca ciò che è di moda, ma ciò che è autentico, vero, e che racconta una storia.
Quando la pandemia ha messo tutto in discussione, Gianluca non si è arreso: ha trasformato la crisi in un’opportunità di innovazione. Studiando i maestri dell’American Barbecue, ha creato un nuovo modo di interpretare la cucina della carne, fondando NanaBurgher, simbolo di resilienza e creatività, dimostrando che la passione può superare qualsiasi difficoltà. Nel tempo ha capito che il suo mestiere non poteva limitarsi al banco o alla cucina. Così è diventato formatore e consulente, tenendo corsi per macellai, chef e appassionati, condividendo la sua visione basata su manualità, conoscenza e rispetto della materia prima. Ha iniziato a collaborare con ristoratori e aziende, aiutandoli a costruire una propria identità autentica nel mondo del food. Il suo lavoro non è vendere carne, ma raccontarla: ogni taglio ha una storia, e il suo compito è valorizzarla con rispetto e passione.
Gianluca Nana è, inoltre, autore di “Non è solo un pezzo di carne”, un volume che mette ordine e fa chiarezza sulle informazioni spesso confuse o incomplete che circolano a proposito della produzione e del consumo di carne. Il libro offre un approccio pratico per informare il lettore su come acquistare, utilizzare e apprezzare la carne in modo intelligente e consapevole grazie all’esperienza trentennale dell’autore e alla sua capacità di chiarire temi cruciali come la scelta dei tagli, la lettura delle etichette, le tecniche di frollatura e cottura e la gestione degli scarti. Si tratta dunque di un manuale completo per mangiare carne con maggiore consapevolezza, senza rinunciare alla qualità, scritto da un esperto con esperienza trentennale e una comunnity di oltre 120.000 follower. Perfetto per chi vuole scoprire come trattare e cucinare la carne in modo ottimale, conoscendo ogni aspetto della filiera.
Macelleria Nana: Piazza Saint Bon 4 – 19122 La Spezia
Telefono: 3470014767
Mail: info@nanamacelleria.it
Chef Gennaro Galeotafiore
da docitalyFondata nel 1999 da Gennaro Galeotafiore, conosciuto come il “re dei fritti”, Sapori di Napoli è un’eccellenza campana nel mondo della ristorazione, simbolo della migliore tradizione culinaria napoletana reinterpretata in chiave moderna. L’azienda nasce come laboratorio artigianale dedicato alla produzione di prodotti tipici napoletani, fondando la propria filosofia sulla ricerca di materie prime di altissima qualità e sull’equilibrio tra artigianalità e innovazione. Gennaro Galeotafiore, appassionato cultore della cucina partenopea, ha saputo elevare l’arte della frittura a un simbolo di identità gastronomica, conquistando il titolo di ambasciatore DOC Italy per il fritto napoletano.
La sua missione è da sempre quella di preservare e rinnovare la tradizione, creando prodotti che raccontano i sapori autentici della Campania attraverso nuove forme e interpretazioni contemporanee. Il primo decennio di attività, dal 1999 al 2009, segna la nascita e la crescita dell’azienda. Il successo ottenuto e la crescente domanda rendono necessario l’ampliamento della capacità produttiva: nel 2008, Sapori di Napoli trasferisce il proprio stabilimento alle falde del Vesuvio, mantenendo intatta la cura artigianale che da sempre contraddistingue la qualità dei suoi prodotti. Nel secondo decennio, dal 2010 al 2019, l’azienda vive una fase di consolidamento e innovazione.
Nel 2012 viene introdotta la linea “Sfornamì”, che affianca la storica “Friggimì”, ampliando l’offerta con prodotti “pronto forno” pratici, gustosi e versatili. Nel 2016 inizia un importante processo di ammodernamento: viene rinnovata la sede, aumentata la capacità di stoccaggio e potenziato il reparto produttivo. In questo periodo, Sapori di Napoli ottiene le certificazioni BRC e IFS, garanzia di altissimi standard qualitativi. Dal 2020, l’azienda entra nel suo terzo decennio, caratterizzato da un processo di internazionalizzazione che porta il marchio oltre i confini nazionali.
Sapori di Napoli approda su mercati come Stati Uniti, Giappone e Austria, collaborando con eventi di prestigio come la Mostra del Cinema di Venezia e Casa Sanremo, che consolidano ulteriormente la sua immagine di eccellenza italiana. Attenta alle nuove esigenze dei consumatori e ai cambiamenti delle abitudini alimentari, l’azienda ha sviluppato una divisione Ricerca e Sviluppo dedicata all’innovazione nel settore del “frozen food”, offrendo soluzioni pratiche senza rinunciare alla qualità e al gusto della tradizione.
Dopo oltre vent’anni di attività, Sapori di Napoli continua il suo percorso con la stessa passione che l’ha resa un punto di riferimento nel panorama gastronomico italiano. Come afferma “il re dei fritti”: “Continueremo a garantire a tutti i clienti attimi di felicità per il palato, in ogni momento della giornata con un pasto veloce, una cena in compagnia, un aperitivo o una occasione speciale. ”
Indirizzo: Via Capua 2, Nola, NA, 80035
Email: hello@tyler.com
Telefono: 081 826 3633
Chef Emiliano Cipicchia
da docitalyEmiliano Cipicchia è uno chef che ha costruito la propria identità culinaria intrecciando radici profonde, spirito creativo e un legame indissolubile con la sua terra. Nato e cresciuto all’interno del ristorante di famiglia Le Macine, ha respirato fin da bambino l’atmosfera della ristorazione, passando con naturalezza dal ruolo di cameriere a quello di pizzaiolo, fino a riconoscere nella cucina il suo linguaggio più autentico. Pur avendo conseguito una laurea in Economia e l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista, non ha mai abbandonato la sua vera passione, scegliendo più volte il grembiule alla giacca e cravatta e trasformando quella che per molti è una professione complessa in un mestiere vissuto con la leggerezza e l’entusiasmo di un hobby coltivato da sempre.
La cucina di Emiliano nasce da un patrimonio tradizionale solido, fatto di materie prime locali e ricette che raccontano Sicilia ed Eolie, ma trova la sua forza nella capacità di reinterpretare tutto questo attraverso tecniche moderne e accostamenti inediti. Il suo stile è un equilibrio armonico tra memoria e innovazione: parte dalla tradizione, la rispetta profondamente, e da lì la trasforma con creatività e sensibilità contemporanea. Capperi, agrumi, erbe aromatiche, malvasia e tutti i tesori generosi della sua terra entrano nei suoi piatti con naturalezza, diventando protagonisti di preparazioni che non rinnegano mai le origini ma sanno parlare al presente.
Pur non volendo scegliere un vero e proprio cavallo di battaglia, Emiliano ammette una predilezione per i primi piatti, dove può esprimere con più libertà la sua capacità di bilanciare consistenze, profumi e sapori. Ogni piatto, però, viene trattato come un unicum: nasce dall’amore, dalla cura dei dettagli, dall’attenzione estrema verso gli abbinamenti. A guidarlo è una miscela di passione, curiosità e desiderio continuo di migliorarsi, ingredienti che considera fondamentali per qualsiasi professionista del settore gastronomico.
Questo approccio si ritrova interamente nell’esperienza offerta oggi al ristorante di famiglia, situato a Pianoconte, nella parte alta di Lipari, in una villa immersa nel verde e custodita dal fascino del passato. Qui, tra un piccolo museo di arte contadina e una suggestiva macina del ’700 che accoglie gli ospiti, la famiglia Cipicchia ha creato un luogo che celebra la vera circolarità del cibo: dal campo al piatto. I prodotti dell’azienda agricola biologica del padre Giovanni, coltivati con metodo naturale e secondo una filosofia di autenticità, arrivano direttamente nelle mani di Emiliano, che li trasforma con rispetto e garbo in piatti dal sapore genuino e contemporaneo.
A completare l’esperienza, i menu pensati dallo chef, due o tre portate, accompagnate da un calice di vino e da una dolce chiusura a base di biscotti e malvasia, raccontano un territorio ricco, una famiglia unita e una visione culinaria che guarda avanti senza mai dimenticare da dove proviene. Emiliano Cipicchia porta in tavola un percorso di vita, un’eredità e una vocazione allo stesso tempo: quella di trasformare la tradizione in emozione e la cucina in un racconto autentico, vivo e profondamente personale.
Telefono: 090/9822387
Cellulare: 3683139157
Email: info@lemacine.org
Sito web: http://www.lemacine.org
Vitantonio Lombrado Ristorante
da docitalyIl Vitantonio Lombardo Ristorante sorge nel cuore dei Sassi di Matera, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e iconici della ristorazione italiana contemporanea. Aperto nel 2018 dallo chef Vitantonio Lombardo, il ristorante è il riflesso perfetto della sua filosofia: rispetto delle radici lucane, ricerca costante, tecnica raffinata e profonda sensibilità per la materia prima.
Ricavato all’interno di una grotta naturale del Rione Sassi, il locale conserva volutamente l’autenticità della pietra materana. Gli ambienti, progettati dall’architetto Alessandro Tortorelli e curati personalmente dallo chef, si sviluppano in un equilibrio armonico tra antico e moderno: il tufo a vista racconta la storia del luogo, mentre gli inserti in vetro trasparente e le luci soffuse creano un’atmosfera intima e contemporanea. Il ristorante si divide in tre spazi principali: la sala grotta, ampia e conviviale, con vista sulla cucina a giorno dove Lombardo e la sua brigata lavorano come in un teatro del gusto; la sala cava, più raccolta, pensata per esperienze private e degustazioni riservate; e la cantina, un piccolo scrigno che custodisce una selezione accurata di etichette italiane e internazionali, con particolare attenzione ai vini lucani.
In sala, l’accoglienza è affidata al fidato Donato Addesso, maitre e braccio destro di Lombardo, che accompagna gli ospiti in un percorso gastronomico elegante ma sincero, dove ogni dettaglio è curato con calore e professionalità. La cucina è un viaggio tra tradizione e innovazione: i piatti dello chef raccontano la Basilicata attraverso ingredienti locali e tecniche moderne. La filosofia del ristorante si fonda sul rispetto del territorio e sulla reinterpretazione contemporanea della memoria gastronomica lucana.
Nei menu degustazione “Radici”, “Evoluzione” e “Essenza” convivono ricette antiche e creatività pura: i fusilli al ferretto diventano opera d’arte grazie a condimenti essenziali e perfettamente bilanciati, la pizza in black è un omaggio al suo maestro Davide Scabin, mentre le carni, i legumi e le verdure di stagione vengono esaltati da cotture leggere e accostamenti sorprendenti. Ogni piatto è costruito per emozionare, rispettando i sapori autentici ma donando loro una nuova vita.Nel 2019, a pochi mesi dall’apertura, il Vitantonio Lombardo Ristorante ottiene la Stella Michelin, riconfermata ogni anno fino a oggi, affermandosi come uno dei migliori ristoranti del Sud Italia e divenendo un punto di riferimento per la gastronomia d’autore.
Nel 2024 il locale ha festeggiato la settima riconferma consecutiva, un traguardo che testimonia la costanza, l’eccellenza e la coerenza del progetto. Anche il Gambero Rosso e Le Guide de L’Espresso lo inseriscono tra i migliori ristoranti d’Italia, premiandone la sensibilità, la precisione e l’identità fortemente legata al territorio. Oggi il ristorante è molto più di un luogo dove mangiare: è un’esperienza sensoriale e culturale, un viaggio nel tempo e nello spazio.
Vitantonio Lombardo, classe 1979, nasce in Basilicata e sin da giovanissimo dimostra un legame profondo con la propria terra. A soli quindici anni lascia la casa natale per inseguire la sua più grande passione: la cucina. Con sé porta, come bagaglio di ricordi e di formazione affettiva, le ricette della nonna — la cuoca di famiglia — che lo hanno iniziato al gusto e alla memoria gastronomica lucana. È proprio da quei sapori, semplici e autentici, che nasce la sua filosofia culinaria, fatta di rispetto per la tradizione, curiosità per l’innovazione e profondo senso di appartenenza alle proprie origini.
Il percorso di Vitantonio è caratterizzato da una lunga e intensa gavetta, costellata di incontri fondamentali con grandi maestri della cucina italiana. A Bagno di Romagna, nella brigata di Paolo Teverini, apprende l’arte dell’eleganza a tavola; da Silver Succi assimila l’importanza assoluta della materia prima; con Gianfranco Vissani impara a conoscere e interpretare il territorio come fonte d’ispirazione; da Fabio Barbaglini acquisisce padronanza delle tecniche di cottura moderne; e infine, accanto a Davide Scabin, scopre la forza della creatività e l’audacia dell’innovazione, tanto da dedicargli, anni dopo, la celebre Pizza in Black, omaggio al piatto simbolo “Black is Black” dello chef piemontese.
Dopo più di un decennio di esperienze in giro per l’Italia, nel 2009 Vitantonio entra a far parte della Locanda Severino a Caggiano (SA) sin dall’apertura, nel ruolo di chef. Tre anni più tardi, nel 2012, ne diventa anche titolare. È qui che inizia a consolidare la propria identità gastronomica: nei suoi menu la tradizione, messa temporaneamente da parte durante gli anni di formazione, torna protagonista in chiave moderna. Lombardo reinterpreta i sapori lucani con equilibrio, leggerezza e rispetto della stagionalità, con una sensibilità tecnica che guarda al futuro senza tradire il passato. Nel 2012 ottiene la sua prima Stella Michelin, un riconoscimento che lo consacra tra gli chef più promettenti del panorama nazionale. Ma la storia di Vitantonio Lombardo non si ferma qui. Il 28 maggio 2018 decide di tornare nella sua Lucania, aprendo a Matera il suo ristorante omonimo: Vitantonio Lombardo Ristorante.
La scelta della città non è casuale. Matera, con i suoi Sassi, rappresenta la sintesi perfetta tra storia, cultura, pietra e luce — elementi che da sempre ispirano la sua idea di cucina. Il ristorante nasce all’interno di una grotta nel Rione Sassi, mantenuta volutamente nel suo fascino naturale, su progetto dell’architetto Alessandro Tortorelli, e con la supervisione dello stesso Lombardo, che desiderava un luogo capace di fondere il genius loci materano con la modernità. Gli ambienti, irregolari e suggestivi, alternano il tufo a vista a dettagli in vetro trasparente: una combinazione di semplicità e contemporaneità.
La sala grotta, ampia e accogliente, affaccia sulla cucina a vista, cuore pulsante del locale; la sala cava è più intima, perfetta per un’esperienza riservata; e la cantina, curata nei minimi dettagli, ospita etichette selezionate con amore e competenza. In sala, il suo fidato braccio destro Donato Addesso accoglie gli ospiti con eleganza e calore, completando un’esperienza gastronomica che è al tempo stesso familiare e sofisticata. Nel ristorante di Matera, Vitantonio Lombardo unisce la sua anima lucana con una visione cosmopolita e contemporanea. Ogni piatto è un racconto: ingredienti locali, tecniche raffinate e contaminazioni internazionali convivono in perfetto equilibrio. Nei suoi menu convivono le radici della Basilicata e l’estro di uno chef che ha fatto dell’autenticità la propria bandiera. Il successo non tarda ad arrivare: nel 2019 il Ristorante Vitantonio Lombardo ottiene la Stella Michelin, confermata anno dopo anno fino a oggi.
Nel novembre 2024 il ristorante conquista la settima Stella Michelin consecutiva, confermando la sua posizione d’eccellenza nella scena gastronomica italiana e internazionale. Un traguardo che premia la costanza, la ricerca e la passione di Lombardo e del suo team, e che consolida Matera come una delle capitali del gusto del Sud Italia. Nel 2026 il locale viene premiato anche dal Gambero Rosso, con 2 Forchette (punteggio 86/100), e da Le Guide de L’Espresso, con 2 Cappelli (16,5/20), riconoscendolo come il miglior ristorante della Basilicata e uno dei più rappresentativi dell’Italia meridionale.
