Custode di una secolare tradizione del paese e della mia famiglia Luigi Viola , maestro elementare in pensione, da sempre appassionato di natura e agricoltura, dopo aver insegnato per oltre 35 anni, ha deciso di dedicare a tempo pieno le sue energie al recupero, alla valorizzazione e alla diffusione dinettare, che correva il rischio di estinzione, il Moscato di Saracena. Coinvolgendo l’intera famiglia: la moglie Margherita e i tre figli Roberto, Alessandro e Claudio, ai quali ha saputo trasmettere la sua passione e l’amore per la loro terra, ha incrementato la produzione di questo vino da meditazione, che, una volta proposto al pubblico e ad esperti del settore, ha immediatamente avuto un riscontro eccezionale. Col tempo ha ampliato la gamma dei prodotti puntando sempre sulla qualità e genuinità ed eleganza utilizzando vitigni autoctoni quali Magliocco dolce, Guarnaccia, Malvasia e Mantonico.
Ciò che era nato quasi per scommessa è divenuto per loro un lavoro piacevole e ricco di stimoli, che gli ha permesso di venire a contatto con persone, ambienti e situazioni veramente affascinanti.I loro vigneti sono situati nel territorio di Saracena, nella contrada Rinni a 350 metri sul mare, con un’esposizione tale da ricevere i raggi del sole da quando sorge a quando tramonta.
Ad Est-Sud Est si affacciano sulla piana di Sibari e sul Mare Ionio, ricevendone i venti miti, mentre a nord sono riparate dai venti freddi dalla Catena del Pollino. Tutto ciò crea un microclima con sensibili escursioni termiche che consentono alle uve di raggiungere una concentrazione alta di profumi. Nei loro vigneti sono coltivate uve autoctone quali Magliocco dolce, Moscatello di Saracena, Guarnaccia bianca, Malvasia, Mantonico e “Adduroca”, termine dialettale che sta per “odorosa, profumata”. Il sistema di allevamento è a cordone speronato con un sesto di impianto di 1m x 2,20m. Cantine Viola pratica l’agricoltura Biologica certificata Bioagricert.
I panettoni di Dario Saltarelli rappresentano una delle più alte espressioni dell’arte pasticcera contemporanea italiana, un perfetto equilibrio tra tradizione artigianale e ricerca innovativa. Pasticcere di grande esperienza e sensibilità, Saltarelli ha saputo trasformare il dolce simbolo del Natale in un prodotto d’eccellenza che racconta la sua filosofia: rispetto per le materie prime, cura maniacale dei dettagli e passione autentica per il mestiere.
Ogni panettone firmato da Dario Saltarelli nasce da una lenta e accurata lavorazione che richiede tempo, dedizione e conoscenza tecnica. Il lievito madre, custodito e nutrito quotidianamente, è il cuore pulsante di un impasto che matura naturalmente per oltre 36 ore, conferendo al prodotto finale una straordinaria sofficità e una digeribilità eccezionale. La scelta delle materie prime è rigorosa: burro di centrifuga di alta qualità, uova fresche, farine selezionate e frutta candita artigianale, realizzata senza additivi né conservanti. I panettoni di Saltarelli si distinguono per l’equilibrio dei sapori e la finezza degli aromi naturali, che si sprigionano al taglio in un profumo intenso e avvolgente. Accanto al classico milanese con uvetta e canditi, la sua creatività si esprime in una serie di varianti gourmet che sorprendono per gusto e originalità: dal panettone al cioccolato fondente e amarene, al caramello salato e nocciole tostate, fino alle versioni più innovative con ingredienti del territorio e abbinamenti insoliti come fico e mandorla, pistacchio e albicocca o pere e cioccolato ruby. Ogni nuova proposta è il risultato di una continua ricerca.
Il Panettone classico artigianale, è preparato artigianalmentedal mastrodolciario Dario Saltarelli econtiene soloprodotti naturalie di qualità e la lievitazioneavviene semprecon metodinaturali e peralmeno 48 ore. Ogni nuova proposta di Dario Saltarelli è il risultato di una continua ricerca dell’eccellenza
Dario Saltarelli è cresciuto in un mondo fatto di profumi antichi, mani infarinate e sveglie all’alba. Il suo primo ricordo non è quello di un giocattolo, ma di un forno acceso, di una crema calda da girare, di un padre e una madre che impastano amore ogni giorno. Figlio d’arte, erede di una famiglia di panificatori e pasticcieri campani, Dario ha respirato fin da piccolo l’aria del laboratorio, dove la farina non sporca, ma veste di identità.
Trascorre i primi anni di vita a Padova, sua città natale, ma presto, a seguito dei genitori desiderosi di tornare nella terra di origine, si trasferisce a Castelforte , un comune del basso Lazio che gode della magnifica vista sul Golfo di Gaeta. È tra le pareti del laboratorio di famiglia che si forma il suo sguardo, fatto di rispetto per le materie prime, attenzione al dettaglio e una cura quasi religiosa per i tempi di lavorazione. A 14 anni sa già cosa vuole essere: un artigiano, ma con uno sguardo sempre aperto alla sperimentazione. Un percorso costruito giorno dopo giorno, con sacrificio, dedizione e tanto studio, che lo porterà a essere oggi una delle figure più apprezzate nel panorama della pasticceria artigianale italiana.
Terminati gli studi compie la scelta di seguire la sua vera grande passione: esercitare il mestiere appreso da adolescente quando affiancava i grandi maestri depositari dei segreti della pasticciera e pizzeria napoletana.
Apprende l’arte della gelateria italiana da maestri emiliani e siciliani dei quali ne apprezza il loro saper fare, il valore dei costumi del nostro paese e dell’italianità che lo aiuteranno durante l’esperienza professionale all’estero. Fonda l’impresa artigiana sul “sapere tradizionale”, gestendola con l’interesse di preservare l’immenso patrimonio di prodotti alimentari tipici del territorio italiano. Da un sogno nel cassetto con la moglie Maria pianifica e dà vita a un genere di attività commerciale unica in Italia, la Polakkeria®, con il preciso intento di far conoscere un dolce tipico della tradizione campana, diffonderne il profumo e il suo sapore originale.
Il suo nome è ormai sinonimo di eccellenza, e i suoi dolci sono diventati ambasciatori di gusto nel mondo. Ma Dario resta profondamente legato alla sua terra, al racconto semplice delle tradizioni, ai sapori che riportano all’infanzia. Il suo successo è anche quello del suo territorio di cui è ambasciatore. Tant’è che ogni singolo prodotto conserva le materie prime integre, rispettando qualità e profumi che solo la natura può fornire e che solo la lavorazione artigianale può preservare. A questo si aggiunge poi l’accuratezza nel confezionamento. ’
Assioma per i nostri prodotti è l’artigianalità, il fatto a mano, l’unicità e questo principio lo applichiamo anche nella fase di confezionamento degli articoli’ afferma Saltarelli, infatti ogni confezione, scrigno delle sue bontà, viene preparata singolarmente, senza eccezioni, da mani di esperte artigiane.
