Mauro Morandin Mastro Pasticcere

Pasticceria Morandin

Mauro Morandin guida la pasticceria di famiglia con lo stesso amore con cui i suoi genitori, Rolando e Rosi, lo hanno fatto dal lontano 1966. Mauro si occupa della produzione e dei corsi, mentre sua moglie Barbara della vendita e della gestione dei due negozi.

Alla Pasticceria Morandin la produzione del dolciario è a 360°, dalle confetture ai lievitati, dalle caramelle ai cioccolatini, tutto viene preparato nel laboratorio antistante.

Storico anche il lievito madre utilizzato per la produzione di panettoni, colombe pasquali e brioche, che appartiene alla famiglia da novant’anni, da quando era stato donato a Rolando dal suo maestro di lieviti.

Pasticceria Artigianale Attilio Servi – Lazio

La passione per il cibo, l’arte della pasticceria.
Fare il pasticcere è quello che volevo…
La mia vita è variopinta e acrobatica, il mio cammino fortunato.
Potrei dire che l’epilogo, per ora, è stato l’arrivo del quinto figlio, “la ciliegina sopra una torta”, dopo l’incontro con mia moglie Pamela, la base di una vita “sana e dolce”.
Un’esistenza ricca di sorprese che hanno colorato e colorano lo scorrere del tempo.
L’incontro con “l’arte pasticcera” è arrivato da ragazzo – ero cameriere in quel periodo – con il desiderio di creare e portare in tavola prodotti di grande qualità.
Ho costruito un progetto di “catering” con un profilo di grande qualità, con il quale ho potuto “servire” in ben 2 circostanze l’indimenticabile papa Giovanni Paolo II, oggi Santo.
Grazie alla mia passione per i dolci, ho insegnato presso la scuola Tuchef di Roma,riuscendo a “trasformare” persone, impegnate in altre attività, in professionisti della pasticceria. Attività didattica che spero di continuare per il suo valore di testimonianza ed occasione di incontro umano e professionale con gli studenti aspiranti pasticceri.
Ad oggi conduciamo un attività di pasticceria a Largo di Porta Castello, a pochi passi da Piazza San Pietro a Roma e un laboratorio di produzione, con annessa scuola di pasticceria, in Pomezia da dove nascono le nostre creazioni, rigorosamente artigiane, che distribuiamo in Italia e all’Estero.
La creazione alla quale sono più affezionato, da quando l’ho scoperto, é il panettone, che racchiude in se tutta l’arte e la poesia del mestiere del pasticcere, dalla maniacale ricerca delle materie prime, alla paziente attesa delle lievitazioni, alla delicatezza con il quale deve essere trattata questa creazione, fino all’ultimo minuto prima del confezionamento.
Prodotto che lascia spazio alla fantasia nella reinterpretazione, vedi quello realizzato per il Consorzio del Parmigiano Reggiano con il suddetto formaggio e pere semi-candite.
Sono convinto, infatti, che fare il pasticcere nasca dall’idea che non siamo fondamentali per vivere, ma importantissimi per offrire emozioni e piacere.

Sal De Riso – Campania

Salvatore De Riso, il pasticcere che nasce dalla tradizione, soprattutto quella legata alla costiera Amalfitana. Noto al grande pubblico televisivo per la sua presenza a La prova del cuoco con le sue ricette dolci è possibile realizzare anche a casa magnifiche torte da pasticceria. Il suo dolce simbolo è la famosa Torta delizia al limone amalfitano. Settembre 2014 – A La prova del cuoco stagione 2014-2015 dalle 14.05 su Rai 1 in Dolci dopo il Tiggì Salvatore De Riso si alternerà come giudice a Luca Montersino, a Guido Castagna, ad Ambra Romani e ad un maestro pasticcere della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria, che cambierà ogni settimana, in una gara che vedrà sfidarsi ogni giorno aspiranti maestri pasticceri.
In Costa d’Amalfi tutto diventa simbolo: la terra ricca di agrumi, il mare con le più incredibili tonalità di blu e verde, le suggestive spiaggette, le piccole isole, gli agglomerati di casette bianche, rosa e gialle attorno a minuscoli porticcioli.

E’ dall’unicità di questi luoghi che Salvatore De Riso trae ispirazione per la propria “arte”. Piccola perla di questa costa è Minori, città natale di Salvatore De Riso. L’antica “Rheginna Minor” con la sue bellissime grotte dell’Annunziata, la Basilica e i resti straordinari della Villa Romana Marittima è stata meta di culture e civiltà diverse che vi hanno lasciato nel tempo tracce indelebili.
PRODOTTI BANDIERA
L’immagine di Salvatore non prescinde mai dai suoi limoni, dalle sue nocciole, dalla sua ricotta e da tutto ciò che una terra, così generosa e feconda gli offre.
Dalla ricerca e dall’unione di questi eccellenti materie prime, nascono i suoi meravigliosi dolci.
LE CERTIFICAZIONI
Tutte le creazioni di Sal De Riso rispettano le più severe e rigorose conformità agli standard internazionali in materia di sicurezza.
La qualità è garantita in tutte le fasi di lavorazione, dall’acquisto delle materie prime, sino alla verifica del prodotto finito.
Per la nostra produzione utilizziamo solo latte fresco alta qualità e panna fresca. Non utilizziamo conservanti, nè grassi idrogenati.
PREMI E RICONOSCIMENTO
Sal De Riso riceve premi e riconoscimenti per la maestria artistica, l’impegno nella promozione della tipicità e per i meriti professionali.
Fra i più importanti, nel novembre del 2010, il titolo di “Pasticcere dell’anno 2010-2011″, conferitogli dall’Accademia Italiana dei Maestri Pasticceri”
“WPS – World Pastry Stars 2016”: Premio ai migliori 10 pasticceri del mondo per l’utilizzo delle tecnologie in pasticceria, organizzazione del laboratorio e grandi produzioni.

 

Pasta Testa – Molise

Pasta Testa nasce nel 2007 a Cercemaggiore (CB) con l’obbiettivo di realizzare ricette di famiglia, puntando alla massima qualità.

Il nostro prodotto di maggior successo è senza dubbio il Fiadone, preparato tradizionalmente durante le feste pasquali ed oggi consumato tutto l’anno.

Produciamo pasta fresca e secca (con farine di eccellenza) trafilata al bronzo ed essiccata lentamente a basse temperature per preservarne le qualità nutrizionali e la tenuta alla cottura. Nella continua ricerca di materie prime di qualità ed autoctone ci siamo appassionati ad un grano antico originario dal medio oriente: la “Saragolla”.

Questa varietà di grano duro è stata coltivata nel centro sud italia per centinaia di anni. Partendo da una piccola quantità di semi, in pochi anni, siamo riusciti a coltivare circa 6 ettari di terreno nelle campagne di Matrice (CB), senza utilizzare alcun tipo di trattamento chimico. Il grano ottenuto viene macinato esclusivamente a pietra, in un vecchio mulino della zona, ottenendo una farina 100% integrale.

Gemme Del Vesuvio

Chi ricorda una commedia di Eduardo De Filippo in cui il ragù è protagonista nel rito della cottura dei maccheroni, può avvertire appieno il senso di napoletanità allo stato puro, riconosciuto sentimento, che inquadra la migliore espressione e la cura più assidua del ” buon impastare “. In quel tempo,alle falde del Vesuvio, mani esperte di pastai mescolavano farine di grano duro ed acqua purissima per farne la miglior pasta al mondo. Dalle strade e dai vicoli di Napoli che si affacciava sull’azzurro golfo, con l’immancabile pennacchio del vulcano sullo sfondo, il sublime sapore e l’aurea fragranza ammaliavano anima e corpo. Quelle stesse virtù sono oggi racchiuse ne
Le Gemme del Vesuvio , la pasta nata dai segreti della tradizione maccaronara grazie all’incontro con l’elevata e moderna tecnologia propria della famiglia Fornaro, già titolare di un’azienda meccanica di alta precisione, che con la passione per la tradizione, ha dato vita, in provincia di Napoli, al pastificio artigianale GRANIA srl e a più di 50 formati di pasta realizzati con pregiate semole di grano duro, trafile in bronzo ed un processo di essiccazione lenta e a basse temperature per preservare i valori nutrizionali e definire le caratteristiche organolettiche. Il risultato è ” sapida scientia “, un prodotto di altissima qualità che garantisce una tenuta della cottura ottimale e un’incredibile capacità di raccogliere ed esaltare ogni sfumatura del condimento.

Grania s.r.l.
Via Padula 48/50
Castello di Cisterna
Napoli Italy

Tel: 0818841999 – 0818844187
Fax: 08119308375

Ortuso Olio

 

Olio Monterisi – Puglia

L’Azienda Agricola Nicola Monterisi (nuovo sito http://oliomonterisi.blogspot.it/ ) si dedica alla produzione di oli extravergine d’oliva pregiati fin dalla metà dell’Ottocento.