Ma non sono solo i premi a rendere speciale la storia di Vitantonio Lombardo. Nel 2025 lo chef ha condiviso pubblicamente un percorso personale molto importante: dopo aver raggiunto i 176 kg di peso, ha deciso di sottoporsi a un intervento di gastrectomia sleeve, intraprendendo un cammino di rinascita fisica e mentale. In soli otto mesi ha perso oltre 60 kg, cambiando radicalmente stile di vita e affrontando con determinazione una sfida che lo ha reso un esempio di forza e consapevolezza. “Non è stata una passeggiata, ha raccontato, ma ho imparato che la disciplina che serve in cucina può salvarti anche nella vita.”
La cucina di Vitantonio Lombardo è una dichiarazione d’amore per la sua terra. La Basilicata diventa linguaggio, emozione, memoria. I suoi piatti raccontano il mare e la montagna, la semplicità contadina e la nobiltà del gusto, le influenze di una regione che è crocevia di culture e sapori. Ogni creazione è frutto di uno studio profondo: ingredienti locali reinterpretati con tecnica e sensibilità contemporanea, abbinamenti arditi ma mai sfrontati, equilibrio tra tradizione e modernità. L’obiettivo è trasmettere emozioni, non stupire con artifici. Per Lombardo, il ristorante non è solo un luogo dove si mangia: è un’esperienza sensoriale e culturale, un modo per “sentire” la Lucania attraverso profumi, colori e consistenze.
Negli ultimi anni, la sua attività si è arricchita di nuovi progetti. Collabora con realtà agricole locali per la valorizzazione dei prodotti lucani, promuove eventi gastronomici e masterclass rivolte ai giovani chef, ed è ambasciatore di un messaggio di cucina etica, sostenibile e profondamente umana.
“Nel piatto — afferma — metto la mia storia, ma anche il futuro che immagino per la Basilicata: una terra capace di emozionare il mondo con la sua autenticità.” Oggi Vitantonio Lombardo è considerato uno dei più grandi interpreti della cucina del Sud Italia. La sua carriera, fatta di sacrificio, studio e umiltà, dimostra che il talento, quando è accompagnato da passione e coerenza, può trasformare anche la pietra più antica in un diamante. E nelle grotte dei Sassi di Matera, dove il tempo sembra essersi fermato, la sua cucina continua a scrivere, giorno dopo giorno, una delle pagine più luminose della gastronomia italiana contemporanea.
Vitantonio Lombardo Ristorante: Via Madonna delle Virtù, 13, 75100 Matera MT
Telefono: 0835 335475
Menu: vlristorante.it
Chef Gianni Cutuli
da docitalyGianni Cutuli è uno chef siciliano di grande esperienza, scelto da Plaza Premium per guidare la proposta gastronomica della lounge dell’aeroporto di Roma Fiumicino, dove ogni giorno unisce rigore professionale, organizzazione e passione per la cucina italiana. Nato e cresciuto in Sicilia, porta con sé il legame profondo con le materie prime della sua terra, tanto da essere stato recentemente nominato Ambasciatore per la Cucina di Acireale, un riconoscimento che conferma il valore del suo percorso e della sua identità culinaria.
Arrivato a Roma nel 2016 dopo oltre vent’anni come responsabile di cucina in Sicilia, dove si era specializzato in catering e grandi cerimonie, Gianni ha saputo innamorarsi della tradizione gastronomica laziale, studiandola e perfezionandola con grande rispetto. Ha approfondito preparazioni simbolo come la carbonara, la cacio e pepe, la coda alla vaccinara e le ricette a base di selvaggina, collaborando anche con realtà di prestigio come l’associazione DOC Italy, con la quale ha condiviso il riconoscimento di ambasciatore della cucina tipica siciliana conferito in Campidoglio.
All’interno della Plaza Premium Lounge, Gianni ricopre un ruolo centrale sia dal punto di vista operativo che manageriale. Si occupa dell’organizzazione della brigata di cucina, della pianificazione dei turni, della gestione degli ordini e del controllo rigoroso delle procedure HACCP, garantendo standard elevatissimi di sicurezza e qualità.
Partecipa inoltre alla definizione dei menu stagionali, che vengono aggiornati trimestralmente in collaborazione con l’executive chef Ankit Mangala e la general manager Analia Marinoff, con l’obiettivo di offrire agli ospiti piatti rappresentativi della tradizione italiana, capaci di coniugare gusto, comfort e riconoscibilità.
Tra le preparazioni più apprezzate dai viaggiatori spicca la sua Cacio e Pepe, piatto romano che Gianni interpreta con grande tecnica e sensibilità, usando esclusivamente formaggi stagionati per garantire intensità di sapore e maggiore digeribilità. Accanto ai piatti salati, cura interamente anche la parte legata alla pasticceria, preparando artigianalmente crostate, pasta frolla, meringhe, tiramisù, gelati e muffin direttamente all’interno della lounge, per offrire un’esperienza completa e autentica.
Non manca, nel suo lavoro quotidiano, il legame con la Sicilia, che emerge attraverso l’inserimento nel menu di piatti iconici come la Pasta alla Norma, omaggio alla tradizione catanese e alla cultura della sua terra d’origine. La cucina di Gianni Cutuli è oggi il punto d’incontro tra due mondi: la solarità e l’intensità della Sicilia e l’eleganza decisa della tradizione romana. Il suo stile si basa su disciplina, rispetto per la materia prima e cura dei dettagli, trasformando la pausa in lounge in un vero momento di esperienza gastronomica.
Chef Americo Finucci
da docitalyScorre sangue marsicano nelle vene di Americo Finucci, chef di origini celanesi e titolare, insieme a Sara Dell’Elce, del Kikka Restaurant Wine & Cocktail Bar di Montesilvano. La sua cucina è un viaggio che unisce memoria e innovazione, tradizione e ricerca, valorizzando i prodotti d’eccellenza che raccontano un territorio e le sue radici.
Riconosciuto tra i Maestri del Gusto, Americo si distingue per conoscenza delle materie prime, per la scelta di prodotti d’eccellenza che raccontino e facciano assaporare un territorio, per una cucina sana che unisca tradizione e innovazione, per una continua ricerca e sperimentazione “creativa”, per una cultura profonda fatta di rispetto e tutela della natura e i suoi frutti, per prediligere produttori “vanto e tesoro dell’Italia”. Per lui, un piatto non è un quadro, ma deve sapere di storia e trasmettere emozioni autentiche. Al suo staff insegna un principio fondamentale: chi si siede a tavola accetta e si fida del cibo che gli viene offerto, e questo impone il dovere di ripagare tale fiducia con amore, rispetto e sapori che richiamino quelli di un tempo. Preservare le ricette originali significa custodire la tradizione, ma al tempo stesso renderla viva attraverso nuove interpretazioni creative.
Per Americo Finucci, l’Italia per anni ha recitato il ruolo di protagonista tra le cucine del mondo e deve tornare ad esserlo attraverso il messaggio che lasciamo ai nostri figli . L’amore per la nostra cucina si diffonde attraverso i sapori, gli odori e i gesti di una domenica in famiglia. Il nostro pesce, le nostre carni, i nostri ortaggi erano gli ingredienti principali con cui si con divano le domeniche in famiglia, a casa dei Nonni. Il suo ristorante, il Kikka Restaurant, gioca con il nome “Chicca”, che a Roma indica qualcosa di prezioso e speciale, trasformandolo in un concetto originale: Kolazione, Kucina, Kocktail. Qui i clienti possono assaporare piatti autentici della tradizione romana – dalla carbonara alla cacio e pepe – insieme ad aperitivi e cocktail raffinati, accompagnati da un’accurata selezione di vini.
L’ambiente elegante e accogliente, la passione dello staff e la filosofia culinaria di Americo Finucci rendono ogni esperienza nel ristorante Kikka un omaggio alla cultura gastronomica italiana, capace di rinnovarsi senza perdere mai il legame con le sue radici più profonde.
Kikka Lounge Bar: C.so Umberto I, 16, 65015 Montesilvano PE
Tel. 085 915 5943
Whatsapp +39 375 5902461
Maestro Macellaio Davide Ferro
da docitalyDavide Ferro è oggi uno dei più brillanti interpreti dell’arte della carne in Italia, un professionista capace di coniugare tradizione familiare, tecnica impeccabile e un’innata propensione all’innovazione. La sua storia affonda le radici in una lunga tradizione che inizia nel 1941, quando i nonni Bartolomeo e Iolanda aprirono la prima macelleria a Castel del Bosco, punto di riferimento per gli abitanti di Roure.
Lì, tra taglieri e profumi di carne fresca, crebbero anche il figlio Giovanni e la moglie Gemma, che nel 1977 aprirono una nuova bottega ad Abbadia Alpina, portando avanti con cura la lavorazione artigianale della carne e ampliando negli anni l’offerta con gastronomia tipica piemontese e i celebri agnolotti fatti a mano. È in questo ambiente che Davide si è formato, respirando sin da bambino la dedizione e il valore della manualità, fino a diventare il volto contemporaneo di una storia lunga più di ottant’anni. Negli ultimi anni la sua crescita professionale è stata sorprendente, grazie a una visione moderna che unisce conoscenza profonda della materia prima, studio continuo e un approccio innovativo alla macellazione e alla maturazione della carne.
Davide acquista gli animali vivi, esclusivamente di razza piemontese, e segue un disciplinare di allevamento personale che mette al centro il benessere animale e la qualità assoluta: niente OGM, niente isolati, niente antibiotici, solo cereali e foraggi selezionati. Questo rigore, unito alla sua abilità tecnica, gli ha permesso di raggiungere risultati straordinari nella frollatura, arrivando a maturazioni fino a sei mesi e sperimentando processi inediti come la carne frollata nella cera d’api biologica, capace di assorbire profumi e sfumature aromatiche uniche.
La sua macelleria di piazza Ploto è diventata una meta per appassionati, gourmand e ristoratori che cercano tagli di eccellenza, selezioni rare come Sashi, Swami e Angus iberico, e soprattutto le sue preparazioni iconiche come il “Meat Sushi”, battuta di Fassona servita su riso al vapore in decine di varianti diverse.
Accanto alla carne, Davide porta avanti anche la ricca tradizione gastronomica di famiglia, producendo salumi artigianali, mortadelle, bresaole, pancette, prosciutti cotti e il famoso cotto d’anatra, oltre a un laboratorio che sforna quotidianamente antipasti, pasta fresca e i rinomati agnolotti fatti a mano. Alla competenza artigianale si affianca la sua capacità comunicativa: sui social, in particolare su TikTok dove conta oltre 12 mila follower, Davide divulga conoscenza, spiega tecniche, illustra tagli e insegna a cuocere la carne con un linguaggio diretto, moderno e coinvolgente, contribuendo a far avvicinare al mondo della macelleria anche un pubblico giovane. Questo mix di tradizione, innovazione e comunicazione gli è valso importanti riconoscimenti, tra cui l’ingresso nella guida Steak House e Macellerie d’Italia curata dalla rivista Braciamiancora, che lo considera tra i migliori macellai del Paese per la capacità di valorizzare la razza piemontese.
Nella sua bottega si respira ancora l’atmosfera familiare delle macellerie di una volta, un luogo dove professionalità, passione e rapporto umano convivono armoniosamente. Grazie al lavoro condiviso con la fidanzata Giulia, la commessa Laura e Armando, il laboratorio è diventato una vera fucina di sapori, un punto d’incontro dove si tramandano ricette, si sperimenta e si mantiene viva una tradizione che passa da tre generazioni. Così, ancora oggi, la Macelleria Ferro è il luogo dove la storia della carne si intreccia con il calore umano, e Davide, con il suo talento e la sua visione, continua a trasformare un mestiere antico in un’arte contemporanea capace di emozionare e sorprendere.
Macelleria Ferro: Piazza Ploto 23 Abbadia Alpina (To)
Telefono: 0121 20 14 33
Maestra Pasticcera Vincenza Loreto
da docitalyLa storia di Viscotta inizia nelle cucine profumate della Sicilia, dove la piccola Vincenza imparava i segreti della pasticceria tradizionale dalle mani esperte della nonna e della mamma. Ogni gesto, ogni ingrediente, ogni momento condiviso ha plasmato la sua passione per l’arte dolciaria. Oggi, come Pastry Chef affermata, Vincenza Loreto ha trasformato quei ricordi d’infanzia in una missione: portare nel mondo l’autenticità dei sapori siciliani attraverso biscotti artigianali che rispettano la tradizione abbracciando l’innovazione.
La pregiata Mandorla Pizzuta d’Avola è il cuore pulsante di ogni nostra creazione, tracciata su blockchain per garantire trasparenza e qualità dal campo alla tavola.Viscotta non è solo un biscotto, è un ponte tra passato e futuro, tra Sicilia e mondo.La missione è valorizzare la Mandorla Pizzuta d’Avola preparando un prodotto della tradizione Siciliana diverso dagli altri. Abbiamo ridotto al massimo la stucchevolezza grazie all’uso ed al dosaggio di uno zucchero particolarmente ricercato. La Pastry Chef Vincenza Loreto è l’anima dei prodotti Viscotta a base di Mandorla “Pizzuta” d’Avola. Lei ci mette cuore, passione e anima.
Una vita passata in pasticceria circondata da mandorle, gusto e tradizione. Dolci preparati a mano con ingredienti tracciati e certificati. Ogni biscotto racconta una storia di passione, tradizione e qualità siciliana. “All’olfatto si presenta con un odore di mandorla delicato e piacevole. All’assaggio, la maggior parte del panel ha individuato un giusto grado di dolcezza e di compattezza che non stanca al morso, con una persistenza gustativa media. In generale prodotto fragrante all’esterno e giustamente umido all’interno. Non ci si stanca a mangiarne altri”.
Le Paste di Mandorla artigianali VISCOTTA sono realizzate con Mandorla Pizzuta di Avola certificata, coltivata e raccolta nel cuore della Sicilia sotto il controllo del Consorzio Mandorla di Avola. Ogni morso racconta la tradizione dolciaria siciliana, esaltata da una lavorazione attenta e ingredienti naturali. Un classico senza tempo, in versione gluten free. “Il mio biscotto con la mandorla di Avola avrà successo perché valorizza un potenziale ancora inespresso. Viscotta by Vincenza Loreto punta a essere la migliore espressione della tradizione agricola avolese, già rinomata per il confetto con la Mandorla Pizzuta d’Avola. Vogliamo diventare leader nel mercato italiano e internazionale. Per questo tracciamo, con un certificato Blockchain, la filiera di produzione di ogni biscotto dal nostro amato forno.” – afferma Vincenza.
I prodotti alla mandorla Viscotta rappresentano l’incontro perfetto tra eccellenza siciliana, artigianalità autentica e innovazione. Al centro di ogni creazione c’è la Pizzuta d’Avola certificata, una delle mandorle più pregiate al mondo, garantita direttamente dal Consorzio Mandorla di Avola. La qualità della materia prima è il punto di partenza, valorizzata da una lavorazione manuale che rispetta la tradizione siciliana e restituisce sapori pieni, puliti e inconfondibili.
Ogni prodotto è pensato per essere accessibile a tutti: sono naturali, senza glutine e privi di lattosio, ideali sia per chi ha intolleranze sia per chi desidera uno stile di vita più sano. Le mandorle utilizzate sono ricche di antiossidanti naturali e proprietà benefiche, trasformando ogni assaggio in un gesto di benessere quotidiano. Viscotta non è solo tradizione, ma anche trasparenza e tecnologia. Grazie alla tracciabilità tramite blockchain, ogni passaggio, dalla mandorla appena raccolta al prodotto finito, è monitorato e certificato, offrendo al consumatore la certezza di un percorso chiaro, controllato e responsabile. Il risultato è una linea di eccellenze che celebra il territorio, rispetta la natura e racconta un mestiere antico con uno sguardo moderno. Con Viscotta, la mandorla diventa un’esperienza: pura, autentica, siciliana
Vincenza Loreto è una pastry chef che ha costruito il suo percorso professionale unendo precisione tecnica, eleganza creativa e un profondo rispetto per le materie prime. La sua storia nasce da una passione genuina per l’arte dolciaria, coltivata negli anni attraverso studio, sperimentazione e un’incessante ricerca del dettaglio perfetto, quello capace di trasformare un dessert in un ricordo indelebile.