Tra le sue creazioni simbolo c’è senza dubbio la Polacca, il dolce tipico di Aversa, città normanna fondata nel XI secolo. Ricerche e testimonianze orali ci portano ad affermare che questo dolce tradizionale era d’uso già a metà ’800 in un territorio che comprendeva i fiumi Garigliano e Volturno. Ricordi personali di donne nate a inizio secolo, affiorano con questo dolce battezzato con il nome proprio di “Pizza Doce”.
Essa veniva servita sulle tavole dei contadini di ritorno dai campi di grano, di solito a fine giugno. In quel periodo le amarene, ingrediente essenziale del dolce, raggiungevano la piena maturazione. Le materie prime utilizzate a quei tempi erano la farina molita a pietra, le uova fresche, il latte e la sugna. Tutti di produzione propria, ad eccezione dello zucchero sfuso di taglio grossolano da sembrare pezzi di cristallo. Quest’ultimo si acquistava in piccole botteghe o farmacie e veniva confezionato nei “salvietti”, teli di lino usati per il trasporto a casa. Allora non esistevano ancora gli imballaggi alimentari. La realizzazione seguiva precisi riti tramandati di generazione in generazione. Si preparava l’ impasto da cui si traevano due dischi per foderare uno stampo di rame stagnato e poi la “crema gialla” per il ripieno. L’aggiunta di amarene fresche o candite completavano la farcitura. La cottura avveniva in forni a legna, quasi sempre d’uso comune, dopo aver sfornato le pagnotte di pane. Ci si avvaleva di un foglio di carta bagnato adagiato sulla parte superiore del prodotto per evitarne la bruciatura. Oggi, “la Doriana®”- Torta Polakka è frutto di una personale interpretazione di questo antico dolce campano.
Un lievitato soffice, farcito con crema pasticcera e amarene, dalla forma a mezzaluna e dal gusto che conquista al primo morso. In apparenza semplice, ma in realtà frutto di un lavoro complesso e delicato, che richiede ore di lavorazione e una perfetta armonia tra consistenza e sapore. Dario ne ha fatto una vera e propria opera d’arte: la sua Polacca ha conquistato appassionati, esperti e buongustai, diventando un punto di riferimento per chi cerca la tradizione senza rinunciare all’eccellenza.
Accanto alla Polacca, c’è un altro dolce che racconta perfettamente la filosofia di Saltarelli: la Matrea. “Matrea” è un termine dialettale che significa madre, è un prodotto artigianale con ingredienti scelti, provenienti dal territorio campano. Prodotti di eccellenza quali la Melannurca Campana IGP che dona a questo dolce un profumo delicato. Lasciandosi ispirare dal concetto di filiera corta, il prodotto è stato progettato in occasione del Salone del Gusto Slow Food di Torino 2016. Il logo sintetizza l’dea di Madre Natura in quanto generatrice di vita e simbolo della terra dove ancora oggi vengono adagiate le mele per raggiungere la completa maturazione prima di essere commercializzate.
Il lavoro di Dario è stato premiato in Italia e all’estero con riconoscimenti che attestano la qualità assoluta della sua produzione. Tra i premi più significativi:
2019 Bruxelles – ITQ- The Crystal Taste Award al Panettone Artigianale Classico, il primo al mondo a ricevere il prestigioso riconoscimento Internazionale
2019 Roma -Campidoglio – Premiazione “Le Eccellenze italiane” “Ambasciatore DocItaly per la pasticceria Regione Campania”
2018 Inserimento nella Guida de La Repubblica della prima “Polakkeria® d’ Italia
2018 Bruxelles – iTQi- Riconoscimento Internazionale conferito per il Panettone Artigianale Saltarelli con 3 stelle oro
2018 Partnership ufficiale con la Reggia di Caserta, riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, per la produzione di Grandi Lievitati adornati da manufatti di San Leucio, patria della seta.
2017 Bruxelles – iTQi- Riconoscimento Internazionale conferito per il Panettone Artigianale Saltarelli con 3 stelle oro
2016 (Torino) Primo Premio Miglior Panettone Artigianale d’Italia
Ogni riconoscimento è frutto di una lunga strada fatta di studio e ricerca. Il lievito madre è il cuore pulsante di tutto ciò che produce. È da lì che nascono i suoi panettoni pluripremiati, le colombe pasquali, le brioche e i lievitati da colazione che ogni giorno raccontano una storia di gusto. Ma forse il riconoscimento più grande è quello del suo pubblico, dei clienti che ogni giorno scelgono di entrare nella sua pasticceria per ritrovare i sapori di casa, o per lasciarsi sorprendere da una nuova creazione. Perché Dario Saltarelli non è solo un maestro pasticcere: è un narratore, un custode di memorie, un ambasciatore di dolcezza.
Il Maestro Saltarelli come tutti i grandi ha un’immensa umiltà pur essendo consapevole della sua Arte, nulla lo ferma, negli anni ha partecipato, sempre con entusiasmo e impegno, a numerosi contest di pasticceria, un successo dopo l’altro. Il panettone artigianale di Dario Saltarelli ha conquistato il mondo da Bruxelles a Torino, dalla Capitale al resto d’Italia. Dario Saltarelli nel 2016 è stato investito del Ruolo di Ambasciatore Doc Italy per la Campania, riconfermato nella Sala Protomoteca del Campidoglio a maggio 2018, in Piazza Rossellini a settembre 2021 e sempre in Campidoglio a gennaio 2022. Quella dei coniugi Saltarelli è un’azienda particolarmente attenta alla valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. Ogni singolo prodotto della pasticceria Saltarelli, conserva le materie prime integre, rispetta qualità e profumi che solo la natura può fornire e che solo la lavorazione artigianale può preservare. Dario opera in armonia con l’ambiente e le attività economiche e sociali presenti sul territorio.
Tutta la sua arte e il suo Know How Dario vuole metterli a disposizione dei giovani, la sua squadra di pasticceri e aiuti è la sua seconda famiglia, l’armonia e l’affetto due segni distintivi del Team Saltarelli, ma questo a Dario non basta, Dario non dimentica la sua missione, recentemente ha ideato una forma di gestione integrata con le istituzioni scolastiche locali. Da lì è nata una collaborazione con gli allievi dell’Istituto Superiore “A. Nifo” di Sessa Aurunca. Il risultato è stato stupefacente. Dario ha dichiarato: << Poter lavorare con dei giovani, condividere con loro un’esperienza e arricchirci vicendevolmente è stata una delle esperienze più appaganti vissute nella nostra azienda”>> . Uno dei settori più importanti della cucina Napoletana è certamente quello della Pasticceria che grazie soprattutto a Ferdinando IV divenne unica, e a buon diritto possiamo dire: “Pasticceria Borbonica”. Dolci come il Babà, la Sfogliata, la Cassata, la Crema Pasticcera, la Pastiera di Grano, chiamata il dolce dei Re, sono diventati dei veri e propri prodotti di culto.
