Azienda Agricola Maceroni

L’azienda Agricola Maceroni è situata a Ceprano, in provincia di Frosinone, nel cuore della Ciociaria.

L’azienda ha origini antichissime, oggi è gestita da una giovane imprenditrice, Caterina Maceroni, con un allevamento di circa 80 vacche da latte. L’azienda ha un piccolo laboratorio dove viene trasformato parte del latte prodotto in latte fresco intero pastorizzato, non omogenizzato, e la restante parte in formaggio primo sale, formaggio stracchino, ricotta, yogurt (bianco, cereali, mirtilli), dessert panna cotta e budino al cioccolato.

La qualità dei prodotti deriva essenzialmente dall’elevata qualità del latte che rappresenta la produzione principale (circa 550 litri al giorno).

Il patrimonio genetico delle bovine e l’alimentazione di queste ultime con solo materie prima (non si fa uso di alcun mangime, colza, filler, scarti industriali alimentari e caseari e di latte in polvere medicati e non) rende il latte digeribile e particolarmente sapido.

Il latte dà al consumatore una gradevole sensazione di sazietà senza fastidio, retrogusti e disturbi di carattere fisico.

In materia di produzione del latte il nostro know – how non è solo il risultato di un perfezionamento avvenuto negli anni in modo empirico ma è soprattutto il risultato di numerose collaborazioni con istituti zooprofilattici e dipartimenti di scienza degli alimenti.

Negli anni 2005-2007 è stata scelta come azienda pilota dalla regione Lazio per il progetto di ricerca: “Determinazione del polimorfismo genetico al locus della caseina dei latti individuali prodotti in azienda”.

Anche per i formaggi sono stati adottati gli stessi principi a cui l’azienda si è ispirata per la produzione del latte; utilizzando esclusivamente sale, caglio e all’occorrenza fermento lattici vivi.

Non vengono eseguiti processi di standardizzazione né di tipo meccanico né di tipo chimico finalizzati al miglioramento dell’aspetto e della consistenza dei prodotti.

Poiché il latte è utilizzato tale e quale i formaggi presentano leggere sfumature di colore giallo paglierino ovvero il colore proprio del latte vaccino.

La metodologia adottata per la produzione del formaggio primo sale, ade esempio, è stata ottenuta dalla rivisitazione della ricetta di famiglia.

In particolare è stata definita una procedura capace rimodellare perfettamente il ciclo termico del processo di lavorazione del formaggio di “nonna Maria”, quando per fare il formaggio usava pentola posta su treppiede. La procedura è stata modernizzata grazie alla strumentazione elettronica (vasca polivalente) che consente, a differenza della pentola su treppiede, un puntuale controllo della temperatura e quindi delle acidità coinvolte nel processo di produzione.

L’azienda è così riuscita a riprodurre l’esatto formaggio di “nonna Maria” oltretutto con caratteristiche chimico-fisiche notevolmente superiori: un formaggio dal sapore antico ma lavorato con tecnologia moderna. La ricotta invece è ancora prodotta con la pentola su treppiede in modo del tutto naturale. Al siero viene aggiunto solo un goccio di aceto di vino.

Chi sceglie un prodotto dell’azienda Maceroni abbracci anche il nostro modo di fare agricoltura: un modello di agricoltura “equilibrato” secondo il quale gli eventuali trattamenti terapeutici, solo se necessari, sono rivolti all’esclusivo miglioramento del benessere animale e non finalizzati all’incremento smodato della produttività.

 

Biscottificio Alessi

Il biscottificio Alessi si trova in un paese di nome Cori, il quale è situato in provincia di Latina, a circa 60 Km da Roma, è stato creato da Alessi Ernesto 40 anni fa insieme alla moglie.

Dopo la guerra le massaie facevano in casa i dolci e li portavano a cuocere nei forni  di cottura, anche la mamma di Ernesto prestava tale servizio. Il desiderio di salvare i sapori antichi di una volta spinse Alessi Ernesto ad avviare l’attività di produzione e vendita di biscotti dove, con pochi dipendenti nella produzione e un dipendente impiegato alla vendita diretta della merce, consegnava ai piccoli negozi al dettaglio.

Oggi, anche se l’azienda si è evoluta sia nella gestione, sia nella tecnica di produzione che nella distribuzione, si usano ancora antiche ricette con materiali di preparazione locali (come farina senza OGM, mandorle, olio, vino). Dal 1976 la nostra missione è offrire biscotti buoni, sani, genuini e di grande qualità. Da sempre l’a-more per la tradizione e la qualità sono i nostri ingredienti segreti, capaci di rendere davvero unico il sapore dei nostri prodotti. Ancora oggi utilizziamo processi produttivi artigianali, perché per noi tradizione significa trasmettere alle nuove generazioni un bene molto prezioso: l’autenticità.

Le ricette Alessi sono sempre quelle di oltre quaranta anni fa, realizzate con la stessa cura di allora, selezionando i migliori ingredienti per ottenere i sapori di una volta con i processi produttivi di oggi. Ogni prodotto nasce da ricette antiche, dalle migliori materie prime e da un perfetto equilibrio nei dosaggi e nella lavorazione. A questa unione perfetta di elementi si affiancano attenti controlli lungo tutta la filiera produttiva. Tutti questi fattori rendono unici i nostri prodotti e donano loro quel gusto inconfondibile che ne ha sancito il successo fin dal 1976.

 

Pasticceria Cagnazio

Quando la pasticceria diventa bontà, qualità , tradizione e la sua grande arte si tramanda per generazioni. Pasticceria confetteria CAGNAZIO dal 1940. Passione, dedizione rispetto e ricerca delle materie prime, innovazione e ricordo di un dolce, per un’esperienza memorabile. La pasticceria CAGNAZIO è specializzata nell’arte napoletana, potete assaggiare ottimi dolci, biscotti, torte buonissime ed il soffice panettone alle noci e pistacchi di Bronte. Nella zona caffetteria aperitivi e momenti di relax. Ci trovate Via IV Novembre, 15 Fonte Nuova (RM).

Pasticceria artigianale napoletana dove artigianalità, qualità e gusto incontrano l’amore per l’eccellenza ed il territorio.

cagnazio2 1 Pasticceria Cagnazio

Casa Barone

L’azienda agricola Casa Barone si estende su 11 ettari di terreno ed è la più grande azienda biologica del Parco Nazionale del Vesuvio e quella con le coltivazioni alla più elevata altitudine sulle pendici del vulcano. Oggi la tenuta agricola si presenta con muri a secco, terrazzamenti, ginestre, macchia mediterranea, vigneti, olivi e alberi da frutto, con un’ampia zona dedicata al pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop, fiore all’occhiello dell’azienda che viene commercializzato sia fresco sia in conserve, oppure in salsa, con solo aggiunta di passata di pomodorini.

Casa Barone Piennolo Vesuvio Doc Italy Casa Barone

Il pomodorino del Piennolo è uno dei prodotti più tipici ed antichi dell’agricoltura campana e beneficia del terreno vulcanico e del sole generoso che nella zona del Vesuvio creano un mix unico e perfetto per la crescita di questo prodotto straordinario.

Il Pomodorino del Piennolo è prodotto dall’azienda Casa Barone esattamente come si produceva una volta, riducendo al minimo l’intervento umano per poter realizzare e commercializzare un prodotto autentico e tradizionale.

Casa Barone lavorazione Piennolo del Vesuvio Doc Italy Casa Barone

L’azienda Casa Barone è quindi un’eccellenza campana che, realizzando prodotti di altissima qualità attraverso una grande attenzione alla cura delle piante e di controllo sulla filiera produttiva, valorizza il territorio e le sue peculiarità.

 

Sapori dell’Altopiano

Dall’esperienza e la passione per il territorio dell’azienda Salumi di Colfiorito nasce “Sapori dell’Altopiano”: un’idea gastronomica unica che unisce qualità e tradizione a praticità e modernità.

La linea Sapori dell’Altopiano presenta una grande varietà di prodotti semi pronti ottenuti dopo anni di ricerca tecnologica. I prodotti infatti necessitano in media di soli 5 minuti di cottura su fuoco o in forno per essere pronti. Il vero valore aggiunto di questi prodotti sta sia negli ingredienti di eccellenza che nel gusto assolutamente tradizionale !

Al palato ricordano i sapori della cucina familiare, antica, fatta con i prodotti del territorio ma nella tecnologia di realizzazione sono assolutamente innovativi e proiettati nel futuro.

Gli anni di studi hanno quindi permesso di utilizzare materie prima del territorio di altissima qualità per realizzare ricette tradizionali ma con una preparazione semplice, alla portata di tutti ed anche sostenibile! Attraverso la semplice e breve cottura che necessitano i prodotti per essere pronti, si pone in essere anche un significativo risparmio energetico!

Tradizione, gusto, innovazione e sostenibilità sono le parole chiave attorno a cui ruota la linea Sapori dell’Altopiano!

 

Ciro Chiazzolino – Puglia

Il valore della Pasticceria Chiazzolino è basato  sull’originalità di ricetteproprie e sulla qualità di prodotti  realizzati coningredienti di primissimascelta. La ricerca di  nuoveforme e la dedizione per ildettaglio, lo hanno  portato a scegliere cioccolato e zucchero per  l’elaborazione di spettacolari sculture e torte monumentali.I lievitati di CiroChiazzolino hanno ottenuto  numerosi riconoscimenti epremi in Italia perchépreparati  nel rispetto deitempi e della lavorazioneartigianale.

Utilizziamo esclusivamente ingredienti nobili del territorio.

 

Chiazzolino Sigep2018 Panrose 750x400 Ciro Chiazzolino   Puglia

Colfiorito – Salumi dell’Altopiano

Altopiano Colfiorito Umbria Italy Colfiorito   Salumi dellAltopianoColfiorito sorge a 760 metri sul livello del mare su un altopiano di origine carsico-paludosa. Dei sette altipiani che circondano Colfiorito, che derivano dal prosciugamento di laghi, solo uno ospita ancora una palude in cui si possono incontrare specie rare di animali. Il paese è il maggiore del vasto altopiano, di circa 300 ha in cui si trova ad una altitudine di 781 m s.l.m. Parte dell’altopiano ricade nel territorio del comune di Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata. Il naturale ed esclusivo microclima dell’Altopiano é condizione essenziale per l’eccellente qualità dei prodotti stagionati realizzati con maestria dall’azienda.