Particolarmente legata alla tradizione italiana, Vincenza interpreta ricette classiche con una sensibilità contemporanea, alleggerendo le preparazioni e valorizzando ingredienti di qualità assoluta. Dai grandi lievitati ai mignon di pasticceria moderna, dalle monoporzioni ai dessert al piatto, ciò che accomuna le sue creazioni è la cura minuziosa e la capacità di far convivere semplicità e tecnica, memoria e innovazione.
Con il suo lavoro, Vincenza Loreto si è affermata come una professionista capace di emozionare attraverso il gusto e di raccontare, con ogni dolce, un pensiero, una storia, una parte di sé. Una pastry chef che considera la pasticceria un linguaggio, e che in ogni sua creazione sceglie di parlare con gentilezza, precisione e passione.
C.da Cacarozzo snc
96012 Avola (SR)
Tel.: +39 392 1818909
Orari
Lunedì – Venerdì: 8.00 | 20.00
Sabato: 8.00 | 19.00
Tonka – Valerio Esposito
da docitalyLa Gelateria Tonka di Aprilia, guidata da Esposito, è diventata negli anni un simbolo di qualità e creatività nel panorama del gelato artigianale laziale. In questo laboratorio il gelato nasce da una filosofia semplice e rigorosa: scegliere ingredienti naturali, freschi e selezionati con cura, lavorarli secondo tecniche artigianali e rispettare sempre la stagionalità. Esposito ha trasformato Tonka in un luogo dove la tradizione incontra l’innovazione, proponendo gusti classici realizzati alla perfezione accanto a creazioni moderne, frutto di studio continuo e grande sensibilità al sapore. Ogni gelato racconta la passione di un artigiano che non si accontenta mai, che sperimenta, assaggia, migliora, con l’obiettivo di offrire ai propri clienti un’esperienza autentica, cremosa e indimenticabile. Tonka è oggi un punto fermo per chi cerca un gelato vero, sincero e fatto con il cuore.
Classe 1991, Valerio Esposito nasce in una famiglia di pasticceri. Il papà Umberto, con la sua storica pasticceria nel centro di Aprilia, è stato un punto di riferimento per oltre trent’anni e ha trasmesso a Valerio il fascino dell’arte bianca. Dopo gli studi alberghieri e le esperienze in cucina, Valerio scopre la sua vera passione: il gelato artigianale. Nel 2010 fonda ad Aprilia Tonka, Gelateria Artigianale, con l’obiettivo di proporre un prodotto naturale, fresco, legato al territorio e realizzato con ingredienti di filiera corta. Nel suo percorso di formazione ha seguito corsi con diversi maestri che sono vere istituzioni del settore, per poi sviluppare una propria filosofia di gelato, personale e distintiva. L’incontro con sua moglie Jennifer Boero segna l’inizio di un percorso condiviso anche nel lavoro.
Insieme approfondiscono lo studio delle materie prime e del cacao, fino ad aprire nel 2019 Divino, Bean to Bar Chocolate, piccola cioccolateria artigianale in cui le fave di cacao selezionate e trasformate da Valerio diventano praline e creazioni di Jennifer. Negli anni, Valerio ha ampliato la sua ricerca artigianale al mondo dei distillati, dando vita insieme ad altri soci al progetto Pontinus, Spiriti Pontini, che comprende gin, vermouth e bitter: un percorso collettivo dedicato alla valorizzazione del territorio pontino attraverso prodotti che fondono tradizione, storia e innovazione.
Da sempre impegnato sul fronte della sostenibilità, Valerio ha ideato con Tonka una serie di progetti pluriennali che hanno coinvolto associazioni, ONG e istituzioni, affrontando temi cruciali come la riforestazione, la tutela delle api, la lotta alla plastica negli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai (con il progetto IceTonka, in collaborazione con Legambiente e un maestro scultore del ghiaccio), fino ad arrivare al tema della gestione delle risorse idriche e alla riduzione dello spreco alimentare con il progetto Zero Sprechi – Un circolo virtuoso per il Pianeta.
Questa visione lo ha portato a presentare il libro educativo Gelatopoli e le sue iniziative di
sensibilizzazione direttamente alla FAO, confermandolo come uno dei gelatieri piùattivi nel
coniugare artigianalità e impegno sociale. Il percorso di Valerio è stato riconosciuto a livello nazionale con numerosi premi, tra cui:
Questi sono solo alcuni dei riconoscimenti ottenuti, che confermano un percorso fatto di ricerca, innovazione e radicamento al territorio.
Oggi Valerio continua a sperimentare e raccontare, attraverso gelato, cioccolato e distillati, valori di sostenibilità, artigianalità e cultura gastronomica, trasformando ogni sua creazione in un’esperienza che unisce gusto, identità e memoria collettiva.
Tonka si trova in Via Ugo Foscolo 15, 04011, Aprilia (LT)
Mail: info@tonkagelato.it
Telefono: +39 348 696 0986
Sommelier Giovanni Maria Galasso
da docitalyGiovanni Maria Galasso è una delle figure più autorevoli e appassionate del panorama enogastronomico calabrese, un professionista che ha trasformato lo studio, la curiosità e la dedizione in una missione culturale. Da quasi trent’anni è docente nelle scuole a indirizzo turistico-enogastronomico, dove insegna le discipline professionalizzanti – cucina, ricevimento, sala e vendita – formando generazioni di studenti e trasmettendo loro un approccio etico e consapevole al mondo dell’ospitalità e della ristorazione. La sua esperienza didattica, ricca e trasversale, è il fondamento della sua capacità di comunicare con passione e rigore tecnico.
Socio storico e attivista Slow Food, Galasso è un convinto promotore della filosofia del “buono, pulito e giusto”. La sua attività non si limita alla teoria: partecipa attivamente alla tutela e alla valorizzazione dell’enogastronomia locale, sostenendo i piccoli produttori e difendendo la biodiversità alimentare del territorio reggino. Come sommelier del vino e dell’olio, unisce sensibilità degustativa e profonda conoscenza tecnica, qualità che lo hanno portato a ricoprire ruoli di rilievo in importanti associazioni di settore.
È infatti commissario della delegazione FISAR della provincia di Reggio Calabria, dove contribuisce alla formazione dei futuri sommelier, e riveste il ruolo di tesoriere dell’APCR, l’Associazione Provinciale Cuochi Reggini, con cui condivide progetti, eventi e iniziative dedicate alla crescita culturale della ristorazione. La sua capacità di mettere in rete professionisti, idee e passioni è uno dei tratti che lo contraddistinguono. La sua formazione accademica è altrettanto significativa: laureato in Giurisprudenza, ha voluto seguire la propria vocazione proseguendo gli studi con una seconda laurea in Scienze Enogastronomiche a indirizzo enologico. Una scelta dettata esclusivamente dalla passione, che negli anni è diventata un percorso professionale completo, fatto di studio costante e continua evoluzione.
Nel 2021 la Federazione Italiana Cuochi gli ha conferito il prestigioso Cocorum, un riconoscimento alla carriera riservato a chi ha contribuito in maniera esemplare alla crescita del settore. Fa parte anche dell’Associazione “Discepoli di Escoffier”, organizzazione internazionale che custodisce la tradizione della grande cucina classica, e nel 2024 è stato nominato Ambasciatore del Bere dall’associazione di eccellenze DOC Italy, un titolo che celebra il suo impegno nella divulgazione della cultura del vino.
Galasso collabora inoltre con Slow Food Editore per la stesura della guida nazionale “Slow Wine”, contribuendo con competenza e sensibilità alla selezione e alla valutazione delle migliori cantine italiane. Il suo approccio al vino non è mai solo tecnico: è culturale, sociale, umano. Racconta il territorio, le persone, le storie che si nascondono dietro ogni etichetta. In ogni ruolo, docente, sommelier, divulgatore, attivista, Giovanni Maria Galasso porta con sé una visione chiara: l’enogastronomia è un patrimonio da proteggere, conoscere e condividere. E il suo lavoro, giorno dopo giorno, continua a dare valore a questa convinzione.
Mail: gigalasso@tiscali.it
Valerio Monti – Videomaker e Visual Storyteller
da docitalyRaccontare una storia non significa semplicemente registrare ciò che accade, ma saperne catturare l’essenza, il ritmo e l’emozione. È questa la filosofia che guida Valerio Monti, videomaker professionista che da dieci anni trasforma eventi e brand in narrazioni visive d’impatto.
La sua carriera nasce quasi per gioco, tra i banchi di scuola, spinta da quella curiosità che spesso contraddistingue i futuri talenti. Inizia immortalando i diciottesimi dei compagni di classe, un banco di prova fondamentale che gli permette di affinare l’occhio per il dettaglio e la capacità di cogliere l’attimo fuggente. Quella che era partita come una passione giovanile si trasforma ben presto in una solida professione, evolvendo dalla fotografia statica al dinamismo del video.
Negli anni, Valerio ha saputo specializzarsi con versatilità nel settore del video making per eventi, spaziando dalle cerimonie private alle grandi convention aziendali. Parallelamente, ha intercettato con lungimiranza l’evoluzione del mercato digitale, diventando un punto di riferimento nella creazione di contenuti per i social media, dove il linguaggio deve essere rapido, incisivo e tecnicamente impeccabile.
Il suo tratto distintivo risiede in una rara sensibilità interpretativa: Valerio non impone mai un filtro standardizzato, ma adatta il suo stile visivo all’anima del soggetto che ha di fronte. Che si tratti di enfatizzare il fattore emozionale di una cerimonia o di far esplodere il divertimento e l’energia di un party, il risultato è sempre un prodotto su misura.
Nel mondo corporate, Valerio Monti si distingue per la capacità di “leggere” i Brand con cui collabora. Ha lavorato con diverse realtà aziendali portando alla luce la loro mentalità e i loro valori, fondendo le esigenze di marketing con un’estetica raffinata e una qualità dell’immagine cinematografica.
Il 2023 segna un nuovo, importante traguardo nel suo percorso di eccellenza: l’ingresso in DocItaly. Un riconoscimento che certifica la qualità del suo operato e lo inserisce in un network di professionisti che fanno della passione e della competenza il proprio marchio di fabbrica.
Mail: valeriomonti97@gmail.com
ENZIMA – Luca Di Francesco
da docitalyEnzima è molto più di un locale: è il progetto di vita di Luca Di Francesco e la sua idea concreta di artigianalità moderna. Nato nel 2024 nel cuore di Ladispoli, in via Odescalchi 123, questo spazio rappresenta l’incontro tra tecnica, identità e visione. Qui ogni prodotto racconta una storia precisa: il pane ha un carattere riconoscibile, fatto di profumi intensi e molliche vive, gli sfogliati e i grandi lievitati sono immediatamente distinguibili per struttura, equilibrio e leggerezza, mentre la pizza diventa una vera e propria firma d’autore, costruita su stagionalità, abbinamenti sorprendenti e rispetto assoluto della materia prima.
L’obiettivo di Luca è chiaro fin dall’inizio: creare un legame autentico con chi entra da Enzima, non solo attraverso il gusto, ma attraverso un’esperienza. Ogni cliente viene accompagnato in un percorso fatto di semplicità solo apparente, in cui nulla è lasciato al caso. In questo laboratorio-gastronomia è bandito l’uso di prodotti chimici, a favore di processi naturali, lievitazioni lente e ingredienti selezionati con cura quasi maniacale. La farina diventa il centro di tutto, il punto di partenza per un dialogo continuo tra panificazione, pasticceria e cucina.
Enzima è il luogo dove la pizza gourmet trova la sua vera espressione, lontana dagli eccessi e vicina all’essenza: pochi elementi, lavorati bene, nel rispetto del territorio e delle stagioni. È un posto in cui il cibo viene raccontato prima ancora di essere assaggiato, dove si spiega che la buona tavola non ha bisogno di artifici, ma di mani esperte, tempo e materie prime eccellenti. Qui la cucina non è solo nutrimento, ma cultura, identità, memoria.
Entrare da Enzima significa entrare nell’universo di Luca Di Francesco: un mondo fatto di profumi di burro e lievito, di impasti vivi, di forni accesi all’alba e di ricerca continua. Un luogo semplice solo all’apparenza, ma profondamente contemporaneo, capace di unire tradizione e innovazione in un equilibrio raro. Enzima oggi è un punto di riferimento a Ladispoli per chi cerca un’idea di gusto autentica, consapevole e riconoscibile, un indirizzo che non segue le mode ma costruisce ogni giorno la propria identità.
Luca Di Francesco è una di quelle figure che incarnano perfettamente il significato contemporaneo di “arte bianca”: tecnica, studio, identità e continua ricerca. Il suo percorso nasce da una vocazione profonda, maturata con il tempo, lontano dai banchi di scuola che non sentiva affini e sempre più vicino, invece, al profumo del pane caldo, della sfoglia che cresce sotto le mani, del burro che stratifica impasti vivi. Fin da giovanissimo capisce che il suo futuro non è tra numeri e teoria astratta, ma tra farina, lievito e tempo. Quello vero, lento, indispensabile per dare vita a lievitati autentici.
Dopo il primo corso da pizzaiolo nel 2017, Luca inizia un percorso fatto di esperienze concrete in laboratori e realtà di rilievo. Lavora da Pascucci a Cornelia, poi cresce in diverse realtà di Ladispoli, affinando tecnica, sensibilità e spirito di sacrificio. L’incontro decisivo con il mondo degli sfogliati avviene a Fregene, da Biblos Bar, sotto la guida del maestro Alessandro Tiscione, dove perfeziona croissant, brioche e lievitati da colazione, comprendendo fino in fondo l’importanza della manualità nella sfogliatura e nel controllo delle temperature. Qui matura la consapevolezza che la sfoglia non è solo una tecnica, ma un vero linguaggio espressivo.
Nel 2022 arriva un’esperienza che segna profondamente la sua visione: il viaggio a Tel Aviv, dove collabora con il maestro panificatore Hadjad Oren nella bakery all’interno della fattoria biologica Meshek Melamed. A contatto con una cultura del pane essenziale, sostenibile e profondamente legata alla materia prima, Luca amplia ancora di più la sua idea di artigianalità.
Nel 2023 rientra in Italia con un progetto chiaro in testa e decide di completare la sua formazione con un corso di cucina a 360° presso “A Tavola con lo Chef”, prima di confrontarsi con uno dei grandi nomi dell’arte bianca contemporanea, Luca Pezzetta, esperienza che consolida definitivamente la sua identità professionale.
Nel 2024, dopo anni di studio, lavoro e sacrifici, Luca realizza il suo sogno aprendo Enzima, il laboratorio a Ladispoli che rappresenta oggi la sua casa creativa. Qui ogni prodotto ha una firma riconoscibile: il pane ha una sua anima, gli sfogliati parlano un linguaggio preciso fatto di equilibrio, stagionalità e tecnica, i lievitati dolci e salati esprimono una personalità netta. Il suo obiettivo non è solo nutrire, ma legare le persone attraverso il gusto, creare un ricordo, un’abitudine che profuma di casa e artigianato vero.
Parallelamente alla produzione, Luca porta avanti una forte vocazione alla trasmissione del sapere. Nei suoi corsi dedicati a cornetti e brioche, accompagna gli allievi alla scoperta della sfogliatura manuale, una pratica che richiede pazienza, precisione e sensibilità tattile. Insegna a comprendere l’impasto, ad ascoltarlo, a rispettarne i tempi e a valorizzarne le potenzialità. La sua non è una semplice lezione tecnica, ma un’esperienza formativa, in cui ogni gesto viene spiegato, ogni errore diventa occasione di crescita, ogni profumo che esce dal forno racconta una storia.