Piccola realtà del panorama agroalimentare pugliese, sorge in una terra da sempre vocata alla coltura dell’olivo, situata a mezza collina tra la bassa Murgia e il mare.

Dal 1992 l’azienda è diretta con impegno e risultati da Nicola Monterisi, che porta avanti con capacità la tradizione familiare della passione per l’olio extravergine d’oliva.

Perito agrario d’esperienza, assaggiatore e selezionatore di oli fin dal 1996, nel 2004 completa le sue già vaste competenze con un master in elaiotecnica, volto a valorizzare ancora di più il suo olio attraverso l’impiego di tecnologie e metodi d’estrazione sempre più avanzati.
L’azienda agricola Nicola Monterisi produce oli per palati raffinati, per soddisfare il gusto di un consumatore sempre più attento ed esigente, che sappia riconoscere il valore della genuinità e dell’eccellenza. La missione dell’azienda è privilegiare la qualità alla quantità, realizzando un olio d’oliva sempre all’altezza delle aspettative di intenditori e buongustai.

 

 

 

Doro83 – Olio Lazio

DORO83 è una giovane azienda nata nel 2014 a Moricone, in provincia di Roma. Un gruppo di persone giovani, determinate e piene di iniziative con alle spalle una solida base fatta di concreta esperienza.

L’azienda nasce dall’idea di due ragazzi, due amici, che amano e vogliono valorizzare al meglio l’olio extravergine di oliva, meraviglioso prodotto di questi luoghi. Oltre all’eleganza del packaging e all’imprescindibile valore che il nostro extravergine ha, la DORO83 si basa sulla ormai antica e saggia presenza del frantoio di famiglia. Grazie a questa moderna struttura, presente dal 1956, e ai suoi esperti operatori, è stato infatti possibile ottenere un prodotto finale che rispecchi i canoni di eccellenza olearia. Da più di tre generazioni vengono tramandati i segreti e i valori, per poter lavorare al meglio le olive dei nostri campi e trasformarle nel delizioso extravergine presente su tutte le Nostre tavole.Proprio questo determina la differenza dei nostri oli dai generici extravergini, anche se prodotti negli stessi luoghi. Questa grande differenza è determinata da un’esplicita e qualificata competenza professionale, frutto degli anni, capace di amalgamare con saggezza le tradizioni con le innovazioni.

logo-doro3d.jpgLe olive curate per tutto l’intero anno, dapprima selezionate, vengono lavorate e frante con estrema cura, l’ausilio di macchinari che estraggono a freddo l’olio, caratterizzano qualitativamente ancor di più questo prodotto. La garanzia dell’extravergine DORO è quella di avere una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato e circoscritto di passaggi produttivi. Le olive passano dall’albero ai contenitori in meno di 24h.

Nonostante il nostro marchio punti a fare dei prodotti di assoluta eccellenza, non dimentichiamo mai la nostra filosofia di genuinità e soprattutto il nostro infinito rispetto per l’ambiente. Durante le nostre lavorazioni, infatti, tutti i materiali di scarto vengono o trasformati o adoperati senza divenire così inquinanti o di esubero.

L’antica espressione greca Kalokagathia “bello e bravo” potrebbe brevemente riassumere la concezione e la filosofia aziendale DORO83.

Acqua Filette – Lazio

Fonte Italia S.r.l imbottiglia l’acqua della sorgente Filette nel cuore delle montagne della Ciociaria più verde e incontaminata.
La fonte si trova nel comune di Guarcino, Frosinone, e ha una portata annua di circa 50 milioni di litri.

I prodotti sono esportati con l’obiettivo di garantire a tutti un’acqua di qualità superiore, preservando l’ecosistema e la salute dei consumatori nel rispetto delle normative previste dalla Legge Italiana, dall’Unione Europea e dalle Leggi dei Paesi dove i prodotti sono esportati.
FonteItalia S.r.l. è un’azienda con un sistema di gestione certificato secondo le norme UNI EN ISO 9001:2008.
L’azienda controlla e garantisce tutte le fasi del processo di produzione: dal servizio al cliente al design e alla grafica, dall’imbottigliamento alla distribuzione.

Disponibile in tre tipologie, “Naturalmente naturale”, “Delicatamente frizzante” e “Decisamente frizzante”, Acqua Filette soddisfa tutti i palati ed esalta la preziosità dei vini valorizzandone la persistenza.

Anche le linee e le forme sono di lussuosa eleganza: una classica bottiglia bordolese da vino è rivestita da un’etichetta in carta satinata da champagne, con l’iniziale F in lamina d’argento. La scelta del vetro, rigorosamente a perdere, e la capsula a copertura del tappo garantiscono la purezza, preservando Acqua Filette da ogni tipo di contaminazione.

NATURALMENTE NATURALE

Bottiglia in vetro a perdere, disponibile nei formati da 375 e 750 ml

DELICATAMENTE FRIZZANTE

Bottiglia in vetro a perdere, disponibile nei formati da 375 e 750 ml

DECISAMENTE FRIZZANTE

Bottiglia in vetro a perdere, disponibile nei formati da 375 e 750 ml

Bere consapevolmente. L’Acqua.

L’acqua fa bene al cuore, ai reni, al fegato, all’intestino e alla pelle. Per star bene è necessario abituarsi a bere l’acqua regolarmente e non solo quando si ha sete.

L’acqua minerale in bottiglia sta, a poco a poco, assumendo la stessa importanza del vino. Esiste ormai la figura del sommelier dell’acqua ed esistono corsi che insegnano a diventarlo.

Nei migliori ristoranti stranieri, ma anche in Italia, sta diventando una consuetudine che oltre alla carta dei vini ci sia la carta delle acque minerali.

 

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Steccolecco

L’idea è nata nel 2013 con l’apertura del primo punto vendita non convenzionale all’interno del mercato parioli (luogo riqualificato da noi a seguito dell’apertura e attualmente in fase di sviluppo commerciale). L’idea è nata da un’intuizione di un gruppo di amici e da una location d’eccezione. Abbiamo subito pensato ad un’attività commerciale di tipo alimentare e più specificatamente abbiamo deciso di scommettere nel settore della gelateria con lo scopo di unire la praticità di un gelato confezionato con la genuinità di un prodotto artigianale. Frullando questi ingredienti è nato Steccolecco.
Ma per fare la differenza bisognava puntare tutto sulla qualità (a discapito del prezzo).
Ci siamo così avvalsi della competenza di numerosi esperti del settore frequentando molteplici corsi di formazione. Si è rivelata fondamentale l’assistenza di un noto gelatiere romano che tutt’ora ci supporta nella produzione di gusti e prodotti sempre nuovi. Puntando sulla qualità abbiamo deciso di effettuare uno studio sulle migliori fonti di materie prime tra le quali aziende agricole di provata affidabilità e.g. (Domori e Agrimontana rispettivamente per cioccolate e selezione di paste di nocciola e pistacchio, San Bartolomeo per uova biologiche….) Utilizziamo solo frutta fresca e di stagione proveniente dalle principali aziende agricole regionali e.g. (anguria e melone di Maccarese, fragola di Terracina etc.) Non utilizziamo conservanti e nessun additivo chimico. Il nostro gelato è 100% naturale.
Abbiamo così ottenuto un riscontro positivo inaspettato e ora stiamo realizzando un laboratorio che lavorando a pieno regime ci permette di produrre più di 1000 gelati su stecco ogni ora.
I nostri punti vendita diretti sono situati nel quartiere Prati e nel quartiere Parioli all’interno del Mercato rionale.
Ci sono molteplici competitors  a livello mondiale ma senza troppe pretese possiamo ritenerci gli unici a produrre gelato su stecco seguendo la tradizione del vero gelato artigianale spatolato conservando dunque qualità e caratteristiche organolettiche ma soprattutto mantenendo la stessa consistenza del gelato artigianale su cono o coppetta.