I Salumi dell’Altopiano Colfiorito nascono dalla nostra volontà  di creare una linea di Salumeria di Alta Qualità, lavorando il prodotto con modi e tecniche tali da avvicinarsi quanto più fedelmente alle lavorazioni tipiche e tradizionali di una volta. Il processo produttivo adottato è attento a reperire materia prima locale e/o nazionale di alta qualità proveniente da allevamenti attentamente selezionati.

La lavorazione delle materie prime è eseguita seguendo le tradizionali ricette e, soprattutto, senza aggiunta di conservanti durante le fasi di lavorazione (nitrati e/o nitriti) e coloranti, senza l’utilizzo di  addensanti come farine e/o derivati del latte. Le  spezie ed erbe aromatiche fresche impiegate per la concia sia degli impasti che degli stagionati, vengono dosate con attenzione, conferendo al prodotto un gusto unico.

Salumi altopiano colfiorito stagionatura naturale Colfiorito   Salumi dellAltopianoLa lavorazione prevede processi tradizionali ma utilizza moderne tecnologie che valorizzano e preservano le ottimali condizioni per il prodotto. Lavorazione tradizionale significa anche utilizzo di budelli naturali, con accurate legature eseguite manualmente.

La fase di asciugatura, certamente una delle fasi più critiche per la tipologia del prodotto lavorato, è eseguita con il metodo denominato a freddo. La stagionatura avviene in ambiente naturale, non forzato, lasciando ai Salumi tutto il tempo necessario per raggiungere l’ottimale grado di maturazione. Il costante rispetto di tutte queste regole ed attenzioni durante l’intero processo, fanno dei nostri Salumi un riferimento per quei consumatori buongustai e sempre più attenti alla salubrità dei prodotti.

Tale processo inoltre impiega un impianto tecnologicamente avanzato che utilizza l’esclusivo microclima tipico dell’Altopiano di Colfiorito (altezza sul livello del mare  circa 1.000 mt.). Le stagionature dei prodotti sono ottenute con processi naturali sinonimo di elevati standard qualitativi nei processi di filiera delle varie produzioni dell’agroalimentare locale.

Colle Maggiore – Lazio

L’Azienda Agricola Colle Maggiore nasce nel 2001dedicandosi fin da subito all’allevamento, alla produzione e trasformazione di carni d’eccellenza come quelle di struzzo e di suino antiche ricette e tecniche e al rispetto di processi di lavorazioni naturali e artigianali.

I prodotti lavorati derivano direttamente dalle produzioni aziendali e perciò decisamente italiane. Seguendo il disciplinare, gli  animali provengono da allevamento allo stato semi brado e sono nutriti esclusivamente con alimenti naturali. Le carni, inoltre, sono lavorate con antiche e semplici tecniche artigianali presso il laboratorio dell’azienda stessa che, ai flni di salubrità dei prodotti, non prevede allergeni.

La carne del maiale nero reatino (che discende dal ceppo genetico Apulo Calabrese) porta con sé la caratteristica di essere molto più grassa dei maiali bianchi. Forse non molti sanno che il maiale nero è stato allevato nella provincia di Rieti fino agli anni Cinquanta, poi incrociato o sostituito con altre razze comportandone la quasi estinzione.Questo tipo di maiale accumula molto grasso inframuscolare il che rende la sua carne particolarmente marezzata, cioè infiltrata di grasso, e sotto cute può raggiungere strati di lardo fino a sette cm, il che è decisamente esagerato ai fini commerciali e di resa ma decisamente prezioso ai fini della qualità delle carni. I salumi ricavati da queste carni con il loro grasso di marezzatura conferisce gusti e aromi straordinari poiché è proprio questo grasso che accentra su di sé e diventa veicolo di aromi straordinari che trovano la loro massima espressione nei processi di stagionatura naturale.

Il segreto di questi aromi, profumi e gusti sta nell’alimentazione di questo maiale. Le ghiande che consuma voracemente conferiscono al grasso i cosi detti “grassi monoinsaturi“ in specie l’acido oleico che troviamo nell’olio d’oliva extravergine e questo rende il grasso dei salumi aromatico e pieno di sapori. Lo stesso possiamo dire della carne fresca grazie alla presenza del grasso inframuscolare che la rende morbida, succulenta ricca di aromi che ricordano sapori antichi, di bosco e di campagna.

 

 

Salumi Grufà

 

L’ azienda,artigianale sita a Monte san Biagio nasce nel 2013 dall’ idea di soci del Consorzio Salsiccia di Monte san Biagio, con la volontàdi creare una società di        produzione e distribuzione dei prodotti tipici locali, con lo scopo principale di valorizzare il nostro prodotto d’eccellenza nazionale: “La Salsiccia di Monte San       Biagio”.

Sviluppo e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio.Successivamente, abbiamo inserito una vasta gamma di prodotti: Pancetta Sughereta; Guanciale Valle Imperiale; Lonza Vascozza; Lonzino del Biricchino; Snelle del Brigante; Lardo Tupando; Lombetta San Biagio; Prosciutto Torre Triangolare, Culaccetto Torre Triangolare, Fiocchetto Torre Triangolare.

Tutti i prodotti vengono stagionati e affumicati naturalmente, ed è assolutamente bandito l’uso di conservanti e additivi chimici. Le carni sono ricavate da suini allevati secondo un disciplinare di produzione. La salsiccia di Monte san Biagio, prodotto tipico del sud pontino, è tra le eccellenze del territorio laziale conosciuta in tutta Italia, un prodotto DOP di altissimo livello qualitativo caratterizzato da fragranza e sapore unico.

Da sempre le salsicce di Monte San Biagio, in provincia di Latina,  sono condite con il coriandolo. Preparata con sale, peperoncino piccante locale, pepe rosso dolce, vino moscato di Terracina doc e semi tostati di coriandolo, ha conquistato la DOP nel 2008 per il suo altissimo livello qualitativo, gusto inimitabile nonché per l’antica tradizione di cui si fa ambasciatrice, e che affonda le sue radici nel VI secolo. Ancora oggi a Monte San Biagio non si producono prosciutti, pancette, guanciali e lonze, ma solo salsicce con l’appellativo “monticellane”.

Se secchi i semi di coriandolo hanno un profumo gradevole, freschi emanano un odore di cimice schiacciata. Ecco perché a Monte San Biagio li fanno essiccare per bene o  li abbrustoliscono  prima di aggiungerli alle salsicce, il cui retrogusto di fumo, dovuto al fatto che vengono fatte “maturare” per due o tre di giorni in un locale con un camino acceso con legna di lentisco, è un’altra loro caratteristica. Prima di essere insaccata in budelli naturali, la carne viene bagnata con il vino Moscato di Terracina. Il nome di questa salsiccia deriva da Monticelli: così si chiamava Monte San Biagio fino al 1863.  Rigida selezione di materie prime di allevamenti suini tracciabili, sapiente stagionatura e lavorazioni di alta qualità.

Il Nuovo Fresco

Dal 1995 direttamente dalla natura, Il Nuovo Fresco trasforma vegetali freschi in semilavorati, sughi e pesti di altissima qualità per soddisfare le più moderne necessità di consumatori, ristoratori e industria alimentare.  Il Nuovo Fresco inizia la sua attività del 1995 sviluppando l’idea di proporre dei preparati di verdura in gra-do di preservare le tipiche note del prodotto fresco per un ragionevole periodo di tempo così da soddisfare le necessità della moderna industria alimentare e della   ristorazione. La polpa di zucca è stato il primo prodotto messo a punto con tale tecnologia innovativa coperta anche da brevetto industriale.

In questi anni abbiamo ampliato la gamma delle nostre produzioni e possiamo offrire una proposta vasta ed articolata mantenendo sempre costante la specificità delle nostre preparazioni che coniugano sapiente-mente tradizione e innovazione. Primi in Italia ad introdurre la tecnologia del fresco pastorizzato refrigerato su specifici processi di produzione “delicati” e consente ai nostri semilavorati una tipica che si basa  caratte-rizzazione fresca e naturale. Non aggiungiamo aromi o coloranti, preserviamo solo quanto la natura ha spon-taneamente sviluppato.

La qualità elevata dei nostri prodotti è conseguibile solo con la scelta di materie prime della migliore qualità e nel giusto grado di maturazione. Oltre alla tradizionale gamma, siamo anche in grado di realizzare prodotti su specifica richiesta nell’ambito dei semilavorati di verdura anche biologici.

Tutto ciò che produciamo proviene strettamente dalla NATURA. Dedichiamo un impegno costante al rispet-to delle risorse naturali, alla tutela e al miglioramente della qualità dell’ambiente: preferiamo l’utilizzo di materiali biocompatibili (PET 100% riciclabile), controlliamo e gestiamo i rifiuti minimizzando gli sprechi, collaboriamo con fornitori attenti all’ambiente e alla sostenibilità del nostro lavoro, preferiamo processi e trattamenti HPP per mantenere tutti i benefici della natura.

Fiore all’occhiello della nostraa produzione i prodotti a base di Alga Spirulina, consi-  derata uno dei Super Alimenti grazie alle sue proprietà immunomodulatrici utili a coadiuvare i trattamenti per le allergie; le sue proprietà sono molteplici, la si ritrova, per esempio, in molte diete disintossicanti e in diete tonificanti e ricostituenti, ed è anche utile per normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue.

Olio Monterisi – Puglia

L’azienda agricola Nicola Monterisi si dedica alla produzione di oli Extra Vergine d’ Oliva pregiati fin dalla metà dell’Ottocento. Piccola realtà del panorama agroalimentare pugliese, sorge in una terra da sempre votata alla coltura dell’olivo, situata a mezza collina tra la bassa Murgia e il mare Adriatico, nel comune di Andria .