Luca Di Francesco rappresenta una nuova generazione di maestri dei lievitati: consapevole, curiosa, profondamente legata alla tradizione ma capace di guardare avanti. Il suo percorso dimostra che il talento, quando è sostenuto da disciplina, studio e passione autentica, può trasformarsi in un linguaggio riconoscibile. Con Enzima e con il suo modo di insegnare, Luca continua ogni giorno a scrivere la sua storia fatta di sfoglie perfette, lievitazioni vive e sogni che profumano di burro e farina.
Enzima: via odescalchi 123 a/b, Ladispoli, Roma, 00055
Mail: 375 536 7665
Sito: luca.df996@gmail.com
Telefono: 375 536 7665
Massimiliano Borgna – Perito
da docitalyMassimiliano Borgna è un perito qualificato e riconosciuto a livello nazionale, iscritto al ruolo dei periti presso l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni. La sua figura professionale si colloca in un settore complesso e delicato, quello della valutazione e quantificazione dei danni, ambito in cui opera con competenza, rigore tecnico e un approccio altamente specializzato. Nel corso degli anni ha sviluppato un profilo solido e affidabile, diventando un punto di riferimento per privati, aziende e studi legali che necessitano di una consulenza accurata e imparziale.
La sua attività si concentra principalmente sulla valutazione e quantificazione dei danni in ambito RCA e RC generale, un settore che richiede precisione, capacità di analisi e un costante aggiornamento normativo. Borgna si occupa di esaminare ogni aspetto connesso a sinistri stradali, danni a cose e persone, responsabilità civili e tecniche assicurative, fornendo relazioni chiare, complete e strutturate secondo i parametri richiesti dalle compagnie e dagli organi giudiziari. Alla componente tecnica affianca un importante ruolo nel fornire consulenze tecniche di parte, anche giurate, mettendo al servizio di clienti e avvocati tutta la sua esperienza nelle controversie civili e penali.
La collaborazione stabile con uno studio legale attivo nel campo del diritto civile, dell’infortunistica stradale e del penale, con sede operativa in Via Asiago 2 a Roma, rappresenta un pilastro fondamentale della sua attività. In questo contesto, Massimiliano Borgna partecipa attivamente alla gestione dei casi, contribuendo con perizie tecniche, valutazioni specialistiche, stime economiche e tutto ciò che riguarda l’accertamento dei fatti attraverso l’analisi dei veicoli e delle dinamiche del danno. La sua esperienza è particolarmente preziosa nei casi che coinvolgono lesioni personali, dove la precisione delle valutazioni può incidere in modo determinante sugli esiti delle pratiche risarcitorie.
Un ulteriore ambito in cui Borgna dimostra grande competenza è quello dell’accertamento e valutazione dei veicoli. Che si tratti di auto incidentate, mezzi da sottoporre a perizia tecnica o verifiche necessarie in contesti giudiziari, la sua capacità di analizzare condizioni, valori, deterioramenti e stati d’uso si fonda su un metodo professionale che unisce esperienza sul campo e conoscenza approfondita del settore automobilistico.
La qualità del suo lavoro risiede nella capacità di coniugare competenza tecnica, chiarezza espositiva e serietà professionale. Ogni perizia firmata da Massimiliano Borgna rappresenta un documento affidabile e rigoroso, redatto con l’obiettivo di restituire un quadro oggettivo e verificabile, elemento essenziale in ogni valutazione nel campo assicurativo e legale. La sua figura si distingue dunque come quella di un professionista completo, capace di affrontare con autorevolezza tutte le fasi dell’analisi del danno, offrendo un servizio preciso, puntuale e orientato alla tutela del cliente.
Mail: masssimilianoborgna@gmail.com – inforepartotecnico @gmail.com
Sede: Via Asiago, 2 – Roma
Sommelier Tommaso Di Giacomo
da docitalyTommaso Di Giacomo, abruzzese DOC, nasce a Penne (PE), dove tuttora risiede. Il suo legame con il mondo della ristorazione inizia giovanissimo, a soli 15 anni, quando durante le estati lavora nei ristoranti della vicina costa adriatica. Da queste prime esperienze nasce un interesse autentico per l’ospitalità e il servizio, destinato a trasformarsi negli anni in una vera vocazione.
Dopo il diploma di scuola superiore apre un bar nel centro storico della sua città. In breve tempo, però, è il vino a conquistare completamente la sua attenzione, la curiosità cresce, si intensifica e si traduce nel desiderio di formarsi in modo strutturato. Frequenta i corsi AIS e ottiene la qualifica di Sommelier professionista. Parallelamente, il suo locale evolve da semplice bar a un vero e proprio wine-bar, dove la carta dei vini si amplia progressivamente: prima etichette locali, poi regionali, nazionali e infine internazionali.
Questa trasformazione riflette un percorso di crescita personale e professionale che Tommaso vive con entusiasmo costanza e dedizione.Animato dalla volontà di approfondire ulteriormente il mondo del vino e delle sue dinamiche commerciali, nel 2016 frequenta il Master in Wine Export a Pescara, seguito l’anno successivo dal prestigioso Master Sommelier ALMA-AIS a Colorno (Parma), due tappe fondamentali che consolidano la sua preparazione sia tecnica sia manageriale.
Dal 2019, dopo la vendita del wine-bar, decide di dedicarsi completamente al settore vitivinicolo. Lavora come sommelier responsabile delle degustazioni e come commerciale export per diverse cantine del territorio, affiancandole in percorsi di crescita sui mercati internazionali. Partecipa a numerosi eventi, fiere e incontri B2B in Italia e all’estero, operando in mercati come Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Stati Uniti, Canada e Cina.
Il suo impegno e la sua professionalità vengono riconosciuti anche a livello nazionale : nel febbraio 2024 riceve la nomina di Ambasciatore del Bere da DOC Italy, mentre a novembre 2024 ottiene la qualifica di Degustatore Ufficiale AIS, certificazione che sancisce ulteriormente il suo livello di competenza tecnica.
Profondamente appassionato di degustazione e divulgazione, organizza masterclass, incontri tematici ed eventi formativi in enoteche e wine-bar, con l’obiettivo di trasmettere il valore culturale ed emozionale che il vino rappresenta.
Per lui il vino è cultura a 360 gradi: un universo fatto di storia, territorio, persone ed emozioni. Un mondo che lo ha conquistato e al quale ha scelto di dedicare ogni giorno con passione autentica e continua ricerca della qualità.
Mail: tommaso66.digiacomo@gmail.com
Telefono: 3337511547
Pizzeria Sancho
da docitalyLa storia di Sancho inizia dalle mani. Mani sporche di farina, forti e pazienti, quelle di nonno Emilio, che nel 1969 sul lungomare di Fiumicino diede vita a una pizza destinata a diventare un simbolo del territorio. Una pizza scrocchiarella, gonfia, leggera, fatta di semplicità e tecnica, capace di far sorridere generazioni. Da allora Sancho non ha mai tradito il suo impasto: farina semi-integrale tipo 2 dal colore bronzeo, tanta acqua, pochissimo lievito, lunghe maturazioni che vanno dalle 48 alle 90 ore. Un impasto che profuma di grano tostato, che si stende sottile e croccante e che diventa la base di un modo tutto speciale di fare la pizza al taglio.
La filosofia è sempre la stessa: equilibrio tra metodo e materia prima, rispetto delle stagioni, ricerca delle migliori eccellenze del territorio. Per questo sul bancone di Sancho non ci sono mai le stesse cose, c’è sempre qualcosa di fresco, qualcosa che cambia, qualcosa che sorprende. E se la base resta fragrante e leggera, le farciture raccontano la generosità della tradizione laziale, rivisitata con ironia e gusto.
Dalla pizza in crosta di patate di Avezzano farcita di porchetta, alla pizza Lasagna ripiena di ragù bianco e besciamella, dalle classiche Margherita e Marinara fino ai grandi cavalli di battaglia: la Marinara con alici fresche e quella ripiena di tonno sott’olio, maionese fatta in casa e pomodoro. Senza dimenticare i fritti, con panature fragranti e ripieni sorprendenti: bucatini al ragù, ribs alla brace con salsa BBQ, tortellini, spaghetti con le vongole, fettuccine alla pescatora. Una piccola enciclopedia croccante della cucina romana e non solo.
Col tempo, Sancho è diventato qualcosa di più di una pizzeria: è un modo di intendere la pizza al taglio, popolare ma curata, golosa ma tecnica, capace di saziare e far venire voglia di tornare. Il testimone passa dal fondatore Emilio al figlio Franco, fino a oggi, quando sono i nipoti Emiliano e Andrea a portare avanti una storia che profuma ancora di tradizione ma guarda convintamente al futuro. E il futuro di Sancho nel 2024 si sposta anche a Roma, dove apre la prima sede in via Giuseppe Gioachino Belli, nel cuore di Prati. Il format è lo stesso, l’identità è fortissima, e il successo arriva immediato: tra supplì filanti, pizze iconiche e fritti irresistibili, la clientela raddoppia, mescolando affezionati di Fiumicino e nuovi curiosi della Capitale.
Il passo successivo è naturale: nel marzo 2025 Sancho apre il suo secondo punto romano in via Catania 51, zona Piazza Bologna. Trenta metri quadri appena, che Emiliano definisce una “bomboniera”, ma con tutta la forza del marchio: impasti leggeri e croccanti, farciture generose, qualità costante e quell’atmosfera calda e popolare che fa sentire ogni cliente parte della storia. Perché ciò che rende Sancho davvero unico è l’equilibrio tra artigianalità meticolosa e goduria senza filtri. Non è pizza gourmet, è una pizza fatta come si deve, con tecnica, con cuore, con personalità.
Oggi Sancho è una realtà solida, con tre sedi, Fiumicino, Prati e Piazza Bologna, e una reputazione che attraversa la regione. Si lavora per migliorare il servizio delivery, mantenere la qualità anche a casa e, chissà, forse un domani aprire nuove sedi. Perché quando per più di cinquant’anni una famiglia porta avanti lo stesso amore con la stessa tenacia, l’unica direzione possibile è quella di continuare a crescere. Sancho resta così una pizzeria popolare, sincera, accessibile, dove ogni trancio racconta una storia fatta di mani, di lavoro, di famiglia e di tradizione. Una storia che continua a sfornare sorrisi, profumo di forno e quella leggerezza croccante che da 1969 è semplicemente… Sancho.
Pizzeria Sancho Dal 1969
Sede Storica: Via della Torre Clementina, 142, Fiumicino
Roma Prati: Via Giuseppe Gioachino Belli, 3/A
Roma Piazza Bologna: Via Catania, 51
Tel. 06.6580690
Macelleria Ferro – Davide Ferro
da docitalyLa storia della Macelleria Ferro nasce nel 1941, quando Bartolomeo Ferro con la moglie Iolanda aprivano l’attività a Castel Del Bosco (frazione di Roure). I paesi di montagna a quei tempi avevano numerosi abitanti e la macelleria era, assieme al panettiere e al verduriere, uno dei negozi più importanti: un vero centro di incontro per il paese. Il lavoro era tanto e faticoso e Giovanni, ancora “bocia” (ad appena 10 anni), iniziò ad aiutare papà e mamma.
Fu così che per anni gli abitanti di Roure (ma non solo), mangiarono l’ottimo filetto, le rolate, i salami e la salciccia della macelleria. Giovanni intanto nel 1977 si sposò con Gemma e insieme decisero di aprire una nuova macelleria … ad Abbadia Alpina(frazione di Pinerolo), intanto Bartolomeo e Iolanda proseguirono l’attività a Roure fino al 1985 (per ben 44 anni). La nuova macelleria, era nel centro storico di Abbadia, vicino alla Chiesa, all’ala, ai negozietti di alimentari e al bar. Di fianco al negozio Giovanni aveva anche il mattatoio privato in cui macellava direttamente gli animali. E così che tra gli abbadiesi… chi voleva la carne fresca, chi la voleva tagliata un po’ sottile, chi preferiva quella bella spessa, chi voleva la salsiccia poco speziata, chi voleva la trippa da fare con le cipolle…. andava da “EL Maslè’ d la Badia”.
Nel 1999 con la moglie Gemma ci fu l’idea di vendere, oltre alla carne, anche agnolotti e insalata russa. Gli agnolotti venivano (e vengono tuttora) fatti a mano: Ester (la cugina di Giovanni) faceva e tirava la pasta fresca, poi uno a uno venivano riempiti con il famoso “cumaut” (carne di vitello cotta in padella con spinaci e spezie).
Gemma e Giovanni aiutati, oltre che da Ester anche dalla figlia Monica, iniziarono poi a introdurre via via altri piatti della cucina piemontese tra cui il vitello tonnato, la Pasta al forno, la bagna cauda ecc. e su richiesta anche degli abbadiesi hanno man mano incrementato i piatti e le specialità. Il lavoro, nonostante l’apertura di grossi supermercati nel circondario, è via via aumentato e ora Govanni e Gemma sono aiutati dal figlio Davide, dalla sua fidanzata Giulia, dalla commessa Laura, e da Armando (fratello di Giulia). La cucina, prima piccola, ora è diventata un vero e proprio laboratorio in cui tutti i piatti della gastronomia vengono fatti a mano, utilizzando prodotti di ottima qualità e mantenendo quella cura che solo i piatti “fatti in casa” hanno. Così abbadiesi e non abbadiesi, nella macelleria – gastronomia Ferro trovano la carne del Maslè, le prelibatezze della gastronomia e, come una volta a Roure, un posto di incontro e di amicizia.
Davide Ferro è oggi uno dei più brillanti interpreti dell’arte della carne in Italia, un professionista capace di coniugare tradizione familiare, tecnica impeccabile e un’innata propensione all’innovazione. La sua storia affonda le radici in una lunga tradizione che inizia nel 1941, quando i nonni Bartolomeo e Iolanda aprirono la prima macelleria a Castel del Bosco, punto di riferimento per gli abitanti di Roure.
Lì, tra taglieri e profumi di carne fresca, crebbero anche il figlio Giovanni e la moglie Gemma, che nel 1977 aprirono una nuova bottega ad Abbadia Alpina, portando avanti con cura la lavorazione artigianale della carne e ampliando negli anni l’offerta con gastronomia tipica piemontese e i celebri agnolotti fatti a mano. È in questo ambiente che Davide si è formato, respirando sin da bambino la dedizione e il valore della manualità, fino a diventare il volto contemporaneo di una storia lunga più di ottant’anni. Negli ultimi anni la sua crescita professionale è stata sorprendente, grazie a una visione moderna che unisce conoscenza profonda della materia prima, studio continuo e un approccio innovativo alla macellazione e alla maturazione della carne.
Davide acquista gli animali vivi, esclusivamente di razza piemontese, e segue un disciplinare di allevamento personale che mette al centro il benessere animale e la qualità assoluta: niente OGM, niente isolati, niente antibiotici, solo cereali e foraggi selezionati. Questo rigore, unito alla sua abilità tecnica, gli ha permesso di raggiungere risultati straordinari nella frollatura, arrivando a maturazioni fino a sei mesi e sperimentando processi inediti come la carne frollata nella cera d’api biologica, capace di assorbire profumi e sfumature aromatiche uniche.
La sua macelleria di piazza Ploto è diventata una meta per appassionati, gourmand e ristoratori che cercano tagli di eccellenza, selezioni rare come Sashi, Swami e Angus iberico, e soprattutto le sue preparazioni iconiche come il “Meat Sushi”, battuta di Fassona servita su riso al vapore in decine di varianti diverse.