CHI SIAMO

  •  la vita ha più gusto quando c’è più natura e più qualità;quando si ha più rispetto per la tradizione più fantasia e
    un pizzico di innovazione!Abbiamo frullato insieme tutti questi ingredienti ed è nato Steccolecco.
  • LA STORIA DEL GELATO SU STECCO
    Mentre le origini del gelato, sono abbastanza precise e si rifanno alla notte dei tempi, per il gelato a stecco si conoscono solo leggende metropolitane.
    Pare che nel 1905 Frank Epperson, un ragazzino americano di 11 anni che viveva a San Francisco, dimenticò un bicchiere contenente una limonata sul porticato di casa. Nel bicchiere c’era lo stecchetto di legno per mescolarla. Durante la notte la temperatura scese sotto lo zero e la bibita gelò. Il giorno dopo Frank staccando il blocchetto di limonata ghiacciata dal bicchiere, fu il primo essere umano a vedere e leccare il ghiacciolo
    Altri dicono che intorno al 1920, Christian Kent Nelson, vide entrare nel suo negozio di dolciumi un ragazzino di nome Douglas Ressenden che non riusciva a decidersi se scegliere una barretta di cioccolato o un gelato alla vaniglia. Fu così che un danese immigrato negli Stati Uniti ebbe l’idea di unire le due cose e dopo diverse prove riuscì a creare l’Eskimo Pie, quello che noi oggi chiamiamo pinguino o cremino.
    Ma noi preferiamo credere che il primo a mettere uno stecco al gelato, per renderlo più pratico, fu il venditore di caramelle statunitense Harry Burt, che sempre nel 1920 utilizza lo stecco di un lecca-lecca della sua produzione come supporto del proprio gelato ricoperto al cioccolato. Da qui il nome, che abbiamo scelto e che si rifà appunto alle origini del gelato a stecco: Steccolecco, naturalmente perfetto
  • LE NOSTRE CONFEZIONI E L’IMPATTO AMBIENTALE Le nostre confezioni a portar via e quelle delle consegne a domicilio sono biodegradabili e compostabili. I bicchieri non sono di plastica ma di amido di mais, la carta è riciclata al 100% o FSC (cioè proviene da foreste gestite in modo responsabile). Le bottiglie dei succhi sono in rPET, plastica riciclata.
  • Sono tutte alternative ecologiche al vecchio usa e getta inquinante, perché come artigiani del buon gusto e della qualità, vogliamo contribuire ad abbandonare l’uso di derivati dal petrolio e ridurre il volume dei rifiuti da smaltire. E naturalmente anche noi facciamo la raccolta differenziata. C’era da chiederlo?

LO STECCOLECCO

La nostra filosofia: solo prodotti naturali.
Per preparare un buon gelato, il segreto è usare le migliori materie prime, quelle più sane e naturali. La nostra idea è quella di conciliare l’alta qualità e genuinità di un gelato artigianale con i tempi di conservazione e la praticità di un gelato preconfezionato industriale.
Per questo siamo partiti alla ricerca di nuovi equilibri, abbiamo sperimentato sapori mai gustati, rivisitato antiche ricette e riscoperto ingredienti oggi dimenticati. Noi di Steccolecco siamo riusciti cosi a rivoluzionare il concetto di gelato su stecco donandogli una nuova immagine: IL GELATO CHE NON C’ERA!

Steccolecco alle creme: Viene prodotto solo con latte fresco di alta qualità e ingredienti naturali: lattosio, proteine del latte, zucchero, addensanti ed emulsionati di origine vegetale. Nessun utilizzo di coloranti, conservanti, grassi idrogenati o additivi chimici.

Steccolecco alla frutta di stagione e esotica: Per garantire la migliore qualità, utilizziamo soltanto frutta fresca e di stagione. E’ privo di latte e adatto ai vegani in quanto non contiene materie prime di origine animale. Nella scelta della nostra frutta esotica abbiamo selezionato le migliori cultivar per garantire le qualità organolettiche e selezionato il trasporto via aerea, per avere il giusto punto di maturazione, esaltando cosi il sapore della stessa. 75% polpa di frutta fresca, acqua, zucchero, addensanti ed emulsionati interamente naturali. Tutti i benefici della frutta fresca in un gelato!

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GUSTI

Il nostro Steccolecco viene prodotto solo con latte fresco di alta qualità e ingredienti naturali: lattosio, proteine del latte, zucchero, addensanti ed emulsionati di origine vegetale. Nessun utilizzo di coloranti, conservanti, grassi idrogenati o additivi chimici. Utilizziamo soltanto frutta fresca e di stagione.

Frutta di stagioneGusti alle CremeFrutta esotica

TUTTI I NOSTRI GELATI POSSONO ESSERE RICOPERTI CON:- Cioccolato fondente “Arriba” Ecuador Domori. Fondente 72%, Fondente 56%- Cioccolato bianco DomoriGRANELLE:
– Nocciola “tonda gentile romana” Viterbo
– Pistacchio Iran
– Cocco Centro America.

KIWI

– “HAYWARD” LATINA -La pianta è originaria della Cina ma il nome viene dalla Nuova Zelanda. Contiene più vitamina C delle arance, quindi è utile per rafforzare il sistema immunitario e prevenire raffreddori ed influenze. Ideale anche per chi vuole combattere lo stress, la depressione e la stanchezza in generale.

  • Vegan
  • Milk free

FRAGOLA

– “CANTONGA” BASILICATA -Hanno la particolarità di avere i semi sulla superficie esterna. Sono rinfrescanti e, soprattutto se mangiate a stomaco vuoto, hanno proprietà disintossicanti e depurative.
La progenitrice della fragola si trova ancora oggi nei boschi di bassa montagna nella sua forma spontanea, la fragolina di bosco.

  • Vegan
  • Milk free

LIMONE

– “PRIMO FIORE” SORRENTO -Ricco di acido citrico e vitamina C, vitamina A e quelle del gruppo B. Astringente e dissetante possiede anche proprietà antisettiche.
E’ un antico ibrido, forse tra il Pomelo e il Cedro.

  • Vegan
  • Milk free

PERA

– “DECANA DEL COMIZIO” EMILIA ROMAGNA -Una pera fornisce circa il 16% delle fibre necessarie al nostro fabbisogno quotidiano.
Qualcuno dice che quella che cadde in testa a Newton era una pera.

  • Vegan
  • Milk free

MELOGRANO

– CALIFORNIANO DI “ALFREDO CALICIOTTI ” -Il melograno è un frutto tipico della stagione autunnale. Viene definito anche “frutto della medicina”, vista la quantità di sostanze benefiche per il nostro organismo di cui è pieno: vitamine, fibre, zuccheri, flavonoidi, antiossidanti, oltre a molti principi attivi.

  • Vegan
  • Milk free

PISTACCHIO

– CALIFORNIANO SELEZIONE AGRIMONTANA -Ottimi per integrare la dieta dei bambini e di chi pratica sport. Utilizzati in Europa sin dal Paleolitico!
L’apporto prezioso di sali minerali e vitamine unite agli antiossidanti di cui sono ricchi, contribuiscono a mantenere in salute pelle e occhi.

  • No gluten

NOCCIOLA

– TONDA GENTILE DELLE LANGHE IGP -Lo Steccolecco alla nocciola è ricco di vitamina E contenuta nell’olio vegetale di nocciola. Probabilmente è uno dei gusti di gelato artigianale più apprezzati.

  • No gluten

MANDORLA

– “DELLA VAL DI NOTO” SICILIA -Le mandorle sono un vero concentrato di energia : contengono proteine, vitamina E, B1 e B2, magnesio, ferro e calcio, perciò sono utilissime anche nella calcificazione delle ossa. Sono la frutta secca con il più elevato contenuto di fibre.

  • No gluten

PINOLO

– SELVATICO DEL LITORALE LAZIALE -Vero e proprio integratore alimentare da utilizzare quando abbiamo bisogno di maggiore energia. Consigliato per chi si sottopone a snervanti ore di studio o di allenamenti sportivi. Da sempre, i pinoli sono anche considerati afrodisiaci.

  • No gluten

CAFFÈ

– MISCELA CASTRONI “SAN SALVADOR” -Il caffè, nella giusta dose, possiede numerose proprietà benefiche per il nostro organismo. È una delle fonti alimentari più ricche di sostanze naturali con proprietà antiossidanti.
La caffeina combatte l’azione dei radicali liberi.

  • No gluten
  • Milk free

CIOCCOLATO BIANCO

– DOMORI -Preparato con latte, panna e zucchero. Invece di squagliare il cioccolato fondente, squagliamo quello bianco. Per qualcuno il cioccolato bianco è un po’ troppo dolce. Ma il nostro non lo è, provare per credere.

  • No gluten

CIOCCOLATO FONDENTE

– 72% “ARRIBA” ECUADOR -Il cacao contiene circa 380 sostanze benefiche, fra cui la serotonina che migliora l’umore, la teobromina leggermente eccitante e la feniletilamina che fa alzare un po’ la pressione. Ricco di sostanze idratanti efficaci anche contro la cellulite.

  • No gluten
  • Milk free

BISCOTTO

– “GLI SBADIGLI” CORSINI -Le specialità della famiglia Corsini sono da sempre profondamente legate alla tradizione toscana e ben rappresentano, in ogni occasione, il piacere del rinomato “buon vivere toscano”.
Un gusto che riporta alla fanciulezza.

VANIGLIA

– “BOURBON” DEL MADAGASCAR -Ha proprietà stimolanti, astringenti, antisettiche e afrodisiache. Dai baccelli viene estratto anche l’olio essenziale, utilizzato direttamente in varie preparazioni gastronomiche e dolciarie.

  • No gluten

CREMA DELLA NONNA

– CON VANIGLIA “BOURBON” -La crema è una delle ricette base della pasticceria. Viene usata in moltissimi tipi di dolci, noi usiamo la ricetta tradizionale della nonna.