La struttura dispone di più di 3 ettari di oliveto specializzato, dove sono messe a dimora 840 piante di sola varietà Coratina con sesto di impianto tradizionale, ventilati dalle brezze salmastre che, indirettamente, proteggono naturalmente dagli attacchi della mosca. Nell’ ultima campagna olearia sono stati raccolti 235 quintali di olive, che hanno consentito di produrre circa 35 ettolitri di olio extravergine. Dal 1992 l’azienda, vocata al BIOLOGICO da svariati anni, è diretta con impegno e risultati da Nicola Monterisi, che porta avanti con capacità la tradizione familiare della passione per l’olio Extra Vergine d’ Oliva, fedele al “Motto Di Famiglia”.  Perito agrario d’esperienza, assaggiatore e selezionatore di oli fin dal 1996, nel 2004 completa le sue già vaste competenze con un master in Elaiotecnica, volto a fin dal valorizzare ancora di più il suo olio attraverso l’impiego di tecnologie e meno di d’estrazione sempre più avanzati.

L’ azienda agricola Nicola Monterisi produce oli per palati raffinati, per soddisfare il gusto di un consumatore sempre più attento ed esigente, che sappia riconoscere il valore della genuinità e dell’eccellenza. La missione dell’azienda è privilegiare la qualità alla quantità, realizzando un olio d’oliva sempre all’altezza delle aspettative di intenditori e buongustai. Monocultivar prodotta: Coratina. Tecnica di estrazione: le olive sanissime di Coratina, raccolte al momento giusto portano alla frangitura tutto il loro contenuto aromatico ed antiossidante. I dati dei polifenoli a livelli stellari lo documentano.

La bassa temperatura di gramola a 24 °C ed un frantoio tecnologico a ciclo continuo e gramole chiuse garantiscono una estrazione esente da difetti e ossidazioni non volute, mantenendo integre le caratteristiche organolettiche tipiche della Cultivar Coratina. I riconoscimenti di questa piccola ma pignola produzione sono tutti ben dati. Indubbiamente una azienda ben condotta basata sulla conoscenza che il mercato premia.

 

 

 

Mauro Morandin Mastro Pasticcere

Pasticceria Morandin

Mauro Morandin guida la pasticceria di famiglia con lo stesso amore con cui i suoi genitori, Rolando e Rosi, lo hanno fatto dal lontano 1966. Mauro si occupa della produzione e dei corsi, mentre sua moglie Barbara della vendita e della gestione dei due negozi.

Alla Pasticceria Morandin la produzione del dolciario è a 360°, dalle confetture ai lievitati, dalle caramelle ai cioccolatini, tutto viene preparato nel laboratorio antistante.

Storico anche il lievito madre utilizzato per la produzione di panettoni, colombe pasquali e brioche, che appartiene alla famiglia da novant’anni, da quando era stato donato a Rolando dal suo maestro di lieviti.

Nero di Calabria

Nero di Calabria, nasce dalla forte volontà di un gruppo di allevatori che hanno ritenuto lo stare insieme un punto di forza della debole economia della zootecnia regionale del suino nero. I prodotti Nero di Calabria rispettano oltre che la tipicità anche un rigido codice di autodisciplina, e un attento controllo della qualità.

L’azienda mira a creare una vera filiera capace di affacciarsi ai mercati internazionali ed in grado, in un ottica equosolidale, di remunerare coloro che nella filiera credono e lavorano convinti che nelle eccellenze del territorio si nascondono i fermenti di uno sviluppo sostenibile che tenga conto e preservi l’ambiente circostante. Con il suo pascolare brado, il suino nero di Calabria, contribuisce alla conservazione di un ecosistema ed è soprattutto un esempio europeo di conservazione delle biodiversità.

PER CULTURA, PER PASSIONE, PER INTENDITORI
A distanza di oltre duecento anni, il suino Nero di Calabria è ora riconosciuto e rinomato.
Un risultato importante per la cultura contadina della Calabria ottenuto grazie ad un intenso impegno e lavoro.Ora finalmente rivivono le più antiche e nobili passioni norcine calabresi.

Dalle pregiate carni del suino Nero di Calabria, rigorosamente allevato allo stato brado o semi-brado, ricche di grassi nobili della serie omega-3 e omega -6, otteniamo salumi di grande qualità, dedicati al pubblico di intenditori.

I nostri salumi rispettano, oltre che la tipicità, un rigido disciplinare di produzione, dal quale sono banditi additivi e conservanti, insieme ad un attento controllo della qualità, affinché il prodotto finito sia davvero “come quello di una volta”.

Le montagne del Pellegrino adiacenti quelle del Pollino, i monti del Reventino, appendici della Sila, e l’Aspromonte sono i luoghi ove i suini neri pascolano in libertà e rappresentano il loro habitat ideale. Ghiande, castagne, radici, tuberi e frutti selvatici, di cui è ricco il sottobosco montano calabrese, sono per i nostri suini il cibo ideale.

L’assoluta assenza di glutine, OGM, caseinato, lattosio, acido ascorbico e sale sodico, lattato di sodio, nitrato di sodio e di potassio, nitrito di sodio e di potassio, aromi, additivi, coloranti e antiossidanti fa si che i nostri salumi possano essere consumati da tutti.

Norcineria di Mare

“Norcineria di Mare”, un concetto che a molti giunge nuovo e può risultare strano e contraddittorio in termini gastronomici, eppure rappresenta una filosofia produttiva molto interessante di cui i due Chef Fabio Scali e Samuele Savatteri si sentono modesti ambasciatori.  “Norcineria di Mare” significa dar vita a prodotti ittici attraverso lavorazioni artigianali simili a quelle che praticava e pratica ancora, il Norcino, in antichità e tutt’oggi, figura ben presente nell’immaginario collettivo.

Gli ideatori sono due Chef, che lavorano da quasi vent’anni e sono riusciti a sviluppare questa “idea gastronomica”, ricercata ed esclusiva, per non dire rara, ponendosi come obiettivo quello di riuscire a creare uno stretto legame tra la Terra ed il Mare, attraverso originali fusioni, lavorando e trasformando il pesce in preziosi salumi di mare, mantenendo procedure e similitudini che ricordano le più antiche lavorazioni e stagionature dei salumi toscani. Lavorare il pesce per realizzarne dei salumi, dà vita a prodotti eccezionali che per estetica, forma e colore, ricordano veramente i salumi più tradizionali, solo che il pesce rimane l’unico protagonista di questi prodotti, al 100%.

La sorpresa per il palato è unica e davvero piacevole. Dai prosciutti agli insaccati, in base alle tipologie e alle stagioni, i risultati finali si presentano adatti a tante interpretazioni gastronomiche a partire dalla semplice degustazione al coltello. Originali e prelibati, sia nel gusto che nelle consistenze. Dal prodotto fresco alla sua stagionatura, le attenzioni sono tante e la fantasia permette di spaziare dal classico “affettato”alla linea degli altrettanti pregiati letti sott’olio affumicati, realizzati con diverse tipologie di pesce azzurro.

Dal Mar Tirreno, i pesci arrivano nel laboratorio di trasformazione e a seconda delle specie, della loro grandezza e dello spessore dei letti, si trasformano in salumi pronti per la stagionatura o insaccati, da consumarsi più freschi come le salsicce, altri invece, si trasformano negli intriganti sott’olio la maggior parte dei quali, prima di finire sotto vetro, subiscono piacevoli affumicature a freddo, che conferiscono al prodotto finale un sapore davvero unico e intrigante.

www.lanorcineriadimare.it

PeperDop

L’unico, il vero peperone Dop di Pontecorvo. Il Peperone Cornetto di Pontecorvo DOP viene prodotto in provincia di Frosinone e in particolare nei territori dei Comuni di Pontecorvo, Esperia, S. Giorgio a Liri, Pignataro Interamna, Villa S.Lucia, Piedimonte S.Germano, Aquino, Castrocielo, Roccasecca e San Giovanni Incarico. Questo particolare ortaggio si è fregiato del prestigioso marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) grazie alle sue particolari caratteristiche.

Il Peperone di Pontecorvo DOP ha un gusto sapido e poco aspro, dal sapore dolce ma pungente, facilmente masticabile, con un grande aroma e un intenso profumo vegetale. Si presenta di colore rosso, di forma cilindrica ed allungata ma, la sua caratteristica più importante è l’alta digeribilità dovuta alla buccia particolarmente sottile. Queste qualità rendono il Peperone di Pontecorvo Dop un prodotto unico ed inimitabile. Situata nel Comune di Pontecorvo (FR) per la coltivazione del Peperone Dop a pieno campo, l’Azienda Agricola di Natoni Claudia (Peperdop) nasce nel 2017 con lo scopo di valorizzare il locale peperone e di proporre una vasta gamma di prodotti derivati da questo tipico ortaggio.

E’ un’azienda giovane che ha raccolto la sfida ed ha scommesso sul proprio bellissimo e generoso territorio. Claudia Natoni, grazie alla sua passione ed intraprendenza, ha realizzato una vasta gamma di specialità a base di una delle eccellenze gastronomiche della Ciociaria: il Peperone di Pontecorvo DOP.  La genuinità dei suoi prodotti è garantita e suggellata dal prestigioso marchio che ha ottenuto questo particolare ortaggio, il marchio DOP – Denominazione di Origine Protetta. Un posto particolare viene attribuito ad un prodotto unico del suo genere, il Liquore al Peperone di Pontecorvo DOP,

da servire rigorosamente freddo alla fine di ogni pasto o per uno spuntino di metà pomeriggio. Peperone di Pontecorvo  inizia molto  da lontano, ed è testimonianza del duro lavoro agricolo, della qualità e della capacità di trasformare un tipico prodotto del territorio in gustose prelibatezze per la tavola sino a rappresentare il simbolo dell’intero territorio, visto che ben dieci comuni sono coinvolti nella “Reale del peperone”, e a raggiungere il prestigioso riconoscimento europeo con il marchio DOP. Dietro ad un semplice ortaggio commestibile nasce una identità che contraddistingue ed esalta un territorio.

 

Azienda Agricola Glibizzi Peperoni Cruschi

Era l’antico testamento dei nonni…quello di saper viva la  coltivazionedel “CORNO DI CAPRA”… Lafamiglia Gliubizzi, da  semprelegata all’agricoltura, sin dal suoapprodo a Baragiano,  da bencinque generazioni è deditaall’agricoltura e, in special  modo,alla coltivazione del CORNO DI CAPRA. Venduto dagli  inizi del1900 nella vicina cittadina diAvigliano, famosa ancora  oggi perl’utilizzo, nelle sue molteplici attività ristorative del  “Peperone Crusco” e del Baccalà.