Accanto alla carne, Davide porta avanti anche la ricca tradizione gastronomica di famiglia, producendo salumi artigianali, mortadelle, bresaole, pancette, prosciutti cotti e il famoso cotto d’anatra, oltre a un laboratorio che sforna quotidianamente antipasti, pasta fresca e i rinomati agnolotti fatti a mano. Alla competenza artigianale si affianca la sua capacità comunicativa: sui social, in particolare su TikTok dove conta oltre 12 mila follower, Davide divulga conoscenza, spiega tecniche, illustra tagli e insegna a cuocere la carne con un linguaggio diretto, moderno e coinvolgente, contribuendo a far avvicinare al mondo della macelleria anche un pubblico giovane. Questo mix di tradizione, innovazione e comunicazione gli è valso importanti riconoscimenti, tra cui l’ingresso nella guida Steak House e Macellerie d’Italia curata dalla rivista Braciamiancora, che lo considera tra i migliori macellai del Paese per la capacità di valorizzare la razza piemontese.
Nella sua bottega si respira ancora l’atmosfera familiare delle macellerie di una volta, un luogo dove professionalità, passione e rapporto umano convivono armoniosamente. Grazie al lavoro condiviso con la fidanzata Giulia, la commessa Laura e Armando, il laboratorio è diventato una vera fucina di sapori, un punto d’incontro dove si tramandano ricette, si sperimenta e si mantiene viva una tradizione che passa da tre generazioni. Così, ancora oggi, la Macelleria Ferro è il luogo dove la storia della carne si intreccia con il calore umano, e Davide, con il suo talento e la sua visione, continua a trasformare un mestiere antico in un’arte contemporanea capace di emozionare e sorprendere.
Macelleria Ferro: Piazza Ploto 23 Abbadia Alpina (To)
Telefono: 0121 20 14 33
Maestro Macellaio Massimo Caldera
da docitalyNel cuore dell’Astigiano, tra colline coltivate e tradizioni contadine che affondano le radici nel dopoguerra, si sviluppa la storia professionale e familiare del maestro macellaio Massimo Caldera, una figura che incarna in modo esemplare l’eccellenza piemontese nel mondo della carne. La sua storia è intimamente legata a quella della famiglia Caldera e della loro azienda agricola di Isola d’Asti, dove già nei primi anni Sessanta i genitori, Laura e Giuseppe, avviarono un allevamento di bovini gestito secondo i principi del benessere animale e della filiera controllata.
La filosofia Caldera nasce lì: animali allevati con cura, seguiti dalla crescita fino all’età adulta e nutriti con cereali e foraggi coltivati direttamente nei campi di famiglia. Una tradizione che si è ampliata quando, con il passare degli anni, la famiglia introdusse anche l’allevamento dei suini e iniziò a produrre salumi e insaccati secondo metodi artigianali, mantenendo vivo un sapere antico e prezioso. È nel 1993 che Massimo compie il passo fondamentale che segnerà il suo destino: rileva la storica macelleria di Via Cavour 61 ad Asti, fondata negli anni ’50 da Risso Adelio. Nasce così Macelleria Piemonte Carni, il punto d’incontro tra l’allevamento di famiglia e il consumatore finale, un luogo dove la carne non è solo un prodotto, ma l’espressione concreta di un lavoro appassionato, etico e profondamente rispettoso della materia prima.
Nel corso di oltre ventisette anni, Massimo trasforma la macelleria in un punto di riferimento cittadino. Ristrutturazioni, ampliamenti, nuove tecnologie e ambienti resi sempre più accoglienti sono il segno di un percorso professionale dinamico, capace di coniugare tradizione e innovazione. Ma il vero tratto distintivo non è nelle pareti rinnovate, bensì nell’atmosfera che si respira entrando nel negozio: cordialità, disponibilità, ascolto e un senso di familiarità costruito nel tempo con una clientela affezionata.
Accanto a Massimo lavorano con dedizione i suoi collaboratori storici, Licia e Stefano, figure essenziali nella quotidianità della macelleria, insieme alle nuove leve che apprendono con passione il mestiere del macellaio, un’arte che richiede studio, manualità e profondo rispetto per gli animali e per la carne. La forza della Macelleria Piemonte Carni è la filiera corta: allevamento, macellazione e lavorazione seguono un percorso controllato passo dopo passo, garantendo una qualità costante e superiore. I tagli freschi di bovino, la salsiccia, i salumi artigianali, come salame crudo e cotto, prosciutti, pancetta, lardo, lonzino, coppa e l’iconico “filetto baciato”, sono il risultato di tecniche consolidate e di materie prime allevate con criteri rigorosi.
Accanto alla carne fresca, un altro pilastro dell’attività è la gastronomia artigianale, che racconta un Piemonte autentico e gustoso. Ogni giorno, Massimo e il suo team preparano “pronti a cuocere” creativi e raffinati, e piatti della tradizione realizzati nella cucina interna: vitello tonnato, insalata russa, stracotto al Barbera, ragù artigianali, trippa in umido, carpione, agnolotti alle tre carni, cosce d’anatra all’arancia, fritto misto alla piemontese, oltre a numerose proposte di verdure e contorni.
In queste ricette convivono il sapere antico delle “ricette della nonna” e tecniche moderne che preservano proprietà e sapori. I piatti vengono porzionati con cura, pronti per essere rigenerati in pochi minuti, ideali per chi desidera portare in tavola un pranzo di qualità anche senza avere il tempo di cucinare. La valorizzazione del territorio è un altro caposaldo della filosofia Caldera: per questo, in macelleria è possibile trovare una selezione di vini dell’Astigiano e dell’Alta Langa, pensati per accompagnare al meglio ogni taglio e ogni preparazione.
Oggi Massimo Caldera è considerato non solo un eccellente professionista, ma un vero custode della cultura gastronomica piemontese. Con passione, competenza e integrità, ha saputo trasformare un mestiere antico in un’arte moderna, portando avanti una tradizione familiare che continua a raccontare la storia di un territorio, dei suoi sapori e delle sue radici.
La sua macelleria non è soltanto un negozio: è un luogo dove ogni giorno si rinnova un patto di fiducia tra produttore e cliente, un presidio di qualità dove il rispetto per la materia prima e la cura per il dettaglio si traducono in prodotti dal sapore autentico e in esperienze gastronomiche che elevano la carne a vera eccellenza.
Macelleria Piemonte Carni: Via C. Benso di Cavour, 61, 14100 Asti AT
Telefono: 0141 595085
Mail: massimo.caldera71@gmail.com
Valentina Di Francesco – Artista dei fiori
da docitalyNel panorama del wedding design italiano, Valentina Di Francesco rappresenta una figura luminosa e ispirata, un’artista dei fiori capace di trasformare qualsiasi spazio in un piccolo mondo incantato. Con la sua azienda Event Flower, ha costruito negli anni una realtà solida, affidabile e creativa, diventando un punto di riferimento per tutte le coppie che desiderano un matrimonio curato nei dettagli e reso unico dall’eleganza delle decorazioni floreali.
Event Flower nasce dalla passione di Valentina per il linguaggio segreto dei fiori e per la loro capacità di raccontare emozioni. La sua esperienza nel settore nuziale, maturata con impegno e dedizione, le permette oggi di offrire un servizio impeccabile: ogni progetto è studiato con attenzione sartoriale, ogni scelta floreale è calibrata sulla personalità degli sposi e sullo stile della cerimonia. Che si tratti di un matrimonio classico, romantico, contemporaneo o riccamente scenografico, Valentina riesce sempre a trovare la soluzione ideale, unendo estetica, armonia e buon gusto.
Ciò che distingue davvero Valentina è il suo approccio empatico e profondamente umano. Le coppie la descrivono come dolcissima, disponibile e attenta, una professionista capace di ascoltare e di trasformare i desideri in realtà. Fin dal primo incontro mette a proprio agio gli sposi, guidandoli con competenza nelle scelte botaniche e cromatiche, offrendo soluzioni creative e sempre in linea con il budget e l’atmosfera da creare.
Le sue composizioni non sono semplici addobbi: sono opere floreali che raccontano un amore, costruite con gusto, precisione e un senso innato dell’equilibrio. Dai bouquet alle decorazioni per la cerimonia, dalla tavola del ricevimento alla torta, ogni elemento porta la sua firma immediatamente riconoscibile: eleganza naturale, cura del dettaglio e una raffinata ricercatezza.
Il giorno delle nozze, Valentina non si limita a consegnare le composizioni: è presente, attiva, attenta. Molti sposi ricordano la sua capacità di occuparsi di tutto con sensibilità e dedizione: accogliere gli invitati, sistemare coni portariso di foglia, riallestire la sala, verificare fino all’ultimo che ogni fiore sia al posto giusto. È questo impegno silenzioso e totale che rende la sua presenza così preziosa.
La creatività di Valentina, insieme al talento del suo team, dà vita a risultati che spesso vengono definiti magici, unici, indimenticabili. Non sorprende che tante coppie parlino di lei con affetto, riconoscendo in Event Flower molto più di un servizio professionale: un’autentica alleata nel rendere il giorno del matrimonio perfetto. Con passione, grazia e sensibilità artistica, Valentina Di Francesco continua ogni giorno a trasformare fiori ed emozioni in scenografie che rimangono per sempre nel cuore di chi le vive. Event Flower non è solo un’azienda: è un piccolo universo creativo dove ogni matrimonio diventa un sogno fatto di colori, profumi e bellezza senza tempo.
Event Flower: Via Michele di lando 58b, Roma
Telefono: 392 716 1882
Instagram e Facebook: @eventflower_vdf
Mail: valentina.eventflower@gmail.com
Maestro Macellaio Mario La Mura
da docitaly“Salumi Artigianali Campani” ha origini molto antiche. Nasce, infatti, nel 1960 con la Macelleria La Mura, di nonno Mario e nonna Giuseppina. Nel tempo è però cresciuta e si è evoluta grazie soprattutto all’ingresso delle nuove generazioni. Oggi, infatti, l’azienda di famiglia ha subito una vera e proprio rivoluzione. Sono state introdotte nuove tecnologie per la lavorazione della carne, nonchè la creazione di un proprio allevamento ed una propria filiera.
Oggi la “macelleria dei nonni” è una vera e propria azienda di allevamento e produzione di carni di qualità, nonchè di salumi artigianali campani.La storia di “Salumi Artigianali Campani” ha inizio con la Macelleria La Mura nel 1960 con Nonno Mario e Nonna Giuseppina, che decisero di trasformare il loro sogno in realtà aprendo, quella che poi è diventata una delle macellerie storiche di Gragnano: “Macelleria al Vitello d’oro”, ignari, che la loro scelta avrebbe aperto la strada alle future generazioni. Impegnati nella realizzazione del loro sogno, nasce il secondogenito Francesco, che raccogliendo l’eredità del papà Mario si lega al progetto della macelleria sin da piccolo, grazie soprattutto alla passione che vedeva nei suoi genitori. Francesco, non ha solo portato avanti il sogno dei genitori ma ha pensato bene di ingrandire la macelleria ed apportare migliorie alle attrezzature adibite alla lavorazione della carne, riuscendo a rendere il suo prodotto unico grazie anche alla creazione di una propria filiera.
Ha dato, infatti, vita al suo allevamento nella zona tra Benevento e Avellino, un’area sgombra da inquinanti, che oggi conta all’incirca più di 500 animali divisi tra bovini e suini, che cura con l’aiuto di pastori locali. Oggi la storia si ripete con il primogenito di Francesco, Mario, che segue le orme del padre. Mario porta avanti l’attività di famiglia con l’obiettivo di farla conoscere su tutto il territorio Nazionale. Il mestiere del macellaio racconta di un lavoro antico e di una professione che si è reinventata nel tempo, seguendo i cambiamenti nel modo di vivere e mangiare delle persone.
Qui bovini e suini crescono in ambienti salubri, nutriti con alimenti naturali e seguiti da pastori locali, nel pieno rispetto del benessere animale. È in questa fase che la semplice macelleria di famiglia si evolve in una vera e propria azienda: “Salumi Artigianali Campani”, una realtà che unisce tradizione artigiana e tecnologie moderne per la lavorazione delle carni.
Oggi è Mario La Mura, nipote del fondatore e macellaio di terza generazione, a rappresentare il cuore pulsante dell’azienda. Maestro del taglio, profondo conoscitore delle carni e dei processi di stagionatura, Mario incarna perfettamente l’equilibrio tra antichi saperi e nuove visioni. Con passione, umiltà e rigore, porta avanti un lavoro fatto di scelte quotidiane, attenzione maniacale alla qualità e continua ricerca sui metodi di macellazione, conservazione e trasformazione. Non è solo un artigiano, ma un vero interprete della cultura della carne, capace di valorizzare ogni taglio e di proporre lavorazioni pensate per esaltarne profumi, consistenze e sapori.
La forza dell’azienda La Mura sta nella sua filiera corta e controllata. Gli animali, allevati senza conservanti e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, vengono trasportati personalmente verso il mattatoio in modo da limitare al minimo lo stress. Le carni, una volta giunte a Gragnano, vengono lasciate riposare nelle celle frigorifere per ristabilire la fisiologia muscolare prima di essere lavorate. Da qui nascono salumi artigianali campani che raccontano il territorio: prodotti autentici, legati alle ricette tradizionali, ma realizzati con una cura moderna e una visione imprenditoriale solida.
Mario La Mura è oggi considerato uno degli ambasciatori di un mestiere antico che non ha mai smesso di evolversi. Il macellaio, nelle sue mani, non è solo colui che taglia la carne, ma chi sceglie i capi, ne rispetta la storia, li lavora con conoscenza e li trasforma in eccellenze capaci di arrivare sulle tavole e nelle cucine di grandi chef. Dietro ogni salume firmato La Mura c’è una storia di famiglia, una terra generosa e una tradizione che continua a vivere, fatta di sacrifici, orgoglio e amore autentico per il proprio lavoro.
Salumi Artigianali Campani: via vittorio veneto 291, Gragnano, Italy, 80054
Telefono: +39 081/873.35.68
Mail: info@salumiartigianalicampani.it
Maestra Gelataia Cinzia Otri
da docitalyNel cuore di Firenze, tra le viuzze senza tempo del quartiere di Santo Spirito, si trova la Gelateria Della Passera, un piccolo scrigno di dolcezza e arte fondato nel 2010 da Cinzia Otri, maestra gelataia di straordinaria sensibilità e creatività. A pochi passi dal Ponte Vecchio, questo luogo è diventato in pochi anni un punto di riferimento per gli amanti del gelato artigianale, un laboratorio di sperimentazione che coniuga sapienza tecnica, arte, sostenibilità e memoria.
La storia di Cinzia Otri comincia con un’intuizione. Insieme al compagno Marco, già proprietario del Caffè degli Artigiani, rilevò un piccolo negozio di alimentari in piazza della Passera, con l’idea di trasformarlo in una cucina a servizio del loro caffè. Quando però problemi strutturali impedirono la realizzazione del progetto, nacque un’idea completamente nuova: aprire una gelateria artigianale. Cinzia, pur senza esperienza nel settore, accettò la sfida con entusiasmo e iniziò a studiare con determinazione, frequentando i corsi della Gelato University di Bologna sotto la guida di maestri come Giampaolo Valli e Simone Catolfi.
Da quel momento la sua carriera è stata un crescendo. Il suo approccio alla gelateria unisce rigore tecnico e sensibilità artistica: come lei stessa ama dire, “gli ingredienti sono la mia tavolozza di colori”. Ogni gusto nasce da un’intuizione, da un ricordo, da un profumo, da una suggestione della natura o della storia. La sua formazione artistica le ha permesso di fondere creatività e scienza, trasformando ogni gelato in una piccola opera d’arte da gustare.
Oggi la Gelateria Della Passera è una delle sole due gelaterie fiorentine insignite dei Tre Coni del Gambero Rosso, riconoscimento che Cinzia riceve ininterrottamente dal 2017, e rappresenta un’eccellenza assoluta nel panorama nazionale. Il segreto del suo successo risiede nella cura maniacale delle materie prime e nella collaborazione con piccoli produttori locali. Il latte proviene dall’azienda agricola di Poggio di Camporbiano, le pesche da Pontassieve, i formaggi da Corzano e Paterno, e la frutta dalla Val di Chiana o dall’Amiata Bio. Tutti ingredienti biologici, a chilometro zero e provenienti da filiere etiche.