I Borbone erano dei Re che mai misero la corona, amavano i propri sudditi e si sentivano, allo stesso modo, sudditi di nostro Signore, del Papa, della propria Terra e dei prodotti alimentari che essa ha sempre generato con grande generosità e qualità. Dario Saltarelli possiamo è proprio un pasticciere nato alla corte di Re Ferdinando e che, salito sulla macchina del tempo, è arrivato come d’incanto ai giorni nostri. I suoi bagagli? L’amore per la propria terra, la passione e il rispetto per il lavoro, l’etica e la famiglia. Dario ha creato prodotti dolciari degni di andare “davanti a un Re”. Come i suoi illustri antenati Dario, pur non avendo microscopi o macchinari di altissima tecnologia, riesce a creare dei Dolci partendo dallo studio dei prodotti del suo Regno cercando di estrapolare l’essenza e assemblandoli al meglio utilizzando solo i propri sensi: il tatto, l’olfatto, la vista e il gusto. Dario ama la sua arte, ama i suoi dolci fino ad arrivare a dormire in laboratorio per controllare la lievitazione, quella è la sua seconda casa, dove però passa molto più tempo che nella pri
Nel cuore di Fondi, la Polakkeria di Dario Saltarelli è molto più di un semplice negozio: è un piccolo tempio del gusto dove tradizione, passione e innovazione si incontrano ogni giorno. Da un sogno nel cassetto con la moglie Maria pianifica e dà vita a un genere di attività commerciale unica in Italia, con il preciso intento di far conoscere un dolce tipico della tradizione campana, regione di cui è originario Saltarelli, diffonderne il profumo e il suo sapore originale.
Nato, dunque, dal desiderio di onorare l’eredità familiare e valorizzare il legame con il territorio, questo spazio è interamente dedicato alla celebre polacca, il dolce tipico aversano divenuto simbolo della città, che qui viene proposto in diverse varianti, sempre con ingredienti selezionati e lavorazioni artigianali. Ma la Polakkeria non è solo il regno della polacca: è anche una boutique del gusto in cui trovare lievitati d’eccellenza, dolci della tradizione rivisitati con creatività e una selezione di prodotti unici, che raccontano la filosofia di Dario Saltarelli, fatta di autenticità, qualità e amore per la pasticceria. Entrare nella Polakkeria significa vivere un’esperienza sensoriale in cui ogni morso racchiude una storia, un ricordo, un’emozione.
Dopo anni di duro lavoro e ricerca, nasce RISOINFIORE, un brand che distingue un riso speciale con caratteristiche uniche sul fronte della qualità e sicurezza alimentare. Produttori con vendita diretta a conduzione famigliare, con il supporto pratico dell’azienda di Adolfo Barbonaglia (marito di Paola), presente da TRE generazioni nel mondo agricolo, esclusivamente a coltivazione riso. Il destino aveva già fatto incrociare le strade delle loro famiglie nel 1935 (vedi foto): la nonna e la bisnonna di Paola erano le mondine del nonno di Adolfo. RISOINFIORE negli ultimi anni si è dedicata, oltre alla coltivazione, anche alla commercializzazione del proprio riso.
Quando si parla di riso, generalmente, si è soliti operare una distinzione solo tra riso bianco e riso integrale. Tutto questo perché molto spesso si presta più attenzione alla tipologia di un prodotto che alla qualità dello stesso. Ecco perché solo raramente si sente parlare di riso a residuo ZERO. “Che il Vercellese sia terra risicola, lo conferma il fatto che il celebre cereale, già nel 1860, venne coltivato per 30mila ettari, primato italiano dell’epoca.Se la storia del riso è quasi millenaria, apprezzato anche da Alessandro Magno, nel VI secolo a.C., quella dell’Azienda RisoInFiore è iniziata dieci anni fa, quando Paola Fiore, sostenuta dall’esperienza di ben tre generazioni dell’impresa agricola del marito, Adolfo Barbonaglia, pensa di creare un riso UNICO fuori dagli schemi tradizionali del mercato.
Nel 2017, il primo raccolto e la prima commercializzazione del prodotto a marchio registrato in Italia ed Europa, 100% esente da residui di sostanze fitosanitarie. Per noi è importante che nei piatti di noi consumatori arrivi un prodotto sano, il tutto supportato da controlli rigorosi e analisi “multiresiduali full”, facilmente rintracciabili con un click sul sito. Oltre alla salute delle persone, il fitofarmaco reca danni anche all’ambiente: ecco perchè coltiviamo in agricoltura sostenibile, conservativa e di precisione prestando particolare attenzione alle biodiversità nelle risaie, con utilizzo di energia rinnovabile ed essiccazione di tipo “dolce”. L’evoluzione del riso nel terzo millennio passa da Stroppiana: qualità, tracciabilità ed eco sostenibilità, i caratteri distintivi di RisoInFiore.
L’Azienda Agricola RISOINFIORE di Paola Fiore, nasce nel cuore della Bassa Vercellese. Riseria con vendita diretta a conduzione famigliare, con il supporto pratico dell’azienda di Adolfo Barbonaglia (marito di Paola), presente da TRE generazioni nel mondo agricolo, esclusivamente a coltivazione riso. RISOINFIORE Negli ultimi anni si è dedicata non solo alla coltivazione, ma anche alla commercializzazione del proprio riso.
Riso a residuo ZERO, perchè le nostre priorità sono l’ambiente e le persone Da sempre l’azienda utilizza le tecnologie più innovative: dispone di un impianto fotovoltaico, la cui produzione viene impiegata completamente per gli utilizzi aziendali, usa il sistema di guida GPS, ha la mappatura delle produzioni, per meglio ottimizzare l’impiego di concimi e sementi, prestando particolare attenzione all’ottenimento di un prodotto finale sempre migliore.
Nell’ultimo anno il nostro costante impegno e l’attenzione che poniamo nell’ottenere un prodotto genuino e di qualità, ci hanno portato ad aderire ai progetti AGRICOLTURA SOSTENIBILE, AGRICOLTURA CONSERVATIVA ed ADERIRE ALLA Misura 10.1.2 del PSR Piemonte.