 

peperone2 Azienda Agricola Glibizzi Peperoni Cruschi peperoni1 Azienda Agricola Glibizzi Peperoni Cruschi

Casa Rago – Basilicata

Dalle carni scelte dei suini nati, allevati e macellate  in LUCANIA , produciamo salumi tradizionali  riuscendo a conferire ad essi qualità e sapori che  richiamanoil profumo della vita semplice e genuina.  Area fresca,crescita in ambienti naturaliboschivi.

Alimentazione sana e genuina integrata da prodotti  del sottobosco. Tempo diallevamento minimo 12  mesi, alta qualità delle materie prime, ottimo livello  dilavorazione.

 

guanciale Casa Rago   Basilicata Prosciutto cotto con osso Casa Rago   Basilicata

Riso in Fiore

 Dopo anni di duro lavoro e ricerca, nasce RISOINFIORE, un brand che distingue un riso speciale con caratteristiche uniche sul fronte della qualità e sicurezza alimentare. Produttori con vendita diretta a conduzione famigliare, con il supporto pratico dell’azienda di Adolfo Barbonaglia (marito di Paola), presente da TRE generazioni nel mondo agricolo, esclusivamente a coltivazione riso.

Il destino aveva già fatto incrociare le strade delle loro famiglie nel 1935 (vedi foto): la nonna e la bisnonna di Paola erano le mondine del nonno di Adolfo.  RISOINFIORE negli ultimi anni si è dedicata, oltre alla coltivazione, anche alla commercializzazione del proprio riso. Quando si parla di riso, generalmente, si è soliti operare una distinzione solo tra riso bianco e riso integrale. Tutto questo perché molto spesso si presta più attenzione alla tipologia di un prodotto che alla qualità dello stesso.

Ecco perché solo raramente si sente parlare di riso a residuo ZERO.  “Che il Vercellese sia terra risicola, lo conferma il fatto che il celebre cereale, già nel 1860, venne coltivato per 30mila ettari, primato italiano dell’epoca. Se la storia del riso è quasi millenaria, apprezzato anche da Alessandro Magno, nel VI secolo a.C., quella dell’Azienda RisoInFiore è iniziata dieci anni fa, quando Paola Fiore, sostenuta dall’esperienza di ben tre generazioni dell’impresa agricola del marito, Adolfo Barbonaglia, pensa di creare un riso UNICO fuori dagli schemi tradizionali del mercato.

Nel 2017, il primo raccolto e la prima commercializzazione del prodotto a marchio registrato in Italia ed Europa, 100% esente da residui di sostanze fitosanitarie. Per noi è importante che nei piatti di noi consumatori arrivi un prodotto sano, il tutto supportato da controlli rigorosi e analisi “multiresiduali full”, facilmente rintracciabili con un click sul sito.

Oltre alla salute delle persone, il fitofarmaco reca danni anche all’ambiente: ecco perchè coltiviamo in agricoltura sostenibile, conservativa e di precisione prestando particolare attenzione alle biodiversità nelle risaie, con utilizzo di energia rinnovabile ed essiccazione di tipo “dolce”. L’evoluzione del riso nel terzo millennio passa da Stroppiana: qualità, tracciabilità ed eco sostenibilità, i caratteri distintivi di RisoInFiore.

 

 

Forno Rizzo – Friuli Venezia Giulia

Il Forno Rizzo nasce grazie alla passione di Alessandro Rizzo per la pasticceria e il buon cibo. Passione condivisa con la moglie Catia, con la quale, dopo un periodo di lavoro a Varmo, acquista l’attuale panificio pasticceria “Il forno” a Tarcento e lo avvia con entusiasmo e motivazione. Pian piano il Forno cresce e si migliora, si allarga con la caffetteria, e le nuove proposte gastronomiche.
Oggi il Forno fa parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica del Gusto” e del “Richemont Club”.

I nostri prodotti sono fatti rigorosamente con il lievito madre. La nostra esperienza nasce dalla contaminazione dei grandi maestri pasticceri come Danilo Freguja, Piergiorgio Giorilli, Achille Zoia, Marco Rinella, Gianluca Fusto, Cristian Beduschi, David Bedu, Josep Pascual, Ezio Marinato, Giuliano Pediconi.
ELENCO PRODOTTI:
– pane
– pizza gourmet e focacce salate
– pizza spianata e pizza vaporosa
– tramezzini
– pasticceria salata
– pasticceria mignon
– biscotteria
– torte da forno
– torte di crema
– torte bavaresi
– torte personalizzate
– croissant e brioches
– daneseria
– panettone dolce e salato
– pandoro
– colombe
– lievitati
– dolci fritti

 

Tutti i nostri panettoni sono prodotti  esclusivamente con farine da grani italiani. IL Forno Rizzo fa  parte del consorzio “FVG Via dei Sapori”, del gruppo “Etica  del Gusto” e del “Richemont Club”. atto come tradizione  pasticcera comanda, ricco di deliziosa uvetta e profumati  canditi e lievitato in modo naturale, il nostro panettone ha  una leggerezza e una fragranza tale da non temere confronti.

 

caffetteria gamberorosso Forno Rizzo   Friuli Venezia Giulia

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Pasticceria Saltarelli – Campania

Il Panettone classico artigianale, è preparato  artigianalmentedal mastrodolciario Dario  Saltarelli econtiene soloprodotti naturalie di  qualità e la lievitazioneavviene semprecon  metodinaturali e peralmeno 48 ore.

Vincitore 1°premio assolutomiglio panettone  classicoartigianale Torino2016 e 2017

panettone classico artigianale a lievitazione naturale 1kg Pasticceria Saltarelli   Campania

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Salumi Artigianali Campani

La nostra azienda “Salumi Artigianali Campani” ha origini molto antiche. Nasce, infatti, nel 1960 con la MOggi la storia si ripete con il primogenito di Francesco, Mario, che segue le orme del padre. Mario porta avanti l’attività di famiglia con l’obiettivo di farla conoscere su tutto il territorio Nazionale.acelleria La Mura, di nonno Mario e nonna Giuseppina. 

Nel tempo è però cresciuta e si è evoluta grazie soprattutto all’ingresso delle nuove generazioni. Oggi, infatti, l’azienda di famiglia ha subito una vera e proprio rivoluzione. Sono state introdotte nuove tecnologie per la lavorazione della carne, nonché la creazione di un proprio allevamento ed propria filiera.

Oggi la “macelleria dei nonni” è una vera e propria azienda di allevamento e produzione di carni di qualità, nonchè di salumi artigianali campani. La storia di “Salumi Artigianali Campani” ha inizio con la Macelleria La Mura nel 1960 con Nonno Mario e Nonna Giuseppina, che decisero di trasformare il loro sogno in realtà aprendo, quella che poi è diventata una delle macellerie storiche di Gragnano: “Macelleria al Vitello d’oro”, ignari, che la loro scelta avrebbe aperto la strada alle future generazioni. Impegnati nella realizzazione del loro sogno, nasce il secondogenito Francesco, che raccogliendo l’eredità del papà Mario si lega al progetto della macelleria sin da piccolo, grazie soprattutto alla passione che vedeva nei suoi genitori.

Francesco, non ha solo portato avanti il sogno dei genitori ma ha pensato bene di ingrandire la macelleria ed apportare migliorie alle attrezzature adibite alla lavorazione della carne, riuscendo a rendere il suo prodotto unico grazie anche alla creazione di una propria filiera. Ha dato, infatti, vita al suo allevamento nella zona tra Benevento e Avellino, un’area sgombra da inquinanti, che oggi conta all’incirca più di 500 animali divisi tra bovini e suini, che cura con l’aiuto di pastori locali.

Una lavorazione da tramandare di generazione in generazione, che racconta la storia e la tradizione locale attraverso prodotti artigianali. Un viaggio tra sapori e profumi ritrovati. La parola salume evoca immediata-mente sapori e profumi che da sempre solleticano il palato di quanti apprezzano il gusto e la qualità delle carni suine. Parlare di qualità è indispensabile quando si vogliano gustare salumi degni di questo nome e non semplici insaccati insaporiti senz’arte, perché è proprio la qualità delle carni l’elemento fondamentale per la riuscita di prodotti eccellenti.

I prodotti provengono esclusivamente da bovini e suini allevati e  macellati in Regione Campania e nutriti con sfarinati italiani a km 0.

I Prodotti:

  • Il salame napoletano: è un insaccato crudo tipico della regione Campania composto da carni suine ed aromatizzanti vari come i chiodi di garofano, il pepe, la noce moscata ecc., a volte può essere insaporito con vino;
  • Bresaola: può essere di bovino e di suino, si distingue dagli altri salumi per il suo particolare sapore, dolce e delicato allo stesso tempo;
  • Prosciutto crudo: è un salume ottenuto dalla salatura a secco dalla coscia del maiale;
  • Capocollo: è un salume tipico italiano ricavato dal maiale. Fatto con carne tenera, il capocollo richiede una cottura molto lunga ed il sapore è molto più simile alla carne rossa;
  • Guanciale: questo prodotto ha un sapore caratteristico che può vagamente ricordare quello della pancetta, da cui però si distanzia per una maggiore presenza dei sapori tipici del lardo, che vanno ad addolcire il tutto;
  • Pancetta: le carni sono sottoposte alla fase della salagione e per esaltarne e aumentarne il sapore è possibile aggiungere una serie di spezie come il pepe nero, i chiodi di garofano, la noce moscata, le bacche di ginepro o la cannella

 

COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE E FONTINA VALLE D’AOSTA

La Fontina DOP è il formaggiosimbolo della Valle d’Aosta, vera  regina dei prodotti tipici dellaregione.

La Cooperativa Produttori Latte e Fontina da 50 anni gestisce la  maturazione in grotta della Fontinaprodotta dai suoi soci. Fin da allora, l’attribuzione del marchio Denominazione di Origine  Protetta (DOP) garantisce lamigliore qualità del prodotto.Eccelle  tra i formaggi di montagna per la sua pasta morbida ed elastica,  fondente, intensamente profumata, con un’occhiatura non eccessiva. L’amabilità del suosapore la fa diventare sposa ideale per mille ricette, lasciando che la fantasia trovi sbocco per  qualsiasi creazione e abbinamento.