L’etica e la sostenibilità sono pilastri del lavoro di Cinzia, che nel suo laboratorio riduce al minimo gli sprechi, recuperando scarti e bucce di frutta per creare decotti, infusi e basi aromatiche per i suoi gelati. Da questa filosofia è nato il celebre gusto Green Vibes, un sorbetto cremoso realizzato con bucce di mela e pera, decotto di foglie di alloro, scorze d’arancia, zenzero e limone, dolcificato con miele di melata d’abete: un manifesto del suo modo di intendere il mestiere, dove nulla si butta e tutto si trasforma in sapore.
Cinzia ama raccontare la sua terra e la sua città anche attraverso gelati dedicati a personaggi e momenti storici fiorentini. Il suo “Monnalisa”, creato nel 2013, è un omaggio a Lisa Gherardini, nata a pochi passi dalla gelateria. Si tratta di una crema con purea di mele campanine, miele e acqua di fior d’arancio, variegata con noci e uvetta reidratata nel vinsanto, che celebra i sapori rinascimentali. Altro gusto iconico è “Messer Brunelleschi”, una crema al mascarpone con variegatura al pistacchio, e poi ancora “Pellegrino Artusi”, una crema allo zafferano con gelatina all’alchermes. Tra le creazioni più recenti spicca “La Squisita Gentilezza”, ispirata a una ricetta segreta del Granduca Cosimo III de’ Medici, con cioccolato venezuelano, fiori di gelsomino, cannella di Ceylon, vaniglia del Madagascar e macis di noce moscata: un’esperienza sensoriale raffinata e irripetibile.
Il suo legame con l’arte e la natura emerge anche nella linea di gusti floreali e aromatici, come Fiordilatte e Lavanda, Camomilla e Mandorla, Fiordilatte e Rosa, o ancora nel sorprendente sorbetto “Il Vescovo”, con barbabietole, melograno, lime e noce moscata. Tutti i sapori raccontano la personalità di Cinzia: curiosa, appassionata, autentica.
Un altro dei grandi amori della maestra gelataia è il cioccolato, materia che tratta con rispetto e precisione, selezionando solo cacao provenienti da piccole coltivazioni sostenibili, come il pregiato Criollo del Venezuela. Nella sua gelateria si possono trovare varietà pure o arricchite con canditi d’arancia, visciole o peperoncino, e nei mesi più caldi anche con menta naturale. Cinzia ama sperimentare anche con i liquori e i gusti gastronomici, spingendo il gelato verso nuove frontiere: come nel caso del suo “gelato al cioccolato con paté di piccione e glassa di melograno”, realizzato in occasione dell’Eurochocolate di Perugia.
La filosofia di Cinzia Otri è chiara: il gelato è arte, memoria e ricerca. È un linguaggio con cui raccontare il territorio, le stagioni, le persone e la storia. È la fusione perfetta tra tecnica e sentimento, tra scienza e poesia.
Nel suo piccolo laboratorio di piazza della Passera, Cinzia continua ogni giorno a sperimentare, innovare e creare emozioni in forma gelata, trasformando ingredienti semplici in esperienze complesse e armoniose. Con la sua visione “green” e la sua instancabile curiosità, rappresenta una delle voci più autorevoli e raffinate della gelateria contemporanea italiana, una vera maestra artigiana del gusto, capace di fare del gelato un’arte viva e in continua evolone.
Gelateria Della Passera: Via Toscanella 15/r, Firenze (FI), Toscana, Italia
Telefono: 055 614 2071
Mail: info@gelateriadellapassera.it
Ristorante i Sette Consoli – Anna Rita Simoncini
da docitalyNel cuore di Orvieto, il ristorante I Sette Consoli rappresenta da oltre trent’anni una delle massime espressioni della ristorazione umbra. Fondato e guidato con passione da Anna Rita Simoncini e Mauro Stopponi, è un luogo dove eleganza, autenticità e raffinatezza convivono in perfetta armonia. L’atmosfera è intima e curata nei minimi dettagli: pochi tavoli, un servizio impeccabile e un’eleganza discreta che fa sentire ogni ospite al centro di un’esperienza sensoriale completa. La cucina, firmata da Anna Rita, è un raffinato dialogo tra tradizione e creatività, dove i sapori umbri si fondono con tecniche moderne e accostamenti eleganti. In sala, Mauro guida con maestria gli ospiti attraverso una carta dei vini tra le più interessanti d’Italia, frutto di anni di ricerca e passione. Oggi anche la figlia Serena fa parte attiva del team, portando nuova energia e continuità a un progetto familiare che è diventato nel tempo un vero simbolo gastronomico di Orvieto. Entrare ai Sette Consoli significa vivere un viaggio nel gusto e nella cultura umbra, dove ogni piatto è un racconto di territorio, ogni vino una scoperta e ogni dettaglio un gesto d’amore verso l’arte della ristorazione.
Nel cuore di Orvieto, tra le colline umbre che profumano di storia e autenticità, si erge uno dei templi più longevi e raffinati della ristorazione italiana: I Sette Consoli, il ristorante di Anna Rita Simoncini e Mauro Stopponi, una coppia che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento assoluto per la cucina d’autore in Umbria. Dal 1992, insieme nella vita e nel lavoro, Anna Rita e Mauro hanno costruito con passione, rigore e amore per i dettagli una vera cattedrale del gusto, dove ogni piatto, ogni vino, ogni gesto di sala racconta una storia di eleganza e dedizione.
Anna Rita Simoncini è una chef dal tocco inconfondibile: la sua cucina è un viaggio sensoriale che unisce la forza della tradizione alla leggerezza della creatività contemporanea. Le sue ricette nascono da una profonda conoscenza del territorio e da una sensibilità che le consente di trasformare ingredienti semplici in esperienze straordinarie. La sua mano è ferma, la mente libera, il cuore radicato nella sua terra. La sua cucina è suadente e voluttuosa, come dicono i critici, “ricercata nella sua semplicità, raffinata nella selezione di concetti e idee, assolutamente vera e pura nei sapori e nelle ispirazioni che sa dare”. In sala, l’altra metà del sogno: Mauro Stopponi, maître e sommelier di rara eleganza, accompagna gli ospiti in un percorso enologico di grande spessore, guidandoli attraverso una carta dei vini che è un piccolo viaggio nelle eccellenze mondiali, curata con la passione e la competenza che solo trent’anni di esperienza possono garantire.
Oggi, al loro fianco, la figlia Serena rappresenta la continuità di una storia familiare che si rinnova con la stessa grazia e determinazione dei suoi inizi: una giovane donna di talento che in sala accoglie con naturalezza, eleganza e professionalità, rendendo ogni esperienza ai Sette Consoli un momento unico.
Gli ambienti del ristorante sono un riflesso fedele dello spirito di Anna Rita e Mauro: eleganti ma mai pretenziosi, intimi ma pieni di luce, arredati con gusto e arricchiti da opere d’arte che dialogano con la bellezza dei piatti. Ogni dettaglio, dalla mise en place ai fiori freschi sui tavoli, contribuisce a creare un’atmosfera senza tempo, dove il piacere del cibo si fonde con quello dell’ospitalità. La cucina di Anna Rita Simoncini è un inno alla concretezza e alla bellezza della materia prima. Chi siede ai Sette Consoli sa che ogni piatto è il frutto di un pensiero, di una visione e di una dedizione costante all’eccellenza.
Dai suoi fornelli nascono creazioni che uniscono rigore tecnico e poesia gastronomica: Millefoglie di Parmigiana di leggerezza ed equilibrio sublimi, Cannelloni verdi di colombaccio con fondo e tartufo nero estivo che commuovono per intensità, Carré di agnello in panatura aromatica con crema all’aglio dolce, millefoglie di patate e tartufo nero, fino a capolavori che celebrano la terra umbra come le Lumache fritte alle erbe aromatiche, i Cappellacci di animelle di vitello e carciofi, la Pernice arrostita con verze e prugne secche al lardo, e l’indimenticabile Piccione con scaloppa di foie gras e funghi cardoncelli.
La sua cucina è una dichiarazione d’amore verso l’Umbria, verso i suoi sapori ribelli e fieri, ricchi di storia e di verità. È una cucina che racconta il territorio con rispetto e creatività, che non teme di guardare avanti pur restando profondamente radicata nelle tradizioni. Da oltre trent’anni, Anna Rita Simoncini non ha mai sbagliato un piatto: merito di una volontà di ferro, di una concentrazione quotidiana e di un allenamento costante all’eccellenza, qualità che la rendono una delle interpreti più autentiche della cucina italiana contemporanea. I Sette Consoli non sono solo un ristorante, ma un luogo dell’anima, dove la cultura gastronomica umbra si eleva a forma d’arte e diventa esperienza. Qui, ogni servizio è una sinfonia perfettamente orchestrata, ogni piatto un racconto di emozioni e territorio.
Se si vuole davvero capire cosa sia la cucina umbra e indagarne il suo DNA più profondo, da qui bisogna passare. È un passaggio obbligato per chi ama la buona tavola, per chi cerca autenticità e classe, per chi vuole scoprire come la tradizione possa diventare innovazione senza mai perdere la sua anima. Anna Rita Simoncini e Mauro Stopponi hanno trasformato I Sette Consoli in un simbolo di Orvieto e dell’Umbria gastronomica, un luogo che resiste al tempo e continua a crescere, un punto fermo nella storia della cucina italiana. Entrare qui significa vivere un’esperienza completa, fatta di sapori, profumi, arte e calore umano: l’essenza stessa di quella che possiamo definire “la sovranità dell’eccellenza”.
Ristorante I Sette Consoli: Piazza Sant’Angelo, 1A – Orvieto
Maestra Salumiera Iolanda Spina
da docitalyIolanda Spina, maestra salumiera calabrese, è l’anima e la mente dell’Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Iolanda Spina di Belsito, in provincia di Cosenza. Figlia di una terra autentica e generosa, ha trasformato l’antico sapere della tradizione familiare in un progetto moderno e sostenibile, che coniuga passione, etica e rispetto per la natura.
Cresciuta tra i profumi delle carni stagionate e i racconti dei nonni, Iolanda ha scelto di dare nuova vita a quei ricordi, fondando nel 2010 la sua azienda agricola e avviando un allevamento allo stato semibrado per preservare i sapori genuini di un tempo. Con dedizione e maestria, ha riportato al centro della scena l’arte norcina calabrese, valorizzando le antiche tecniche di lavorazione artigianale e affiancandole a innovazioni tecnologiche orientate alla sostenibilità ambientale. La sua filosofia si fonda su tre principi cardine, tradizione, qualità e rispetto, che si riflettono in ogni suo prodotto. Oggi Iolanda Spina rappresenta una delle figure femminili più autorevoli dell’agroalimentare calabrese, esempio concreto di come la passione, la competenza e l’amore per la propria terra possano trasformarsi in eccellenza riconosciuta e in una testimonianza viva del valore delle radici.
Nel suggestivo borgo di Belsito, in provincia di Cosenza, sorge l’Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Iolanda Spina, un’eccellenza calabrese che racconta, attraverso i suoi salumi, l’anima autentica di una terra generosa e ricca di storia. Immerso nella Valle del Savuto, un territorio dove natura e tradizione convivono in perfetta armonia, il salumificio nasce dal sogno di Iolanda Spina, maestra salumiera che ha saputo trasformare un antico sapere di famiglia in un progetto moderno, sostenibile e profondamente legato al territorio. La storia dell’azienda affonda le sue radici nei ricordi d’infanzia, quando la vita contadina scandiva i ritmi delle stagioni e l’allevamento del maiale rappresentava una risorsa preziosa per la famiglia. Da quei valori semplici e genuini, nel dicembre 2010, Iolanda decide di fondare la sua azienda sui terreni tramandati dai nonni, custoditi con amore dalla madre.
L’anno successivo nasce l’attività di allevamento allo stato semibrado, una scelta etica e sostenibile che preserva i sapori autentici di un tempo, rispettando al contempo il benessere animale e l’ambiente. La filosofia dell’Azienda Agricola Iolanda Spina è chiara: “noi siamo ciò che mangiamo”. Ogni salume è il risultato di una filiera corta e controllata, che va dall’allevamento alla lavorazione finale. Gli animali crescono liberi, alimentati in modo naturale, e la carne che ne deriva è ricca di gusto e valori nutrizionali, con un perfetto equilibrio tra magro e grasso.
Nel laboratorio, attivo dal 2019, tradizione e innovazione convivono in perfetta armonia. Le antiche ricette calabresi vengono rispettate e reinterpretate con l’ausilio di tecnologie moderne e rigorosi standard igienico-sanitari, garantendo così prodotti genuini, sicuri e di altissima qualità. Belsito e la Valle del Savuto vantano una lunga tradizione norcina: un sapere secolare che Iolanda ha voluto preservare e rinnovare. Ogni salume è frutto di lavorazioni artigianali lente e meticolose, di stagionature naturali e dell’uso di spezie pregiate selezionate con cura.
Il peperoncino rosso calabrese, coltivato ed essiccato al sole, dona ai prodotti un tocco deciso e inconfondibile, mentre il finocchietto selvatico raccolto a mano e il pepe nero macinato fresco completano la sinfonia di profumi e sapori che caratterizzano il salumificio. Dalle soppressate ai capocolli, dalle pancette ai prosciutti, ogni creazione è un viaggio sensoriale nel cuore della Calabria, dove gusto, autenticità e identità si fondono in un’esperienza unica. L’azienda non guarda solo al passato, ma investe anche nel futuro. Nel 2024 è stato installato un moderno impianto fotovoltaico con accumulo, che consente di produrre energia pulita e ridurre l’impatto ambientale. L’uso di lampade a basso consumo, il riciclo e l’attenzione per la sostenibilità rendono l’azienda un modello virtuoso nel panorama agroalimentare calabrese.
Per Iolanda Spina, produrre salumi non è solo un mestiere, ma una vocazione. Ogni fase della lavorazione è seguita personalmente, dalla scelta delle carni alla stagionatura, perché ogni prodotto deve raccontare la storia di una famiglia, di un territorio e di un modo di vivere autentico. La missione è chiara: offrire un prodotto di eccellenza, che rispetti la tradizione senza rinunciare alla qualità e all’innovazione. I salumi firmati Iolanda Spina sono l’emblema di un artigianato consapevole e appassionato, capace di conquistare anche i palati più esigenti.
L’Azienda Agricola e Salumificio Iolanda Spina è oggi un punto di riferimento per chi cerca sapori autentici e prodotti di filiera. L’obiettivo è continuare a far conoscere, in Italia e nel mondo, la ricchezza gastronomica della Calabria, difendendo al tempo stesso l’ambiente, gli animali e la cultura rurale. Ogni morso racconta un frammento di storia, un pezzo di Calabria, un gesto d’amore per la propria terra. Scegliere i salumi di Iolanda Spina significa scegliere un prodotto vero, sano e sostenibile. Significa portare in tavola la passione di una maestra salumiera che, con le mani, il cuore e la mente, ha saputo trasformare l’antica arte norcina calabrese in un simbolo di eccellenza e di identità.
Azienda Agricola e Salumificio Tradizionale Mandarino di Spina Iolanda: Contrada Cona – 87030 – Belsito (CS) Tel.: 348.8028557 – 340.1436280
Mail: info@salumifciomandarino.it
Sommelier Massimo Dezi
da docitalyMassimo Dezi, nato a Roma il 25 ottobre 1960, è un professionista che ha saputo unire due mondi apparentemente distanti ma complementari: l’ordine e la disciplina del suo lavoro presso i Musei Vaticani e la sensibilità e la cultura enologica maturate nel corso di una lunga carriera come sommelier. In servizio dal 1992 nel corpo di custodia e sicurezza dei Musei Vaticani, Dezi rappresenta l’immagine di una dedizione discreta, precisa e costante. Ma dietro l’uniforme e la professionalità che lo contraddistinguono, pulsa una passione autentica per il vino e per la cultura del gusto.