La lavorazione dei terreni inizia dopo la raccolta, con la “minima lavorazione”, che consiste nello smuovere solo i primi 10/12 cm del terreno, interrando parzialmente i residui colturali, per poter seminare una coltura intercalare da sovescio riducendo al minimo la lisciviazione dei terreni (Agricoltura conservativa) e che nel periodo primaverile verrà interrata sempre tramite lavorazioni superficiali (ripuntatura o discatura), per aumentare l’apporto di sostanza organica nel terreno.
Sono stati fatti solchi sul perimetro delle camere di risaia, per poter mantenere costante al loro interno, la presenza di acqua, che favorisce lo sviluppo della fauna delle zone risicole (misura 10.1.2 del Psr P). I prodotti fitosanitari vengono selezionati in base alla effettiva presenza di infestanti, utilizzando molecole dell’ultima generazione, sempre meno invasive sulla coltura e per l’ambiente.
Viene adottato il sistema di “barra a filo”, per eliminare direttamente gli infestanti senza contaminare la coltura in atto, riducendo la banca semi nel terreno e permettendo di evitare trattamenti diffusi a pieno campo. E’ stato inserito il compensatore aeraulico per ridurre i consumi di gasolio ed energia elettrica durante i cicli di essiccazione.
Azienda Agricola Di Fiore Paola: Via Roma, 159 – 13010 Stroppiana
Telefono: +393336279944
Mail: info@risoinfiore.eu
Shop online: https://risoinfiore.eu
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/02/risoinfiore-1.jpg7121265docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-10-18 11:49:422025-11-28 15:29:22Riso in Fiore
La storia dei liquori Terre Pompeiane viene dagli anni del dopoguerra.Fu il nonno materno del fondatore, il Sig. Nastro Fiorentino per tutti Fior ‘o gassusar, ad avviare, con molti sacrifici, una piccola fabbrica di bibite nella centrale Via Duca d’Aosta a Pompei. Era la Pompei post bellica, in cui si toccava il fermento della gente nel voler ricostruire dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, riappropriarsi della propria vita e ritor-nare a godere di momenti spensierati e conviviali. Fu allora che nonno Fiore, con la sua Spuma Carciofo divenne uno dei punti di riferimento per “l’aperitivo” dei suoi concittadini e degli abitanti dei paesi limitrofi.
Successivamente nonno Fiore si dedicò alla distribuzione di bibite ed aprì, nel 1960, un chiosco nella centralissima Piazza Schettini. L’attività di Nonno Fiore ha affascinato sin da piccolo Vincenzo che si diverti-va d aiutarlo offrendo bibite fresche e biscotti di Castellammare ai pellegrini che si fermavano al chiosco. E qui,senza dubbio, affonda le radici la sua passione per le bibite ed i drink.
Una storia di famiglia fatta di passione e coraggio, da nonno Fiore la missione passa ad Enzo che dopo aver fatto le più disparate espe-rienze di vita al ritorno da Londa dove aveva avuto la possibilità di conoscer, vivere e gestire alcuni dei pub più importanti della City, nell’aprile 2000, fa nascere “Noenemy”, locale cool/moderno con radici antiche, il vecchio chiosco di Nonno Felice.che in poco tempo. Un vero “monumento” della movida di Pompei, punto di riferimento per i pellegrini in visita al Santuario e luogo di ritrovo per residenti. Nel 2004, spinto dalla innata passione per i liquori fonda, in un piccolo laboratorio nei pressi degli Scavi archeologici di Pompei, Noenemy Corporation, che si dedica alla produzione di soft drink, bevande gassate a bassa gradazione alcolica che, da subito, incontrano il favore del pubblico.
Un escalaction di successi, tanto impegno e soddisfazioni, uno stu-dio attento del mercato che lo spinge a produrre liquori ispirati ad antiche ricette e realizzati con prodotti ti-pici del territorio vesuviano. Prodotti artigianali, realizzati seguendo un disciplinare rigoroso e meticoloso che prevede l’impiego di materie prime di altissima qualità che garantisce un prodotto di elevatissimo profilo. Un Viaggio attraverso i liquori della tradizione che lo porta a creare un prodotto che traduce perfettamente il suo territorio, racconta la Campania, la Napoletanità, la tradizione con un pizzico di innovazione “BABA’ RE”, una GENIALITÀ ormai diventata virale, il liquore di punta di Terre Pompeiane, una moda che non tramonterà!
Il babà è uno dei simboli più iconici della pasticceria napoletana, un dolce che racchiude in sé la storia, la tradizione e l’anima calorosa del Sud. Soffice, profumato e avvolgente, il babà nasce dall’incontro tra la maestria artigianale e la passione per i sapori autentici. La sua inconfondibile consistenza spugnosa e la bagna al rum o al liquore donano al palato un’esperienza unica, equilibrando dolcezza e intensità in un perfetto connubio. La leggenda narra che il babà sia nato in Francia, ma è a Napoli che ha trovato la sua vera patria. Qui, tra le mani esperte dei maestri pasticcieri, ha assunto la forma e la fragranza che oggi tutto il mondo gli riconosce. Simbolo di convivialità e festa, il babà è presente in ogni occasione speciale, ma è anche il dolce perfetto per concedersi un momento di piacere quotidiano.
Da questa eccellenza nasce anche “Babà Re”, un liquore unico che celebra e reinterpreta l’essenza del dolce partenopeo in chiave moderna. Il Liquore Babà Re nasce dall’infusione artigianale di babà nel rum, con l’aggiunta di ingredienti selezionati che ne esaltano il gusto e la fragranza. Il risultato è un elisir dal sapore intenso e avvolgente, capace di racchiudere in un sorso tutta la tradizione e la golosità della pasticceria napoletana. Ogni bottiglia rappresenta un omaggio alla cultura gastronomica campana, un ponte tra la tradizione e l’innovazione, tra il gusto del passato e la creatività contemporanea. Con il suo carattere deciso e la sua dolce eleganza, Babà Re non è solo un liquore: è un’esperienza sensoriale, un viaggio nei sapori autentici di Napoli, dove ogni sorso racconta una storia di passione, maestria e amore per le cose fatte bene.
Babà Rè è il babà da bere,il liquore che celebra il dolce più amato della tradizione partenopea! Il liquore Babà Re nasce grazie al legame col proprio territorio e all’esperienza del liquorificio Terre Pompeiane. Il liquore Babà Re è una delicata crema al rum impreziosita da pezzetti di babà e coniuga tradizione e innovazione, garantendo un’esperienza di sapore unica e originale. Il liquore è presentato in un’elegante bottiglia con piccolo babà essiccato che può essere utilizzato come un vero e proprio tappo per preservare il gusto e la cremosità. Il liquore Babà Re è ottimo sia come dolce a pasto che come momento di pausa durante l’arco della giornata.