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Pasticceria Artigianale Attilio Servi – Lazio

La passione per il cibo, l’arte della pasticceria.
Fare il pasticcere è quello che volevo…
La mia vita è variopinta e acrobatica, il mio cammino fortunato.
Potrei dire che l’epilogo, per ora, è stato l’arrivo del quinto figlio, “la ciliegina sopra una torta”, dopo l’incontro con mia moglie Pamela, la base di una vita “sana e dolce”.
Un’esistenza ricca di sorprese che hanno colorato e colorano lo scorrere del tempo.
L’incontro con “l’arte pasticcera” è arrivato da ragazzo – ero cameriere in quel periodo – con il desiderio di creare e portare in tavola prodotti di grande qualità.
Ho costruito un progetto di “catering” con un profilo di grande qualità, con il quale ho potuto “servire” in ben 2 circostanze l’indimenticabile papa Giovanni Paolo II, oggi Santo.
Grazie alla mia passione per i dolci, ho insegnato presso la scuola Tuchef di Roma,riuscendo a “trasformare” persone, impegnate in altre attività, in professionisti della pasticceria. Attività didattica che spero di continuare per il suo valore di testimonianza ed occasione di incontro umano e professionale con gli studenti aspiranti pasticceri.
Ad oggi conduciamo un attività di pasticceria a Largo di Porta Castello, a pochi passi da Piazza San Pietro a Roma e un laboratorio di produzione, con annessa scuola di pasticceria, in Pomezia da dove nascono le nostre creazioni, rigorosamente artigiane, che distribuiamo in Italia e all’Estero.
La creazione alla quale sono più affezionato, da quando l’ho scoperto, é il panettone, che racchiude in se tutta l’arte e la poesia del mestiere del pasticcere, dalla maniacale ricerca delle materie prime, alla paziente attesa delle lievitazioni, alla delicatezza con il quale deve essere trattata questa creazione, fino all’ultimo minuto prima del confezionamento.
Prodotto che lascia spazio alla fantasia nella reinterpretazione, vedi quello realizzato per il Consorzio del Parmigiano Reggiano con il suddetto formaggio e pere semi-candite.
Sono convinto, infatti, che fare il pasticcere nasca dall’idea che non siamo fondamentali per vivere, ma importantissimi per offrire emozioni e piacere.

Pasta Testa – Molise

Pasta Testa nasce nel 2007 a Cercemaggiore (CB) con l’obbiettivo di realizzare ricette di famiglia, puntando alla massima qualità.

Il nostro prodotto di maggior successo è senza dubbio il Fiadone, preparato tradizionalmente durante le feste pasquali ed oggi consumato tutto l’anno.

Produciamo pasta fresca e secca (con farine di eccellenza) trafilata al bronzo ed essiccata lentamente a basse temperature per preservarne le qualità nutrizionali e la tenuta alla cottura. Nella continua ricerca di materie prime di qualità ed autoctone ci siamo appassionati ad un grano antico originario dal medio oriente: la “Saragolla”.

Questa varietà di grano duro è stata coltivata nel centro sud italia per centinaia di anni. Partendo da una piccola quantità di semi, in pochi anni, siamo riusciti a coltivare circa 6 ettari di terreno nelle campagne di Matrice (CB), senza utilizzare alcun tipo di trattamento chimico. Il grano ottenuto viene macinato esclusivamente a pietra, in un vecchio mulino della zona, ottenendo una farina 100% integrale.

Ortuso Olio

 

Doro83 – Olio Lazio

DORO83 è una giovane azienda nata nel 2014 a Moricone, in provincia di Roma. Un gruppo di persone giovani, determinate e piene di iniziative con alle spalle una solida base fatta di concreta esperienza.

L’azienda nasce dall’idea di due ragazzi, due amici, che amano e vogliono valorizzare al meglio l’olio extravergine di oliva, meraviglioso prodotto di questi luoghi. Oltre all’eleganza del packaging e all’imprescindibile valore che il nostro extravergine ha, la DORO83 si basa sulla ormai antica e saggia presenza del frantoio di famiglia. Grazie a questa moderna struttura, presente dal 1956, e ai suoi esperti operatori, è stato infatti possibile ottenere un prodotto finale che rispecchi i canoni di eccellenza olearia. Da più di tre generazioni vengono tramandati i segreti e i valori, per poter lavorare al meglio le olive dei nostri campi e trasformarle nel delizioso extravergine presente su tutte le Nostre tavole.Proprio questo determina la differenza dei nostri oli dai generici extravergini, anche se prodotti negli stessi luoghi. Questa grande differenza è determinata da un’esplicita e qualificata competenza professionale, frutto degli anni, capace di amalgamare con saggezza le tradizioni con le innovazioni.

logo-doro3d.jpgLe olive curate per tutto l’intero anno, dapprima selezionate, vengono lavorate e frante con estrema cura, l’ausilio di macchinari che estraggono a freddo l’olio, caratterizzano qualitativamente ancor di più questo prodotto. La garanzia dell’extravergine DORO è quella di avere una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato e circoscritto di passaggi produttivi. Le olive passano dall’albero ai contenitori in meno di 24h.

Nonostante il nostro marchio punti a fare dei prodotti di assoluta eccellenza, non dimentichiamo mai la nostra filosofia di genuinità e soprattutto il nostro infinito rispetto per l’ambiente. Durante le nostre lavorazioni, infatti, tutti i materiali di scarto vengono o trasformati o adoperati senza divenire così inquinanti o di esubero.

L’antica espressione greca Kalokagathia “bello e bravo” potrebbe brevemente riassumere la concezione e la filosofia aziendale DORO83.

Acqua Filette – Lazio

Fonte Italia S.r.l imbottiglia l’acqua della sorgente Filette nel cuore delle montagne della Ciociaria più verde e incontaminata.
La fonte si trova nel comune di Guarcino, Frosinone, e ha una portata annua di circa 50 milioni di litri.

I prodotti sono esportati con l’obiettivo di garantire a tutti un’acqua di qualità superiore, preservando l’ecosistema e la salute dei consumatori nel rispetto delle normative previste dalla Legge Italiana, dall’Unione Europea e dalle Leggi dei Paesi dove i prodotti sono esportati.
FonteItalia S.r.l. è un’azienda con un sistema di gestione certificato secondo le norme UNI EN ISO 9001:2008.
L’azienda controlla e garantisce tutte le fasi del processo di produzione: dal servizio al cliente al design e alla grafica, dall’imbottigliamento alla distribuzione.

Disponibile in tre tipologie, “Naturalmente naturale”, “Delicatamente frizzante” e “Decisamente frizzante”, Acqua Filette soddisfa tutti i palati ed esalta la preziosità dei vini valorizzandone la persistenza.

Anche le linee e le forme sono di lussuosa eleganza: una classica bottiglia bordolese da vino è rivestita da un’etichetta in carta satinata da champagne, con l’iniziale F in lamina d’argento. La scelta del vetro, rigorosamente a perdere, e la capsula a copertura del tappo garantiscono la purezza, preservando Acqua Filette da ogni tipo di contaminazione.

Naturale2 Acqua Filette   Lazio

NATURALMENTE NATURALE

Bottiglia in vetro a perdere, disponibile nei formati da 375 e 750 ml

Delicatamente Acqua Filette   Lazio

DELICATAMENTE FRIZZANTE

Bottiglia in vetro a perdere, disponibile nei formati da 375 e 750 ml

Decisamente Acqua Filette   Lazio

DECISAMENTE FRIZZANTE

Bottiglia in vetro a perdere, disponibile nei formati da 375 e 750 ml

Bere consapevolmente. L’Acqua.

L’acqua fa bene al cuore, ai reni, al fegato, all’intestino e alla pelle. Per star bene è necessario abituarsi a bere l’acqua regolarmente e non solo quando si ha sete.

L’acqua minerale in bottiglia sta, a poco a poco, assumendo la stessa importanza del vino. Esiste ormai la figura del sommelier dell’acqua ed esistono corsi che insegnano a diventarlo.

Nei migliori ristoranti stranieri, ma anche in Italia, sta diventando una consuetudine che oltre alla carta dei vini ci sia la carta delle acque minerali.

 

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Biscottificio Ciardi

 

L’azienda dolciaria Ciardi è specializzata nella produzione artigianale di biscotti tipici coresi e del Lazio, che nascono da antiche ricette di famiglia, tramandate di generazione in generazione a testimonianza dell’impegno e del rispetto verso una tradizione che ancora oggi si ripete.

 

Oltre cinquanta anni di attività, di passione e accurato lavoro hanno portato la famiglia CIARDI a riscuotere un grande successo, non solo a livello locale, ma anche una larga approvazione in campo internazionale, con una clientela che sempre più numerosa si sta avvicinando a questi prodotti.
Europa, Stati Uniti e Canada tra i maggiori acquirenti delle specialità di casa Ciardi, dalle soffici e ipocaloriche scottolate, fiore all’occhiello della tradizione dolciaria di famiglia, dai bastoncini mandorlati, ai cantucci, ai morselletti, alle ‘mbriachelle, alle ciambelline al vino e all’anice, da apprezzarsi degustando un buon bicchiere di vino, all’arte dolciaria più classica delle crostate, crostatine e ciambellone corese; naturalmente da non dimenticare i dolci tipicamente legati alle festività come colombe, pastiere, pan giallo e panettoni.Il biscottificio è ubicato a Cori, in provincia di Latina a circa 50 Km da Roma.

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Formaggi Chiodetti

Il punto vendita aziendale è rimasto dov’era, a Civita Castellana, sulla Flaminia, ma è stato completamente rinnovato. Elegante nella scelta dei colori, bianco, legno chiaro e nero, comunica immediatamente l’idea attorno a cui si sviluppa: mettere in risalto i prodotti nella loro unicità esaltandone la preziosità.  Il formaggio, dunque, pensato come un gioiello e  mostrato nella sua bellezza diventa l’idea centrale di un progetto che punta su un design pulito, essenziale e su un uso accorto delle luci.  “Vorrei creare un modello di punto vendita, immediatamente riconoscibile e accogliente, con una personalità definita. I clienti hanno apprezzato il cambiamento. È stato pensato anche l’angolo degustazioni perché vorrei rafforzare questo aspetto. L’attenzione al cliente è fondamentale” Giovan Battista Chiodetti parla di questo restyling con convinzione.