  • No gluten

ZABAIONE

PAPAYA

– “FORMOSA” DEL BRASILE -Oltre a tantissime vitamine, contiene un prezioso enzima, la papeina, che ha un forte potere digestivo.
Per questo è uno dei pochi frutti che si può consumare alla fine di un abbondante pranzo.

  • Vegan
  • Milk free

BANANA

– CAVENDISH” ECUADOR -Per il suo buon contenuto di potassio, è consigliata a chi soffre di crampi. Essendo ricca di fibre, a differenza di altra frutta, ha anche un notevole potere saziante.
La più famosa è quella di Andy Warhol

ALTRE SPECIALITÀ

yogurt

– YOGURT –

Il nostro yogurt probiotico, realizzato solo con prodotti naturali, pùo essere ricoperto con frutta fresca di stagione, granelle e gianduia della “Fabbrica di Cioccolato SAID”.

frullati

– FRULLATI E SMOOTHIES –

Con o senza latte, frutta di stagione e zucchero di canna. Venite a scoprire i nostri gustosi mix.

crepes

– CREPES –

La ricetta delle nostre crepes segue la vecchia tradizione. Utilizziamo uova biologiche, farina, latte, marmellate e cioccolata di altissima qualità.

crepes

– BON BON –

Piccoli gelatini di tutti i gusti per chi vuole assaggiare più combinazione e non un solo gelato.
Da mangiare in solitaria, in compagnia o da regalare!

 

 

Biscottificio Ciardi

 

L’azienda dolciaria Ciardi è specializzata nella produzione artigianale di biscotti tipici coresi e del Lazio, che nascono da antiche ricette di famiglia, tramandate di generazione in generazione a testimonianza dell’impegno e del rispetto verso una tradizione che ancora oggi si ripete.

 

Oltre cinquanta anni di attività, di passione e accurato lavoro hanno portato la famiglia CIARDI a riscuotere un grande successo, non solo a livello locale, ma anche una larga approvazione in campo internazionale, con una clientela che sempre più numerosa si sta avvicinando a questi prodotti.
Europa, Stati Uniti e Canada tra i maggiori acquirenti delle specialità di casa Ciardi, dalle soffici e ipocaloriche scottolate, fiore all’occhiello della tradizione dolciaria di famiglia, dai bastoncini mandorlati, ai cantucci, ai morselletti, alle ‘mbriachelle, alle ciambelline al vino e all’anice, da apprezzarsi degustando un buon bicchiere di vino, all’arte dolciaria più classica delle crostate, crostatine e ciambellone corese; naturalmente da non dimenticare i dolci tipicamente legati alle festività come colombe, pastiere, pan giallo e panettoni.Il biscottificio è ubicato a Cori, in provincia di Latina a circa 50 Km da Roma.

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Il Castello Del Sole

BENVENUTI

Il nostro Agriturismo si trova a Cammoro, nel comune di Sellano.

E’ composto di due confortevoli appartamenti che si affacciano sullo splendido panorama della catena dei Monti Sibillini.

Il piccolo borgo che lo ospita è uno dei Castelli più caratteristici del territorio, ricco di storia e tradizioni.

Si immerge nel verde e nel silenzio di una natura incontaminata, ricca di verdi boschi e pinete, aria fresca e acque di sorgente che invitano a vivere emozioni e sensazioni indimenticabili.

Durante il soggiorno potrete approfittare su prenotazione, del servizio ristorante dove la nostra famiglia vi accoglierà con calore e gentilezza facendovi gustare piatti tipici realizzati con i prodotti biologici della propria terra e se desiderate una colazione unica, conoscere le deliziose crostate fatte da Giacomina con le originali e bizzarre confetture prodotte in azienda e il miele dal profumo di montagna.

In poco più di mezz’ora è possibile raggiungere città ricche d’arte e cultura come Spoleto, Foligno, Perugia e visitare luoghi di culto quali Assisi, Cascia e Norcia.

L’Azienda in collaborazione con l’Associazione “Mandorli in fiore” (v.Fb) organizza eventi culturali ed olistici per la promozione di uno stile di vita comunitario e socialmente attivo.

Formaggi Chiodetti

Il punto vendita aziendale è rimasto dov’era, a Civita Castellana, sulla Flaminia, ma è stato completamente rinnovato. Elegante nella scelta dei colori, bianco, legno chiaro e nero, comunica immediatamente l’idea attorno a cui si sviluppa: mettere in risalto i prodotti nella loro unicità esaltandone la preziosità.  Il formaggio, dunque, pensato come un gioiello e  mostrato nella sua bellezza diventa l’idea centrale di un progetto che punta su un design pulito, essenziale e su un uso accorto delle luci.  “Vorrei creare un modello di punto vendita, immediatamente riconoscibile e accogliente, con una personalità definita. I clienti hanno apprezzato il cambiamento. È stato pensato anche l’angolo degustazioni perché vorrei rafforzare questo aspetto. L’attenzione al cliente è fondamentale” Giovan Battista Chiodetti parla di questo restyling con convinzione.

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Il suo legame con il formaggio parte da molto lontano, da quei pastori abruzzesi che negli anni ‘50 affrontavano con fatica e sacrificio la transumanza per trovare pascoli sempre rigogliosi. “Tutto è iniziato con il padre di mia madre, Francesco Mazzilli, che era di Alvi di Crognaleto in provincia di Teramo ed era pastore. Poi è arrivato mio padre Giuseppe, reatino, che ha imparato il mestiere e le tradizioni da mio nonno e per un periodo ha lavorato in un caseificio. Era il 1969 quando mio padre decise di mettere insieme questi due aspetti e provare a trasformare il latte che produceva: è nata così l’azienda Chiodetti. Questo fino al 1984 quando si è deciso di smettere l’allevamento e di concentrarci sulla trasformazione. Io sono entrato in azienda nell’88 e ho continuato un processo di rinnovamento che prevedeva ristrutturazioni e adeguamento alle nuove normative. Oggi abbiamo 15 allevatori di fiducia che ci forniscono la materia prima, sia latte di pecora che di vacca. Con loro c’è un rapporto consolidato negli anni, di conoscenza, di stima, di consonanza sui metodi di produzione.  sono tutti nel raggio di pochi chilometri  e il latte viene ritirato tutti i giorni”. Ci racconta Giiovan Battista Chiodetti, Gianni per chi lo conosce.

Chiodetti e carlo

“Un’esperienza familiare importante, una tradizione da conservare che sei riuscito a coniugare con un’alta tecnologia. Hai le celle-frigo studiate per i diversi tipi di formaggio e  sistemi innovativi di areazione e mantenimento delle temperature. La tua formazione al livello tecnico come si è maturata?” chiede Carlo Zucchetti mentre visitiamo la sala stagionatura, quella della salatura e dell’asciugatura. “Sono essenzialmente un autodidatta. Passione, insegnamenti familiari, letture e soprattutto il continuo confronto con i tecnici caseari hanno contribuito alla mia formazione. Oggi tutti i miei collaboratori sono formati, ma continuiamo comunque ad avere due consulenti di supporto.”

Grande energia e il desiderio di creare qualcosa di unico hanno portato Gianni Chiodetti al Fiocco della Tuscia che nel 2005 ha vinto il Premio Roma e continua ad essere uno dei suoi prodotti più ricercati. Formaggio di latte di vacca a pasta molle in crosta fiorita formata da muffe gentili, il Fiocco della Tuscia ha conquistato facilmente il palato dei consumatori per la delicatezza del suo gusto e per la  sua versatilità. “Come è nato il Fiocco della Tuscia ?” chiede Carlo mentre ne assaggia un pezzo. “Il Fiocco è nato da una serie di prove fatte insieme al Centro Sperimentale del Latte utilizzando una tecnica francese. Era il 2003-2004. Ma i risultati non mi convincevano, così ho iniziato a provare delle varianti, il risultato definitivo è arrivato dopo due o tre anni. Avevo bisogno di stabilizzare la fioritura  e di raggiungere quello che avevo in mente. Oggi siamo molto fieri dei risultati, produciamo tra i 700 e gli 800 Fiocco alla settimana.” Gli occhi piccoli, chiari e vivacissimi di Gianni si illuminano e comunicano tutta la passione e la dedizione verso il suo lavoro.

“Veniamo alla distribuzione, la parte su cui i produttori di qualità della Tuscia devono iniziare a lavorare più alacremente. Chiodetti Formaggi è  presente nel circuito delle COOP della Tuscia con tutti i prodotti, un bel risultato. E al di fuori della provincia di Viterbo? Come sono distribuite approssimativamente le percentuali di vendita?” chiede Carlo.

“La nostra produzione è assorbita quasi per il 60% dalla provincia di Viterbo, il 10-15 % arriva sui mercati romani e il restante va in Umbria e Toscana. Sicuramente l’ambizione, il desiderio più grande adesso è riuscire ad avere una presenza più significativa sulla Capitale, sarebbe bello poter pensare a un Fiocco sulla tavola della maggior parte dei romani ”.