La storia dei liquori Terre Pompeiane affonda le sue radici negli anni del dopoguerra, come già accennato, quando a Pompei nacque la piccola fabbrica di bibite di Nastro Fiorentino, conosciuto da tutti come Fior ’o gassusar. In un’Italia che cercava di risollevarsi dopo gli orrori della guerra, Fiorentino diede vita a un laboratorio artigianale nella centrale via Duca d’Aosta, dove cominciò a produrre bibite che divennero presto simbolo di rinascita e convivialità. La più celebre era la Spuma Carciofo Pompei, una bibita gassata e zuccherata a base di carciofo che conquistò i palati dei pompeiani e dei paesi limitrofi, diventando un must dell’aperitivo dell’epoca.
Negli anni Sessanta, il nonno Fiore aprì anche un chiosco nei pressi del Campanile del Santuario di Pompei, offrendo ristoro ai numerosi pellegrini in visita. Fu lì che nacque la passione per il mondo delle bevande del nipote, che da bambino aiutava il nonno servendo bibite fresche e biscotti di Castellammare. Da quell’esperienza genuina e familiare nacque una vocazione destinata a trasformarsi in un percorso di vita. Dopo gli studi e un’importante esperienza a Londra, dove lavorò e poi gestì autonomamente una postazione in un pub della City, il giovane imprenditore tornò in Italia con un bagaglio ricco di competenze e idee. Nel 2000, volle rendere omaggio alle sue origini e fondò il Noenemy, trasformando il vecchio chiosco del nonno in un elegante lounge bar all’aperto, punto di incontro per i giovani di Pompei. Il nome “Noenemy”, dall’unione di no ed enemy, esprimeva la filosofia di fondo del locale: amicizia, condivisione, convivialità.
Il successo del primo progetto lo spinse, nel 2002, ad aprire il Noenemy Pub, un locale più grande, che univa drink di qualità a un’offerta gastronomica curata. Ma la vera svolta arrivò nel 2004, quando, spinto dall’amore per le bibite artigianali, fondò la Noenemy Corporation, un piccolo laboratorio situato nei pressi degli scavi di Pompei, dedicato alla produzione di soft drink e bevande gassate a bassa gradazione alcolica.
Con il tempo, la visione dell’imprenditore evolse verso un progetto ancora più ambizioso: la creazione di liquori che raccontassero la storia, la cultura e i profumi del territorio vesuviano. Nacquero così i liquori Terre Pompeiane, frutto di un rigoroso disciplinare artigianale che valorizza ingredienti di altissima qualità e tecniche di lavorazione tradizionali. Limoncello, liquore all’alloro, al finocchietto selvatico e tante altre specialità conquistarono rapidamente il pubblico, imponendosi nel panorama nazionale. Nel gennaio 2015 il liquorificio si trasferì negli attuali locali, più ampi e moderni, dotati di un nuovo impianto produttivo capace di rispondere alla crescente domanda. Oggi Terre Pompeiane può contare su una rete di circa venti agenti che coprono tutto il Centro e il Sud Italia, portando in tavola l’autenticità e l’eccellenza della tradizione partenopea.
Un capitolo speciale della storia aziendale è rappresentato dalla creazione del Babà Re, lanciato nell’ottobre del 2018: un liquore a base di latte, rum selezionato e pezzetti di babà. Definito “geniale” da molti addetti ai lavori, il Babà Re è il primo babà da bere, una rivisitazione moderna e brillante di uno dei simboli più amati della pasticceria napoletana. In ogni sorso si ritrovano la dolcezza e l’intensità dei sapori partenopei, racchiusi in un liquore che unisce tradizione e innovazione. Negli anni, Terre Pompeiane ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. I suoi prodotti sono stati citati su testate come Welcome To Napoli, Il Gazzettino Vesuviano e Made in Pompei, oltre ad essere menzionati per due anni consecutivi (2013 e 2014) nella prestigiosa Guida Gambero Rosso. L’azienda fa parte della rete “Only Italia”, presieduta da Irene Pivetti, ed è stata protagonista all’Expo Milano 2015 nel padiglione della Kip International School.
Oggi Terre Pompeiane rappresenta non solo un marchio di qualità, ma una vera e propria testimonianza di passione familiare, memoria e innovazione. Dai primi giorni del dopoguerra fino alla creazione del Babà Re, la storia di questa realtà campana è il racconto di un’eredità tramandata con amore, che continua a profumare di dolcezza, territorio e orgoglio vesuviano. Un escalaction di successi, tanto impegno e soddisfazioni, uno stu-dio attento del mercato che lo spinge a produrre liquori ispirati ad antiche ricette e realizzati con prodotti ti-pici del territorio vesuviano. Prodotti artigianali, realizzati seguendo un disciplinare rigoroso e meticoloso che prevede l’impiego di materie prime di altissima qualità che garantisce un prodotto di elevatissimo profilo. Un Viaggio attraverso i liquori della tradizione che lo porta a creare un prodotto che traduce perfettamente il suo territorio, racconta la Campania, la Napoletanità, la tradizione con un pizzico di innovazione “BABA’ RE”, una GENIALITÀ ormai diventata virale, il liquore di punta di Terre Pompeiane, una moda che non tramonterà!
Da questa eccellenza nasce anche “Babà Re”, un liquore unico che celebra e reinterpreta l’essenza del dolce partenopeo in chiave moderna. Il Liquore Babà Re nasce dall’infusione artigianale di babà nel rum, con l’aggiunta di ingredienti selezionati che ne esaltano il gusto e la fragranza. Il risultato è un elisir dal sapore intenso e avvolgente, capace di racchiudere in un sorso tutta la tradizione e la golosità della pasticceria napoletana. Ogni bottiglia rappresenta un omaggio alla cultura gastronomica campana, un ponte tra la tradizione e l’innovazione, tra il gusto del passato e la creatività contemporanea. Con il suo carattere deciso e la sua dolce eleganza, Babà Re non è solo un liquore: è un’esperienza sensoriale, un viaggio nei sapori autentici di Napoli, dove ogni sorso racconta una storia di passione, maestria e amore per le cose fatte bene.
Il Forno Rizzo nasce grazie alla passione di Alessandro Rizzo per la pasticceria e il buon cibo. Passione condivisa con la moglie Catia, con la quale, dopo un periodo di lavoro a Varmo, acquista l’attuale panificio pasticceria “Il forno” a Tarcento e lo avvia con entusiasmo e motivazione. Pian piano il Forno cresce e si migliora, si allarga con la caffetteria, e le nuove proposte gastronomiche. Oggi il Forno fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.