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Il suo legame con il formaggio parte da molto lontano, da quei pastori abruzzesi che negli anni ‘50 affrontavano con fatica e sacrificio la transumanza per trovare pascoli sempre rigogliosi. “Tutto è iniziato con il padre di mia madre, Francesco Mazzilli, che era di Alvi di Crognaleto in provincia di Teramo ed era pastore. Poi è arrivato mio padre Giuseppe, reatino, che ha imparato il mestiere e le tradizioni da mio nonno e per un periodo ha lavorato in un caseificio. Era il 1969 quando mio padre decise di mettere insieme questi due aspetti e provare a trasformare il latte che produceva: è nata così l’azienda Chiodetti. Questo fino al 1984 quando si è deciso di smettere l’allevamento e di concentrarci sulla trasformazione. Io sono entrato in azienda nell’88 e ho continuato un processo di rinnovamento che prevedeva ristrutturazioni e adeguamento alle nuove normative. Oggi abbiamo 15 allevatori di fiducia che ci forniscono la materia prima, sia latte di pecora che di vacca. Con loro c’è un rapporto consolidato negli anni, di conoscenza, di stima, di consonanza sui metodi di produzione.  sono tutti nel raggio di pochi chilometri  e il latte viene ritirato tutti i giorni”. Ci racconta Giiovan Battista Chiodetti, Gianni per chi lo conosce.

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“Un’esperienza familiare importante, una tradizione da conservare che sei riuscito a coniugare con un’alta tecnologia. Hai le celle-frigo studiate per i diversi tipi di formaggio e  sistemi innovativi di areazione e mantenimento delle temperature. La tua formazione al livello tecnico come si è maturata?” chiede Carlo Zucchetti mentre visitiamo la sala stagionatura, quella della salatura e dell’asciugatura. “Sono essenzialmente un autodidatta. Passione, insegnamenti familiari, letture e soprattutto il continuo confronto con i tecnici caseari hanno contribuito alla mia formazione. Oggi tutti i miei collaboratori sono formati, ma continuiamo comunque ad avere due consulenti di supporto.”

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Grande energia e il desiderio di creare qualcosa di unico hanno portato Gianni Chiodetti al Fiocco della Tuscia che nel 2005 ha vinto il Premio Roma e continua ad essere uno dei suoi prodotti più ricercati. Formaggio di latte di vacca a pasta molle in crosta fiorita formata da muffe gentili, il Fiocco della Tuscia ha conquistato facilmente il palato dei consumatori per la delicatezza del suo gusto e per la  sua versatilità. “Come è nato il Fiocco della Tuscia ?” chiede Carlo mentre ne assaggia un pezzo. “Il Fiocco è nato da una serie di prove fatte insieme al Centro Sperimentale del Latte utilizzando una tecnica francese. Era il 2003-2004. Ma i risultati non mi convincevano, così ho iniziato a provare delle varianti, il risultato definitivo è arrivato dopo due o tre anni. Avevo bisogno di stabilizzare la fioritura  e di raggiungere quello che avevo in mente. Oggi siamo molto fieri dei risultati, produciamo tra i 700 e gli 800 Fiocco alla settimana.” Gli occhi piccoli, chiari e vivacissimi di Gianni si illuminano e comunicano tutta la passione e la dedizione verso il suo lavoro.

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“Veniamo alla distribuzione, la parte su cui i produttori di qualità della Tuscia devono iniziare a lavorare più alacremente. Chiodetti Formaggi è  presente nel circuito delle COOP della Tuscia con tutti i prodotti, un bel risultato. E al di fuori della provincia di Viterbo? Come sono distribuite approssimativamente le percentuali di vendita?” chiede Carlo.

“La nostra produzione è assorbita quasi per il 60% dalla provincia di Viterbo, il 10-15 % arriva sui mercati romani e il restante va in Umbria e Toscana. Sicuramente l’ambizione, il desiderio più grande adesso è riuscire ad avere una presenza più significativa sulla Capitale, sarebbe bello poter pensare a un Fiocco sulla tavola della maggior parte dei romani ”.

“Il Fiocco merita decisamente una crescita in termini di vendite e di diffusione, è un prodotto davvero ottimo adatto a una tavola gourmet.  Ne abbiamo saggiato la qualità e la versatilità anche durante  Piacere Etrusco (manifestazione della Camera di Commercio di Viterbo), degustato a fette,  in accompagnamento ai primi piatti o utilizzato per il dolce come proposto da Andrea Fusco, chef stellato del ristorante Il Giuda Ballerino” ricorda Carlo, poi riprende “Prima di lasciarti ai tuoi clienti, un’ultima domanda: stai lavorando a qualcosa di nuovo?”

“Stiamo consolidando la nostra presenza sul mercato non solo con il Fiocco, ma anche con prodotti più tradizionali, come la ricotta Fiore della Tuscia e contemporaneamente cerchiamo qualcosa di nuovo da proporre. Adesso stiamo mettendo a punto uno stracchino e una sorta di erborinato, un formaggio particolare, ma su cui voglio ancora lavorare prima di farlo uscire.”

I clienti  si affollano davanti al banco, Gianni si scusa deve proprio andare, c’è chi lo chiama per un saluto, chi per un consiglio e lui non si sottrae,  con il suo sorriso accogliente e contagioso si rende disponibile per tutti.

 

 

Formaggi Chiodetti s.r.l.

Via Flaminia, 79

01033 Civita Castellana (VT)

Tel 0761/540005

Cell 335/1040742

Fax 0761/090027

E-mail: info@formaggichiodetti.it

Web: www.formaggichiodetti.it

Caseificio Corvino

L’amore per la terra, per gli animali e per la semplicità delle materie prime è ciò che ogni giorno ci ispira a creare prodotti di qualità, impiegando procedimenti e tecniche accurate. Questi principi ci sono stati tramandati dalla lunga tradizione familiare dell’azienda, quando le bufale venivano chiamate a raccolta con i rispettivi nomi, una ad una. Ancora oggi manteniamo quello spirito intatto, trasferendo l’esperienza maturata nel corso degli anni nella creazione di prodotti caseari eccellenti, senza rinunciare all’innovazione tecnologica delle nostre attrezzature. La nostra Azienda Agricola si dedica all’allevamento delle bufale, investendo le proprie risorse nel controllo della qualità del latte, attraverso un processo che si estrinseca in tre fasi fondamentali:

  • Selezione degli animali
  •  Controlli rigidi
  •  Conformità norme igienico-sanitarie
Il latte bufalino prodotto poi, giunge direttamente presso il nostro Caseificio, situato nell’agro di Cancello ed Arnone, nel territorio cosiddetto dei Mazzoni, vera culla dell’allevamento delle bufale e della trasformazione e produzione di Mozzarella di Bufala Campana D.O.P. Il nostro obiettivo è quello di portare sulle tavole degli italiani (e degli amici all’estero) tutto il gusto e la genuinità della vera Mozzarella di Bufala Campana DOP, poiché sappiamo che è con l’alimentazione che inizia il “buon vivere”. Sognamo di regalare ai nostri clienti una pausa attorno alla tavola in cui si possa conversare, rilassarsi e condividere sapori pieni e autentici; ed è per questa immagine che seguiamo tutte le fasi del processo produttivo con la massima cura.

CASEIFICIO CORVINO

la dolce freschezza del sapore antico

La vera mozzarella, quella prodotta con il latte di bufala, è una prerogativa della Campania dove da secoli, favorita dal clima mite e dalle fertili terre, si tramanda di famiglia in famiglia l’arte della trasformazione del latte bufalino. Si inserisce a pieno titolo in questa tradizione, che qualcuno fa risalire al XVI sec, il caseificio Corvino, un’azienda che, pur avvalendosi delle tecnologie più all’avanguardia, non dimentica il ruolo del “vecchio casaro” che, all’interno di un felice connubio fra innovazione e tradizione, si fa veicolo per la trasmissione dell’antica arte di “fare la mozzarella”, una maestranza che si tramanda di padre in figlio.

I Corvino svolgono con amore il loro lavoro, controllando ogni fase della lavorazione: dalla selezione degli animali alla scelta dei pascoli, dal rigido rispetto delle norme igienico alla conservazione, dall’incarto al trasporto che avviene rigorosamente con automezzi propri. Solo così il caseificio è in grado di consegnare su tutte le tavole una mozzarella freschissima che al primo morso libera il suo carattere dolce e deciso, in grado di deliziare, con il suo sapore antico, i palati più esigenti. Un sapore inconfondibile che solo il latte degli allevamenti bufalini della piana del fiume Volturno, al centro della pianura casertana, riesce a conferire a mozzarelle e bocconcini. Un sapore che ha valicato i confini nazionali per approdare sui migliori ristoranti degli Stati Uniti, in Giappone, in Vietnam, in Arabia Saudita e in Sud Africa.

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Salumi Madeo – Calabria

La Filiera Agroalimentare Madeo è sita nella zona pre-montana della Sila Greca, e più precisamente nel comune di San Demetrio Corone. Una scelta intraprendente, visto che il sistema di Filiera è difficile e impegnativo, come dimostra il fatto che a tutt’oggi, in Italia, sono ben poche le filiere agroalimentari.
Tutti i prodotti Madeo provengono dal sistema organizzato di Filiera:
1. le aziende seguono precise regole tecniche di allevamento e lavorazione, basandosi soprattutto sul maggiore uso possibile di sostanze naturali.
2. tutte le materie prime utilizzate sono controllate all’origine.
3. ogni fase del processo produttivo è controllata e documentata.
Tracciabilità e rintracciabiIità sono le parole chiave della Filiera Agroalimentare Madeo, la risposta più certa alle richieste di sicurezza alimentare. La tracciabilità è una garanzia di sicurezza dei prodotti e dei processi, dalle materie prime ai prodotti finiti in uscita dall’azienda. Attraverso la rintracciabilità è possibile risalire, in ogni momento, a ciascun componente di ogni prodotto.