“Il Fiocco merita decisamente una crescita in termini di vendite e di diffusione, è un prodotto davvero ottimo adatto a una tavola gourmet.  Ne abbiamo saggiato la qualità e la versatilità anche durante  Piacere Etrusco (manifestazione della Camera di Commercio di Viterbo), degustato a fette,  in accompagnamento ai primi piatti o utilizzato per il dolce come proposto da Andrea Fusco, chef stellato del ristorante Il Giuda Ballerino” ricorda Carlo, poi riprende “Prima di lasciarti ai tuoi clienti, un’ultima domanda: stai lavorando a qualcosa di nuovo?”

“Stiamo consolidando la nostra presenza sul mercato non solo con il Fiocco, ma anche con prodotti più tradizionali, come la ricotta Fiore della Tuscia e contemporaneamente cerchiamo qualcosa di nuovo da proporre. Adesso stiamo mettendo a punto uno stracchino e una sorta di erborinato, un formaggio particolare, ma su cui voglio ancora lavorare prima di farlo uscire.”

I clienti  si affollano davanti al banco, Gianni si scusa deve proprio andare, c’è chi lo chiama per un saluto, chi per un consiglio e lui non si sottrae,  con il suo sorriso accogliente e contagioso si rende disponibile per tutti.

 

 

Formaggi Chiodetti s.r.l.

Via Flaminia, 79

01033 Civita Castellana (VT)

Tel 0761/540005

Cell 335/1040742

Fax 0761/090027

E-mail: info@formaggichiodetti.it

Web: www.formaggichiodetti.it

Pecorino Brunelli

Brunelli è un’azienda con oltre 70 anni di esperienza nei formaggi: produce e distribuisce pecorino romano dop, formaggi romani e regionali freschi e stagionati tra i migliori d’Italia; formaggi di latte di pecoracapra e mucca, prodotti ancora secondo i metodi dell’antica tradizione casearia.

La storia del Gruppo Brunelli sta tutta dentro il segreto dell’eccellenza dei suoi formaggi. Al di là della loro genuina bontà c’è il coraggio, la tenacia e la lungimiranza imprenditoriale portata avanti con successo dalla famiglia Brunelli, giunta oggi alla sua terza generazione.
Tutto ha inizio nel 1938, quando Remo Brunelli, allora ventitreenne, decide di avviare in proprio la commercializzazione del Pecorino Romano, formaggio antico come la storia di Roma, fino ad allora prodotto artigianalmente dai pastori dell’Agro Romano.
Due anni dopo, nel 1940, viene acquistata la proprietà di Prima Porta, costituita da un’antica torre medioevale erta su di una collina sotto la quale erano presenti antiche grotte di tufo Etrusco-Romane risalenti al I sec. A.C., nelle quali Remo intuì già allora il valore aggiunto unico della stagionatura naturale del suo Pecorino Romano. Qui temperatura e umidità, perfettamente bilanciate, avrebbero creato il prodotto migliore, dal gusto naturalmente delicato.
Dopo oltre settant’anni di esperienza, la piccola bottega nel centro di Roma è diventata un’importante industria lattiero-casearia, con un occhio al passato e lo sguardo verso il futuro.
L’obiettivo del Gruppo Brunelli è offrirti il meglio della tradizione casearia romana, interpretando con prodotti, formati e packaging sempre più innovativi le esigenze e i gusti che cambiano, per continuare a essere una delle punte di diamante del “Made in Italy

 

 

 

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Caseificio Corvino

L’amore per la terra, per gli animali e per la semplicità delle materie prime è ciò che ogni giorno ci ispira a creare prodotti di qualità, impiegando procedimenti e tecniche accurate. Questi principi ci sono stati tramandati dalla lunga tradizione familiare dell’azienda, quando le bufale venivano chiamate a raccolta con i rispettivi nomi, una ad una. Ancora oggi manteniamo quello spirito intatto, trasferendo l’esperienza maturata nel corso degli anni nella creazione di prodotti caseari eccellenti, senza rinunciare all’innovazione tecnologica delle nostre attrezzature. La nostra Azienda Agricola si dedica all’allevamento delle bufale, investendo le proprie risorse nel controllo della qualità del latte, attraverso un processo che si estrinseca in tre fasi fondamentali:

  • Selezione degli animali
  •  Controlli rigidi
  •  Conformità norme igienico-sanitarie
Il latte bufalino prodotto poi, giunge direttamente presso il nostro Caseificio, situato nell’agro di Cancello ed Arnone, nel territorio cosiddetto dei Mazzoni, vera culla dell’allevamento delle bufale e della trasformazione e produzione di Mozzarella di Bufala Campana D.O.P. Il nostro obiettivo è quello di portare sulle tavole degli italiani (e degli amici all’estero) tutto il gusto e la genuinità della vera Mozzarella di Bufala Campana DOP, poiché sappiamo che è con l’alimentazione che inizia il “buon vivere”. Sognamo di regalare ai nostri clienti una pausa attorno alla tavola in cui si possa conversare, rilassarsi e condividere sapori pieni e autentici; ed è per questa immagine che seguiamo tutte le fasi del processo produttivo con la massima cura.

CASEIFICIO CORVINO

la dolce freschezza del sapore antico

La vera mozzarella, quella prodotta con il latte di bufala, è una prerogativa della Campania dove da secoli, favorita dal clima mite e dalle fertili terre, si tramanda di famiglia in famiglia l’arte della trasformazione del latte bufalino. Si inserisce a pieno titolo in questa tradizione, che qualcuno fa risalire al XVI sec, il caseificio Corvino, un’azienda che, pur avvalendosi delle tecnologie più all’avanguardia, non dimentica il ruolo del “vecchio casaro” che, all’interno di un felice connubio fra innovazione e tradizione, si fa veicolo per la trasmissione dell’antica arte di “fare la mozzarella”, una maestranza che si tramanda di padre in figlio.

I Corvino svolgono con amore il loro lavoro, controllando ogni fase della lavorazione: dalla selezione degli animali alla scelta dei pascoli, dal rigido rispetto delle norme igienico alla conservazione, dall’incarto al trasporto che avviene rigorosamente con automezzi propri. Solo così il caseificio è in grado di consegnare su tutte le tavole una mozzarella freschissima che al primo morso libera il suo carattere dolce e deciso, in grado di deliziare, con il suo sapore antico, i palati più esigenti. Un sapore inconfondibile che solo il latte degli allevamenti bufalini della piana del fiume Volturno, al centro della pianura casertana, riesce a conferire a mozzarelle e bocconcini. Un sapore che ha valicato i confini nazionali per approdare sui migliori ristoranti degli Stati Uniti, in Giappone, in Vietnam, in Arabia Saudita e in Sud Africa.

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Salumi Madeo – Calabria

La Filiera Agroalimentare Madeo è sita nella zona pre-montana della Sila Greca, e più precisamente nel comune di San Demetrio Corone. Una scelta intraprendente, visto che il sistema di Filiera è difficile e impegnativo, come dimostra il fatto che a tutt’oggi, in Italia, sono ben poche le filiere agroalimentari.
Tutti i prodotti Madeo provengono dal sistema organizzato di Filiera:
1. le aziende seguono precise regole tecniche di allevamento e lavorazione, basandosi soprattutto sul maggiore uso possibile di sostanze naturali.
2. tutte le materie prime utilizzate sono controllate all’origine.
3. ogni fase del processo produttivo è controllata e documentata.
Tracciabilità e rintracciabiIità sono le parole chiave della Filiera Agroalimentare Madeo, la risposta più certa alle richieste di sicurezza alimentare. La tracciabilità è una garanzia di sicurezza dei prodotti e dei processi, dalle materie prime ai prodotti finiti in uscita dall’azienda. Attraverso la rintracciabilità è possibile risalire, in ogni momento, a ciascun componente di ogni prodotto.

Tutto è rigorosamente prodotto all’interno della Filiera, dai mangimi finanche alle spezie che insaporiscono i salumi, come il rinomato Peperoncino di Calabria. Della Filiera, controllata e organizzata dal Consorzio Qualità Carni Calabria, fanno parte 23 aziende, alcune delle quali certificate ISO 9001:2001.
Le linee di produzione della Filiera Agroalimentare Madeo spaziano dalla produzione di salumi tipici calabresi a marchio Madeo ai salumi D.O.P. a marchio Tenuta Corone (salsiccia di Calabria, soppressata di Calabria, capocollo di Calabria, pancetta di Calabria), dai salumi di Suino Nero di Calabria fino alla coltivazione e produzione di olio extra vergine d’oliva Madeo e D.O.P. Tenuta Corone.

Grazie a politiche di marketing attente e innovative la Filiera Agroalimentare Madeo, in pochi anni, puntando su genuinità e tecniche di lavorazione tradizionali, è riuscita a conquistare non solo le tavole italiane, ma anche europee.