I prodotti di forno Rizzo sono fatti rigorosamente con il lievito madre. La loro esperienza nasce dalla contaminazione dei grandi maestri pasticceri come Danilo Freguja, Piergiorgio Giorilli, Achille Zoia, Marco Rinella, Gianluca Fusto, Cristian Beduschi, David Bedu, Josep Pascual, Ezio Marinato, Giuliano Pediconi. Nel Forno Rizzo sono presenti una vasta gamma di prodotti di eccellenza, sia dolci che salati, perfetti per ogni gusto e esigenza. Si possono trovare: pane, pizza gourmet e focacce salate, pizza spianata e pizza vaporosa, tramezzini, pasticceria salata, pasticceria mignon, biscotteria, torte da forno, torte di crema, torte bavaresi, torte personalizzate, croissant e brioches, daneseria, panettone dolce e salato, pandoro, colombe, lievitati e dolci fritti.
Tra i vari prodotti presenti spiccano di certo i panettoni, prodotti esclusivamente con farine da grani italiani. Il panettone del Forno Rizzo è prodotto come tradizione pasticcera comanda, ricco di deliziosa uvetta e profumati canditi e lievitato in modo naturale, il loro panettone ha una leggerezza e una fragranza tale da non temere confronti. Il Forno Rizzo fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.
Una bella storia, quella di Alessandro Rizzo, friulano doc, che sin dall’età di sedici anni ha trovato nella farina, nel burro e nello zucchero la sua più grande passione. Il suo percorso comincia come fornaio e pasticcere, un mestiere imparato con umiltà e dedizione, che negli anni diventa un’autentica vocazione. Dopo dodici anni di intensa attività, insieme alla moglie Catia, decide di fare il grande passo e prendere in affitto un’attività a Varmo. L’esperienza dura cinque anni, ma il desiderio di stabilità e di creare qualcosa di davvero proprio spinge la coppia a trasferirsi a Tarcento, dove nasce l’attuale Panificio Pasticceria Caffetteria Rizzo.
Da quel momento inizia una nuova avventura, fatta di sacrifici e di sogni che diventano realtà. Alessandro continua a perfezionarsi, frequentando corsi e laboratori con alcuni dei più grandi maestri dell’arte bianca e della pasticceria: Danilo Freguja, Achille Zoia, Piergiorgio Giorilli, Cristian Beduschi, Marco Rinella, Gianluca Fusto, Giuliano Pediconi, Josep Pascual ed Ezio Marinato. La sua curiosità e la voglia di migliorarsi lo portano a diventare membro del prestigioso Richemont Club, associazione nata per valorizzare l’eccellenza e la professionalità nella panificazione e nella pasticceria. Da oltre vent’anni Alessandro è anche parte di Etica del Gusto, un gruppo di panettieri, pasticceri, gelatieri e cioccolatieri friulani uniti dal desiderio di condividere conoscenze e formare nuove generazioni di artigiani del gusto. La sua filosofia è semplice ma profonda: unire tradizione e innovazione, rispettando le materie prime e i tempi della natura.
Il suo impegno e la sua costanza gli valgono numerosi riconoscimenti: nel 2016 conquista il terzo posto alla prima edizione de “La Primavera è Dolce” di Saint-Vincent, con la sua colomba tradizionale, e nel 2018 vince il primo premio a “Una Mole di Colombe e Cioccolato” di Torino. Ma è il suo panettone a renderlo celebre in tutta la regione — e oltre. Soffice, profumato e dal gusto armonioso, è una reinterpretazione della storica “pinza friulana” dell’Ottocento: un dolce ricco di pinoli, noci, fichi e uvetta, impastato con lievito madre e profumato al burro. Alessandro ama proporlo con una delicata crema allo zabaione al Ramandolo, un abbinamento che esalta la dolcezza e la complessità del suo lievitato, rendendolo un’esperienza sensoriale unica.
Il Forno Rizzo è oggi un punto di riferimento a Tarcento e in tutto il Friuli. Un locale accogliente e familiare, dove la qualità è la vera protagonista. Dalle fragranti teglie di pizza al pane fresco, dai biscotti alle brioche, fino ai dolci delle feste, ogni prodotto nasce da ingredienti selezionati e da una lavorazione artigianale attenta. Non mancano le creazioni di pasticceria moderna, semifreddi, mousse, creme bavaresi, e le specialità al cioccolato, protagoniste del periodo pasquale con le raffinate uova decorate a mano.
Tra le eccellenze del forno, spicca anche La Gubana del Forno Rizzo, un dolce simbolo della tradizione friulana reinterpretato con maestria da Alessandro. L’impasto morbido e profumato racchiude un cuore ricco di frutta secca, fichi, noci, pinoli, uvetta e scorze d’arancia candite, amalgamati con miele e grappa. Il risultato è un dessert elegante, avvolgente e genuino, che racchiude in sé tutta l’anima del Friuli, le sue montagne e le sue valli, i suoi profumi e la sua autenticità.
Oggi Alessandro e Catia, affiancati da un team giovane e appassionato, continuano a scrivere la loro storia fatta di sapere, gusto e passione, portando avanti una filosofia che unisce etica del lavoro, qualità delle materie prime e amore per la tradizione. Il Forno Rizzo non è solo un panificio o una pasticceria, ma una vera bottega del gusto, dove ogni giorno si sforna la passione di una vita intera.
Indirizzo: Piazzale Don Francesco Placereani, 1, 33017 Tarcento UD
Telefono: 0432 681683
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2020/02/rizzo.jpg7121265docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-10-15 11:49:422025-11-28 15:31:29Forno Rizzo – Friuli Venezia Giulia
L’azienda agricola Nicola Monterisi si dedica alla produzione di oli Extra Vergine d’ Oliva pregiati fin dalla metà dell’Ottocento. Piccola realtà del panorama agroalimentare pugliese, sorge in una terra da sempre votata alla coltura dell’olivo, situata a mezza collina tra la bassa Murgia e il mare Adriatico, nel comune di Andria .La struttura dispone di più di 3 ettari di oliveto specializzato, dove sono messe a dimora 840 piante di sola varietà Coratina con sesto di impianto tradizionale, ventilati dalle brezze salmastre che, indirettamente, proteggono naturalmente dagli attacchi della mosca.
Nell’ ultima campagna olearia sono stati raccolti 235 quintali di olive, che hanno consentito di produrre circa 35 ettolitri di olio extravergine. Dal 1992 l’azienda, vocata al BIOLOGICO da svariati anni, è diretta con impegno e risultati da Nicola Monterisi, che porta avanti con capacità la tradizione familiare della passione per l’olio Extra Vergine d’ Oliva, fedele al “Motto Di Famiglia”. Perito agrario d’esperienza, assaggiatore e selezionatore di oli fin dal 1996, nel 2004 completa le sue già vaste competenze con un master in Elaiotecnica, volto a fin dal valorizzare ancora di più il suo olio attraverso l’impiego di tecnologie e meno di d’estrazione sempre più avanzati.