Nel 2011 consegue il diploma di Sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier), coronando un percorso di studio e approfondimento che gli permette di trasformare un grande interesse personale in una competenza riconosciuta e stimata. Da quel momento, Dezi intraprende un nuovo cammino nel mondo dell’enogastronomia, mosso da curiosità, rigore e amore per la conoscenza. Dal 2012 fa parte del gruppo servizi sommelier dell’Associazione Romana Sommelier (ARS), con cui collabora attivamente in degustazioni, eventi e manifestazioni dedicate al vino e alla ristorazione di qualità. Il suo stile, improntato all’eleganza e alla precisione, è apprezzato da colleghi e professionisti del settore, che ne riconoscono la serietà e l’affidabilità.
Nello stesso anno inizia una collaborazione importante con il Simposio – Trionfo del Gusto, prestigioso evento di eccellenze enogastronomiche ideato da Michele e Daniele De Ventura, dove Massimo contribuisce all’organizzazione e alla gestione del servizio sommelier. Un appuntamento di rilievo nel panorama romano che unisce produttori, chef, enologi e appassionati del buon bere, e in cui Dezi si distingue per la sua professionalità e il suo garbo. Il sommelier è molto più di un semplice “esperto di vino”: è un interprete sensibile del gusto, un narratore di territori, un mediatore tra la cucina e la cantina. La sua figura, oggi centrale nel mondo della ristorazione e dell’enogastronomia, unisce competenza tecnica, cultura, intuito e passione.
Essere sommelier significa conoscere il vino in tutte le sue sfumature: dalla vigna al bicchiere, dalla scelta dei vitigni alla vinificazione, dall’affinamento alla corretta temperatura di servizio. Ma non solo: il sommelier deve comprendere il linguaggio della cucina, saper leggere la personalità di uno chef e armonizzare i sapori attraverso l’abbinamento perfetto. È un mestiere fatto di equilibrio e sensibilità, dove la conoscenza si unisce all’emozione.
Dietro ogni servizio impeccabile si cela un lungo percorso di formazione. Un sommelier studia enologia, viticoltura, geografia del vino, sensorialità, distillati, birre, acque, tè, sigari e perfino cioccolato, perché ogni elemento può dialogare con l’arte del gusto. Il suo strumento più importante è il palato, allenato con pazienza per riconoscere aromi, difetti e caratteristiche organolettiche di migliaia di etichette. Oggi, Massimo Dezi è un punto di riferimento nel mondo della sommellerie romana: un uomo che ha fatto della passione una seconda professione, mantenendo sempre saldi i valori dell’impegno, della competenza e del rispetto. La sua storia dimostra come il vino, oltre ad essere piacere sensoriale, possa diventare un linguaggio universale capace di unire cultura, esperienza e sensibilità.
Un sommelier dallo stile sobrio e raffinato, che nel calice non cerca solo profumi e aromi, ma racconti, emozioni e l’essenza stessa del tempo.
Mail: massimodezi.md@libero.it
Sommelier Claudia Massa
da docitalyClaudia Massa è una sommelier di grande esperienza e raffinata sensibilità, capace di unire conoscenza tecnica, cultura e un innato gusto per l’equilibrio tra vino e arte. Professionista affermata nel panorama enologico italiano, è Sommelière presso l’Associazione Romana Sommelier e collabora con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, realtà che promuove la cultura enogastronomica e il ruolo femminile nel mondo del vino.
La sua formazione è il risultato di un percorso costante di studio e approfondimento, caratterizzato da curiosità, rigore e passione. Ha conseguito il titolo di Sommelier presso la Fondazione Italiana Sommelier, dove ha poi proseguito il suo cammino con numerosi corsi di specializzazione: “Champagne & Champagnes”, “I Vini degli USA”, “Vino e Arte” e “Sigari e Distillati”. Una preparazione completa che le consente di spaziare con competenza tra i diversi mondi sensoriali che ruotano intorno al vino e all’alta degustazione. A coronare la sua attenzione al rituale e all’eleganza del servizio, Claudia ha conseguito anche il Diplôme de Sabreur presso la Confrérie du Sabre d’Or, diventando esperta nell’arte della sciabolata dello champagne, gesto simbolico che unisce tradizione e spettacolarità.
Non solo vino, ma anche mixology: ha infatti studiato Basic & Advanced Bartending presso PartyinBottle Roma, ampliando la propria conoscenza dei distillati e dell’arte del bere miscelato, che affronta con la stessa cura e sensibilità che dedica all’enologia. Oggi Claudia Massa è riconosciuta per la sua professionalità e il suo approccio raffinato e comunicativo: nei suoi abbinamenti e nelle sue degustazioni trasmette un’emozione autentica, con la convinzione che il vino non sia solo una bevanda, ma un racconto di territori, persone e storie.
Oggi la figura del sommelier è sinonimo di professionalità, eleganza e cultura del bello. Rappresenta l’Italia nel mondo, raccontando la nostra straordinaria diversità enologica con orgoglio e dedizione. È il custode del gusto, colui che attraverso il vino riesce a far rivivere un’emozione, un ricordo, un paesaggio. In fondo, il vero sommelier non serve solo vino: serve emozioni. Ogni bottiglia è una storia da raccontare, e ogni calice una promessa di felicità da mantenere. Elegante, preparata e appassionata, Claudia rappresenta con orgoglio quella nuova generazione di sommelier che unisce studio, esperienza e cuore, trasformando ogni calice in un’esperienza culturale e sensoriale.
Mail: claudiamassa.cm@libero.it
La Trota – Fratelli Serva
da docitalyNel cuore della riserva naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile, a Rivodutri (provincia di Rieti), sorge La Trota, un ristorante storico nato nel 1963 e oggi riconosciuto con una Stella Michelin per l’alta cucina del pesce d’acqua dolce. Il ristorante si trova in un ambiente tranquillo e immerso nella natura, con tavoli affacciati sul mormorio del fiume Santa Susanna.
Un ponte in legno sul corso d’acqua, ambienti eleganti ma non pomposi, rendono l’esperienza ancora più memorabile. In sala operano la nuova generazione della famiglia, i figli Amedeo e Michele Serva, che contribuiscono con freschezza al servizio e all’accoglienza, continuando la tradizione familiare. Andare a La Trota significa vivere un’esperienza gastronomica unica: dove la riserva naturale, i corsi d’acqua limpidi e la famiglia Serva lavorano insieme per raccontare un luogo attraverso piatti che difficilmente si trovano altrove. Per chi ama la cucina d’acqua dolce e vuole scoprirla in modo sofisticato, questo è un indirizzo da non perdere.
Nel cuore di Rivodutri, un piccolo borgo della provincia di Rieti con poco più di mille abitanti, la famiglia Serva ha scritto una delle pagine più affascinanti e innovative dell’alta cucina italiana. Con il ristorante La Trota, oggi insignito di una stella Michelin, ha saputo trasformare il pesce d’acqua dolce, spesso considerato “minore” rispetto al pescato marino, in una risorsa preziosa, un simbolo di identità territoriale e una raffinata espressione gastronomica.
La storia de La Trota inizia nel 1963, quando Emilio Serva e la moglie Rolanda aprono una semplice trattoria sulle sponde del fiume, dove si cucinavano alla brace i pesci portati dai pescatori locali. Da allora, quella piccola realtà è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per la cucina di lago, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano armoniosamente. A raccogliere l’eredità di Emilio sono stati i figli Maurizio e Sandro Serva, due cuochi autodidatti, profondamente legati alla loro terra. Con passione, intuito e una sensibilità rara, i fratelli hanno saputo interpretare la natura circostante come un ecosistema gastronomico unico, elevando il pesce d’acqua dolce a protagonista di una cucina elegante, tecnica e sorprendentemente moderna. La loro visione ha reso Rivodutri una meta per gourmet e amanti del fine dining, un luogo dove il lago si racconta attraverso sapori autentici e piatti poetici.
Oggi, la tradizione continua con la terza generazione, rappresentata da Amedeo e Michele Serva, che si occupano della sala e della cantina, curando con attenzione il servizio e la selezione dei vini. Le loro scelte seguono un filo conduttore coerente con la filosofia della casa: molte etichette provengono da territori vicini a laghi e fiumi, in un perfetto dialogo con la cucina del padre e dello zio. Il menu degustazione “Acqua”, proposto a 150 euro, è un vero e proprio viaggio sensoriale in undici portate, un racconto fluido e coerente in cui il lago è sempre protagonista. Piatti come la Sfera di patata con fegatini di trota, gel di carote e zest d’arancia, i Capellini d’angelo con carpaccio di tinca e brodo speziato servito in moka, o la Finta Ostrica, un guscio di cozza del Lago di Piediluco ripieno di trota, cavolfiore, tartufo, tè nero e brodo di funghi, sono esempi perfetti di una cucina che gioca con la memoria e la sorpresa, mantenendo sempre eleganza e misura.
Ogni creazione racconta una storia di territorio e tecnica. Il pesce persico reale cotto in olio al coriandolo con peperone, pane croccante e uova di trota celebra la delicatezza e la precisione; il luccio al cartoccio con piselli, funghi cardoncelli e bisque di gamberi di lago mostra la capacità dei Serva di equilibrare complessità e immediatezza; mentre la carpa in crosta di semi di papavero con maionese di rape rosse e sedano d’acqua rappresenta la perfetta fusione tra colore e gusto.
Immancabile anche il tortello di salmerino affumicato con spezie, pera caramellata e spuma di cannella, piatto iconico del menu, e lo spaghetto alla trota, cotto nel suo fondo e mantecato con il grasso del pesce, completato da una croccante pelle soffiata. Piatti che rivelano una profonda conoscenza della materia prima e una continua ricerca estetica. Tra i capolavori della casa spicca la trota scottata con guazzetto ristretto, funghi porcini e more, un connubio perfetto tra bosco e lago, e l’anguilla alla brace con caffè, pimpinella e guacamole alla banana, un piatto che sorprende per la sua audacia e la capacità di alleggerire un ingrediente complesso con creatività e tecnica. Il percorso si conclude con la Zuppa di agrumi con cannolo al cioccolato bianco salato, mousse al mango, gelato alle olive e cialda agli agrumi, un dessert che rinnova il palato e suggella l’esperienza con una freschezza vibrante.
La location de La Trota riflette la filosofia della famiglia: ambienti dominati dal bianco, grandi vetrate che affacciano sulla campagna e una semplicità elegante che richiama il concetto di prossimità e rispetto per la natura. E la storia non si ferma qui. I Serva hanno recentemente avviato un nuovo progetto, il recupero di un antico edificio accanto al ristorante, destinato a diventare un piccolo albergo con cinque camere e cucina. Un’ulteriore evoluzione di una visione che non smette di rinnovarsi, offrendo agli ospiti un’esperienza completa di accoglienza e territorio.
Oggi, La Trota di Rivodutri è molto più di un ristorante: è un manifesto gastronomico, una celebrazione sincera della cucina di lago e un esempio di come la tradizione, se rispettata e reinterpretata con intelligenza, possa diventare avanguardia.
La Trota: Via S. Susanna, 33, 02010 Rivodutri (RI), Italia
Telefono: 390746685078
Maestro Panificatore Luca Di Francesco
da docitalyLuca Di Francesco è una di quelle figure che incarnano perfettamente il significato contemporaneo di “arte bianca”: tecnica, studio, identità e continua ricerca. Il suo percorso nasce da una vocazione profonda, maturata con il tempo, lontano dai banchi di scuola che non sentiva affini e sempre più vicino, invece, al profumo del pane caldo, della sfoglia che cresce sotto le mani, del burro che stratifica impasti vivi. Fin da giovanissimo capisce che il suo futuro non è tra numeri e teoria astratta, ma tra farina, lievito e tempo. Quello vero, lento, indispensabile per dare vita a lievitati autentici.
Dopo il primo corso da pizzaiolo nel 2017, Luca inizia un percorso fatto di esperienze concrete in laboratori e realtà di rilievo. Lavora da Pascucci a Cornelia, poi cresce in diverse realtà di Ladispoli, affinando tecnica, sensibilità e spirito di sacrificio. L’incontro decisivo con il mondo degli sfogliati avviene a Fregene, da Biblos Bar, sotto la guida del maestro Alessandro Tiscione, dove perfeziona croissant, brioche e lievitati da colazione, comprendendo fino in fondo l’importanza della manualità nella sfogliatura e nel controllo delle temperature. Qui matura la consapevolezza che la sfoglia non è solo una tecnica, ma un vero linguaggio espressivo.
Nel 2022 arriva un’esperienza che segna profondamente la sua visione: il viaggio a Tel Aviv, dove collabora con il maestro panificatore Hadjad Oren nella bakery all’interno della fattoria biologica Meshek Melamed. A contatto con una cultura del pane essenziale, sostenibile e profondamente legata alla materia prima, Luca amplia ancora di più la sua idea di artigianalità.
Nel 2023 rientra in Italia con un progetto chiaro in testa e decide di completare la sua formazione con un corso di cucina a 360° presso “A Tavola con lo Chef”, prima di confrontarsi con uno dei grandi nomi dell’arte bianca contemporanea, Luca Pezzetta, esperienza che consolida definitivamente la sua identità professionale.
Nel 2024, dopo anni di studio, lavoro e sacrifici, Luca realizza il suo sogno aprendo Enzima, il laboratorio a Ladispoli che rappresenta oggi la sua casa creativa. Qui ogni prodotto ha una firma riconoscibile: il pane ha una sua anima, gli sfogliati parlano un linguaggio preciso fatto di equilibrio, stagionalità e tecnica, i lievitati dolci e salati esprimono una personalità netta. Il suo obiettivo non è solo nutrire, ma legare le persone attraverso il gusto, creare un ricordo, un’abitudine che profuma di casa e artigianato vero.
Parallelamente alla produzione, Luca porta avanti una forte vocazione alla trasmissione del sapere. Nei suoi corsi dedicati a cornetti e brioche, accompagna gli allievi alla scoperta della sfogliatura manuale, una pratica che richiede pazienza, precisione e sensibilità tattile. Insegna a comprendere l’impasto, ad ascoltarlo, a rispettarne i tempi e a valorizzarne le potenzialità. La sua non è una semplice lezione tecnica, ma un’esperienza formativa, in cui ogni gesto viene spiegato, ogni errore diventa occasione di crescita, ogni profumo che esce dal forno racconta una storia.
Luca Di Francesco rappresenta una nuova generazione di maestri dei lievitati: consapevole, curiosa, profondamente legata alla tradizione ma capace di guardare avanti. Il suo percorso dimostra che il talento, quando è sostenuto da disciplina, studio e passione autentica, può trasformarsi in un linguaggio riconoscibile. Con Enzima e con il suo modo di insegnare, Luca continua ogni giorno a scrivere la sua storia fatta di sfoglie perfette, lievitazioni vive e sogni che profumano di burro e farina.
Enzima è molto più di un locale: è il progetto di vita di Luca Di Francesco e la sua idea concreta di artigianalità moderna. Nato nel 2024 nel cuore di Ladispoli, in via Odescalchi 123, questo spazio rappresenta l’incontro tra tecnica, identità e visione. Qui ogni prodotto racconta una storia precisa: il pane ha un carattere riconoscibile, fatto di profumi intensi e molliche vive, gli sfogliati e i grandi lievitati sono immediatamente distinguibili per struttura, equilibrio e leggerezza, mentre la pizza diventa una vera e propria firma d’autore, costruita su stagionalità, abbinamenti sorprendenti e rispetto assoluto della materia prima.
L’obiettivo di Luca è chiaro fin dall’inizio: creare un legame autentico con chi entra da Enzima, non solo attraverso il gusto, ma attraverso un’esperienza. Ogni cliente viene accompagnato in un percorso fatto di semplicità solo apparente, in cui nulla è lasciato al caso. In questo laboratorio-gastronomia è bandito l’uso di prodotti chimici, a favore di processi naturali, lievitazioni lente e ingredienti selezionati con cura quasi maniacale. La farina diventa il centro di tutto, il punto di partenza per un dialogo continuo tra panificazione, pasticceria e cucina.