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Antica Norcineria Lattanzi

Nel rispetto delle antiche ricette tradizionali dell’Italia centrale, l’Antica Norcineria Lattanzi, di Lattanzi Franco e figli, produce e vende da quattro generazioni salumi tipici italiani: porchetta, lonza, salsicce fresche o secche, carne di maiale in tutte le forme, salami di tutti i tipi e le particolarissime coppiette, sono solo alcuni dei loro prodotti.

Queste delizie incontrano sempre il favore dei buongustai e sono il risultato della secolare cultura gastronomica italiana.

L’Antica Norcineria ha origine a fine ‘800 a Giappiedi, un piccolo paesino tra Cascia e Norcia, dove Giuseppe Lattanzi, con passione e rispetto per gli animali, inizia l’attività di norcino.

Tanta è la bontà e qualità dei salumi prodotti che da generazioni i clienti aumentano costantemente istaurando un rapporto di fiducia e amicizia con la famiglia Lattanzi.

La passione, l’onestà, l’amore per le tradizioni e la buona cucina divennero filosofia e cultura basilare tramandata di figlio in figlio, per generazioni, sempre viva e radicata nell’anima dell’azienda e dei suoi titolari, riscontrabile nel sapore e gusto di ogni loro prodotto genuino e sano.

La qualità e bontà dei prodotti dell’Antica Norcineria Lattanzi nascono anche dall’origine delle carni utilizzate.

L’Antica Norcineria Lattanzi è parte di un consorzio di filiera corta finanziato dalla Comunità Europea che mira alla produzione di salumi di alta qualità provenienti da suini allevati in zone boscose tra le montagne del Reatino.

I loro maiali, sono anche di razza perugina di prima scelta, allevati e cresciuti a Bastia Umbra (Perugia) in allevamenti vicini ai boschi e in zona di montagna.

I porcili sono caldi, coperti, costruiti in materiale argilloso per non rovinare gli zoccoli del maiale e sono puliti costantemente.

L’alimentazione è a base di farine naturali che gli consentono di crescere fino a raggiungere i 250 kg in circa due anni.

Il colore della loro carne è molto intenso, è consistente e il suo grasso è dolce.

Gli animali, dopo la macellazione, sono selezionati direttamente dal personale dell’Antica Norcineria Lattanzi.

La lavorazione delle carni è tale e quale a quella che si usava una volta. La stagionatura è naturale.

Non a caso l’azienda vanta una continua crescita della propria clientela, sia tra i privati, sia tra i ristoratori, catering, bar, supermercati. 

Per tutti i clienti i prezzi sono da ingrosso, trattandosi di una filiera corta dal produttore al consumatore.

Oggi l’Antica norcineria Lattanzi offre l’opportunità di acquistare i propri prodotti direttamente tramite Internet, o via telefonica, con spedizioni in tutta Italia e all’estero.

La spedizione avviene in confezioni sottovuoto, anche refrigerate, che mantengono l’integrità del prodotto alimentare.

Bedogni Egidio – Langhirano

Mastri Prosciuttai in Langhirano dal 1954

Langhirano è da sempre la culla del Prosciutto di Parma.
A Langhirano la ditta Egidio Bedogni è dal 1954 un nome prestigioso, e oggi come allora, qualità, esperienza e tradizione si ritrovano nell’inconfondibile sapore dei nostri prosciutti.

Una lunga Tradizione di Qualità firmata Bedogni

La lavorazione del prosciutto richiede tempo, esperienza ed il rispetto di quei gesti tradizionali che fanno dei nostri Mastri Prosciuttai il nostro fiore all’occhiello. La costanza qualitativa, il gusto unico, delicato e raffinato dei prosciutti Bedogni è il risultato della continua ricerca dell’eccellenza.
La stessa attenzione viene dedicata alla scelta di tutti i salumi che compongono la nostra selezione, salumi tipici della tradizione italiana apprezzati dai Gourmet di tutto il mondo.

 

 

 

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Biolà – prodotti a latte crudo

Biolà – Prodotti a Latte Crudo

Mio Nonno Giuseppe era un Mercante di Campagna, affittava terreni dai Nobili Patrizi romani nei tempi in cui le risorse dell’Agro Romano erano unicamente le pecore e le maremmane allo stato brado. Per fare la fienagione si dava lavoro a interi paesi in cui vivevano uomini e donne specializzati in questa o quella attività colturale. Ancora, fino a qualche anno fa, mi è capitato d’incontrare  persone anziane che mi raccontavano:
io ho lavorato pe’ Brandizzi, trebbievamo co’ tutti quelli der paese!”
Altri tempi!

Figuratevi che mio Nonno aveva una stalla di vacche da latte a Via dei Serpenti, in pieno centro di Roma!

Chissà che dicevano le ASL, o non c’erano?  Da non crederci!
Mio Padre  Giovanni era una persona stimata da tutti per la sua giovialità e per le sue competenze tecniche.

Uomo di grande intuito, negli anni ’70 precorse i cambiamenti del mercato e diede una spinta innovativa all’azienda.

Dopo un viaggio negli Usa applicò criteri di semplicità e funzionalità all’azienda. Costruì una stalla per vacche da latte che ancora oggi fa il suo dovere .

Poi, alla fine degli anni ’90 percepì ancora una volta il momento di cambiamento e optò per il sistema Biologico nel tentativo di sfuggire alla morsa della globalizzazione e della competizione dei Paesi Emergenti

Ora tocca a me, Giuseppe, la terza generazione.

Un detto popolare recita che la prima generazione costruisce,  la seconda mantiene e la terza ‘se magna tutto’ .

Sto cercando di evitarlo, ma gli eventi sono contro di me: Mucca Pazza,  Parmacrack Tanzi, poverino, che pena Yomocrack, Lingua Blu, Quote Latte, disaccoppiamento PAC , misure Agroambientali in forse , ingresso Paesi dell’Est, Granarolo, mettiamoci anche alcuni Politici nostrani , sistema Pesi e Misure applicato al latte crudo, la Meldolesi ed il Coli O 157, De Castro,  il prezzo del latte che crolla solo alla produzione , GGFF , Nas, ICQ , ICI , IMU,  PSR , Istituzioni locali e chi più ne ha più ne metta…

Anzi, se vedete un Cinese in giro con una borsa piena di contanti che vuole comperare una azienda agricola , mandatelo da me , ve ne saro’ grato !

Se Indiano o Russo e’ lo stesso , l’unico particolare imprescindibile e’ chiaramente la borsa piena di contanti

Ah ! dimenticavo i rapporti con  LE ISTITUZIONI, a parte la Loredana De Petris e gli Ass. Urilli e Smeriglio della Provincia di Roma con cui ho avuto ottimi rapporti collaborativi , per il resto :

Ricorso al Tar vinto contro il Com. di Fiumicino per una denuncia penale per cava abusiva con sanzione amministrativa per € 72.000,00 , su un mio terreno prelevavo della sabbia per lettiera delle vacche , su esposto di un ass. venatoria. Bilancio spesi € 8.000,00 tra Tar, Avvocato e consulenti ,  recuperati da sentenza soli € 2.500,00 perche’ il Giudice ha tenuto conto che il condannato era il Comune di Fiumicino.
Aggiornamento del 16/01/2013 La Giustizia e’ inesorabile , lenta ma inesorabile , ricevo da Gip di Civitavecchia condanna a pagamento di € 2.300,00  per tardiva comunicazione utilizzo reflui zootecnici nel 2008.

Causa contro Ente Parco Statale del Litorale Romano per parziale liquidazione danni avifauna in area Parco, persa ,  ricorso
12/2012  dopo un lavoro improbo , Valutazione incidenza , piano di taglio ,  per raccogliere i pareri favorevoli di Provincia, Regione Lazio richiesta indennizzo all’ Ente Parco Statale del Litorale Romano per mancato taglio boschivo  che nega il nulla osta perche’ dal 1998 non hanno ancora adottato il Piano di Gestione per il Parco .

Denuncia penale alla procura di Civitavecchia per ricettazione di reperti archeologici a seguito di una ispezione della GGFF per un controllo su un PSR di 7 anni prima ,  reperti trovati 50 anni fa da mio Padre a seguito di sistemazioni dei terreni

Psr 2007 , chiedo alla fine del 2007 contributi per realizzazione caseificio e macelleria , dopo inenarrabili peripezie me ne  liquidano nel 2012 la meta’ perche’ i lavori di ristrutturazione dei locali preesistenti  sono stati esclusi in quanto il Com. di Fiumicino chiedeva all’epoca una semplice comunicazione mentre i fuzionari Regionali pretendevano una DIA ! Anche qui , iter lento ma inesorabile !