Tutto è rigorosamente prodotto all’interno della Filiera, dai mangimi finanche alle spezie che insaporiscono i salumi, come il rinomato Peperoncino di Calabria. Della Filiera, controllata e organizzata dal Consorzio Qualità Carni Calabria, fanno parte 23 aziende, alcune delle quali certificate ISO 9001:2001.
Le linee di produzione della Filiera Agroalimentare Madeo spaziano dalla produzione di salumi tipici calabresi a marchio Madeo ai salumi D.O.P. a marchio Tenuta Corone (salsiccia di Calabria, soppressata di Calabria, capocollo di Calabria, pancetta di Calabria), dai salumi di Suino Nero di Calabria fino alla coltivazione e produzione di olio extra vergine d’oliva Madeo e D.O.P. Tenuta Corone.

Grazie a politiche di marketing attente e innovative la Filiera Agroalimentare Madeo, in pochi anni, puntando su genuinità e tecniche di lavorazione tradizionali, è riuscita a conquistare non solo le tavole italiane, ma anche europee.

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Biolà – prodotti a latte crudo

Biolà – Prodotti a Latte Crudo

Mio Nonno Giuseppe era un Mercante di Campagna, affittava terreni dai Nobili Patrizi romani nei tempi in cui le risorse dell’Agro Romano erano unicamente le pecore e le maremmane allo stato brado. Per fare la fienagione si dava lavoro a interi paesi in cui vivevano uomini e donne specializzati in questa o quella attività colturale. Ancora, fino a qualche anno fa, mi è capitato d’incontrare  persone anziane che mi raccontavano:
io ho lavorato pe’ Brandizzi, trebbievamo co’ tutti quelli der paese!”
Altri tempi!

Figuratevi che mio Nonno aveva una stalla di vacche da latte a Via dei Serpenti, in pieno centro di Roma!

Chissà che dicevano le ASL, o non c’erano?  Da non crederci!
Mio Padre  Giovanni era una persona stimata da tutti per la sua giovialità e per le sue competenze tecniche.

Uomo di grande intuito, negli anni ’70 precorse i cambiamenti del mercato e diede una spinta innovativa all’azienda.

Dopo un viaggio negli Usa applicò criteri di semplicità e funzionalità all’azienda. Costruì una stalla per vacche da latte che ancora oggi fa il suo dovere .

Poi, alla fine degli anni ’90 percepì ancora una volta il momento di cambiamento e optò per il sistema Biologico nel tentativo di sfuggire alla morsa della globalizzazione e della competizione dei Paesi Emergenti

Ora tocca a me, Giuseppe, la terza generazione.

Un detto popolare recita che la prima generazione costruisce,  la seconda mantiene e la terza ‘se magna tutto’ .

Sto cercando di evitarlo, ma gli eventi sono contro di me: Mucca Pazza,  Parmacrack Tanzi, poverino, che pena Yomocrack, Lingua Blu, Quote Latte, disaccoppiamento PAC , misure Agroambientali in forse , ingresso Paesi dell’Est, Granarolo, mettiamoci anche alcuni Politici nostrani , sistema Pesi e Misure applicato al latte crudo, la Meldolesi ed il Coli O 157, De Castro,  il prezzo del latte che crolla solo alla produzione , GGFF , Nas, ICQ , ICI , IMU,  PSR , Istituzioni locali e chi più ne ha più ne metta…

Anzi, se vedete un Cinese in giro con una borsa piena di contanti che vuole comperare una azienda agricola , mandatelo da me , ve ne saro’ grato !

Se Indiano o Russo e’ lo stesso , l’unico particolare imprescindibile e’ chiaramente la borsa piena di contanti

Ah ! dimenticavo i rapporti con  LE ISTITUZIONI, a parte la Loredana De Petris e gli Ass. Urilli e Smeriglio della Provincia di Roma con cui ho avuto ottimi rapporti collaborativi , per il resto :

Ricorso al Tar vinto contro il Com. di Fiumicino per una denuncia penale per cava abusiva con sanzione amministrativa per € 72.000,00 , su un mio terreno prelevavo della sabbia per lettiera delle vacche , su esposto di un ass. venatoria. Bilancio spesi € 8.000,00 tra Tar, Avvocato e consulenti ,  recuperati da sentenza soli € 2.500,00 perche’ il Giudice ha tenuto conto che il condannato era il Comune di Fiumicino.
Aggiornamento del 16/01/2013 La Giustizia e’ inesorabile , lenta ma inesorabile , ricevo da Gip di Civitavecchia condanna a pagamento di € 2.300,00  per tardiva comunicazione utilizzo reflui zootecnici nel 2008.

Causa contro Ente Parco Statale del Litorale Romano per parziale liquidazione danni avifauna in area Parco, persa ,  ricorso
12/2012  dopo un lavoro improbo , Valutazione incidenza , piano di taglio ,  per raccogliere i pareri favorevoli di Provincia, Regione Lazio richiesta indennizzo all’ Ente Parco Statale del Litorale Romano per mancato taglio boschivo  che nega il nulla osta perche’ dal 1998 non hanno ancora adottato il Piano di Gestione per il Parco .

Denuncia penale alla procura di Civitavecchia per ricettazione di reperti archeologici a seguito di una ispezione della GGFF per un controllo su un PSR di 7 anni prima ,  reperti trovati 50 anni fa da mio Padre a seguito di sistemazioni dei terreni

Psr 2007 , chiedo alla fine del 2007 contributi per realizzazione caseificio e macelleria , dopo inenarrabili peripezie me ne  liquidano nel 2012 la meta’ perche’ i lavori di ristrutturazione dei locali preesistenti  sono stati esclusi in quanto il Com. di Fiumicino chiedeva all’epoca una semplice comunicazione mentre i fuzionari Regionali pretendevano una DIA ! Anche qui , iter lento ma inesorabile !

– Dopo tre contraddittori inutili presso l’Ispettorato Provinciale con Regione Lazio :
– mi ha disdetto il contratto di affitto al 30 11 2012 e come me ad altri 150 affittuari
– nei passati  15 anni i vari contenitori Comune di Roma, Gepra, Risorse , gestori dei beni dell’ Ex Pio Istituto di S. Spirito, hanno sempre  affermato la volonta’ di vendere agli Agricoltori in affitto , ma di vendita non se e parla .
Che ci sia qualche interesse edificatorio di qualche pescecane sui terreni Ex SS Spirito, poi gestiti da Gepra , poi poi gestiti da Risorse , ora proprieta’ della Regione e gestiti dall’ Assessorato al Patrimonio ?

Con le nuove elezioni del 2013 , sono sicuro, cambiera’ tutto !!!

Accertamento ICI dal Comune di Fiumicino per un terreno agricolo edificabile ma coltivato con richiesta di appena € 40.000 per il 2006 . Ricorso, Avvocato, spese ….
– Aggiornamento Dicembre 2012, e’ arrivata anche quella del 2007 in tempo per evitare la prescrizione , altri € 40.000 richiesti . Ricorso, Avvocato, spese ….
Ho chiesto al mio fiscalista :
ma la disciplina dell’Ici (Dlgs 504/92) e la sentenza 15566 del 14 maggio 2010 della corte di Cassazione (sezione tributaria) non la conoscono ?     Risposta : Ce provano sempre e comunque  !

Multa € 6.000,00 da ICQ per una etichetta non corretta
Multa € 4.000,00 da Asl per latte non conforme
Esposti a raffica a Roma contro i furgoni in vendita diretta

Che vuoi di piu’ dalla vita ?  Quando fai una attivita’ che ti gratifica ma le Istituzioni fanno di tutto per farti sentire un CRIMINALE ?

Proprio questo desolante panorama mi ha spinto a cercare nuove risorse e visto che alcuni allevatori del Nord vendevano Latte crudo, mi sono detto: ” Perché non anch’io che ho un buon prodotto?”  E così armato di santa pazienza ho incominciato a districarmi in questo mondo sconosciuto con pochi precedenti nella VENDITA DIRETTA DI LATTE CRUDO.

Così come mio Nonno Giuseppe, così come mio Padre Giovanni…

Giuseppe Brandizzi

Le Tielle di Gaeta – Oro del Golfo

Azienda “L’Oro Del Golfo”, Tielle fresche e surgelate artigianali di Mario Frostino > La modernità sposa la Tradizione
La tiella è una specialità gastronomica tipica della città di Gaeta, consistente nell’interporre un ripieno di vario genere (solitamente di prodotti della terra o del mare) tra due sfoglie di pasta simile a quella della pizza, ma che richiede una lavorazione più accurata e possibilmente manuale. In altri termini la tiella si potrebbe definire come una sorta di ripieno tra due strati circolari di pasta morbida, umida nel ripieno ma non eccessivamente nello strato esterno.
La tiella nasce come piatto unico gradito a contadini e pescatori per consentire loro di avere una pietanza che si conservasse per diversi giorni. Si racconta che già ai tempi dei Borbone alcuni di essi ne fossero estimatori; successivamente la sua memoria si lega al consumo di gaetani che partivano per emigrare in cerca di fortuna.
Ai tempi nostri la tiella rappresenta una specialità apprezzata da tutti e ricercata da turisti e abitanti delle città limitrofe, una pietanza che molti cercano di imitare o di proporre nelle varie pizzerie, ristoranti e attività commerciali e di somministrazione alimentare, ma che pochi (solitamente le massaie) riescono a creare nel migliore dei modi.
La tradizione vuole la tiella ripiena di: polpi, calamaretti, scarola, spinaci e baccalà, zucchine, cipolle, alici, cozze ed altre varianti.
Si dice che il segreto di una buona tiella sia l’olio prodotto con olive di Gaeta il quale, come solevano dire le passate generazioni, deve scorrere fino ai gomiti, cosa che ai tempi odierni non è sicuramente possibile, per motivi di dieta, igiene e costo del prodotto.

Come preparare un tiella
Tiella di scarola: – 500 gr di farina – 500 gr di scarola – 100 gr di olive nere snocciolate – 50 gr di capperi – olio, prezzemolo, sale, peperoncino forte
Tagliuzzare finemente la scarola, cospargerla di sale e metterla a cuocere per 15minuti. Schiacciare la verdura così preparata ben bene con le mani per eliminare tutta l’acqua che contiene e condirla con olio, peperoncino forte, prezzemolo, olive, capperi, con l’aggiunta, per chi lo gradisce, 150 gr di baccalà diliscato e tagliato a pezzi grossolani.