Enzima è il luogo dove la pizza gourmet trova la sua vera espressione, lontana dagli eccessi e vicina all’essenza: pochi elementi, lavorati bene, nel rispetto del territorio e delle stagioni. È un posto in cui il cibo viene raccontato prima ancora di essere assaggiato, dove si spiega che la buona tavola non ha bisogno di artifici, ma di mani esperte, tempo e materie prime eccellenti. Qui la cucina non è solo nutrimento, ma cultura, identità, memoria.
Entrare da Enzima significa entrare nell’universo di Luca Di Francesco: un mondo fatto di profumi di burro e lievito, di impasti vivi, di forni accesi all’alba e di ricerca continua. Un luogo semplice solo all’apparenza, ma profondamente contemporaneo, capace di unire tradizione e innovazione in un equilibrio raro. Enzima oggi è un punto di riferimento a Ladispoli per chi cerca un’idea di gusto autentica, consapevole e riconoscibile, un indirizzo che non segue le mode ma costruisce ogni giorno la propria identità.
Enzima: via odescalchi 123 a/b, Ladispoli, Roma, 00055
Mail: 375 536 7665
Sito: luca.df996@gmail.com
Telefono: 375 536 7665
Banca del Sapore – Guidonia Colleverde
da docitalyLa Banca del Sapore si trova a Guidonia in Zona Collevrde (Mappa).
Si presenta con due grandi vetrate con entrata sul lato piazza e due vetrine sul lato strada /chiesa.
La tipologia dei prodotti venduta è prevalentemente di origine Biologica per i prodotti confezionati, mentre per i prodotti da banco vengono scelti quelli di provenienza territorialmente identificabile e di alta qualità.
Il Pugnalone è nato nel 2000 come Consorzio tra aziende agricole biologiche con lo scopo di coordinare le produzioni agricole dei soci e curarne la commercializzazione, specializzandosi nella produzione di legumi e cereali Biologici.
Tale attività le ha consentito di sviluppare rapporti commerciali con importanti realtà produttive e di trasformazione del mondo del biologico e soprattutto conoscere ed apprezzare il valore delle produzioni di qualità di realtà imprenditoriali piccole e grandi del meraviglioso territorio Italiano.
Tale attività le ha consentito di sviluppare rapporti commerciali con importanti realtà produttive e di trasformazione del mondo del biologico e soprattutto conoscere ed apprezzare il valore delle produzioni di qualità di realtà imprenditoriali piccole e grandi del meraviglioso territorio Italiano.
La realizzazione del punto vendita Banca del Sapore è stato lo strumento per trasferire queste conoscenze e soprattutto il gusto per il cibo sano e genuino anche ad un pubblico lontano dai marchi di distribuzione del cibo di qualità, con una particolarità in più.
Il punto vendita si caratterizza per la vendita di prodotti esclusivamente italiani di aziende selezionate per l’alta qualità delle produzioni, senza però trascurare le esigenze del consumo quotidiano.
Dal latte e formaggi 100% Umbria di una grande cooperativa di allevatori, ai salumi di eccellenza delle più rinomate scuole di alta salumeria italiane, dai formaggi d’alpeggio delle piccole realtà del territorio, alla pasta biologica di grani antichi, il punto vendita offre una gamma completa di prodotti dalla prima colazione alla cena nel segno del gusto e dell’alta qualità.
Selezione dei Prodotti venduti
Antonio Putignano
da docitalyPugliese di nascita e romano di adozione, Antonio Putignano intraprende la sua carriera da cuoco all’età di tredici anni.
Diplomato presso l’istituto alberghiero di San Benedetto del Tronto in tecnico dei servizi della ristorazione, approda a Roma nell’anno del Giubileo (2000) ed anno dopo anno nel 2010 apre un ristorante di proprietà.
In seguito torna però alla sua vera passione: “cucinare”. Si dedica infatti interamente a nuovi studi personali e da autodidatta si lancia nel mondo “gourmet”, dove il piatto recita la sua parte in intere composizioni per toccare una sinestesia di sapori e colori che madre natura offre di sua spontanea volontà.
Si racconta dicendo: “…in cucina la cosa importante non è sapere dove andiamo ma senza ombra di dubbio dobbiamo conoscere la strada dalla quale arriviamo, la tradizione culinaria italiana è parte integrante della nostra vita. Non c’è viaggio, vacanza o semplici passeggiate in cui non troviamo la nostra storia a parlarci e non solo nel cibo ma nell’arte nell’artigianato nella cultura paesana o cittadina che sia. Del mio lavoro ne ho fatto la mia vita! … non ho fatto altro che questo. Indossare la giacca da chef mi ha sempre inorgoglito rendendo fruttuosa la mia vena creativa in ambito culinario. Nel corso della mia carriera ho conseguito diversi riconoscimenti in merito alla promulgazione e lo sviluppo del territorio italiano in enogastronomia, ultimo (solo per data) è stato quello di essere nominato Ambasciatore del gusto Doc Italy per la Puglia. Ritengo necessario“ricordare” attraverso il cibo la nostra storia e la nostra cultura.Riparto sempre da li!… Dalla tradizione per trasformarla in forme e colori nuovi senza mai trasgredire alla regola principale in cucina: il gusto”.
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Marchio italiano con un nome dalla sonorità finlandese e la bandiera norvegese come logo, Napapijri si fonda fin dal principio sull’intersezionalità: sfidare i luoghi comuni, pensare fuori dagli schemi, percorrere un viaggio inaspettato nella natura e nella creatività.
Napapijri nasce nel 1987 all’ombra della vetta più alta d’Europa, il Monte Bianco, dove un produttore italiano di borse da viaggio reinventa l’abbigliamento outdoor coniugando materiali innovativi e una particolare attenzione per lo stile. Ispirato alle grandi spedizioni esplorative del secolo scorso, rende omaggio agli intrepidi avventurieri che hanno trasformato le proprie vite in avventure uniche. Il nostro primo prodotto, l’iconica borsa Bering, racchiude tutto questo in poco più di 60 cm di lunghezza, e diventa immediatamente un accessorio irrinunciabile.
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IL GRUPPO FONDATO NEL 2009 DA RAFFAELLA PAGANO E GIANFRANCO SATTA È CRESCIUTO CON IL PASSAPAROLA GRAZIE ALLA SUA FORMULA INNOVATIVA. FINO A DIVENTARE UNO DEI PRINCIPALI PROTAGONISTI DEL MERCATO.
L’idea alla base del progetto è stata semplice ma complessa al tempo stesso: rompere gli schemi del mercato della cosmesi, caratterizzato esclusivamente da marchi che propongono prodotti a prezzi esorbitanti, per offrire a tutti la possibilità di acquistare collezioni di Make-Up, Skin Care e Body Care di elevata qualità, al giusto prezzo ed accessibili a tutti. L’esperienza nel settore, la conoscenza dell’intera filiera produttiva e dei trend beauty, sono state le basi per dar vita ad un concept retail che soddisfasse i desideri dei consumatori ogni giorno: l’intuizione ha portato all’eliminazione di costosi passaggi intermedi tra produttore e consumatore, investendo sulla qualità delle texture e skinfeel pur mantenendo un posizionamento sul mercato molto competitivo.
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WAROVSKY SWAROVSKI è il marchio di punta della Swarovski International Holdings. È specializzata nella produzione di manufatti in cristallo e deve la sua fama sia all’alta qualità della lavorazione che a quella del materiale usato.
Il particolare cristallo è stato ideato da Daniel Swarovski, nato in Boemia nel 1862. La sua composizione è in vetro e piombo (circa il 30%), ma l’esatta formula è gelosamente custodita come segreto industriale. Il logo aziendale è rappresentato da un cigno che è apposto su ogni prodotto come segno di autenticità. La materia prima viene utilizzata per diverse linee di prodotto: dai componenti per bigiotteria all’ottica di precisione, dall’oggettistica per la casa alla gioielleri
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da docitalyimberland ha lanciato il suo originale stivale giallo nel 1973; da pratica calzatura da outdoor è diventata un modello iconico e senza tempo. Oggi però Timberland rappresenta molto altro. Uomini, donne e bambini di tutto il mondo si rivolgono a Timberland per scarpe, abbigliamento e accessori in collezioni per l’outdoor versatili e complete. L’ottimo livello di qualità e realizzazione dell’originale stivale giallo è quello che caratterizza ancora tutte le nostre collezioni.
Come marchio lifestyle per attività all’aperto, Timberland si impegna alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente attraverso un efficiente utilizzo delle risorse e con attività di piantumazione e a favore delle aree verdi nelle città.
CALVIN KLEIN JEANS – Granroma – sconto 20%
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Indirizzo: Via Aristide Merloni, 141, 00155 Roma RMCALVIN KLEIN è un marchio leader nel lifestyle a livello internazionale caratterizzato da uno stile audace, progressivo, seducente e spesso minimal. Crea e lancia sul mercato collezioni di abbigliamento di design per uomo e donna e una gamma di altri prodotti tra cui accessori, capi sportivi, intimo e costumi da bagno. I marchi Clavin Klein includono Calvin Klein By Appointment, CALVIN KLEIN Established 1978, CALVIN KLEIN JEANS, Calvin Klein Underwear e CALVIN KLEIN PERFORMANCE.
CALVIN KLEIN JEANS è il marchio di jeans conosciuto per il fit innovativo, per i dettagli unici e per le campagne pubblicitarie d’alto impatto. Calvin Klein Jeans si distingue per lo stile provocatorio, sexy e giovanile.
Tommy Jeans C.K. Jeans – GranRoma – GruppoMartino > 20% di sconto
da docitalyTommy Jeans C.K. Jeans GranRoma
Via Aristide Merloni, 141, 00155 Roma RM, Italia
062 28 25 53
thck.granroma@gruppomartino.euScopri la nuova collezione di abbigliamento Tommy Jeans e sfoggia un look che unisce stile classico e moderno, per un risultato sempre cool. Dai un tocco old-school ai tuoi outfit quotidiani con le nuove t-shirt Tommy Jeans, perfette per un weekend fuori città o una serata di relax. Ritrova lo stile college anni ’90 con la gamma di felpe con e senza cappuccio Tommy Jeans, realizzate in morbido cotone e decorate con il logo ricamato.
Completa il tuo outfit con le giacche Tommy Jeans, disponibili in un’ampia varietà di colori brillanti e sfumature delicate per un look che non passa inosservato. In alternativa, dai un tocco preppy al tuo outfit con la selezione di maglioni Tommy Jeans, una classica icona dello stile Tommy Hilfiger. Rinnova il tuo guardaroba e fai una dichiarazione di stile con la nuova collezione Tommy Jeans.
WYCON Aura V.le di Valle Aurelia Roma – Gruppo Martino – sconto 20%
da docitalyWycon Aura
Viale di Valle Aurelia, 30, 00167 Roma RM, Italia
WYCON COSMETICS È UN BRAND ITALIANO NATO NEL 2009 DA UN’INTUIZIONE DI GIANFRANCO SATTA, IMPRENDITORE E DISTRIBUTORE STORICO NEL SETTORE DELLA COSMETICA FEMMINILE E RAFFAELLA PAGANO, PRODUCT MANAGER, PROFONDA CONOSCITRICE DEL MONDO MAKE-UP E BODY CARE.
L’idea alla base del progetto è stata semplice ma complessa al tempo stesso: rompere gli schemi del mercato della cosmesi, caratterizzato esclusivamente da marchi che propongono prodotti a prezzi esorbitanti, per offrire a tutti la possibilità di acquistare collezioni di Make-Up, Skin Care e Body Care di elevata qualità, al giusto prezzo ed accessibili a tutti. L’esperienza nel settore, la conoscenza dell’intera filiera produttiva e dei trend beauty, sono state le basi per dar vita ad un concept retail che soddisfasse i desideri dei consumatori ogni giorno: l’intuizione ha portato all’eliminazione di costosi passaggi intermedi tra produttore e consumatore, investendo sulla qualità delle texture e skinfeel pur mantenendo un posizionamento sul mercato molto competitivo.
SWAROWSKY Via Tuscolana – sconto 20% –
da docitalySWAROVSKY Via Tuscolana, 1188, 00174 Roma RM, Italia
PartnerBoutique256968@irpc.it
SWAROVSKI è il marchio di punta della Swarovski International Holdings. È specializzata nella produzione di manufatti in cristallo e deve la sua fama sia all’alta qualità della lavorazione che a quella del materiale usato.
Il particolare cristallo è stato ideato da Daniel Swarovski, nato in Boemia nel 1862. La sua composizione è in vetro e piombo (circa il 30%), ma l’esatta formula è gelosamente custodita come segreto industriale. Il logo aziendale è rappresentato da un cigno che è apposto su ogni prodotto come segno di autenticità. La materia prima viene utilizzata per diverse linee di prodotto: dai componenti per bigiotteria all’ottica di precisione, dall’oggettistica per la casa alla gioielleria.
TIMBERLAND OSTIA – SCONTO 20%
da docitalyVia dei Misenati, 6, 00122 Roma RM, Italia
065 62 13 96
timberland.ostia@gruppomartino.eu
SCONTO 20%
Il brand Timberland per molto tempo è stato associato alla moda del decennio 1980 che vedeva il classico scarponcino della Sequoia associato ad altri capi “storici”.
La mitica azienda di scarpe Timberland statunitense è stata una delle prime a praticare una politica di sostenibilità ambientale, e nel 2011 è entrata nell’orbita dall’azienda di abbigliamento VF Corporation. Al giorno d’oggi ci sono centinaia di modelli di scarpe Timberland, oltre che vestiti e altri accessori.
Timberland diventa sempre più green
Il marchio scommette sulle iniziative eco-sostenibili e lancia la nuova collaborazione con il designer inglese Christopher Raeburn. Puntando su tre principi etici: REMADE, REDUCE e RECYCLED.
Azienda Agricola Glibizzi Peperoni Cruschi
da docitalyEra l’antico testamento dei nonni…quello di saper viva la coltivazionedel “CORNO DI CAPRA”… Lafamiglia Gliubizzi, da semprelegata all’agricoltura, sin dal suoapprodo a Baragiano, da bencinque generazioni è deditaall’agricoltura e, in special modo,alla coltivazione del CORNO DI CAPRA. Venduto dagli inizi del1900 nella vicina cittadina diAvigliano, famosa ancora oggi perl’utilizzo, nelle sue molteplici attività ristorative del “Peperone Crusco” e del Baccalà.
Vinicola Leonardo Bussoletti Ciliegiolo – Umbria
da docitalyLeonardo Bussoletti è un’azienda agricola che si trova a Narni, in provincia di Terni, in una zona particolarmente vocata alla viticoltura. Leonardo Bussoletti, il titolare, con il prezioso supporto dell’agronomo Federico Curtaz, conduce in biologico, ad oggi, 7 ettari di vigna, composti principalmente da ciliegiolo ed a seguire da grechetto e trebbiano.
Seguendo i principi del biologico certificato da Suolo e Salute, si prediligono fermentazioni spontanee, senza lieviti selezionati, ma con il sistema del pied de cuve, ovvero con l’utilizzo delle proprie uve.
Andrea De Luca
da docitalyStefano Callegari – Sezione Innovazione – Lazio Copy
da docitalyStefano Callegari – Sezione Innovazione – Lazio
da docitalyAntonio Marini – Sezione una vita per… Vice Procuratore della Repubblica – Lazio
da docitalyRoberto Fallani – Sezione Ambasciatore della Creatività
da docitalyCantine Viola – Sezione Patrimoni Eccellenti
da docitalyGiovanni Scura – Giovani Promesse Sezione Danza
da docitalyOmar Favoriti – Giovani Promesse Sezione Cultura
da docitalyAndrea Bruzzese – Giovani Promesse Sezione Musica
da docitalyFranco Cotana – Sezione Ricerca, Sviluppo e Innovazione
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