– Dopo tre contraddittori inutili presso l’Ispettorato Provinciale con Regione Lazio :
– mi ha disdetto il contratto di affitto al 30 11 2012 e come me ad altri 150 affittuari
– nei passati  15 anni i vari contenitori Comune di Roma, Gepra, Risorse , gestori dei beni dell’ Ex Pio Istituto di S. Spirito, hanno sempre  affermato la volonta’ di vendere agli Agricoltori in affitto , ma di vendita non se e parla .
Che ci sia qualche interesse edificatorio di qualche pescecane sui terreni Ex SS Spirito, poi gestiti da Gepra , poi poi gestiti da Risorse , ora proprieta’ della Regione e gestiti dall’ Assessorato al Patrimonio ?

Con le nuove elezioni del 2013 , sono sicuro, cambiera’ tutto !!!

Accertamento ICI dal Comune di Fiumicino per un terreno agricolo edificabile ma coltivato con richiesta di appena € 40.000 per il 2006 . Ricorso, Avvocato, spese ….
– Aggiornamento Dicembre 2012, e’ arrivata anche quella del 2007 in tempo per evitare la prescrizione , altri € 40.000 richiesti . Ricorso, Avvocato, spese ….
Ho chiesto al mio fiscalista :
ma la disciplina dell’Ici (Dlgs 504/92) e la sentenza 15566 del 14 maggio 2010 della corte di Cassazione (sezione tributaria) non la conoscono ?     Risposta : Ce provano sempre e comunque  !

Multa € 6.000,00 da ICQ per una etichetta non corretta
Multa € 4.000,00 da Asl per latte non conforme
Esposti a raffica a Roma contro i furgoni in vendita diretta

Che vuoi di piu’ dalla vita ?  Quando fai una attivita’ che ti gratifica ma le Istituzioni fanno di tutto per farti sentire un CRIMINALE ?

Proprio questo desolante panorama mi ha spinto a cercare nuove risorse e visto che alcuni allevatori del Nord vendevano Latte crudo, mi sono detto: ” Perché non anch’io che ho un buon prodotto?”  E così armato di santa pazienza ho incominciato a districarmi in questo mondo sconosciuto con pochi precedenti nella VENDITA DIRETTA DI LATTE CRUDO.

Così come mio Nonno Giuseppe, così come mio Padre Giovanni…

Giuseppe Brandizzi

Le Tielle di Gaeta – Oro del Golfo

Azienda “L’Oro Del Golfo”, Tielle fresche e surgelate artigianali di Mario Frostino > La modernità sposa la Tradizione
La tiella è una specialità gastronomica tipica della città di Gaeta, consistente nell’interporre un ripieno di vario genere (solitamente di prodotti della terra o del mare) tra due sfoglie di pasta simile a quella della pizza, ma che richiede una lavorazione più accurata e possibilmente manuale. In altri termini la tiella si potrebbe definire come una sorta di ripieno tra due strati circolari di pasta morbida, umida nel ripieno ma non eccessivamente nello strato esterno.
La tiella nasce come piatto unico gradito a contadini e pescatori per consentire loro di avere una pietanza che si conservasse per diversi giorni. Si racconta che già ai tempi dei Borbone alcuni di essi ne fossero estimatori; successivamente la sua memoria si lega al consumo di gaetani che partivano per emigrare in cerca di fortuna.
Ai tempi nostri la tiella rappresenta una specialità apprezzata da tutti e ricercata da turisti e abitanti delle città limitrofe, una pietanza che molti cercano di imitare o di proporre nelle varie pizzerie, ristoranti e attività commerciali e di somministrazione alimentare, ma che pochi (solitamente le massaie) riescono a creare nel migliore dei modi.
La tradizione vuole la tiella ripiena di: polpi, calamaretti, scarola, spinaci e baccalà, zucchine, cipolle, alici, cozze ed altre varianti.
Si dice che il segreto di una buona tiella sia l’olio prodotto con olive di Gaeta il quale, come solevano dire le passate generazioni, deve scorrere fino ai gomiti, cosa che ai tempi odierni non è sicuramente possibile, per motivi di dieta, igiene e costo del prodotto.

Come preparare un tiella
Tiella di scarola: – 500 gr di farina – 500 gr di scarola – 100 gr di olive nere snocciolate – 50 gr di capperi – olio, prezzemolo, sale, peperoncino forte
Tagliuzzare finemente la scarola, cospargerla di sale e metterla a cuocere per 15minuti. Schiacciare la verdura così preparata ben bene con le mani per eliminare tutta l’acqua che contiene e condirla con olio, peperoncino forte, prezzemolo, olive, capperi, con l’aggiunta, per chi lo gradisce, 150 gr di baccalà diliscato e tagliato a pezzi grossolani.

 

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La Favola – Palmieri

L’orgoglio di casa Palmieri

Favola è la prima e unica mortadella al mondo insaccata e cotta nella cotenna naturale: un involucro diverso dagli altri, brevettato proprio dal Salumificio Palmieri.

Per questo Favola è la sola a mantenere quel profumo, quella fragranza e quella morbidezza tipici di un alimento appena cotto.

Un prodotto per tutti, senza glutine e a basso contenuto di grassi, quindi digeribile e leggera, senza polifosfati e derivati del latte aggiunti, senza glutammato e NON OGM.

Anche dal punto di vista commerciale, Favola si distingue dalle altre mortadelle.

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Cavolo Nero, Cavolo Palmizio, Cavolo Penna – Toscana

Il cavolo nero toscano chiamato anche cavolo palmizio o cavolo a penna è un cavolo molto resistente sia per quanto riguarda le avversità climatiche che per quanto si riferisce al terreno.
E’ davvero un peccato che questo gustoso cavolo sia poco conosciuto al di fuori della sua patria d’origine: la Toscana.
Questo ortaggio come tutti i cavoli appartiene alla famiglia delle Brassicacee il genere è Oleracea e il suo nome scientifico è Brassica oleracea varietà “acephala” cioè senza testa.
Infatti a differenza di altre varietà di cavolo non forma una “testa” compatta ma le sue foglie si sviluppano in orizzontale.
E’ un tipo primitivo di cavolo il cavolo nero toscano infatti quelle serrate e morbide teste che molti cavoli hanno sono il frutto di una selezione varietale che si è svolta nel corso di molte generazioni.
Non riesco bene a comprendere come questo cavolo rustico e gustoso che cresce in un periodo come quello invernale raro di verdure fresche sia così poco conosciuto al di fuori del suo luogo d’origine la Toscana meriterebbe davvero maggiore notorietà.
Fa quindi parte di quegli ortaggi rari che meriterebbero maggiore diffusione.
Se vuoi gustare il cavolo nero toscano durante l’inverno devi seminarlo in estate da giugno sino ad agosto e trapiantarlo nel luogo scelto circa un mese dopo la semina.
Le sue bollose foglie, più gustose dopo aver preso una leggera gelata forniranno un ottimo alimento vitaminico e saporito durante il periodo invernale.