 

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La Favola – Palmieri

L’orgoglio di casa Palmieri

Favola è la prima e unica mortadella al mondo insaccata e cotta nella cotenna naturale: un involucro diverso dagli altri, brevettato proprio dal Salumificio Palmieri.

Per questo Favola è la sola a mantenere quel profumo, quella fragranza e quella morbidezza tipici di un alimento appena cotto.

Un prodotto per tutti, senza glutine e a basso contenuto di grassi, quindi digeribile e leggera, senza polifosfati e derivati del latte aggiunti, senza glutammato e NON OGM.

Anche dal punto di vista commerciale, Favola si distingue dalle altre mortadelle.

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Cavolo Nero, Cavolo Palmizio, Cavolo Penna – Toscana

Il cavolo nero toscano chiamato anche cavolo palmizio o cavolo a penna è un cavolo molto resistente sia per quanto riguarda le avversità climatiche che per quanto si riferisce al terreno.
E’ davvero un peccato che questo gustoso cavolo sia poco conosciuto al di fuori della sua patria d’origine: la Toscana.
Questo ortaggio come tutti i cavoli appartiene alla famiglia delle Brassicacee il genere è Oleracea e il suo nome scientifico è Brassica oleracea varietà “acephala” cioè senza testa.
Infatti a differenza di altre varietà di cavolo non forma una “testa” compatta ma le sue foglie si sviluppano in orizzontale.
E’ un tipo primitivo di cavolo il cavolo nero toscano infatti quelle serrate e morbide teste che molti cavoli hanno sono il frutto di una selezione varietale che si è svolta nel corso di molte generazioni.
Non riesco bene a comprendere come questo cavolo rustico e gustoso che cresce in un periodo come quello invernale raro di verdure fresche sia così poco conosciuto al di fuori del suo luogo d’origine la Toscana meriterebbe davvero maggiore notorietà.
Fa quindi parte di quegli ortaggi rari che meriterebbero maggiore diffusione.
Se vuoi gustare il cavolo nero toscano durante l’inverno devi seminarlo in estate da giugno sino ad agosto e trapiantarlo nel luogo scelto circa un mese dopo la semina.
Le sue bollose foglie, più gustose dopo aver preso una leggera gelata forniranno un ottimo alimento vitaminico e saporito durante il periodo invernale.

Zafferano di Sardegna

Sul piano meramente agricolo la Sardegna si connota per la sua pastorizia, per l’arte casearia e recentemente per la qualità delle sue produzioni enologiche, ma da tempo … e non da poco … anche per un patrimonio di produzioni tipiche che ne hanno caratterizzato da generazioni la sua peculiarità turistica e gastronomica. Una regione povera di produzioni agricole estensive, di massa. Una terra ricca di cultura, quanto di specificità locali , apprezzate sempre più anche dai tanti stranieri che visitano l’isola durante il loro soggiorno. Lo zafferano è tra le colture di Sardegna più originali e antiche. Tra gli attuali storici che hanno saputo ben illustrare il posizionamento dello zafferano nella società e nelle dinamiche delle storie locali va citato certamente Antonio Casti. Tra i suoi ultimi scritti un dotto vademecum sullo Zafferano di San Gavino Monreale e sull’introduzione di questa spezia in Sardegna. Tra i primi documenti storici sulla presenza dello zafferano nell’area possiamo citare la Grotta della Vipera a Cagliari per le scritte sulla tomba di Attilia Pomptilia …” su tzaffaranu profumau” da parte di Cassio Filippo nel I secolo d.C. A tali primordi la vera reintroduzione produttiva va segnalata nel periodo della dominazione bizantina (VI – IX secolo) quando nell’isola una serie di monaci devoti a San Basilio coltivavano e diffondevano le tecniche di produzione dello zafferano. Un uso molto ampio dello zafferano di questa comunità di monaci che ne divulgarono oltre le utilizzazioni salutistiche, anche le grandi opportunità gastronomiche. Un ruolo non indifferente lo ebbe la comunità del Convento di Santa Lucia in quel di San Gavino Monreale, uno dei comuni maggiormente produttivi di zafferano in Sardegna e in Italia. Era uso coltivare gli orti nei pressi dei monasteri o nelle vicinanze delle case nobiliari e la sua utilizzazione si estendeva anche ad impieghi come quello aromatico e medicinale. Poco oltre anche lo stesso Ordine Francescano, successivo a i Monaci di San Basilio, favorirono la coltivazione dello zafferano di San Gavino e dei comuni del Medio Campidano, facendolo conoscere ed apprezzare oltre i confini dell’isola. La storiografia sull’uso e le tradizioni dello zafferano in Sardegna ci portano a segnalare che solo in questa regione il lessico sullo zafferano utilizzato da generazioni e delle famiglie ha una sua specificità linguistica: zafferano (tzaffaranu), Crini (le foglie dello zafferano, Ena (i pistilli), Grofu (il giorno di massima produzione dei fiori), Cuguddau (quando il fiore nelle prime ore del mattino è ancora chiuso), Furconis (peduncolo biancastro che collega i tre pistilli e che si consiglia di separarlo in quanto non contiene gli elementi essenziali presenti nei pistilli) … in concreto questa spezia entra a pieno titolo nella cultura e nelle tradizioni del popolo sardo. La Sardegna produce una gran quantità di zafferanoma molto viene utilizzato all’interno dell’isola per soddisfare la grande varietà di pietanze e di piatti che sono esaltati dalleunicità organolettiche dello zafferano sardo. Una cultura che un tempo era riservata alle famiglie benestanti , nobiliari e che invitavano i propri familiari a proseguire nelle generazioni tali coltivazioni, in quanto indice di prestigio e di considerazione da parte delle famiglie del luogo. Sono state trovati e segnalati dallo storico Casti documenti testamentari molto interessanti , in cui si disponeva che ai molti figli … e alla mia moglie venisse regolamentata la divisione dei bulbi …” Giuseppe Aru nel 1820 disponeva che le cipolle di zafferano piantate in via Oristano a San Gavino per 10 starelli dovessero andare alla moglie e il restante ai suoi 11 figli …” il prezzo era affidato ai mercatali o ai Consoli dei porti di arrivo delle merci e confrontando i soldi per libbra( 400 gr) dello zafferano rispetto ad altre spezie quali il pepe, lo zucchero, lo zenzero …  lo zafferano con i 50 soldi era la spezia più cara e ricercata. La coltivazione si è tramandata di generazione in generazione sino ai giorni nostri. La Sardegna è indubbiamente in Italia la regione maggior produttrice di zafferano il cui nucleo storico e produttivo è concentrato nei comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca nel Medio Campidano con altre piccole isole produttive al nord della Sardegna. Una valorizzazione di questa realtà produttiva è giunta con il recente riconoscimento comunitario della DOP (Denominazione di Origine Protetta) a tutto il prodotto dell’isola. Purtroppo ad oggi le poche e scarse rivendicazioni di tale riconoscimento da parte dei produttori rispetto alle aspettative, sono un dato di fatto, ciò dovuto per gli alti costi burocratici che non permettono di poter usufruire di tale riconoscimento. Di certo al di là degli aspetti normativi lo zafferano entra nella famiglia sarda in modo così eclatante nel periodo di raccolta dei fiori, con un coinvolgimento di vicini e parenti. Un entusiasmo che certamente coinvolge giovani generazioni e le donne, principali protagoniste di tale spezia.

 

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Radicchio di Treviso – Veneto

Il Radicchio Rosso di Treviso è una varietà di cicoria, è caratterizzato da un colore rosso scuro intenso, da striature bianche, da una consistenza croccante e da un inconfondibile gusto delicatamente amarognolo.

Si presenta in due varianti: precoce o tardivo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce, meno pregiato, ha foglia più larga e sapore più amaro. Viene coltivato in campo aperto e dopo l’estate, i cespi vengono legati per proseguire la maturazione e l’imbianchimento forzato. Segue quindi, la raccolta e la toelettatura prima della commercializzazione.

Il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo è invece assai più pregiato, in ragione della complessità del processo di produzione. Si presenta con foglie lunghe e affusolate, con una costa centrale bianca e foglie di un colore rosso-violaceo intenso. Secondo il disciplinare di produzione la raccolta dal campo aperto può iniziare solo dopo che le piante abbiano subito due brinate. Una volta raccolto (ancora con il suo fittone o radice) viene legato in mazzi e posto con il fittone immerso in vasche di acqua di falda a temperatura costante (12-15 gradi) per la fase di imbianchimento. La temperatura mite dell’acqua favorisce la ripresa del processo vegetazionale, ma l’assenza di luce impedisce alla pianta di produrre clorofilla: da qui il colore tipico e l’ammorbidimento delle note amare della cicoria. Dopo un periodo di forzatura in acqua, che varia dai venti ai quindici giorni, il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP è pronto per la toelettatura finale.

Cenni storici

La coltivazione del Radicchio Rosso di Treviso è frutto di una tradizione che affonda nei secoli. Alcune ricerche iconografiche condotte da Tiziano Temesta dell’Università di Padova (pubblicate ne: Il Radicchio di Treviso alle Nozze di Cana) hanno dimostrato come il radicchio fosse coltivato già dalla metà del XVI secolo. Lo si vede rappresentato in alcuni dipinti come “Le Nozze di Cana” di Leandro da Ponte detto Il Bassano (oggi al Museo del Louvre di Parigi). Ma il processo di produzione si sarebbe affinato solo nella seconda metà del XIX secolo. Sarebbe stato il vivaista Francesco Van Den Borre, giunto dal Belgio nel 1870 per realizzare un giardino patrizio, a portare nella zona del Trevigiano la tecnica di imbiachimento già in uso per le cicorie belga. È nell’anno 1900 che il Radicchio Rosso di Treviso raggiunge la consacrazione con la realizzazione sotto la Loggia dei Grani di Piazza dei Signori a Treviso della prima mostra dedicata ai produttori del Radicchio Rosso di Treviso e voluta dall’agronomo di origine lombarda, Giuseppe Benzi.

 

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