L’ azienda agricola Nicola Monterisi produce oli per palati raffinati, per soddisfare il gusto di un consumatore sempre più attento ed esigente, che sappia riconoscere il valore della genuinità e dell’eccellenza. La missione dell’azienda è privilegiare la qualità alla quantità, realizzando un olio d’oliva sempre all’altezza delle aspettative di intenditori e buongustai. Monocultivar prodotta: Coratina. Tecnica di estrazione: le olive sanissime di Coratina, raccolte al momento giusto portano alla frangitura tutto il loro contenuto aromatico ed antiossidante. I dati dei polifenoli a livelli stellari lo documentano.
La bassa temperatura di gramola a 24 °C ed un frantoio tecnologico a ciclo continuo e gramole chiuse garantiscono una estrazione esente da difetti e ossidazioni non volute, mantenendo integre le caratteristiche organolettiche tipiche della Cultivar Coratina. I riconoscimenti di questa piccola ma pignola produzione sono tutti ben dati. Indubbiamente una azienda ben condotta basata sulla conoscenza che il mercato premia.
Indirizzo: Via Wolfang Amadeus Mozart, 140, 76123 Andria BT
Brisval nasce dalla passione di alcuni imprenditori della Valchiavenna che innamorati della specialità che più rappresenta il loro territorio, la bresaola, decidono di dare dei valori aggiunti a questa fantastico prodotto gastronomico, così nascono le Bresaole di Brisval.
La selezione della materia prima, l’assenza di conservanti, l’analisi di tutto quello che non esiste nella classica bresaola e la continua ricerca di qualità fanno nascere prodotti di una prelibatezza unica. Brisval seleziona rigorosamente le migliori carni al mondo, con proprie caratteristiche e particolarità e trasformarle in bresaole: tagli di vitellone e scottona da razze bovine italiane ed europee, angus dall’Irlanda, wagyu originale cresciuto e allevato in Giappone. Brisval produce le sue Bresaole in Valchiavenna utilizzando le carni più pregiate di tutto il mondo. In Brisval si producono Bresaole senza conservanti con una attenta selezione della materia prima, a partire dalla più importante che è la carne. La selezione avviene valutando l’alimentazione dei bovini, lo stile di vita e la purezza della razza.
BrisVal inoltre propone un’esperienza sensoriale esclusiva dedicata agli amanti dei sapori autentici e delle lavorazioni artigianali, una degustazione guidata che porta alla scoperta del mondo delle bresaole di carni pregiate. Nella suggestiva cornice di Novate Mezzola, presso la sede operativa dell’azienda, gli ospiti vengono accompagnati in un vero e proprio viaggio gastronomico dove la tradizione della Val di Chiavenna incontra culture e selezioni di carni provenienti da tutto il mondo.
Durante questa esperienza è possibile assaporare una selezione accurata di bresaole BrisVal, realizzate con tagli di altissima qualità come Fassona, Black Angus e persino Wagyu A5 giapponese. Ogni assaggio è pensato per raccontare una storia fatta di materia prima eccellente, lavorazioni lente e rispetto assoluto dei tempi naturali. A guidare la degustazione è direttamente il produttore, che ha scelto di definirsi “Artista del Gusto”: un titolo che non nasce da vanità, ma dal desiderio di trasmettere emozioni, cultura e consapevolezza attraverso il cibo.
Ciò che rende uniche le bresaole BrisVal è un processo produttivo profondamente legato alla tradizione. La salatura e la massaggiatura vengono eseguite rigorosamente a mano, seguendo gesti antichi che richiedono esperienza, sensibilità e rispetto dei tempi. La stagionatura, vera anima del prodotto, varia in base alla tipologia di carne e consente lo sviluppo di profumi e sapori complessi, eleganti e persistenti. A questo patrimonio artigianale si uniscono tecnologie moderne e competenze avanzate, capaci di garantire costanza qualitativa e sicurezza, senza mai snaturare l’anima del prodotto.
L’esperienza BrisVal non è solo una degustazione, ma un momento di incontro, racconto e condivisione, pensato per chi vuole capire davvero cosa si nasconde dietro un grande prodotto: il lavoro, la passione, la tecnica e il rispetto per la materia prima. Un percorso che lascia il segno, capace di trasformare un semplice assaggio in un ricordo da portare con sé.
BrisVal: Via Nazionale 340 D 23025 Novate Mezzola ( SO ) – Italia
Tel. Uffici +39 338 8110278
Tel. Produzione +39 348 6807094
Mail: info@brisval.it
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/brisval.jpg684845docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-10-12 09:45:012025-11-28 16:54:00BrisVal – Bresaole di carni pregiate
Oleum Mio nasce dal lavoro paziente e appassionato di una famiglia che ha scelto di dedicare la propria vita alla terra, coltivando e preservando l’arte dell’olivicoltura nel pieno rispetto della natura e delle sue risorse. Ogni albero racconta una storia, ogni raccolto è il risultato di gesti antichi rinnovati da una visione moderna, e ogni goccia di olio racchiude il legame profondo con il territorio e l’amore per un mestiere tramandato nel tempo. L’azienda agricola è il frutto di anni di esperienza, di scelte orientate all’eccellenza e di una filosofia produttiva che mette al centro la qualità, la sostenibilità e la purezza del prodotto.
A rappresentare visivamente questa identità così forte e autentica è il logo di Oleum Mio, una creazione esclusiva firmata da Giacomo Santucci, figura di spicco nel mondo del lusso e del design. Grazie alla sua esperienza nel ridefinire l’immagine di marchi iconici, Santucci ha dato vita a un simbolo capace di racchiudere in un solo segno grafico i valori fondanti del brand: tradizione, qualità, eleganza e raffinatezza. Le linee pulite, l’equilibrio tra classicità e modernità e la cura di ogni dettaglio rappresentano visivamente lo stesso approccio che Oleum Mio riserva alla produzione del proprio olio: rispetto per le radici e sguardo rivolto al futuro. Il logo non è soltanto un elemento estetico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti, un segno distintivo che racconta l’anima del progetto.
La missione di Oleum Mio è chiara: offrire un olio extravergine di oliva che unisca eccellenza qualitativa e responsabilità ambientale. Per questo motivo l’azienda utilizza tecniche agricole moderne nel rispetto rigoroso dei principi dell’agricoltura biologica. Ogni fase del processo produttivo, dalla cura degli ulivi alla raccolta delle olive, è attentamente studiata per garantire un prodotto che tuteli allo stesso tempo la salute dell’ambiente e quella delle persone. “Coltivato con passione e raccolto con cura” non è soltanto un motto, ma la sintesi di un impegno quotidiano fatto di scelte etiche, attenzione ai dettagli e amore per la terra.