Zafferano di Sardegna

Sul piano meramente agricolo la Sardegna si connota per la sua pastorizia, per l’arte casearia e recentemente per la qualità delle sue produzioni enologiche, ma da tempo … e non da poco … anche per un patrimonio di produzioni tipiche che ne hanno caratterizzato da generazioni la sua peculiarità turistica e gastronomica. Una regione povera di produzioni agricole estensive, di massa. Una terra ricca di cultura, quanto di specificità locali , apprezzate sempre più anche dai tanti stranieri che visitano l’isola durante il loro soggiorno. Lo zafferano è tra le colture di Sardegna più originali e antiche. Tra gli attuali storici che hanno saputo ben illustrare il posizionamento dello zafferano nella società e nelle dinamiche delle storie locali va citato certamente Antonio Casti. Tra i suoi ultimi scritti un dotto vademecum sullo Zafferano di San Gavino Monreale e sull’introduzione di questa spezia in Sardegna. Tra i primi documenti storici sulla presenza dello zafferano nell’area possiamo citare la Grotta della Vipera a Cagliari per le scritte sulla tomba di Attilia Pomptilia …” su tzaffaranu profumau” da parte di Cassio Filippo nel I secolo d.C. A tali primordi la vera reintroduzione produttiva va segnalata nel periodo della dominazione bizantina (VI – IX secolo) quando nell’isola una serie di monaci devoti a San Basilio coltivavano e diffondevano le tecniche di produzione dello zafferano. Un uso molto ampio dello zafferano di questa comunità di monaci che ne divulgarono oltre le utilizzazioni salutistiche, anche le grandi opportunità gastronomiche. Un ruolo non indifferente lo ebbe la comunità del Convento di Santa Lucia in quel di San Gavino Monreale, uno dei comuni maggiormente produttivi di zafferano in Sardegna e in Italia. Era uso coltivare gli orti nei pressi dei monasteri o nelle vicinanze delle case nobiliari e la sua utilizzazione si estendeva anche ad impieghi come quello aromatico e medicinale. Poco oltre anche lo stesso Ordine Francescano, successivo a i Monaci di San Basilio, favorirono la coltivazione dello zafferano di San Gavino e dei comuni del Medio Campidano, facendolo conoscere ed apprezzare oltre i confini dell’isola. La storiografia sull’uso e le tradizioni dello zafferano in Sardegna ci portano a segnalare che solo in questa regione il lessico sullo zafferano utilizzato da generazioni e delle famiglie ha una sua specificità linguistica: zafferano (tzaffaranu), Crini (le foglie dello zafferano, Ena (i pistilli), Grofu (il giorno di massima produzione dei fiori), Cuguddau (quando il fiore nelle prime ore del mattino è ancora chiuso), Furconis (peduncolo biancastro che collega i tre pistilli e che si consiglia di separarlo in quanto non contiene gli elementi essenziali presenti nei pistilli) … in concreto questa spezia entra a pieno titolo nella cultura e nelle tradizioni del popolo sardo. La Sardegna produce una gran quantità di zafferanoma molto viene utilizzato all’interno dell’isola per soddisfare la grande varietà di pietanze e di piatti che sono esaltati dalleunicità organolettiche dello zafferano sardo. Una cultura che un tempo era riservata alle famiglie benestanti , nobiliari e che invitavano i propri familiari a proseguire nelle generazioni tali coltivazioni, in quanto indice di prestigio e di considerazione da parte delle famiglie del luogo. Sono state trovati e segnalati dallo storico Casti documenti testamentari molto interessanti , in cui si disponeva che ai molti figli … e alla mia moglie venisse regolamentata la divisione dei bulbi …” Giuseppe Aru nel 1820 disponeva che le cipolle di zafferano piantate in via Oristano a San Gavino per 10 starelli dovessero andare alla moglie e il restante ai suoi 11 figli …” il prezzo era affidato ai mercatali o ai Consoli dei porti di arrivo delle merci e confrontando i soldi per libbra( 400 gr) dello zafferano rispetto ad altre spezie quali il pepe, lo zucchero, lo zenzero …  lo zafferano con i 50 soldi era la spezia più cara e ricercata. La coltivazione si è tramandata di generazione in generazione sino ai giorni nostri. La Sardegna è indubbiamente in Italia la regione maggior produttrice di zafferano il cui nucleo storico e produttivo è concentrato nei comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca nel Medio Campidano con altre piccole isole produttive al nord della Sardegna. Una valorizzazione di questa realtà produttiva è giunta con il recente riconoscimento comunitario della DOP (Denominazione di Origine Protetta) a tutto il prodotto dell’isola. Purtroppo ad oggi le poche e scarse rivendicazioni di tale riconoscimento da parte dei produttori rispetto alle aspettative, sono un dato di fatto, ciò dovuto per gli alti costi burocratici che non permettono di poter usufruire di tale riconoscimento. Di certo al di là degli aspetti normativi lo zafferano entra nella famiglia sarda in modo così eclatante nel periodo di raccolta dei fiori, con un coinvolgimento di vicini e parenti. Un entusiasmo che certamente coinvolge giovani generazioni e le donne, principali protagoniste di tale spezia.

 

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Radicchio di Treviso – Veneto

Il Radicchio Rosso di Treviso è una varietà di cicoria, è caratterizzato da un colore rosso scuro intenso, da striature bianche, da una consistenza croccante e da un inconfondibile gusto delicatamente amarognolo.

Si presenta in due varianti: precoce o tardivo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce, meno pregiato, ha foglia più larga e sapore più amaro. Viene coltivato in campo aperto e dopo l’estate, i cespi vengono legati per proseguire la maturazione e l’imbianchimento forzato. Segue quindi, la raccolta e la toelettatura prima della commercializzazione.

Il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo è invece assai più pregiato, in ragione della complessità del processo di produzione. Si presenta con foglie lunghe e affusolate, con una costa centrale bianca e foglie di un colore rosso-violaceo intenso. Secondo il disciplinare di produzione la raccolta dal campo aperto può iniziare solo dopo che le piante abbiano subito due brinate. Una volta raccolto (ancora con il suo fittone o radice) viene legato in mazzi e posto con il fittone immerso in vasche di acqua di falda a temperatura costante (12-15 gradi) per la fase di imbianchimento. La temperatura mite dell’acqua favorisce la ripresa del processo vegetazionale, ma l’assenza di luce impedisce alla pianta di produrre clorofilla: da qui il colore tipico e l’ammorbidimento delle note amare della cicoria. Dopo un periodo di forzatura in acqua, che varia dai venti ai quindici giorni, il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP è pronto per la toelettatura finale.

Cenni storici

La coltivazione del Radicchio Rosso di Treviso è frutto di una tradizione che affonda nei secoli. Alcune ricerche iconografiche condotte da Tiziano Temesta dell’Università di Padova (pubblicate ne: Il Radicchio di Treviso alle Nozze di Cana) hanno dimostrato come il radicchio fosse coltivato già dalla metà del XVI secolo. Lo si vede rappresentato in alcuni dipinti come “Le Nozze di Cana” di Leandro da Ponte detto Il Bassano (oggi al Museo del Louvre di Parigi). Ma il processo di produzione si sarebbe affinato solo nella seconda metà del XIX secolo. Sarebbe stato il vivaista Francesco Van Den Borre, giunto dal Belgio nel 1870 per realizzare un giardino patrizio, a portare nella zona del Trevigiano la tecnica di imbiachimento già in uso per le cicorie belga. È nell’anno 1900 che il Radicchio Rosso di Treviso raggiunge la consacrazione con la realizzazione sotto la Loggia dei Grani di Piazza dei Signori a Treviso della prima mostra dedicata ai produttori del Radicchio Rosso di Treviso e voluta dall’agronomo di origine lombarda, Giuseppe Benzi.

 

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La bella di Daunia – Puglia

La coltivazione della oliva “Bella di Cerignola” risale ad epoche immemorabili. Sicuramente all’inizio era trasformata più per soddisfare le esigenze di famiglia che per fini commerciali. La sua diffusione è andata via via espandendosi nel mondo, ed in particolare negli Stati Uniti di America, fino rendere questa oliva una tra le più pregiate cultivar da mensa. Alcuni autori ritengono che questa cultivar derivi dalle olive “Orchites” dei romani, altri che sia stata introdotta dalla Spagna prima del 1400, nel periodo aragonese. Tuttavia, non essendo mai stata presente tra le cultivar indigene della penisola iberica, può essere considerata una varietà autoctona dell’agro di Cerignola nell’antica Daunia oggi conosciuta come Tavoliere delle Puglie. La produzione e il commercio di questa oliva da tavola hanno sempre rappresentato un’attività di grande rilievo per Cerignola e bisogna dare atto agli operatori di tutti i tempi, della volontà e della diligenza poste per una crescente affermazione sui mercati di consumo nazionale ed esteri. Già alla fine dell’Ottocento si hanno notizie di olive, conciate nella zona di Cerignola, inviate nella parte orientale degli Stati Uniti di America. Tali olive venivano spedite nei caratteristici barili di legno “Vascidd”, di capacità variabile dai 50 a 100 Kg, e ancor più nei cosiddetti “Cugnett”, tipici recipienti di legno di forma troncoconica da 5-10 Kg. Questi ultimi venivano utilizzati per consentirne la fornitura spicciola a carattere quasi casalingo e familiare, che avrebbe poi avuto il valore di intensa e convincente diffusione commerciale dell’oliva nella lontana America. Successivamente, le olive di Cerignola, intorno al 1920, furono introdotte anche in California grazie al fenomeno migratorio che giunse ad interessare la parte occidentale degli Stati Uniti d’America. Nel 1930 l’oliva di Cerignola è stata ritenuta da una commissione tecnica preposta per la individuazione delle migliori cultivar da mensa italiane, tra le più pregevoli e adatte alla produzione di olive verdi. Nel 1969, presso l’Istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Pavoncelli” di Cerignola, viene tenuto uno specifico seminario di studi sull’oliva da mensa “Bella di Cerignola”, al quale prendono parte numerosi esponenti del mondo agricolo, del mondo industriale e di quello accademico. Nel 1976 viene pubblicato un lavoro effettuato negli anni 74 e 75 dall’Istituto di Industrie Agrarie dell’Università di Bari sulla trasformazione con metodo californiano dell’oliva Bella di Cerignola nera, con il quale si dà formalmente avvio a tale tipo di trasformazione della pregiata cultivar. Nel 1980 viene pubblicato un lavoro effettuato dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari di Parma sulla conservazione delle olive verdi e nere Bella di Cerignola. Nel 1984 viene pubblicato un lavoro eseguito dall’Università degli Studi di Bari nel quale si puntualizza che l’oliva Bella di Cerignola, da secoli diffusa in alcuni territori della Provincia di Foggia al punto da essere ritenuta varietà autoctona, rappresenta una delle migliori varietà per la produzione di olive da mensa grazie alla costante elevata pezzatura delle drupe ed alle loro buone caratteristiche qualitative. Nell’anno 2000 la varietà di oliva da tavola “Bella di Cerignola” ha ottenuto la registrazione europea come Denominazione di Origine Protetta “La Bella della Daunia”.

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