Oleum Mio gestisce oltre 1200 olivi di proprietà, immersi in un contesto naturale privilegiato, dove il microclima e la qualità del suolo contribuiscono a dare vita a olive sane, profumate e ricche di sostanze nutritive. La frangitura avviene in frantoi di ultima generazione, che permettono di estrarre oli extravergini biologici di altissima qualità, mantenendo intatte le proprietà nutrizionali e organolettiche. Il risultato è un olio dal profilo aromatico intenso, equilibrato, capace di esprimere in modo autentico il carattere della terra da cui proviene.
Uno dei punti di forza di Oleum Mio è la produzione di oli monovarietali di grande pregio. Tra questi spiccano l’Ogliarola Garganica, delicata ed elegante, con note erbacee leggere e un gusto armonioso, e la Coratina, più intensa e strutturata, caratterizzata da un profilo deciso con sfumature amare e piccanti che esaltano piatti della tradizione e creazioni contemporanee. Ogni varietà rappresenta un’esperienza sensoriale unica, capace di regalare emozioni autentiche e sapori inconfondibili.
Nel 2025 Oleum Mio ha ottenuto il prestigioso riconoscimento delle “Due Foglie” nella guida del Gambero Rosso, un traguardo che conferma il valore del percorso intrapreso e la qualità costante dei suoi prodotti. Questo premio rappresenta non solo un importante attestato di stima nel panorama oleario nazionale, ma anche uno stimolo a continuare sulla strada dell’eccellenza, dell’innovazione consapevole e del rispetto per la terra.
L’olivicoltura di Oleum Mio si basa su metodi ecologicamente responsabili che tutelano la biodiversità, favoriscono la salute del suolo e preservano l’equilibrio naturale dell’ecosistema. Ogni scelta agronomica è pensata per lasciare un’impronta leggera sull’ambiente, garantendo al tempo stesso la massima qualità del frutto. In ogni bottiglia di Oleum Mio si ritrovano la storia di una famiglia, la bellezza di un territorio, la competenza tecnica e una visione chiara: portare sulle tavole un olio extravergine di oliva puro, elegante e autentico, capace di raccontare la natura in tutta la sua ricchezza.
Oleum Mio: Via Lorenzo Perosi, 5, 71013, San Giovanni Rotondo FG
Oggi è Franco Flagella, insieme con la moglie Sonia e la sorella Teresa, a portare avanti l’avventura imprenditoriale iniziata trentacinque anni fa dal padre Ciro che, durante uno dei suoi viaggi come commerciante agroalimentare al Sud, si innamorò letteralmente di una coltivazione di pomodori tipo San Marzano. La passione per i pomodori rossi è però rimasta la stessa, insieme ai processi produttivi che, ancora oggi, contemplano la lavorazione manuale, la scrupolosa selezione dei pomodori, che devono avere la consistenza e il calibro ricercati, la cottura naturale a bagnomaria e l’invasettamento. Nascono così i datterini nelle tre versioni rosso, giallo e arancione, i ciliegini rossi e gialli e l’inarrivabile passata (pomodoro fresco, succo di polpa, sale 3%) realizzata con pomodoro pugliese tipo San Marzano, che contempla il passaggio in una macchina ‘passapomodoro’ brevettata da Ciro Flagella, che toglie ogni tipo di impurità senza pastorizzazione, regalando una rara e naturale consistenza omogenea. E infine il classico pelato, che viene prima sbollentato e poi lasciato a decantare per almeno 4/5 ore.
Straordinari per sapore, purezza, omogeneità e concentrazione della polpa. Ecco come si presentano i pelati e le passate di pomodoro prodotte in Abruzzo da Franco Flagella, figlio d’arte. Già, perché se oggi è considerato un numero uno del settore, lo deve anche al padre Ciro, che durante uno dei suoi viaggi su e giù per la Penisola come commerciante agroalimentare, si innamorò letteralmente di una coltivazione di pomodori tipo San Marzano nei pressi del golfo del Gargano, dalle caratteristiche organolettiche pressochè uniche.
Fu così, che il giovane Franco, al ritorno da una licenza militare, trovò il capannone aziendale di famiglia, letteralmente straripante di questo prezioso “oro rosso”. Inizia così – trentacinque anni fa – l’avventura imprenditoriale di successo della famiglia Flagella – oltre a Franco ci sono la moglie Sonia e la sorella Teresa – esemplare nella sua “semplicità” e nel tener fede a processi produttivi che ancora oggi contemplano esclusivamente e ossessivamente la lavorazione manuale.
A partire da quando Franco si reca in Puglia in piena estate – un mese prima della raccolta generalmente cadenzata a settembre – per operare una disadratazione naturale dei pomodori e portarli così ad avere una bassissima acidità nel momento in cui vengono raccolti. E questa operazione riguarda solamente – scelti uno ad uno – i frutti che per consistenza e calibro rientrano in quella “perfezione” cercata quotidianamente da Franco. Dopo nemmeno tre ore, la materia prima è già nella sua azienda di Castel di Sangro, ad iniziare quel percorso di lavorazione manuale che termina solamente con l’invasettamento finale. Anche la spellatura iniziale segue rigorosamente questo principio.
Tappa fondamentale di questo processo, la cottura naturale a bagnomaria, secondo la tradizione secolare di tutte le famiglie che in casa preparano le passate con i prodotti del proprio orto. Qui non si fa altro che replicare con fedeltà questi antichi gesti. Saranno così eccezionali i datterini nelle tre versioni rosso, giallo e arancione, letteralmente da mangiare uno via l’altro senza nemmeno doverli cuocere. Al pari dei ciliegini – rossi e gialli – che esplodono prima al naso per sentori che forse molti di noi si sono dimenticati, e poi in bocca per freschezza e consistenza. O l’inarrivabile passata (pomodoro fresco, succo di polpa, sale 3%) – materia prima il pomodoro pugliese tipo San Marzano – che contempla il passaggio in una macchina “passapomodoro” brevettata da Ciro Flagella, che toglie ogni tipo di impurità (pellicine residue, semi…) senza pastorizzazione, regalando al prodotto finale al momento dell’invasettamento e della cottura a bagnomaria, una rara e naturale consistenza omogenea.
Ciro Flagella: Strada Statale km 149.620, Castel Di Sangro, L’Aquila
Mail: Bottanika@qode.com
Telefono: +390864845587
https://www.docitaly.net/wp-content/uploads/2025/11/ciroflagella.jpg684845docitaly/wp-content/uploads/2016/11/docitaly.pngdocitaly2025-10-09 09:58:202025-11-28 18:49:27Ciro Flagella – Rosso da Amare